Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria del secondo cast del Trovatore al Teatro Verdi di Treste.

In privato una decina di persone mi hanno chiesto se scriverò la recensione semiseria del Tancredi al Regio di Torino, ora in diretta su RADIO3. La risposta è sì, ma siccome sarò presente in teatro il 3 dicembre, ovviamente parlerò della recita alla quale assisterò. Ciao a tutti.

Dopo la complessivamente discreta prima del 18 novembre, che presentava ovviamente il cast principale, sono stato a vedere al Teatro Verdi la pomeridiana di domenica pomeriggio, in cui si esibiva il cast alternativo, come si dice oggi.

Cast alternativo è uno di quei paraneologismi politically correct che si usano per definire il secondo cast, quella che sulla carta è la compagnia di canto con minor tasso teorico di classe artistica.
Spesso in queste occasioni si hanno delle sorprese positive: molti cantanti diventati poi famosi hanno cominciato, evidentemente, dal cast meno prestigioso.
Un esempio per tutti, Luciano Pavarotti, che nell’ormai lontano 1963 sostituì un indisposto Di Stefano in una Bohème a Londra.
A Trieste, invece, le cose sono andate diversamente e pure in maniera confusa.
In alternanza a Francesco Hong nel ruolo di Manrico era previsto il tenore Rubens Pelizzari, di cui però si sono perse le tracce. Non sono riuscito a capire come mai non abbia cantato, anche perché compare ancora in locandina e non è stata annunciata l’indisposizione prima della recita.
Già il quotidiano locale, nella cronaca della recita di venerdì sera, non citava il nome del tenore sostituto.
Ho scoperto domenica pomeriggio, e ne avrei fatto a meno volentieri, che il nuovo Manrico era Viktor Afanasenko, che ha cantato talmente male che si può dire che codesta recita del Trovatore mancasse proprio del…Trovatore.
Non voglio infierire perché bisogna avere rispetto degli artisti almeno per l’impegno che ci mettono, però anche il pubblico pagante avrebbe le sue esigenze, no?
Bene, Afasanenko spesso non si sentiva dalla sesta fila di platea e questi sono stati i suoi momenti migliori.
Ad un certo punto, avrei desiderato che la scure cadesse sul suo capo con un’ora di anticipo (si scherza eh? Strasmile) e, quando nella scena del carcere si rivolge ad Azucena dicendo Madre, non dormi?, mi è venuto spontaneo pensare che la povera zingara avesse il sonno turbato dai pensieri che le dava il figlio che stava boccheggiando sul palcoscenico, accidenti (strasmile).
Insomma, grazie a Afasanenko per aver “salvato” la recita, ma se non lo sentirò più cantare a Trieste non mi straccerò le vesti.
 
Nella parte di Leonora c’era Rachele Stanisci


che, insomma, ha fatto il suo compitino discretamente per quanto da lei m’aspettassi di più, visto che Leonora è uno dei suoi cavalli di battaglia. Non ho particolari rimproveri da muoverle, al di là di un’interpretazione abbastanza monocorde. La voce non è male, ma decisamente sorda nella prima ottava, mentre le agilità di forza sono sembrate abbastanza a posto, anche se i tagli voluti dal direttore Maurizio Barbacini semplificano la parte di molto (vale anche per la Serjan del primo cast, però).
C’è da dire che il soprano ha una buona presenza scenica e sempre un certo buon gusto nel porgere, che non è cosa da sottovalutare.
 
Mi avevano riferito un gran bene di Andrea Edina Ulbrich, che era nei panni di Azucena.
In realtà pure lei non è stata granché, mettendo in mostra qualche acuto abbastanza buono, ma poco più di questo.
Dizione fantasiosa, qualche eccesso di verismo interpretativo, che è da sempre il refugium peccatorum dei cantanti che non hanno altri mezzi per esprimersi compiutamente. Una zingara un po’ sbracata, ecco.
 
La sorpresa positiva è arrivata da Claudio Sgura, Conte di Luna, che se non si è dannato a cercare soluzioni interpretative raffinate, ha almeno esibito una voce bella e importante, di timbro scuro e maschio, assai adatta alla parte del fratello incazzato di Manrico.
L’aria Il balen del suo sorriso è stata risolta di forza, ma alla fine la caratterizzazione del personaggio è stata convincente, anche perché il baritono può vantare una figura imponente e un’ottima disinvoltura scenica.
Bravo! Ed è pure relativamente giovane, mi pare abbia 35 anni. Spero di risentirlo presto.
 
Enrico Giuseppe Iori ha cantato discretamente e il suo Ferrando, seppure non mi abbia certo fatto gridare al miracolo, si può considerare di buon livello.
I comprimari si sono comportati come in occasione della prima, quindi abbastanza bene.
Ancora una volta il direttore Maurizio Barbacini ha messo su un gran casino: fragorosa, superficiale, la sua concertazione fa scomparire tutto il lato notturno, malinconico, dell’opera.
Notevoli anche le incomprensioni col palcoscenico, e con il Coro in particolare, anche domenica sotto gli standard d’eccellenza a cui mi ha abituato negli ultimi anni. Bene però le voci femminili nella scena del convento.
Teatro esaurito e pubblico molto contento, che ha risparmiato contestazioni al tenore e ha premiato tutti con grandi applausi. Trionfo per Claudio Sgura, quasi attonito e sorpreso da tanto entusiasmo.
Quindi, superato l’inizio di stagione a Trieste, mi posso concentrare sulla prima scaligera della Carmen, alla quale dedicherò qualche post un po’ diverso dal solito.
Prima però c’è Il Tancredi a Torino, una delle opere che amo di più.
Buona settimana a tutti.
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11 risposte a “Recensione semiseria del secondo cast del Trovatore al Teatro Verdi di Treste.

  1. utente anonimo 25 novembre 2009 alle 2:38 pm

    Il tenore Rubens Pelizzari, in prova è stato un disastro steccando clamorosamente LA PIRA, giusta e doverosa la sua sostituzione.
    Sembra abbiano cambiato anche Viktor Afanasenko, se non si sentiva in sesta fila forse il suo vero nome potrebbe essere AFONOSENKO speriamo che il terzo tenore sia decente.
    Pavarotti ha cantato il Trovatore al MET col Marton e Milnes cosucce sic…
    Ciao
    Egidio

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  2. amfortas 25 novembre 2009 alle 4:10 pm

    Egidio, grazie per il contributo, non sapevo di Pelizzari e mi spiace, anche se, nonostante la stecca che sostieni abbia fatto in prova, avrebbe fatto comuqnue figura migliore di Afanasenko.
    Tra l’altro, Il Trovatore a cui ti riferisci è in vendita in questi giorni ad un prezzo abbordabile.
    Ciao.

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  3. giuba47 25 novembre 2009 alle 4:16 pm

    Ti ringrazio per essere passato a salutarmi. Io ti leggo sempre e imparo…
    Un caro saluto
    Giulia

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  4. amfortas 25 novembre 2009 alle 5:09 pm

    Giuba, io qunado posso vi seguo sempre tutti, purtroppo poco tempo avevo prima e poco ne ho tuttora 🙂

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  5. Princy60 25 novembre 2009 alle 5:23 pm

    meglio se andavi alla partita!

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  6. amfortas 25 novembre 2009 alle 7:09 pm

    Marina, no dai, sono contento di aver sentito un bravissimo Claudio Sgura 🙂
    Ciao!

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  7. amfortas 25 novembre 2009 alle 8:13 pm

    Parrebbe che il tenore Afanasenko sia stato protestato, se so qualcosa di più preciso ci torno sopra.

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  8. utente anonimo 25 novembre 2009 alle 8:35 pm

    Lo sostituirà Casciarri, che non sarà molto credibile come fratello di Sgura…

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  9. amfortas 25 novembre 2009 alle 8:51 pm

    8, in effetti…
    Casciarri era già stato contattato nei giorni scorsi, perché sta cantando Manrico ad Imperia: difficile che possa fare peggio di Afanasenko, però non è che possa dire che sia un tenore particolarmente affidabile…
    Ciao e grazie 🙂

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  10. utente anonimo 26 novembre 2009 alle 10:15 am

    da Giuliano:
    nel ’75 a Verona ero troppo giovane, ascoltavo ancora i Crimso. E quindi con le recite del Met… Sono "nato" solo nel 1979, la mia memoria storica parte da lì: so che non è una scusa per diffondere notizie non vere, ma insomma.
    Però scommetto che tu a Verona nel ’75 c’eri.
    (nel frattempo ho sbirciato su un libro alla Ricordi di Milano)

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  11. amfortas 26 novembre 2009 alle 1:42 pm

    Giuliano, no non c’ero, non ho mai frequentato assiduamente l’Arena.
    Il Re Cremisi, invece, è tuttora spesso che mi fa da colonna sonora!
    Ciao 🙂

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