Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione abbastanza seria di Sehnsucht, ultima incisione del tenore Jonas Kaufmann.

L’apertura della stagione operistica più attesa dagli appassionati è, a torto o ragione, quella della Scala di Milano.
Quest’anno il titolo scelto è la Carmen di Bizet, opera straconosciuta e iper rappresentata.
Nei panni del coprotagonista, Don José, ci sarà il tenore tedesco Jonas Kaufmann, che io non ho mai sentito dal vivo (mi sfuggì l’anno scorso alla Fenice di Venezia, all’ultimo secondo), ma che è uno degli artisti più interessanti del momento.
Vorrei solo sgomberare il campo da un equivoco, spesso Kaufmann è definito un tenore giovane, neanche fosse una promessa: non è così, perché il bel (mi dicono, a me che sia bello o brutto non cale molto) Jonas ha i suoi bei quarant’anni e definirlo giovane è assurdo. A quell’età non si è giovani, come artisti, ma nel pieno della maturità.
È che spesso in Italia siamo provinciali e cantare prevalentemente all’estero ringiovanisce, evidentemente (strasmile).
Comunque, la sua ultima fatica discografica, Sehnsucht, m’incuriosiva molto per la scelta del repertorio, dopo che il precedente disco nazionalpopolare di arie famose non m’aveva entusiasmato particolarmente. Repertorio tedesco, quindi, da Mozart a Wagner passando attraverso Schubert e Beethoven.
Luci (abbaglianti) ed ombre (poche) anche questa volta, ma ci sono alcuni momenti davvero straordinari.
Se le due arie dal Flauto magico (l’aria del ritratto, Die Bildnis, e Die Weisheitslehre diesre Knaben ) non convincono per niente, in quanto il tenore si limita ad un’esecuzione corretta e in alcuni momenti piuttosto affannosa, per tutto il resto, nonostante qualche piccola perplessità per l’aria da Alfonso und Estrella, siamo a livello eccellente.
Forse perché sono particolarmente legato al Fidelio di Beethoven, ma la sua interpretazione di Gott! Welch Dunkel hier! mi è sembrata emozionante e cantata benissimo. Qui il tenore esprime con comunicativa sorprendente tutta la carica emotiva di uno dei momenti più commoventi dell’opera in generale, mi ha lasciato senza fiato.
Molto bene anche nell’aria (Was Qualst du mich) dal misconosciuto Fierrabras di Schubert.

Ecco una sua opinione in merito al teatro di Franz Schubert, tratta da qui:

Perché Schubert?

Perché è musica bellissima, anche se Schubert non ha avuto nessuna fortuna con il teatro. Ha scritto tante opere che non ha mai visto rappresentate, come Fierrabras e di Alfonso und Estrella. Probabilmente la colpa era dei libretti scadenti e della sua scarsa esperienza con il mondo del teatro.Verdi è stato molto più fortunato di lui. Eppure non tutte le opere di Verdi sono capolavori. Anzi”.

Oltre che in disco lei ha cantato Schubert anche a teatro.

“Sì, Fierrabras a Zurigo. Curioso è che anche Claudio Abbado ha diretto la stessa opera a Vienna, prima ancora che cominciassi a cantare su un palcoscenico. Anche in questo caso il libretto è molto ingenuo, con un intreccio macchinoso di cavalieri e crociati. Forse il vero teatro schubertiano sono i suoi Lieder”.

Poi c’è Wagner, con un paio di pezzi famosissimi, ed è qui che la prestazione di Kaufmann mi pare davvero rimarchevole, perché è difficile estrapolare un’aria dal contesto generale di opere monumentali e fotografare il personaggio come in un’istantanea perfettamente a fuoco.
Magnifiche le arie del Lohengrin! Dopo In fernem Land piango sempre (lo dico ogni volta, lo so) ed è successo anche in questa occasione e pure Mein lieber Schwam è resa con un’interpretazione attentissima ai colori, al chiaroscuro, alle sfumature.
Di livello leggermente inferiore, a mio parere, Winterstürme dalla Valchiria mentre nei due pezzi del Parsifal si torna a livello d’assoluta eccellenza.
Questo disco di Kaufmann è in qualche modo propedeutico all’ascolto di Wagner, perché spazza via tutti i luoghi comuni sul canto stentoreo, sul declamato ridondante, insomma sull’iconografia stantia e stucchevole del cantante wagneriano che gonfia…l’ugola!
Credo che miglior complimento non possa fare all’artista tedesco.
Recentemente l’ho sentito in un ottimo Don Carlo da Londra, spero, e avremo modo di riparlarne a lungo, che si ripresenti alla Scala di Milano in buona forma.
Claudio Abbado dirige da par suo (cioè a livello eccelso) l’ottima Mahler Chamber Orchestra.

P.S.

(segnalo che anche Daland è entrato nel clima pre Carmen!)

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20 risposte a “Recensione abbastanza seria di Sehnsucht, ultima incisione del tenore Jonas Kaufmann.

  1. utente anonimo 6 novembre 2009 alle 9:26 pm

    da Giuliano:
    …però questa è difficile! Su Jonas Kauffmann mi cogli impreparato, non so nemmeno con quante enne e quante effe si scrive: ne metto tante, meglio abbondare.
    L’aria del Fidelio è davvero difficile, non ho mai ascoltato un’esecuzione veramente soddisfacente ma è un momento dei più belli nella storia dell’Opera.

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  2. utente anonimo 6 novembre 2009 alle 9:28 pm

    da Giuliano:
    però le opere di Schubert sono davvero una meraviglia, soprattutto il Fierrabras: fidatevi di Kaufmann!

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  3. amfortas 7 novembre 2009 alle 8:35 am

    Giuliano, credo sia davvero un bel cd e non costa neanche una follia.
    Se recupero qualche incisione pirata te la mando, qualcosa c’è, ma non tantissimo.
    Ciao.

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  4. ermionee 7 novembre 2009 alle 2:15 pm

    Sono abituata a tenori grassotti ed antiestetici, ma questo, mamma mia!! Bello bellissimo. A te Paolo forse non cale, ma a me fa davvero piacere sentire una bella voce e -insieme- vedere una bella faccia. Ricordo ancora la delusione che provai quando andai a cercare immagini di Fritz Wunderlich (voce celestiale ed ineguagliata, almeno in Tamino) e mi trovai davanti un bel cicciotto, una specie di cumenda, e per di più tedesco!!

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  5. gabrilu 7 novembre 2009 alle 2:58 pm

    Per la serie "belli ma  bravi"  (variazione sul tema: "bravi ma belli" e ancora : "bravi e belli & ViceVersa")   io ancora mi sdilinquisco e sospiro  per il   petto nudo del Samuel Ramey -Attila.

    (Per non parlar del  suo  Maometto,  II,  eh. Vabbè che lì era tutto vestito,  Samuele,  ma vi assicuro che l’occhio  godeva lo stesso assaje).

    Maro’, quant’era bello e bravo.

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  6. gabrilu 7 novembre 2009 alle 3:16 pm

    …  E comunque il tema del "adesso sono belli e belle, oltre che bravi  e brave" è molto meno  banale di quanto possa sembrare, e si presterebbe degnamente ad  ulteriori   approfondimenti.

    Perchè il fenomeno non  lo riscontriamo soltanto nel mondo della lirica (qui è più evidente ed eclatante, abituati/e com’eravamo a balene dalla voce di usignolo o a fior di nerboruti ma flaccidi   marcantoni dalla soave voce tenorile), ma anche nel jazz  (potrei fare moltissimi esempi della serie "ieri ed oggi") e in molti altri campi.

    So che la spiegazione di primo livello  può essere quella del   "ma ora sono costretti, perchè  ci sono le riprese  TV, la diffusione in DVD  e se sei una balena il DVD non lo possiamo vedere e quindi   se tu non sei una silfide ciccia,  insomma  l’avvento del  multimediale in   genere  e in senso lato).

    Certamente, ma io credo ci sia anche dell’altro, in questa che io considero una vera e propria "mutazione antropologica"  dell’immagine degli artisti canterini in genere.

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  7. amfortas 7 novembre 2009 alle 5:08 pm

    Ermione, Jonas allora ha ragione a farsi ritrarre in copertina come un attore hollywoodiano!
    Io non mi sbilancio perché non sono capace di distinguere la bellezza in un uomo, accidenti.
    Comunque il discorso bellezza si ricollega all’intervento di gabrilu (ex Ripley ricorda Samuel nel Mefistofele di Boito…anche lì girava mezzo nudo per il palco) che crede addirittura in una specifica antropologia canterina. Molte polemiche ci sono tra gli appassionati, su questo punto, tanto che c’è una parte che sostiene che molte odierne star siano tali più che altro per il fisico da veline o tronisti.
    Io, in linea genrale, preferisco ascoltare come cantano, belli o brutti che siano. Ci sono artisti considerati belli che mi convincono (Anna Netrebko, per dirne una, è una signora cantante) e altri che seppur gradevoli esteticamente, cantano malissimo.
    In generale, siccome non ho vent’anni, mi pare di poter affermare che i giovani siano bellissimi oggi. Immagino, quindi, che esistano anche attraenti ingegneri o impiegati del catasto?
    O no? (strasmile)

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    • Gerda Arnoldsen 26 gennaio 2017 alle 12:36 am

      Mi fa piacere leggere che anche lei si commuove quando ascolta In fernem Land. Mi succede, e un pelino me ne vergogno, anche se sono a casa da sola e non mi vede nessuno. Adesso che so di essere in buona compagnia, me ne vergognerò un po’ meno.

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      • Amfortas 26 gennaio 2017 alle 9:18 am

        Gerda, ciao, passiamo al tu informatico? In ogni caso sì, mi commuovo sempre ascoltando In fernem Land e quasi sempre con l’addio di Wotan alla figlia scapestrata. Vergognarsi? Non sia mai.
        Ciao e grazie!

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  8. utente anonimo 7 novembre 2009 alle 9:11 pm

     
    CASSANDRO

    Dato che, come scrive Gabrilu,  “il tema del "adesso sono belli e belle, oltre che bravi  e brave" è molto meno  banale di quanto possa sembrare, e si presterebbe degnamente ad  ulteriori   approfondimenti”, porto il mio piccolo contributo, anzi grande perché tutta una intera sala da concerto dovette avere la stessa sensazione, che esternò alla fine del primo movimento di un concerto per violino ed orchestra (quando come è noto non si applaude per non interrompere il clima creato), destando sconcerto nell’ascoltatore "attento” alle note.
     
    Ciò a conferma ovvia che il bello migliora sempre qualunque attività venga svolta (compresa quindi quella di ingegnere o di impiegato del catasto).
     
    Chi canta o suona bene, nel nostro caso, aggiunge di sicuro qualcosa alla sua esecuzione se è bello o bella, mentre se è brutto o brutta resterà la sua sempre una ottima esecuzione e stop (almeno dal vivo)
     
    Secondo me resta sempre verissimo il luogo comune siciliano che suona “L’occhio ne vuole la parte!” (che giustamente vale anche per te, Amfortas, in base a quello che hai scritto in gentile risposta alla mia composizione “Le belle assai soprano” a proposito di Caterina Antonacci, definendola di una “bellezza abbacinante” e di Tatiana Serjan, giudicata “una Lady Macbeth per la quale ci si può ancora dannare” , nel tuo post “Ah, forse è lui . . .”, del lontano febbraio del 2006: “caspita che memoria!”) 
     
    D’accordo poi senz’altro sulla Netrebko, una “bella che convince”(sulla quale ho scritto pure qualche verso, ma non ricordo se te lo ho inviato), che ho ascoltato in un concerto qualche anno fa, compreso quel fustaccio del marito, se la memoria non mi inganna.

     
     LA  VIOLINISTA  DANZANTE
     
    Una violinista “itinerante”,
    — solista nel concerto in Re maggiore
    di Brahms — o meglio ancor “danzante”
    mai l’avevo vista. Con ardore,
     
    con ben scelte movenze lei andava
    avanti e indietro col suo corpicino
    mentre che con l’archetto suo cavava
    deliziose note dal violino.
     
    Le sue evoluzioni erano gioia
    non solo per le orecchie ma puranco
    per gli occhi, cosicché giammai noia
    cadde sull’auditorio, mica stanco
     
    di udirla ed ammirarla, sicchè esplose
    — quando finì il primo movimento —
    in un immenso applauso, che pose
    in imbarazzo l’ascoltatore attento
     
    . . . e solo della musica contento!
     
    Di lei si scrive: “artista affascinante,
    appassionata ed appassionante,
    a tutto tondo, senza variante,
    eccentrica, umana, illuminante
     
    . . . ed io confermo ciò seduta stante.
     
     
    E’ stato un concerto e una pavana
    questo di Sarah Chang, coreana.
     
    (Cassandro)
     

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  9. amfortas 8 novembre 2009 alle 11:40 am

    Caro Cassandro, ti confermo la mia ammirazione per la Anna Caterina e per Tatjana, che sono davvero due belle ragazze e cantano pure bene.
    Per restare in tema di belli, a Parma il primo violino, mi dicono, mieta vittime tra le fan, tanto che lo fotografai al termine di un’opera in cui aveva un bel momento d’assolo.
    Non mi ricordo di tuoi versi sulla bella e brava Anna, andrò a verificare.
    Credo che Sarah Chang sarebbe contenta dei tuoi versi ammirati.
    È assai giovane e carina, peraltro.
    Ciao e grazie!

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  10. ermionee 8 novembre 2009 alle 4:54 pm

    Allora, sono andata a cercare su internet altre foto del suddetto Kauffman, e devo dire che è davvero bello. Ma ho anche cercato qualcosa in cui si sentisse la sua voce (su Youtube ci sonbo diverse cose) e mi sembra una bellissima voce, leggermente baritonale. Anche a me non sembra molto adatto in arie mozartiane, mentre l’ho apprezzato molto in Schubert. Naturalmente ti parlo da profana, come sai!

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  11. utente anonimo 8 novembre 2009 alle 4:56 pm

    da Giuliano:
    vogliamo lanciare un referendum? La più bella di tutte, tra quelle che ho visto da vicino: Frederica von Stade.

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  12. amfortas 8 novembre 2009 alle 5:33 pm

    Ermione, io credo che il limite di Kaufmann (ma parlo solo per averlo sentito in tante registrazioni, perché ho detto che dal vivo mi è sfuggito) sia una certa mancanza di continuità. La voce è bella scura, baritonale, come dici tu.
    Recentemente ha cantanto un buon Don Carlo, ad esempio.
    In quanto a Mozart, il fatto è che noi pensiamo al tenore mozartiano come leggerino, perché per tradizione a quel repertorio si sono accostati voci chiare. Ci sono eccezioni, molte, ma quello che conta è la capacità di colorare la frase e questa è una qualità che il bel Jonas ha di certo, non è un artista scontato.
    Giuliano, io non ho alcun dubbio, la Antonacci su tutte. Una volta andai a sbattere nella porta a vetri d’un aereoporto, per guardarla.
    Tra le giovani ti posso dire che è molto carina questa signorina, Ketevan Kemoklidze.
    Al momento però, e chiedo scusa per la citazione tremenda, è più bella che brava 🙂

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  13. ermionee 8 novembre 2009 alle 8:16 pm

    Raccolgo l’invito di Giuliano . Trovo molto belle ambedue le dignore da voi citate; ricordo che molti ma molti anni fa spopolò Anna Moffo, che davvero all’epoca era circondata da poderose soprano non proprio affascinanti. A me -ma che ci capisco? sono una donna – piace moltissimo Jessye Norman.

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  14. utente anonimo 8 novembre 2009 alle 8:23 pm

    da Giuliano:
    beh, sono due tipi diversi: Flicka alta e sottile, la Antonacci…(!!!) Anch’io l’ho vista, ma non sono andato a sbattere: alla Scala per l’Armida di Gluck anche il suo petto era entrato nella scenografia, compreso un fantastico finale d’atto  (dal loggione, poi…)
    Di ragazze belle ce ne sono tante, ed è una delle cose per cui ho sempre ringraziato il Signore!
    🙂

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  15. amfortas 9 novembre 2009 alle 7:56 am

    Ermione, Anna Moffo era davvero una bella signora ed era pure molto brava. Alcune sue incisioni sono considerate preziosissime, altre vanno rivalutate. Della Norma, eccellente, ho tra le altre cose un bellissimo cd di gospel.
    Giuliano, eddai di questo passo più che per appassionati ci prenderanno per voyeur!
    Ciao 🙂

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  16. utente anonimo 9 novembre 2009 alle 12:04 pm

    Caro Amfortas
    se questo disco ti ha interessato, ti consiglio anche il recital di lieder di Richard Strauss che Kaufmann ha inciso con il grande specialista Helmut Deutsch. La carica emotiva di lied come "Zueignung" e "Befreit" ne viene esaltata e, secondo me, si tratta di un disco davvero straordinario . Personalmente trovo che il bel Jonas sia un ottimo liederista (ricordo un memorabile recital alla Scala qualche anno fa, sempre con Deutsch); dal vivo nell’opera l’ho sentito un paio di volte ("Traviata" alla Scala e "Bohéme" a Berlino) e non mi ha finito di convincere per una certa genericità interpretativa (erano entrambe recite "di repertorio"), anche se i mezzi vocali sono veramente fuori dal comune. Aspettiamo con curiosità questa Carmen..
    Ciao
    Paolo 

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  17. utente anonimo 9 novembre 2009 alle 1:33 pm

    da Giuliano:
    però ha ragione Ermione, Jessye Norman in quasi tutte le sue foto sembra una Regina o una Dea, ha davvero qualcosa di mitologico, di non comune. In più, ho avuto la fortuna di ascoltarla in concerto, ed una voce così è di quelle che non si dimenticano, e mi vengono ancora i brividi quando ci penso.
    Di suo, ricordo che la Norman aveva molti complessi per il suo fisico, e che dovettero faticare per convincerla cantare in un’opera (prima faceva solo concerti).
    La Moffo è famosa per la sua bellezza, ma non era l’unica: ci sono foto della Schwarzkopf e della Ferrier, per esempio (ma io non c’ero, e se c’ero dormivo…)
    🙂

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  18. amfortas 9 novembre 2009 alle 4:20 pm

    Paolo, ciao, mi pare che ho da qualche parte una registrazione live di lieder cantate da Kaufmann, ora vedo.
    Comunque grazie del consiglio.
    Come già ho detto, per me il tenore soffre un po’ di continuità, speriamo bene per la Carmen.
    Giuliano, la Norman ha lasciato molte testimonianze della sua voce straordinaria, io dal vivo non l’ho mai sentita, accidenti, ma mi fido di te 🙂
    Insomma, un fuscello non era (è) di certo, capisco che possa essere stata un po’ complessata.

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