Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Italiana in Algeri al Verdi di Trieste: Rossini buffo al top.

Pare che gli abitanti dell’orrida Venezia fossero dei grandi gaudenti, all’inizio del 1800. Eppure immagino che i raid dei piccioni sulle loro teste avessero già luogo, così come sono sicuro che, pure a quei tempi, la laguna emanasse quel fetore che possiamo apprezzare anche ai nostri tempi.
Che ci sarà stato da ridere? Non che oggi sia meglio eh? Anzi, l’autoctono deve pure affrontare le orde barbariche dei turisti, buona parte dei quali si comporta come i piccioni, seppure a livello del mare.
Eppure in un antico testo, si legge, tra l’altro (Lettere due sopra l’Arte del Suono, 1778 Antonio Veronese):
 
Chi non discerne la gaiezza elegante dello stil Veneziano dalla erudita gravità dello stil Bolognese?
 
Gioachino Rossini, come tutti i geni, sapeva cogliere gli umori del pubblico e così dopo aver presentato a Venezia uno dei capisaldi del teatro lirico serio, Tancredi, si accinse ad allentare un po’ la tensione con un dramma giocoso, L’italiana in Algeri.
Ecco quindi accontentata la frangia gaudente dei veneziani, quella che Stendhal così definisce nella sua Vita di Rossini:
 
 
Il risultato del carattere dei veneziani è che essi vogliono, anzitutto, nella musica, arie piacevoli; più leggere che appassionate.
Furono serviti a dovere nell’Italiana; mai popolo godette uno spettacolo più rispondente al proprio carattere e, fra tutte le opere, non è mai esistita una che dovesse piacere di più ai veneziani.
 
Ed è proprio L’Italiana in Algeri il titolo che dopo aver debuttato a Venezia in quel lontano 22 maggio 1813 chiude, venerdì prossimo, la stagione lirica qui al Verdi di Trieste.
Un trionfo che dura da due secoli per un lavoro che è entusiasmante e che a suo tempo diede luogo a una specie di fanatismo.
Se qualcuno mi chiedesse da dove cominciare per avvicinarsi alla lirica, sarebbe uno dei primi titoli che proporrei, il Rossini buffo è irresistibile.
Ancora Stendhal:
 
 È semplicemente la perfezione del genere buffo. Nessun compositore vivente merita questa lode e Rossini stesso ha presto cessato di aspirarvi. Quando scriveva l’Italiana in Algeri, era nel fiore del genio e della giovinezza: non temeva di ripetersi, non cercava di fare musica forte, viveva nella piacevole terra veneziana,la più gaia d’Italia e forse del mondo, e certamente la meno pedante.
 
Che devo dire io, ubi maior minor cessat no (smile)?
Le vicende delle due coppie Lindoro-Isabella e Mustafà-Elvira sono veramente troppo complicate da riassumere anche in maniera semiseria, quindi penso di poter soprassedere.
Se ho tempo in settimana ci torno, intanto vi lascio questa magnifica interpretazione di Marylin Horne nella celeberrima Cruda sorte.
Buona settimana a tutti.
Cruda sorte! Amor tiranno!
Questo è il premio di mia fe’?
Non v’è orror, terror, nè affanno
Pari a quel ch’io provo in me.
Per te solo, o mio Lindoro,
Io mi trovo in tal periglio.
Da chi spero, o Dio, consiglio?
Chi conforto mi darà?
Qua ci vuol disinvoltura,
Non più smanie, nè paura:
Di coraggio è tempo adesso,
Or chi sono si vedrà.
Già so per pratica
Qual sia l’effetto
D’un sguardo languido,
D’un sospiretto…
So a domar gli uomini
Come si fa.
Sian dolci o ruvidi,
Sian flemma o foco
Son tutti simili
a presso a poco…
Tutti la chiedono,
Tutti la bramano,
Da vaga femmina
Felicità.
         
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20 risposte a “Italiana in Algeri al Verdi di Trieste: Rossini buffo al top.

  1. utente anonimo 24 maggio 2009 alle 9:16 pm

    Beh, come testo non siamo certo ai vertici della letteratura mondiale… Per fortuna che c’è la musica!
    Ciao!
    Ghismunda

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  2. utente anonimo 24 maggio 2009 alle 9:16 pm

    Beh, come testo non siamo certo ai vertici della letteratura mondiale… Per fortuna che c’è la musica!
    Ciao!
    Ghismunda

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  3. amfortas 24 maggio 2009 alle 10:30 pm

    Ghismunda, non ti stupirai se ti dico che questo testo (ma anche altri passi dell’opera) ebbe problemi con la censura.
    Ciao 🙂

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  4. amfortas 24 maggio 2009 alle 10:30 pm

    Ghismunda, non ti stupirai se ti dico che questo testo (ma anche altri passi dell’opera) ebbe problemi con la censura.
    Ciao 🙂

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  5. utente anonimo 25 maggio 2009 alle 1:29 pm

    da Giuliano:
    invece io penso da sempre che Rossini abbia avuto i migliori librettisti, tante sue cose fanno morire dal ridere anche senza musica – certo, bisogna “riparametrarsi”, sapere quando si gioca e quando si è seri.
    Per esempio, io vado matto per Felice Romani, che ha scritto anche “Norma” ma che è stato anche un gran costruttore di commedie brillante. (l’Italiana è di Anelli, se non ricordo male – vado a controllare!).
    Penso che l’allestimento di Ponnelle sia inarrivabile, per di più con Dara a far casino in mezzo… Forse potresti dare un giudizio in gradi Ponnelle! 🙂

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  6. utente anonimo 25 maggio 2009 alle 1:29 pm

    da Giuliano:
    invece io penso da sempre che Rossini abbia avuto i migliori librettisti, tante sue cose fanno morire dal ridere anche senza musica – certo, bisogna “riparametrarsi”, sapere quando si gioca e quando si è seri.
    Per esempio, io vado matto per Felice Romani, che ha scritto anche “Norma” ma che è stato anche un gran costruttore di commedie brillante. (l’Italiana è di Anelli, se non ricordo male – vado a controllare!).
    Penso che l’allestimento di Ponnelle sia inarrivabile, per di più con Dara a far casino in mezzo… Forse potresti dare un giudizio in gradi Ponnelle! 🙂

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  7. utente anonimo 25 maggio 2009 alle 2:49 pm

    Divago, ma mi scuserai… tanto sono ignorante sull’argomento che non potrei fare altro.
    Mentre leggevo ho avuto un’illuminazione. Ho finalmente capito perchè ami la lirica. Semplicemente perchè non c’è nessuna opera “nnamo, famo, dimo, giocamo, cantamo…” O sbaglio?

    Sorvolo su Venezia (e lo farei volentieri come pterodattilo) visti gli eventi futuri.

    Margot :p

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  8. utente anonimo 25 maggio 2009 alle 2:49 pm

    Divago, ma mi scuserai… tanto sono ignorante sull’argomento che non potrei fare altro.
    Mentre leggevo ho avuto un’illuminazione. Ho finalmente capito perchè ami la lirica. Semplicemente perchè non c’è nessuna opera “nnamo, famo, dimo, giocamo, cantamo…” O sbaglio?

    Sorvolo su Venezia (e lo farei volentieri come pterodattilo) visti gli eventi futuri.

    Margot :p

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  9. amfortas 25 maggio 2009 alle 5:15 pm

    Giuliano, tra l’altro proprio in quest’opera c’è almeno un passaggio più “serio” e cioè il “Pensa alla patria”.
    Le cronache riportano che Marietta Marcolini, prima interprete di Isabella, facesse furore sia come comica sia come tragica.

    Naque nella reggia delle arti belle, in Roma, questa egregia attrice-cantante la quale e nelle parti facete e nelle più tragiche giunse ad eccitare l’entusiasmo di intere città”

    Capito la Marietta?
    L’allestimento di Ponnelle resta una pietra miliare!
    Ciao 🙂
    Margie, leggi sopra, la Marietta era romana e quindi sarà stata una caciarona!
    Uargh!
    Sorvoli su Venezia? Ne riparleremo, lo so 🙂
    Ciao!

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  10. amfortas 25 maggio 2009 alle 5:15 pm

    Giuliano, tra l’altro proprio in quest’opera c’è almeno un passaggio più “serio” e cioè il “Pensa alla patria”.
    Le cronache riportano che Marietta Marcolini, prima interprete di Isabella, facesse furore sia come comica sia come tragica.

    Naque nella reggia delle arti belle, in Roma, questa egregia attrice-cantante la quale e nelle parti facete e nelle più tragiche giunse ad eccitare l’entusiasmo di intere città”

    Capito la Marietta?
    L’allestimento di Ponnelle resta una pietra miliare!
    Ciao 🙂
    Margie, leggi sopra, la Marietta era romana e quindi sarà stata una caciarona!
    Uargh!
    Sorvoli su Venezia? Ne riparleremo, lo so 🙂
    Ciao!

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  11. Princy60 26 maggio 2009 alle 9:54 am

    Peccato che abbia smesso di scrivere tanto presto.

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  12. amfortas 26 maggio 2009 alle 12:48 pm

    Princy, vero, chissà cosa ci avrebbe regalato ancora 🙂

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  13. megbr 26 maggio 2009 alle 2:06 pm

    ma che bella recensione!!! sembra proprio un merletto della vituperata laguna … :-)) Grande la Horne… grandissima e inimitabile amica….
    cmq concordo con Giuliano: penso anch’io che Rossini sia stato uno dei più accorti nella scelta dei librettisti… basta per uno il Barbiere: è teatralmente perfetto!

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  14. megbr 26 maggio 2009 alle 2:06 pm

    ma che bella recensione!!! sembra proprio un merletto della vituperata laguna … :-)) Grande la Horne… grandissima e inimitabile amica….
    cmq concordo con Giuliano: penso anch’io che Rossini sia stato uno dei più accorti nella scelta dei librettisti… basta per uno il Barbiere: è teatralmente perfetto!

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  15. amfortas 26 maggio 2009 alle 3:07 pm

    megbr, la recensione arriverà nel fine settimana, non penserai mica che anch’io faccia come certi critici che parlano di spettacoli che non hanno ancora visto? 🙂
    Ciao!

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  16. amfortas 26 maggio 2009 alle 3:07 pm

    megbr, la recensione arriverà nel fine settimana, non penserai mica che anch’io faccia come certi critici che parlano di spettacoli che non hanno ancora visto? 🙂
    Ciao!

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  17. ivyphoenix 28 maggio 2009 alle 9:20 am

    se tu dovessi morire assassinato in circostanze misteriose, bisognerà seguire la pista veneziana… dopo che dici peste e corna appena puoi della città
    ha ha ha…

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  18. ivyphoenix 28 maggio 2009 alle 9:20 am

    se tu dovessi morire assassinato in circostanze misteriose, bisognerà seguire la pista veneziana… dopo che dici peste e corna appena puoi della città
    ha ha ha…

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  19. amfortas 28 maggio 2009 alle 10:14 am

    Ivy, e speriamo di no eh? 🙂
    Ciao!

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  20. amfortas 28 maggio 2009 alle 10:14 am

    Ivy, e speriamo di no eh? 🙂
    Ciao!

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