Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Giuseppe Verdi e Luciano Pavarotti.

Il 10 ottobre 1813 nasceva Giuseppe Verdi e per l’occasione persino Google ha personalizzato, l’altro ieri, il suo logo.
Oggi 12 ottobre 2009 Luciano Pavarotti avrebbe compiuto 74 anni.
Senza entrare in analisi tecniche sofisticate, ho pensato di fare un piccolo regalino ai miei lettori.


 
Dal mio punto di vista, tra i personaggi verdiani, Pavarotti fu straordinario come Duca di Mantova nel Rigoletto e quale Renato in Un ballo in maschera.
 
Qui invece, sempre in formato mp3, “Ma se m’è forza perderti” dal Ballo in maschera.

Se qualcuno ha altri desideri in merito alla coppia Pavarotti- Verdi, provi a chiedere, magari posso accontentarlo.
 

Detto questo, buona settimana a tutti!
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14 risposte a “Giuseppe Verdi e Luciano Pavarotti.

  1. ermionee 13 ottobre 2009 alle 10:21 am

    Devo dire che le scelte di Google nella personalizzazione dei loghi sono davvero carine; questa lo è in modo particolare.
    Pavarotti, con tutto il bene e il male che se ne è detto -ma è sempre così per i grandi personaggi, no? – mi sembra un gran bel tenore, con una voce straordinaria e un bella capacità interpretativa. Ho un Trovatore con lui, davvero una bella cosa.

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  2. amfortas 13 ottobre 2009 alle 12:50 pm

    Ermionee, io sono un fan sfegatato di Luciano Pavarotti e quindi condivido il tuo pensiero. I personaggi fanno parlare di sé, appunto.
    Google almeno si è ricordato di Verdi, mica è poco!
    Ciao 🙂

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  3. gabrilu 13 ottobre 2009 alle 2:39 pm

    Dear Amfortas, Google si ricorda di tutto, eh.

    Il problema con  Google è   ormai  e casomai,  come svicolarlo quando non   si vuol essere trovati.

    Scherzo, ma mica tanto,  perchè  è vero che  G.  trova praticamente tutto e che chi  vuole sfuggirgli deve mettere in atto sofisticate pratiche di depistaggio

    Su Pavarotti (reverenza) ho detto più volte la mia  ma cmq la ridico.

    Come voce  il  P. era una forza della natura e  chapeau.

    Come interprete gli ho sempre e decisamente preferito    altri tenori.

    In ogni caso,  Buon  Non-Compleanno al Lucianone nazionale.

    Aggrappiamoci alle poche  persone (vive o morte che siano  non vò ormai  più  tanto per il sottile) la cui esportazione all’estero non ci  fa vergognare.

    Perciò W Pavarotti!

     

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  4. amfortas 13 ottobre 2009 alle 3:50 pm

    gabrilu, hai ragione più che mai.
    Anch’io spesso preferisco altri tenori a Pavarotti, però…doppio chapeau!
    Per ora non ho mai avuto necessità di fuggire da google, nel caso m’istruisci?
    Ciao 🙂

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  5. utente anonimo 13 ottobre 2009 alle 4:02 pm

    da Giuliano:
    visto e ascoltato, negli ultimi anni buoni: Ballo in maschera, Requiem, Tosca, Don Carlo… (cos’altro ancora?)
    Hai ragione il Ballo in maschera è proprio roba sua: peccato che i "genialoidi" delle case discografiche non abbiano registrato le sue recite con Claudio Abbado, favolose.
    E poi Pavarotti è di Modena, mia mamma è di Parma, l’accento è quasi uguale, gli ho voluto bene subito.
    E’ davvero un peccato che molti lo conoscano e lo ricordino solo per le sue comparsate televisive e per le canzonette.

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  6. utente anonimo 13 ottobre 2009 alle 5:59 pm

    A proposito di recite con Claudio Abbado, io ricordo di aver visto circa 25 anni fa al Castello Sforzesco una rassegna di video della Scala degli "anni d’oro", tra i quali questo Ballo con, se non erro, Pavarotti, Cappuccilli e forse la Ricciarelli.
    Mi ricordo altres’ una Forze del destino con Carreras, Caballè Cappuccilli, direttore Patanè.
    MA questi video dove stanno?
    Perchè nessunio li pubblica?
    Saluti a tutti
    Paolo 

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  7. amfortas 13 ottobre 2009 alle 6:33 pm

    Giuliano, è vero, in molti lo ricordano solo per le pavarottate ed è un gran peccato. Per certe cose è stato un tenore straordinario e dichiarò di voler essere ricordato come cantante lirico, quindi almeno noi esaudiamolo 🙂
    Ne approfitto per rispondere anche a Paolo. Di molte recite girano tra gli appassionati video pirata (sicuramente di quella Forza che segnali, tra l’altro, mentre i cd furono pubblicati dalla defunta Myto).
    Non me ne intendo molto di questo argomento, ma credo che la mancata pubblicazione dipenda dai diritti d’autore.
    Ciao e grazie a voi.

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  8. utente anonimo 13 ottobre 2009 alle 6:52 pm

    da Giuliano:
    sì, i diritti d’autore. Quando uscirono i dischi "Melodram" (Fonit Cetra, e altre etichette) che riportavano registrazioni più o meno precarie di recite favolose degli anni ’50 e precedenti, ci fu chi si preoccupò di alzare il limite a 50 anni, se non ricordo male, dai 20 che erano: 50 anni dalla recita!
    Il risultato è che cantanti, direttori ed eredi NON sono diventati ricchi, e noi appassionati siamo privati di qualcosa di bello…
    (far soldi con la lirica? oggi? come direbbe l’avv.Ghedini, "mavalà"!)
    🙂

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  9. mamikazen 13 ottobre 2009 alle 11:01 pm

    Io l’ho sempre odiato profondamente, perché non è umano che uno emetta quei suoni così belli, così tondi, così potenti e aggraziati senza mostrare un minimo sforzo all’esterno nel viso, o nel corpo. Lui aveva questa cosa che arrotondava la bocca dentro e sembrava che il suono uscisse così, naturalmente, senza sforzo, io che oggi per fare il mi dei contralti a metà di An die Freude un altro po’ e mi cascavano le lenti a contatto. A me piace molto quando era giovane, in Traviata.

    Quando è morto qui a Pesaro l’hanno commemorato in teatro: si andava nel foyer, dove proiettavano sul muro la ripresa del concerto che aveva fatto negli anni ottanta durante il ROF in piazza, firmavi un librone e ti davano un ricordino con una foto orrenda. Però davanti a teatro c’era un pannello con una gigantografia di lui seduto dietro le quinte, con lo spartito in mano, serio, concentrato, paziente, un attimo prima di entrare in scena. Meravigliosa, c’era tutto il senso del canto e del palcoscenico. Ho chiesto al direttore del teatro "G., quando non lo volete più, quel pannello, me lo dai a me per favore che gli trovo un posto a Casa Rossini?", ma mi sa che G. non lo molla, sigh.

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  10. amfortas 14 ottobre 2009 alle 10:19 am

    Giuliano, la questione dei diritti è veramente spinosa.
    Anche su un sito di sharing operistico negli ultimi 3 anni ci sono state delle restrizioni clamorose, sempre più stringenti e fastidiose.
    Però non va bene neanche l’anarchia…insomma è un bel casino.
    Una volta m’interessai della SIAE e dopo aver perso non so quanto tempo tra comma ed eccezioni lasciai stare tutto.
    Ciao!
    mamikazen, la compostezza proprio fisica nel canto ha sempre caratterizzato i grandi cantanti, oggi come una volta.
    Anch’io preferisco il Pavarotti sino a metà degli anni 70, ma non tanto perché, ovviamente, la voce era ancora freschissima, ma per le scelte di repertorio.
    Resta un artista grandissimo.
    Attenta alle lenti eh?
    Ciao 🙂

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  11. AntonioSabino 14 ottobre 2009 alle 5:00 pm

    Artista grandissimo che ha "pagato" la popolarità facendosi travolgere negli ultimi anni, cosa che sapeva bene lui stesso dato che ha lasciato per testamento d’essere ricordato come cantante d’opera, cosa che è e sarà sempre, nessuno potrà mai dimenticarlo in quella veste, le altre son cose che -per fortuna- svaniscono.
    Ciao

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  12. amfortas 14 ottobre 2009 alle 6:52 pm

    AntonioSabino, ecco, ricordiamolo per il grande tenore che è stato, è molto meglio 🙂
    Ciao!

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  13. annaritav 16 ottobre 2009 alle 7:22 pm

    Quoto il commento di AntonioSabino e mi associo a Gabrilu che è sempre essenziale eppur esaustiva. Grazie per i bei regali, Amfortas! Buon fine settimana a tutti, Annarita.

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  14. amfortas 17 ottobre 2009 alle 8:33 am

    Annarita, sì sì i commentatori sono molto più seri del titolare!
    Ciao e buon fine settimana 🙂

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