Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La Traviata alla Fenice di Venezia: Amami al freddo?

Ancora una Traviata? Certo, e proprio alla Fenice in quella Venezia (per questa volta lasciamo stare l’orrida) nella quale il 6 marzo 1853 l’opera debuttò, con risultati almeno controversi (La Traviata ha fatto un fiascone e peggio, hanno riso – scrisse Verdi).
Giuseppe Verdi voleva un “soggetto semplice e affettuoso” e pare strano forse, che la breve parabola terrena di Margherita Gautier potesse essere definita in questi termini. Il Maestro, per l’eroina, voleva una “donna di prima forza” e, senza stare troppo ad annoiarvi sulle vicende, non la trovò di suo gusto per la prima, perché Fanny Salvini Donatelli
non corrispondeva in pieno alle sue esigenze.
Ci teneva molto al progetto Traviata il vecchio brontolone, tanto da scrivere così a Francesco Maria Piave, una delle vittime preferite e librettista designato:
“Tu lo devi fare, caschi il mondo, certamente ti sei messo all’impresa un po’ tardi ma non importa: bisogna fare!
Insomma, nonostante pochi anni prima avesse affermato coram populo che l’idea di rappresentare in scena la vita di una prostituta non lo solleticasse, la storia della Dame aux camelias lo intrigava assai.
Forse non tutti sanno che la protagonista del dramma di Dumas figlio, Margherita Gautier appunto, era realmente esistita e si chiamava Alphonsine Duplessis, di professione mantenuta.
“Era alta, esilissima, i capelli scuri e la carnagione rosea e bianca. Aveva la testa piccola e gli occhi lunghi e obliqui come quelli di una giapponese, ma vivaci e attenti.”
 
Così la descrive appunto Dumas.
La Duplessis morì nel 1847, a soli 23 anni.
Dopo il “fiascone” della prima Verdi rimaneggiò qualche passo, e il 6 maggio 1854, ancora a Venezia, il soprano Maria Spezia, anche grazie ad una presenza scenica più credibile, donò alla creatura verdiana l’immortalità.
Cosa attira il pubblico, dopo un secolo e mezzo e infinite rappresentazioni, in quest’opera? Io la penso come Julian Budden, uno dei più prestigiosi studiosi del compositore di Busseto: la semplicità, la capacità straordinaria di suscitare emozioni che la partitura ci elargisce a piene mani a partire dal Preludio.
Aggiungerei anche la capacità che ha questa sfortunata ragazza di elevarsi dal mondo un po’ sordido in cui vive. Violetta non è mai volgare, sembra quasi galleggiare con grazia sopra la melma, anche quando si “diverte”.
Gli altri personaggi, da Alfredo a papà Germont, sono sotterrati dal punto di vista psicologico dalla protagonista, anche se non si può negare loro una certa nobiltà di sentimenti.
E allora quando Violetta esplode nel suo “Amami Alfredo” anche lo spettatore più cinico e incarognito si commuove e si scioglie in lacrime.
Amfortas piangerà? Boh, mi sa di sì e comunque ve ne darò conto in sede di recensione, al solito, semiseria.
A proposito di questioni semiserie, va da sé che la censura dell’epoca (ma ‘sta censura quando è nata e, soprattutto, quando morirà?) si scatenò in tutti i modi sul testo di Piave, con la Chiesa a fare da ridicolo apripista, ovviamente.
Il celeberrimo e ormai proverbiale “croce e delizia” diventò “pena e delizia” a Napoli, per esempio. Oppure la convinzione di Violetta che “la vita è ne tripudio” si trasformò in un meno categorico “Mia vita è nel tripudio”. I compassati critici inglesi scrissero [a conferma che ha ragione Berlusconi, quelli ce l’hanno con noi da una vita (strasmile)] di “un orrore indecente e esecrabile”, nonostante i trionfi londinesi.
La storia e così commovente e la musica così emozionante che la Traviata è forse una delle pochissime opere che sopportano anche un’esecuzione vocale non straordinaria.
Il cast che dovrei vedere io (a meno che non ci siano cambi dell’ultimo momento) vede la bravissima Patrizia Ciofi nei panni di Violetta
e sono sicuro che il soprano sarà capace di una prova maiuscola.
Alfredo sarà Vittorio Grigolo, che sulla carta è perfetto in questa parte, e Germont padre sarà interpretato da Vladimir Stoyanov. La direzione d’orchestra è di Myung-Whun Chung e la regia, che posso già anticipare essere straordinaria perché la conosco, è di Robert Carsen.
L’appuntamento nell’orrida Venezia (argh, m’è scappato scusate, smile) è per domenica pomeriggio.
Se ho voglia mi porto la reflex e se le maschere del teatro non mi cacciano, scatterò qualche foto.
Speriamo che l’aria condizionata, che la volta scorsa stava per uccidermi, non mi costringa a intitolare la recensione “Amami al freddo” . Beh però la battuta mi piace, quindi intitolerò così questo post, per portarmi avanti col lavoro (smile).
A presto, ciao a tutti.
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14 risposte a “La Traviata alla Fenice di Venezia: Amami al freddo?

  1. gabrilu 10 settembre 2009 alle 11:08 pm

    “Amami al freddo”?!
    Tsk.
    Io ho fatto di meglio ^__^
    Per un sacco di tempo ho pensato che Verdi e il suo sodale (il librettista) pensassero proprio male, delle donne, se al Duca di Mantova facevano strillare:

    “La donna è un mobile
    qual più mal vento?”

    (Oddio, non che il testo originale del Rigoletto deponga molto più a favore del Duca di Mantova, nevvero. In fondo, questa o quella — versione — più o meno alla pari sono)

    … Di Violetta & Le Altre magari ne riparliamo, chè adesso l’ora è tarda ed io vo’ a ritirarmi.
    I miei ossequi.

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  2. gabrilu 10 settembre 2009 alle 11:10 pm

    “Amami al freddo”?!
    Tsk.
    Io ho fatto di meglio ^__^
    Per un sacco di tempo ho pensato che Verdi e il suo sodale (il librettista) pensassero proprio male, delle donne, se al Duca di Mantova facevano strillare:

    “La donna è un mobile
    qual più mal vento?”

    (Oddio, non che il testo originale del Rigoletto deponga molto più a favore del Duca di Mantova, nevvero. In fondo, questa o quella — versione — più o meno alla pari sono)

    … Di Violetta & Le Altre magari riparliamo, chè adesso l’ora è tarda ed io vo’ a ritirarmi.
    I miei ossequi

    Mi piace

  3. amfortas 11 settembre 2009 alle 7:50 am

    gabrilu, si potrebbe pensare ad un post in cui si parla di questi equivoci, dovuti alla difficile comprensione della lingua cantata.
    Magari ci penso un po’, quando ho tempo. Dopotutto Baricco è diventato famoso per un equivoco 🙂
    Ciao e grazie per gli ossequi.

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  4. amfortas 11 settembre 2009 alle 2:20 pm

    Argh, ricevo visite sempre più inquietanti…

    11.09.09 14:05:42 Comando generale arma dei carabinieri Italia xxx.xxx.xxx.xxx Explorer 6.x Windows XP

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  5. gabrilu 11 settembre 2009 alle 3:43 pm

    E perchè ti inquieti, Dear Amfortas?
    Non può esserci un carabiniere appassionato di lirica?!
    E non potrebbe farti piacere, scoprire questo?
    Non farti prendere anche tu dalla Sindrome del “ce l’hanno con me”…
    Io sul sito di Proust ho avuto tante visite del Pentagono e della NASA eppure non mi sono mica suicidata per questo anzi, ne sono stata molto lieta (smile)

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  6. amfortas 11 settembre 2009 alle 4:02 pm

    gabrilu, insomma, prima il Vaticano, poi il sindaco di Venezia, ora i Carabinieri…eventualmente portami le arance ok?
    Ciao 🙂

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  7. utente anonimo 12 settembre 2009 alle 2:54 pm

    da Giuliano:
    Non sono sicuro che possa interessare, ma La Traviata è una delle poche opere di Verdi che mi hanno sempre lasciato un po’ freddo, anche se la musica è bella. So che invece Verdi ci teneva molto, e che in Germont padre ha messo qualcosa del suo rapporto con Barezzi…
    Ma qui mi fermo, e attendo notizie veneziane.
    Giuliano
    PS: mi fermo anche perchè so bene come siete fatti “voi melomani” :-))

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  8. utente anonimo 12 settembre 2009 alle 5:25 pm

    Adattata ai tempi moderni, alla festa di Violetta parteciperebbe anche il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni? Io dico di sì. Ops, m’è scappata!

    La distratta Margot :p

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  9. amfortas 12 settembre 2009 alle 5:27 pm

    Giuliano, proprio nei giorni scorsi, ristudiando il Trovatore, pensavo a quanto Verdi ci metta “di suo” nelle opere, particolarmente nella musica. Credo che ne farò un post, su questa riflessione, perché mi pare abbastanza interessante.
    Io, al contrario di te, mi faccio prendere molto dalla musica della Traviata, mentre sono un po’ freddo con altre opere verdiane: una per tutte la Luisa Miller.
    Ciao!

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  10. amfortas 12 settembre 2009 alle 5:28 pm

    Margie, ci siamo incrociati…non so se parteciperebbe o organizzerebbe…
    Ciao!

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  11. utente anonimo 13 settembre 2009 alle 9:22 pm

    Non ci sono più, purtroppo, le Violette di una volta! Oggi ci sono le escort ed è veramente tutta un’altra cosa…
    Ciao!
    Ghismunda

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  12. amfortas 14 settembre 2009 alle 8:11 am

    Ghismunda, hai ragione! In giornata la recensione semiseria e politica con accenni di costume, nel senso di maschere 🙂

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  13. Princy60 14 settembre 2009 alle 10:40 am

    sei rimasto soddisfatto?

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  14. amfortas 14 settembre 2009 alle 4:04 pm

    Marina, recensione in arrivo 🙂

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