Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Se quel creativo io fossi…

Ieri riflettevo sul fatto che i cosiddetti creativi della pubblicità stanno ultimamente attingendo a piene mani dall’Opera, per promuovere i jingle dei prodotti più disparati.
Quindi, mi sono detto: “Perché non fare di questo blog una fucina d’idee per gli strateghi del marketing?”
Ecco alcuni suggerimenti, magari un domani accendo la televisione e vedo che qualcuno dei miei consigli è stato preso in considerazione, non si sa mai che poi posso accampare i diritti sulle royalties.
Per esaltare l’effetto miracoloso di un collirio, ad esempio, si potrebbe far cantare a qualche estasiata fanciulla l’aria V’adoro, pupille dal “Giulio Cesare” di Haendel, mentre una casalinga disperata ed entomofobica, impaurita dagli insetti che le infestano la casa potrebbe ispirarsi al Mozart delle “Nozze di Figaro” ed intonare Non più andrai, farfallone amoroso mentre spruzza un antinsetticida.
Rifacendosi agli “Ugonotti” di Meyerbeer, il testimonial di un detersivo potrebbe solfeggiare che la biancheria diverrebbe, con l’uso del prodotto pubblicizzato, Bianca al par di neve alpina ; i benefici della sottoscrizione d’una polizza assicurativa sarebbero messi in grande rilievo, se il promotore finanziario li presentasse cantando Madamina , il catalogo è questo dal “Don Giovanni” di Mozart.
Dopo essersi impiastricciata i capelli, una ragazza si sentirebbe davvero irresistibile, se il suo boy-friend le cantasse Tu che di gel sei cinta dalla “Turandot” di Puccini, non vi pare?
L’efficacia dei farmaci che promettono di migliorare l’esuberanza sessuale, sarebbe esaltata se in sottofondo qualche esausta ragazza cinguettasse languidamente Oh, quante volte , aria da “I Capuleti e i Montecchi” di Bellini.
Certo, in alcuni casi le arie d’Opera potrebbero essere pure controproducenti.
Ad esempio, mettiamo che io abbia bisogno di qualcuno che mi dia una sistemata al giardino: se mi si presenta un venditore di falciatrici cantando Ecco l’orrido campo dal “Ballo in Maschera” di Verdi, lo prenderei a calci in culo.
Peraltro, se un cliente si presentasse dal becchino cantando Tra poco a me ricovero, darà negletto avello dalla “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, forse potrebbe impietosire il beccamorto, ed ottenere uno sconto sull’acquisto di una bara extralusso.
E che direbbe il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, se con fiero cipiglio Epifani della CGIL nel rifiutare il contratto per i metalmeccanici modulasse Questa è dunque l’iniqua mercede da “I due Foscari” di Verdi?
Sul successo commerciale dei piani finanziari del Governo forse sarebbe bene intonare in coro un prudente Un bel dì vedremo dalla “Madama Butterfly” di Puccini.
Ma il fatto più clamoroso è questo; sembra che negli studi di Mediaset, un Berlusconi esasperato dalle continue leccate di culo del direttore del TG4 sia sbottato così: Oh, fede negar potessi parafrasando la celeberrima aria dalla “Luisa Miller” di Verdi.
Peccato però che una volta ripresosi, se ne sia andato cantando Largo al factotum , dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini.
Quando penso alla sinistra italiana, invece, sono io che tristemente intono “Oh de’verd’anni miei” dall’Ernani…
Mi sto impantanando nella politica…eh no…le maledizioni nella Lirica sono davvero troppe eh? (strasmile)
 
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25 risposte a “Se quel creativo io fossi…

  1. utente anonimo 13 marzo 2009 alle 10:20 am

    da Giuliano:
    Eh sì, ce ne sarebbero da scrivere! Questo tuo post è solo un piccolo inizio, ogni giorno me ne vengono in mente di clamorose, ma poi non si possono dire a nessuno e sono costretto a ridere da solo – oggi almeno si ride insieme!
    (“oggi si ride” è Monteverdi, Madrigali)
    Se poi ti venisse in mente di usare in chiave psicoanalitica, tanti anni fa avevo conosciuto una mora che mi piaceva moltissimo, ma era occupata; e in quel periodo non riuscivo a liberarmi da Scarpia (il Te Deum, indovina un po’ i versi precisi…)

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  2. calaminta 13 marzo 2009 alle 10:24 am

    Fantastico post, ma i pubblicitari non mi sono particolarmente simpatici e non meritano i tuoi suggerimenti! Molto più gradevole il connubio politica-Opera, al posto dell’insopportabile blaterare sarebbe un ottimo sonoro per i servizi dei tiggì…. evviva.

    Ciao 😉

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  3. utente anonimo 13 marzo 2009 alle 11:22 am

    Mi sto sbellicando dal ridere perchè avevo pensato a te scrivendo quella frase.
    Circa la pubblicità, be’ se insieme alla reclame si introduce nella memoria della gente anche qualche brano di buona musica, magari solleva la curiosità, no?

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  4. filorosso 13 marzo 2009 alle 5:19 pm

    Ho già pianto abbastanza sulle mie foto anni 80 in confronto a quelle odierne.

    (Tu che di gel sei cinta … ahahahahahahahahahah!)

    baci, Filo

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  5. amfortas 13 marzo 2009 alle 6:22 pm

    Giuliano, sai che nel tuo commento così gradevole c’è una tristissima verità di fondo?
    Siamo rimasti in pochi, davvero, tra un po’ ci metteranno in un’oasi protetta, come i koala…
    Flo, i pubblicitari non piacciono neanche a me, sono giusto un po’ più in alto dei politici, ma mica tanto.
    Oddio, certo ci sono sempre i medici e i giornalisti eh?
    Ciao!
    Ariela, è vero, qualcuno resta affascinato dalla melodia e poi magari vuole sentire l’aria nel contesto, è un primo passo.
    Sapevo che avresti apprezzato il mio commento…
    Ciao 🙂
    Filo, vabbè hai voluto svicolare elegantemente 🙂
    Ciao!

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  6. gabrilu 15 marzo 2009 alle 12:01 am

    “Io son l’umile ancella del genio creator”

    Traduz. = ti leggo sempre
    Postilla e Precisazione: però non è che ora ti monti la testa, eh.

    In fondo, sei tu ad aver dichiarato d’esser solo un aspirante creativo, neh? 😉

    F.to gabrilu piEgata in due dalle risate.

    PiAgata no, chè le piaghe le lascio agli anfortas titolari in servizio permanente effettivo

    ^__^

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  7. amfortas 15 marzo 2009 alle 8:07 pm

    gabrilu, mi leggi? Ma quanto mi leggi? 🙂 (ricordi lo spot?)
    Oggi di piagato ho solo le zampine (sto rileggendo Kafka), perché ex Ripley mi ha costretto a una “gita”!
    Ciao!

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  8. Moher66 16 marzo 2009 alle 11:34 am

    Io per un dentifricio pensavo al
    “Biato cui ti dà lu primu vasu!” di Turiddu nella Cavalleria Rusticana..
    Ok, vado…
    Elena

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  9. LaPo 16 marzo 2009 alle 12:54 pm

    siamo a corto d’argomenti.

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  10. gabrilu 16 marzo 2009 alle 3:23 pm

    “Se quel guerrier io fossi”

    … beh, anche se quel guerrier io fossi, spererei che il mio sogno non si avverasse, chè si trasformerebbe in incubo.

    Sapendo infatti ormai le cose che so (perchè tu, nel tempo, ce le hai dette) non accetterei mai e poi mai un “invito ad una passeggiata” dalla Ripley.

    Una cosa è certa: mi darei ***immantinente*** alla fuga.

    Perchè la soi disant Ripley per carità.

    Sarà pure — come dici tu — una ex Ripley, ma com’è e come non è com’è che io quando si parla di lei sento sempre “l’ orma dei passi spietati” e quando penso che sta appesa a quelle pareti che mi hai fatto vedere su Flickr… brrrrr…. io mi sento un verme della terra che lo scarafaggio del Franz era niente al confronto :-/

    Auguri, giovinotto, e buone passeggiate 0__0

    Intanto però io mi metto in pantofole, che sono più comode degli scarponi da montagna ^__^

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  11. amfortas 16 marzo 2009 alle 4:32 pm

    Lapo, però, almeno a te, non fa difetto la sintesi 🙂
    Ciao!
    gabrilu, quasi quasi, cogliendo la tua citazione operistica, pubblicherei una mia foto scattata in cima al monte meta della gita.
    Potrei esibirmi in un doppio calembour, nell’intitolarla: Un Bullo in maschera (sono stravolto dalla fatica) o anche Il Bullo Mascherato, nuovo Supereroe, che interviene in favore dei mariti oppressi dalle mogli, mentre si esprimono con detti esecrati 🙂

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  12. amfortas 16 marzo 2009 alle 4:36 pm

    elena, dai che non è male neanche la tua citazione 🙂
    Cantavo dentro di me, ieri:e nun me mporta si ce muoru accisu, mentre cercavo di evitare gli orsi sbucavano ovunque, nel faggeto che portava alla cima 🙂

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  13. utente anonimo 16 marzo 2009 alle 6:34 pm

    A me vengono in mente solo canzonacce da osteria (strano no?). Deve essere la mancanza di dolci…

    Ah, ho deciso. Domani non vado. :p

    Margot

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  14. amfortas 16 marzo 2009 alle 7:42 pm

    margie, solo canzonacce?
    Strano…di solito ti distingui per il linguaggio da educanda…
    E comunque ci vai!
    Ciao!

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  15. utente anonimo 17 marzo 2009 alle 1:22 am

    davvero divertente!! Così come le recensioni semi serie! Sono contenta di aver scoperto questo blog: dimostra che l’opera non è quel mondo chiuso e un pò cupo al quale solo pochi eletti – per lo più ultraottuagenari – possono accostarsi con grave deferenza… un’immagine che spesso ci viene proposta dai media. Invece l’opera è anche allegria, divertimento, ironia, amore per la vita ed è lecito – e secondo me consigliabile – avvicinarsi ad essa con lo spirito giocoso di un bimbo…
    Complimenti!
    Eloisa

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  16. Moher66 17 marzo 2009 alle 11:04 am

    La realtà è che la Cavalleria Rusticana è l’unica opera che conosco per intero…
    E comunque “e nun me mporta si ce muoru accisu.. (E s’iddu muoru e vaju ‘mparadisu, si nun ce truovo a ttia, mancu ce trasu)” sono le parole che mi hanno convinto ad ascoltare tutto il resto 🙂
    p.s. certo che dette mentre cercavi di evitare gli orsi che sbucavano ovunque, hanno tutta un’altra valenza :-)))
    A presto, o prode
    Elena

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  17. amfortas 17 marzo 2009 alle 11:46 am

    Eloisa, grazie, troppo buona, mi fa piacere che ti sia divertita.
    In quanto agli ultraottuagenari, non è che io ci sia poi così lontano eh?
    Solo che porto bene gli anni 🙂
    Ciao!
    Elena, verrà il giorno che pubblicherò qualche mia foto dopo le escursioni, abbi fede.
    Gli orsi sono bestie mansuete, se paragonate a ex Ripley 🙂
    Ciao!

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  18. utente anonimo 17 marzo 2009 alle 2:08 pm

    beh, la cosa importante è la gioventù dello spirito 🙂
    Un altro consiglio per la pubblicità di un dentifricio: e se l’esperto in camice bianco intonasse, ammiccando da dietro gli immancabili occhiali, “Il balen del suo sorriso”?
    Eloisa

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  19. amfortas 17 marzo 2009 alle 5:49 pm

    Eloisa, ci sta.
    Potremmo mettere su una gara e poi mandare tutto a Lapo.
    Ciao 🙂

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  20. Chatonproviseur 19 marzo 2009 alle 10:02 am

    “Tu che di gel sei cinta”?????
    Aiuto, fermatemi!!! :-DDD

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  21. ermionee 19 marzo 2009 alle 8:37 pm

    Come sai conosco solo le opere di Mozart e, ora te lo posso dire, la Bohème e Il Trovatore.
    Per una marca di surgelati “Cuocomio”: Sì eccellente è il Cuocomio, che lo volli anch’io provar!
    Beh, non ho fatto volare la fantasia, era facilino facilino…
    Mi piacerebbe vedere la foto di te sulle vette.
    Arfasatto/Elena

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  22. amfortas 19 marzo 2009 alle 9:28 pm

    Chatonproviseur, ciao, spero che nel frattempo tu ti sia fermato 🙂
    Ermionee, bell’idea!
    E poi, per interessare ancora di più le casalinghe un figaccione vestito da cuoco che alla fine canta Co-sì fan- tu-te!
    E loro tutte in coro: Co-sì fan tuUute! 🙂
    Le mie foto in vetta? Mah…poi le guardate insieme? Tu, Arfasatto e Elena? 🙂
    Ciao!

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  23. utente anonimo 20 marzo 2009 alle 11:39 am

    purtroppo “Così fan tutte” è stata veramente utilizzata come colonna sonora di un’incomprensibile pubblicità sui mobili. Cosa c’entra “La mia Dorabella capace non è” con tavoli, scrivanie e poltrone??
    Ma la sorte peggiore è toccata a Offenbach e alla melodia di “Belle nuit, o nuit d’amour”, utilizzata per pubblicizzare un prodotto per … la regolarità intestinale! Mi sembra un pò offensivo… 🙂
    Eloisa

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  24. ermionee 20 marzo 2009 alle 4:16 pm

    Certo, siamo qui tutte e tre molto incuriosite. Insomma, per chiarire: Arfasatto è solo per il/i blog, Ermionee è qui su splinder, dato che ermione con una sola e era già preso, ed Elena sono io. Ma penso che su Staze all’aria lo avevi già letto, forse.

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  25. amfortas 20 marzo 2009 alle 6:18 pm

    eloisa, sìsì è quella con la Marcuzzi, mi pare…
    Ermionee, sì mi ricordo della spiegazione della tua trinità 🙂

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