Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Mini recensione semiseria del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi: esordio di Placido Domingo come…baritono!

La scorsa settimana, a Berlino, il tenore Placido Domingo ha debuttato nel Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (qui Daland anticipava la notizia).
La particolarità è che il Topone, così lo chiamano i suoi fan, non ha interpretato la parte di Gabriele Adorno, che è appunto per tenore, ma quella del protagonista che è scritta per baritono.
Domingo è un grande artista ed aveva annunciato già qualche anno fa che gli sarebbe piaciuto chiudere la carriera da baritono e inoltre, per quanto possa sembrare strano, non è neanche il primo cantante che s’esibisce in questa specie di salto mortale. Lo stesso Placido, qualche anno fa, ha inciso un Barbiere di Siviglia di Rossini interpretando la parte di Figaro, con risultati, a parer mio, piuttosto modesti.
Mario Del Monaco, tenore straordinario, incise la cavatina di Figaro pure lui, come divertissement, tanti anni fa.
Altri cantanti hanno cominciato la carriera da baritono ed hanno trovato consacrazione artistica nel ruolo di tenore, uno per tutti, Carlo Bergonzi.
Piero Cappuccilli (Simone storico!), invece, cominciò a studiare da tenore e s’affermò come baritono. Addirittura c’è il caso di Ramon Vinay, che cantò la parte del Moro nell’Otello di Verdi e successivamente chiuse la carriera quale Jago, nella stessa opera.
Insomma, l’occasione del debutto di Domingo è ghiotta (il classico evento, come si dice oggi) ma non è un unicum.
Il debutto avrebbe dovuto essere trasmesso in diretta dalla radio tedesca, ma sembra che Domingo stesso abbia bloccato tutto perché non si sentiva ancora perfettamente sicuro degli esiti della recita.
Le vie di Internet, peraltro, sono infinite, e grazie ad un componente del Corriere della Grisi, che ringrazio qui pubblicamente (BUH, Tamburini, paura de che? Non ho capito poi cosa abbia fatto "prunier", ma transeat), anch’io ho potuto sentire la registrazione della serata.
Allora, com’è andata?
Bene, a mio parere, che condivido (strasmile), Domingo ha cantato abbastanza bene, ma non ha interpretato il Doge di Genova ma…Placido Domingo.
Voglio dire che, per quanto bravo e nonostante Domingo abbia da sempre un registro centrale molto buono, ciò non basta per cantare da baritono. Il timbro della voce resta tenorile e le famose atmosfere notturne e marine che caratterizzano l’opera verdiana rimangono inespresse. Allo stesso modo le screziature caratteriali di questo personaggio difficilissimo, le malinconie, gli improvvisi scatti d’orgoglio, sono come ammortizzati da un colore uniforme indefinito, non certo sgradevole, ma non pertinente col carattere del Doge corsaro.
Per non parlare poi della particolare importanza che attribuiva al baritono lo stesso Giuseppe Verdi, proprio come voce capace di rendere l’ambiguità di un personaggio.
Segnalo anche un piccolo vuoto di memoria nell’affrontare il testo. Evidentemente quest’opera porta un po’ di sfiga (smile) a Domingo, in questo senso, perché già a metà degli anni 90, al Metropolitan, combinò un casino nel recitativo che precede l’aria “Cielo pietoso”.
Tutto qui.
La mia non è una stroncatura, ci mancherebbe, ho sentito baritoni veri cantare questa parte in modo indecente; Domingo è artista vero, musicista finissimo e in ogni caso ha classe da vendere, ma non credo che sarà ricordato per questa performance, bensì per tutto ciò che ha regalato agli appassionati da tenore eccellente.
Inoltre, essendo pure Direttore d’orchestra, oltre che tenore e ora baritono, lo nomino immediatamente nuovo mostro (strasmile).
Lo spettacolo, il cui allestimento è stato affidato al regista Federico Tiezzi (buato alla prima) girerà tutto il mondo e si potrà vedere alla Scala di Milano l’anno prossimo.
La direzione di Daniel Barenboim mi è parsa assai fracassona e non volevo scriverlo dopo l’ascolto della registrazione, ma le testimonianze concordi al mio parere di chi era presente mi autorizzano a sottolinearlo.
Molto più interessanti le prestazioni degli altri interpreti del lavoro verdiano.
Deludente la prestazione di Kwangchul Youn, ottimo basso wagneriano, nel ruolo di Fiesco e non certo straordinaria la prova, quale Paolo Albiani, di Hanno Müller-Brachmann.
Note molto positive per Anja Harteros

temperamentoso soprano, nella difficilissima parte di Amelia Grimaldi. Qualche durezza negli acuti all’inizio, ma poi l’artista si è confermata tra le più meritevoli del momento, attenta com’è anche all’importanza di quella parola scenica tanto cara a Verdi.
Il migliore in campo è risultato senza dubbio il tenore Fabio Sartori, un cantante che vorrei sentire più spesso in Italia, dov’è guardato con sospetto perché non ha il fisico di un modello, il che mi pare proprio inaccettabile.
L’opera lirica, sino a prova contraria, è prima di tutto canto. Sembra incredibile che si debba rimarcarlo.
Ciao a tutti.
 
 
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11 risposte a “Mini recensione semiseria del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi: esordio di Placido Domingo come…baritono!

  1. mamikazen 28 ottobre 2009 alle 10:09 pm

    Ma porèllo!
    Provaci te a entrare in parte, infagottato nella veste da camera di nonno e con in testa… in testa… (via quell’aria afflitta e mesta…) cielo, una scodella? Un cerchione d’automobile incidentata? No! ho capito! ecco dov’è finita quella testata nucleare iraniana di cui tutti parlano.

    E la cantante, la cantante… son contenta che abbia una bella voce, ma che bisogno c’era di metterla a bagno nel blu elettrico? e il nonno di Domingo dev’essere ben generoso, se ha prestato al nipotino la veste da camera, e alla collega il suo cipollone dorato con tanto di catena.

    (mamikazen castigat ridendo mores, ma rido per non piangere)

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  2. gabrilu 29 ottobre 2009 alle 12:50 am

    Eh. Io per i baritoni c’ho un debole.
    C’ho un debole pure per Domingo.
    C’ho un debole anche  per il Simon Boccanegra.
    C’ho un debole pure per Berlino, tiè.
    Mi sarebbe piaciuto  vedere/ascoltare questa edizione.
    Avrei fatto  bingo  0__0
    Sniff.

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  3. utente anonimo 29 ottobre 2009 alle 1:07 am

    da Giuliano:
    Bello il vestito blu! Me ne faccio fare subito uno uguale.
    (Simone è una parte bellissima… lo capisco, il buon Placido)

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  4. amfortas 29 ottobre 2009 alle 9:05 am

    mamikazen, mi hai fatto ridere ed è già gran merito, credimi.
    La Anja però non è qui ritratta nel costume di scena del Simone, purtroppo non ho trovato foto sue legate alla stretta attualità, ma ne troverò, credo.
    Quanto a Domingo, il suo travestimento, in effetti, giustifica qualche perplessità, diciamo così 🙂
    gabrilu, ammazza, anche tu sei piena di punti deboli come me eh? E dove finisce il mito del blogger duro e determinato???
    Sapevo della tua passione per Berlino e Domingo, non di quella per l’opera verdiana 🙂
    Giuliano, hai più che ragione, è una parte straordinaria, quella di Simone. Speriamo che Placido la metta a punto per quando canterà alla Scala!

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  5. daland 29 ottobre 2009 alle 1:28 pm

    Hanja indossa vari costumi, come si può vedere qui, scorrendo le immagini da 4 a 9:

    http://www.br-online.de/br/jsp/seitentyp/bildergalerie.jsp?idx=7&id=1256542209729

    uno di questi è proprio un blu elettrico (a bassa tensione, diciamo…)

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  6. amfortas 29 ottobre 2009 alle 4:35 pm

    Daland, grazie, nella quinta foto la Anja è in atteggiamento clamorosamente callassiano 🙂

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  7. utente anonimo 30 ottobre 2009 alle 12:37 pm

    che bel calore rientrare dopo lungo tempo d’assenza e sentirsi come a casa…..sono sempre altamente godibili queste tue semiserie che catturano veramente tutti!
    Un bacio grande
    Grisù

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  8. amfortas 30 ottobre 2009 alle 4:22 pm

    Draghetto, che piacere per me rileggerti! Grazie per i complimenti.
    Ciao!

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  9. utente anonimo 31 ottobre 2009 alle 1:35 pm

    OT.. che spero ti interessi: se già non lo sai, ci dovrebbe essere un’intervista radiofonica, questa sera alle 20,30, ad Ariela F., sulla Fondazione Fersen, che ha presentato ufficialmente e a Roma due giorni fa.
    Buon fine settimana!
    A.Im.

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  10. utente anonimo 31 ottobre 2009 alle 1:37 pm

    Ah.. la vecchiaia che ci smemora!
    ..su Radio 3, l’intervista!
    Ciao.
    A.Im.

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  11. amfortas 31 ottobre 2009 alle 5:54 pm

    A.Im., l’ultimo aggiornamento dice ore 20.30 su radio3, speriamo bene.
    Grazie!

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