Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria della Götterdämmerung al Maggio Musicale Fiorentino.

Insomma, alla fine ce l’abbiamo fatta ad assistere a questo Götterdämmerung a Firenze, e questa è davvero l’unica cosa che conta. Ex Ripley, che è abituata a ben altri cimenti, alla fine delle sei ore di spettacolo era pronta a ripartire dal Rheingold (strasmile).

Partitura Götterdämmerung Firenze.

Ultima giornata della Tetralogia wagneriana, il Götterdämmerung è il momento in cui (pur tra parecchie contraddizioni, come segnala acutamente Daland) si tirano le somme dell’intricata vicenda del Walhalla.
L’allestimento ipertecnologico della Fura dels Baus, che in questo caso è al debutto sulle scene internazionali, è d’indubbio impatto visivo, ma dal mio punto di vista nel Siegfried il risultato è stato più emozionante, forse anche perché la vicenda, in questo caso, è più statica.
Mi astengo dal riassumere la trama, perché sarebbe davvero troppo complicato.
Il Prologo, con le tre Norne appese nel vuoto che rivivono le vicende che hanno seguito il furto dell’Oro del Reno, è forse il momento migliore dello spettacolo.
In generale, riflettevo ieri sera, l’uso delle proiezioni che è una delle caratteristiche peculiari del regista Carlus Pedrissa, avrebbe potuto essere più mirato specialmente nella prima parte (Prologo e primo atto). D’altro canto siamo sempre lì, forse poi mi sarei lamentato dicendo che c’è troppa carne al fuoco e che le immagini distolgono l’attenzione dalla musica.
Molto ben riuscite, come dicevo, la scena delle Norne ed anche quella delle Figlie del Reno, immerse in una specie di acquario gigante. Il tutto appare un po’ didascalico, infantile, però d’indubbia efficacia e fruibilità immediata anche per il neofita.
Dal lato musicale credo sia doveroso un plauso incondizionato all’Orchestra del Maggio, che con Zubin Mehta ha raggiunto (da tanto tempo ormai, non è certo una scoperta dell’ultima ora) una compattezza straordinaria. Il direttore indiano non ricerca facili effetti ma ha evidentemente una visione unitaria del Ring che si manifesta nella costante ricerca di equilibrio tra voci e orchestra. Forse, come già nel Siegfried, deve fare di necessità virtù, in quanto i solisti non hanno (con l’unica eccezione di Hans Peter König) voci particolarmente sonore ed ampie.
Due i momenti particolarmente emozionanti: il cupo, sinistro, Preludio alla prima scena del secondo atto, in cui c’è il terribile dialogo tra Alberich e Hagen.
Molto buona pure l’esecuzione della celeberrima “Marcia Funebre” di Siegfried, uno squarcio in cui si apprezza la potenza esplosiva della compagine orchestrale fiorentina.
La compagnia di canto vanta un fuoriclasse assoluto, appunto Hans Peter König che tratteggia un Hagen perfetto nel contesto: calcolatore, freddo, malvagio, determinato. La voce è molto ampia e ricca di armonici, credo sia il miglior basso che ho sentito negli ultimi tempi. Impressionante la sua chiamata a raccolta dei vassalli nella terza scena del secondo atto. Inoltre l’artista è molto bravo scenicamente, composto, non eccede mai in atteggiamenti istrionici.
Il tenore Lance Ryan era Siegfried ed è costretto persino a cantare a testa in giù, ad un certo punto, per cui onore al merito e bravo. Nel complesso il personaggio dell’eroe esce sufficientemente bene, anche se la voce non è certo particolarmente accattivante come timbro e colore. Gli acuti sono abbastanza buoni anche se saltuariamente fibrosi; certo si sente la mancanza di squillo, però il rendimento dell’artista è risultato discreto. Bravissimo nel terzo atto, quando racconta ai vassalli i suoi trascorsi come traduttore simultaneo della lingua degli uccellini del bosco (smile).
Il soprano Jennifer Wilson viene a capo con qualche fatica del personaggio di Brünnhilde. Si diceva ieri in teatro, tra amici, che ha finito molto stanca. Beh, sarebbe strano il contrario, accidenti! La voce è anonima ma omogenea in tutto il registro e solo alla fine, appunto, gli acuti tendono ad essere forzati. A me pare che nel panorama attuale non ci siano tante cantanti in grado di fare meglio. Ricordo che Waltraud Meier (mica pizza e fichi) non ha mai voluto affrontare il ruolo di Brünnhilde, un motivo ci sarà. Alla Wilson si può rimproverare solo che è molto statica in scena, stile sopranone wagneriano anni 50, tutto qui.
Più che discreti Stefan Stoll, un Gunther plausibile, e Franz-Joseph Kapellmann, che nella breve parte di Alberich riesce comunque ad essere incisivo.
Molto brava anche Katherine Wyn-Rogers, accorata Waltraute che non riesce a convincere la sorella testona Brünnhilde a restituire l’anello al Reno.
Molto strano che in una produzione così prestigiosa non si sia trovata una Gutrune accettabile. Bernadette Flaitz ha cantato male, risultando sempre calante e ingolata. Peccato.
Le tre Norne (Daniela Denschlag, Pilar Vazquez, Eugenia Bethencourt) nulla più che sufficienti ma comunque meglio delle Figlie del Reno, Woglinde, Wellglunde, Flosshilde (Silvia Vasquez, Ann-Katrin Naidu, Marina Prudenskaja), molto vociferanti.
Bravi nella loro brevissima apparizione Nicolò Ayroldi e Fabio Bertella.
Eccellente il Coro, preparato da Piero Monti.
Da segnalare tra il folto pubblico una notevolissima presenza di giovani sotto i trent’anni, e non può che farmi piacere.
Successo calorosissimo per tutti, con punte d’entusiasmo per Hans Peter König e Jennifer Wilson.
Trionfo personale, meritatissimo, per Zubin Mehta e l’Orchestra del Maggio, davvero in grandissimo spolvero.
Domani sera al Verdi di Trieste c’è la prima della Fille du Régiment di Donizetti: ciò significa che vi beccherete un’altra recensione semiseria nei prossimi giorni.
C’è di peggio, dopotutto, quindi abbiate pazienza!
Ringrazio ancora tutti per il sostegno nei giorni scorsi, e mando un saluto particolare a Marina e Bob che siamo riusciti a incontrare seppure solo per un velocissimo caffè.
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23 risposte a “Recensione semiseria della Götterdämmerung al Maggio Musicale Fiorentino.

  1. utente anonimo 7 maggio 2009 alle 8:20 pm

    da Giuliano:
    Ok, se la tua signora ha retto fino in fondo il Götterdämmerung vuol dire che è pronta anche per le cime andine: eccellente notizia!
    Vado a leggere e informarmi, peccato non esserci.
    PS: mi sta bene il costume di Loge?
    (finale Das Rheingold)

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  2. utente anonimo 7 maggio 2009 alle 8:20 pm

    da Giuliano:
    Ok, se la tua signora ha retto fino in fondo il Götterdämmerung vuol dire che è pronta anche per le cime andine: eccellente notizia!
    Vado a leggere e informarmi, peccato non esserci.
    PS: mi sta bene il costume di Loge?
    (finale Das Rheingold)

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  3. utente anonimo 8 maggio 2009 alle 1:44 pm

    Mi fa molto piacere leggere le ultime buone notizie!
    Anch’io ho visto lo spettacolo fiorentino (complice la Maggio card) e l’ho trovato molto bello: mi ha davvero commossa, entusiasmata ed emozionata. E’ stato in assoluto il mio primo Wagner, e se ho potuto apprezzare tanto la musica di un compositore a me sconosciuto lo devo anche a questo blog, che ha contribuito ad incuriosirmi al riguardo.
    Quindi grazie ancora!!
    Eloisa

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  4. utente anonimo 8 maggio 2009 alle 1:44 pm

    Mi fa molto piacere leggere le ultime buone notizie!
    Anch’io ho visto lo spettacolo fiorentino (complice la Maggio card) e l’ho trovato molto bello: mi ha davvero commossa, entusiasmata ed emozionata. E’ stato in assoluto il mio primo Wagner, e se ho potuto apprezzare tanto la musica di un compositore a me sconosciuto lo devo anche a questo blog, che ha contribuito ad incuriosirmi al riguardo.
    Quindi grazie ancora!!
    Eloisa

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  5. gabrilu 8 maggio 2009 alle 2:19 pm

    Un bacione a Ripley (mi rifiuto di chiamarla “ex”) e a te, se la tua signora mel concede.

    In quanto al Gott… che adoro… non credo mi piacerebbe più, adesso, stare seduta immobile come uno stoccafisso in una poltrona di teatro per ore e passa di fila.

    Oggi non reggo più, in quella forma, nemmeno il tempo di un film leggero di un’ora e mezza.

    Mi sono ormai abituata ad altre modalità di fruizione degli spettacoli (di qualsiasi tipo).

    Ma questo è un altro discorso.
    Che non voglio nemmeno iniziare, chè “sento [già] l’orma dei passi spietati”.
    Strasmile ed ossequi.

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  6. gabrilu 8 maggio 2009 alle 2:19 pm

    Un bacione a Ripley (mi rifiuto di chiamarla “ex”) e a te, se la tua signora mel concede.

    In quanto al Gott… che adoro… non credo mi piacerebbe più, adesso, stare seduta immobile come uno stoccafisso in una poltrona di teatro per ore e passa di fila.

    Oggi non reggo più, in quella forma, nemmeno il tempo di un film leggero di un’ora e mezza.

    Mi sono ormai abituata ad altre modalità di fruizione degli spettacoli (di qualsiasi tipo).

    Ma questo è un altro discorso.
    Che non voglio nemmeno iniziare, chè “sento [già] l’orma dei passi spietati”.
    Strasmile ed ossequi.

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  7. amfortas 8 maggio 2009 alle 3:47 pm

    Giuliano, infatti seppur timidamente lei aspira a una trasferta andina nel 2010, spero proprio che ce la faccia 🙂
    Il costume di Loge va sempre bene, come la divisa della Juve 🙂
    Eloisa, accidenti, il primo Wagner! Ora sei temprata a qualsiasi cosa, direi 🙂
    Bello più che mai il pubblico fiorentino, molto diverso da tanti altri teatri italiani.
    gabrilu, ti capisco benissimo sai? Qualche volta è pesante anche per un hooligan come me frequentare i teatri. Purtroppo la maleducazione regna sovrana ovunque però, e visto che devo combattere, almeno mi scelgo il campo di battaglia 🙂
    P.S.
    Per te e altri che mi chiedono del motivo dell’ex davanti a Ripley.
    Ho cominciato a chiamarla così perché quando faceva la chemio aveva perso i capelli e assomigliava a Ripley in Alien III (mi pare).
    Poi i capelli sono ricresciuti, quindi ex solo in questo senso, ché come combattività…altro che Alien 🙂
    Ciao a tutti.

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  8. amfortas 8 maggio 2009 alle 3:47 pm

    Giuliano, infatti seppur timidamente lei aspira a una trasferta andina nel 2010, spero proprio che ce la faccia 🙂
    Il costume di Loge va sempre bene, come la divisa della Juve 🙂
    Eloisa, accidenti, il primo Wagner! Ora sei temprata a qualsiasi cosa, direi 🙂
    Bello più che mai il pubblico fiorentino, molto diverso da tanti altri teatri italiani.
    gabrilu, ti capisco benissimo sai? Qualche volta è pesante anche per un hooligan come me frequentare i teatri. Purtroppo la maleducazione regna sovrana ovunque però, e visto che devo combattere, almeno mi scelgo il campo di battaglia 🙂
    P.S.
    Per te e altri che mi chiedono del motivo dell’ex davanti a Ripley.
    Ho cominciato a chiamarla così perché quando faceva la chemio aveva perso i capelli e assomigliava a Ripley in Alien III (mi pare).
    Poi i capelli sono ricresciuti, quindi ex solo in questo senso, ché come combattività…altro che Alien 🙂
    Ciao a tutti.

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  9. AntonioSabino 9 maggio 2009 alle 9:14 am

    Ho sentito l’ultima serata del Ring a spizzichi e bocconi, mi è sembrata una buona edizione (dal punto di vista del puro ascolto radiofonico), non immaginavo che il povero Ryan fosse finito appeso a testa in giù, questa notizia mi porta ad aumentare di un punto la sua prestazione come Siegfried, anche se non mi ha esaltato (come capita spesso oramai con i tenori quando affrontano il buon Richard).
    Bella recensione, complimenti

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  10. AntonioSabino 9 maggio 2009 alle 9:14 am

    Ho sentito l’ultima serata del Ring a spizzichi e bocconi, mi è sembrata una buona edizione (dal punto di vista del puro ascolto radiofonico), non immaginavo che il povero Ryan fosse finito appeso a testa in giù, questa notizia mi porta ad aumentare di un punto la sua prestazione come Siegfried, anche se non mi ha esaltato (come capita spesso oramai con i tenori quando affrontano il buon Richard).
    Bella recensione, complimenti

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  11. annaritav 9 maggio 2009 alle 10:26 am

    Anche noi ci siamo goduti una trasferta fiorentina, e abbiamo assistito allo spettacolo di domenica pomeriggio. Che dirti? Questo è stato il mio terzo Wagner (dopo la doppietta di Tristan und Isolde a Parigi nel 2005 e Milano quest’anno) e sono stata travolta dalla ricca messa in scena spagnola, sicché non ho avuto il tempo di avvertire il peso della lunghezza dello spettacolo. Il consorte è stato soddisfatto e io, da povera neofita, ero quasi entusiasta. Ogni tanto sbirciavo a destra e mi dicevo: sto guardando Zubin Mehta e mi sentivo così emozionata! Adesso ho voglia di vedere dal vivo tutta la tetralogia e credo proprio che intanto mi allenerò con i DVD del consorte. A presto, Annarita.

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  12. amfortas 9 maggio 2009 alle 12:24 pm

    AntonioSabino, la visione registica della Fura contempla molte difficoltà aggiuntive per i cantanti: le tre norne cantano appese a qualche metro dal palcoscenico, per esempio.
    Anche gli artisti figuranti sono molto impegnati, non so quanto tempo siano rimasti appesi a testa in giù alcuni mimi. Certo non devono cantare, ma non è certo una posizione comoda!
    Su Ryan ti posso dire con certezza che ha cantato comunque meglio di Stephen Gould, l’ultimo Siegfried a Bayreuth.
    Ciao e grazie per i complimenti.
    Annarita, bene, sono contento che siate rimasti soddisfatti! Io ho rimpianto la mancanza di un po’ di movimento nel lungo primo atto, però come ho detto in sede di recensione semiseria, non si può avere tutto 🙂
    Per il Ring completo credo che, almeno in Italia, tu debba aspettare il 2013, anno in cui pare ci saranno più Ring che Tosca 🙂
    Ciao te e al marito melomane 🙂

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  13. amfortas 9 maggio 2009 alle 12:24 pm

    AntonioSabino, la visione registica della Fura contempla molte difficoltà aggiuntive per i cantanti: le tre norne cantano appese a qualche metro dal palcoscenico, per esempio.
    Anche gli artisti figuranti sono molto impegnati, non so quanto tempo siano rimasti appesi a testa in giù alcuni mimi. Certo non devono cantare, ma non è certo una posizione comoda!
    Su Ryan ti posso dire con certezza che ha cantato comunque meglio di Stephen Gould, l’ultimo Siegfried a Bayreuth.
    Ciao e grazie per i complimenti.
    Annarita, bene, sono contento che siate rimasti soddisfatti! Io ho rimpianto la mancanza di un po’ di movimento nel lungo primo atto, però come ho detto in sede di recensione semiseria, non si può avere tutto 🙂
    Per il Ring completo credo che, almeno in Italia, tu debba aspettare il 2013, anno in cui pare ci saranno più Ring che Tosca 🙂
    Ciao te e al marito melomane 🙂

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  14. AntonioSabino 10 maggio 2009 alle 9:22 am

    Concordo pienamente sul paragone con Gould, nettamente inferiore a Ryan e in evidente crisi (Thielemann doveva costantemente rallentare)

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  15. amfortas 11 maggio 2009 alle 7:28 am

    AntonioSabino, non ho presente il particolare del rallentamento, ora.
    Sicuramente Gould cantò male nel Siegfried, forse un po’ meglio nella giornata conclusiva.
    Ciao.

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  16. amfortas 11 maggio 2009 alle 7:28 am

    AntonioSabino, non ho presente il particolare del rallentamento, ora.
    Sicuramente Gould cantò male nel Siegfried, forse un po’ meglio nella giornata conclusiva.
    Ciao.

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  17. Moher66 11 maggio 2009 alle 9:29 am

    Caro Paolo, confesso di non aver letto un’acca di questo tuo ultimo post, tanto sono qui (per ora) solo per salutarti, tra cose di musica che cosa bella, e salutare (virtualmente visto che non ci conosciamo) una ex-Ripley che a occhio e croce (intuisco) potrebbe dare diversi consigli alla vera Ripley..
    Bentornati
    🙂
    Elena

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  18. Moher66 11 maggio 2009 alle 9:29 am

    Caro Paolo, confesso di non aver letto un’acca di questo tuo ultimo post, tanto sono qui (per ora) solo per salutarti, tra cose di musica che cosa bella, e salutare (virtualmente visto che non ci conosciamo) una ex-Ripley che a occhio e croce (intuisco) potrebbe dare diversi consigli alla vera Ripley..
    Bentornati
    🙂
    Elena

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  19. amfortas 11 maggio 2009 alle 2:51 pm

    Elena figurati, non c’è problema.
    Prima o poi anch’io ritroverò il ritmo e passerò a salutare tutti.
    Ex Ripley ringrazia 🙂

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  20. amfortas 11 maggio 2009 alle 2:51 pm

    Elena figurati, non c’è problema.
    Prima o poi anch’io ritroverò il ritmo e passerò a salutare tutti.
    Ex Ripley ringrazia 🙂

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  21. ermionee 28 maggio 2009 alle 5:24 pm

    Ahimè, non riesco assolutamente ad amare Wagner…certamente non lo capisco, sarà colpa mia, ma mi riesce insopportabile. E quindi ancora di più ammiro te, che ti fai anche delle trasferte estenuanti per ascoltarlo. Comunque c’è stata mia madre e mi ha detto che era piuttosto bello, effettivamente. Sono in minoranza eh eh

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  22. amfortas 28 maggio 2009 alle 6:20 pm

    Ermionee, io ho grandi difficoltà col barocco, ad esempio.
    Trovo sia normale che qualcosa non piaccia, l’importante è non avere preclusioni e pregiudizi.
    Ciao 🙂

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  23. amfortas 28 maggio 2009 alle 6:20 pm

    Ermionee, io ho grandi difficoltà col barocco, ad esempio.
    Trovo sia normale che qualcosa non piaccia, l’importante è non avere preclusioni e pregiudizi.
    Ciao 🙂

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