Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Mini recensione semiseria di Tristan und Isolde al Festival di Bayreuth 2009.

Non mi soffermo in questa sede sulla genesi del Tristan und Isolde o sull’amore infelice di Wagner per Matilde Wesendonck, sarebbe troppo complicato.
Invece sottolineo come ieri, una volta di più, abbia apprezzato il magnifico lavoro di Guido Manacorda e la comodità del libretto dell’opera pubblicato dalla Sansoni. La mia copia costava 7 Lire nel 1940, pensate un po’!
Andiamo subito alla recensione, anzi, alla mini recensione semiseria della recita che ha inaugurato il Festival di Bayreuth 2009.
La trasmissione è stata abbastanza disturbata nel primo atto, non è la prima volta che succede nelle dirette [qualcuno dirà che è stato un bene, visto il rendimento della Theorin (smile)].
Ovviamente le mie opinioni sono da prendere con le molle, è evidente che l’ascolto radiofonico è un ascolto monco, difficile capire se c’è equilibrio tra voci ed orchestra ad esempio, e poi manca la dimensione teatrale.
La direzione di Peter Schneider, che non s’inventa nulla di nuovo restando nel solco di una solida tradizione, in qualche momento mi è sembrata un po’troppo concitata e fragorosa, ma davvero è difficile valutare attraverso l’ascolto radiofonico. Forse il momento migliore è stato il Preludio, diretto in maniera asciutta e spedita.
Robert Dean Smith, ormai un veterano del repertorio wagneriano pur essendo ancora giovane [insomma, ha un anno meno di me, ma così mi tiro un po’ su di morale (smile)], è parso di gran lunga il miglior cantante della serata.
L’accento è nobile, e mi è piaciuto come ha reso lo smarrimento di Tristan dopo aver bevuto il filtro d’amore.
Nel lunghissimo duetto del secondo atto si è sentita qualche tensione in acuto, ma anche qui molto meglio il tenore che il soprano. Il terzo atto del Tristan, si sa, è una specie di trappolone gigante per i tenori, si ricordano disastri anche negli ultimi anni (Storey e Heppner, tanto per fare un paio di nomi). Dean Smith, invece, pur senza esaltare, ha retto bene sino alla fine e anzi, in alcune occasioni mi ha sorpreso per la capacità di gestione dei fiati.
È un nuovo idolo del canto wagneriano? No, ma è un buon cantante e gli va dato atto.
Non mi ha convinto per nulla la caratterizzazione di Irène Theorin che, forse nel tentativo di rendere il temperamento febbrile di Isolde, ne fa un’isterica assai poco nobile. Gli acuti erano sempre forzati e schiacciati e sostanzialmente m’è sembrata vociferante ed urlante, in particolare nel primo atto.
Questa sensazione di precarietà vocale è stata confermata nella celeberrima Mild und Liese, durante la quale ho temuto seriamente che la voce si rompesse in più occasioni. Ovviamente, in queste condizioni, il fraseggio e il legato risultano assenti, la cantante era troppo concentrata a dosare le forze.
Non capisco come mai a Bayreuth, che dovrebbe essere una vetrina d’eccellenze artistiche, non si trovi una Isolde migliore, ce ne sono sicuramente, ad esempio Janice Baird.
Il basso Robert Holl, Re Marke, comincia con un attacco bruttissimo il suo lungo monologo e manifesta poi qualche serio problema d’intonazione. Diciamo che si è salvato perché non ha sbracato e si è mantenuto su un livello discreto di civiltà interpretativa.
La stessa considerazione vale per la Brangane abbastanza anonima di Michelle Breedt.
Sufficiente Jukka Raislainen (Kurwenal) e a livello di minimo sindacale tutti gli altri.
Nel complesso questo Tristan non mi pare degno d’essere ricordato con particolare entusiasmo. Non so se in teatro la sensazione possa essere stata molto diversa dalla mia, ma lo metto in conto, perché so benissimo che in sala la situazione può cambiare anche di molto.
Oggi, sempre alle 15.57 su RADIO3, c’è la diretta dei Meistersinger, speriamo che il livello artistico sia complessivamente più elevato di ieri.
Buona giornata a tutti!
 
 
Annunci

6 risposte a “Mini recensione semiseria di Tristan und Isolde al Festival di Bayreuth 2009.

  1. daland 26 luglio 2009 alle 10:51 am

    Concordo al 100%. Da qualche anno ormai Bayreuth non attira più cantanti e direttori di gran livello, colpa evidentemente delle scelte del vecchio Wolfgang, che si faranno sentire ancora per un po’… ammesso che poi le due figlie, nuove responsabili del festival, sappiano, possano e vogliano cambiare rotta. Ieri un Tristan di serie B, direi, del quale anch’io salvo Dean-Smith.

    Mi piace

  2. utente anonimo 26 luglio 2009 alle 12:06 pm

    da Giuliano:
    beh, visto che non ero a casa e me lo sono perso, la tua recensione mi tira un po’ su di morale – ma insomma, se neanche a Bayreuth trovano il cast giusto…

    Mi piace

  3. AntonioSabino 26 luglio 2009 alle 12:58 pm

    Non posso che concordare pienamente, la direzione mi ha deluso parecchio -per quanto si capiva via radio-, Isolde non mi è piaciuta neppure per un secondo e Robert Holl ha davvero avuto un brutto attacco nel monologo. A questo punto sarei curioso di sapere come fosse allestita la scena. Non ho ancora capito cosa orienti la scelta dei cantanti e dei direttori a Bayreuth….

    Mi piace

  4. amfortas 26 luglio 2009 alle 2:45 pm

    daland, le figlie di Wolfgang hanno un bel muro da scalare e non so quanto, come dici tu, abbiano voglia d’intraprendere la scalata.
    Ciao.
    Giuliano, a proposito dei cast hai ragione, non è il meglio che si può mettere in scena, in questo momento. Per il prossimo Ring il direttore, almeno, è decisamente più stimolante. Vedremo se riesce a migliorare il già buon rendimento dell’anno scorso.
    Ciao.
    AntonioSabino, sul forum di Operaclick hanno detto che su 3sat (che io non saprei trovare, perché con la TV non ho un buon rapporto) hanno fatto vedere qualche scena.
    Ciao.
    Proponiamo un cast alternativo per Tristan?
    Io comincerei da Jeffrey Tate sul podio e lascerei Robert Dean Smith.
    Poi?

    Mi piace

  5. AntonioSabino 27 luglio 2009 alle 8:15 am

    3sat? Sarà dura che riesca a capire dove è, spero in qualche sito che abbia pietà della mia incapacità televisiva. Dunque Tate sul podio, bene. Per Isolde proporrei Waltraud Meier, mi è sempre piaciuta molto, vocalmente magari non è sempre al massimo, ma regge la scena in maniera notevole e non è cosa da poco, soprattutto per ruoli così.

    Mi piace

  6. amfortas 27 luglio 2009 alle 11:21 am

    AntonioSabino, vada per la Signora Barenboim, allora.
    Io sentirei Nina Stemme, per esempio.
    Ieri sonori buuu per la regia dei Meistersinger, che non ho seguito con grande attenzione.
    Ciao!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: