Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Dalle Alpi alle piramidi, da Fabrizio Frizzi a Pavarotti, passando per il Verdi di Trieste.

L’anno nuovo ha portato una mitragliata di musica lirica in televisione.
Il concerto di capodanno dalla Fenice di Venezia, quello da Vienna, lo sceneggiato su Pavarotti e il Flauto Magico per la regia di Kenneth Branagh.
Stasera però è subito Frizzi (strasmile).
Su questa trasmissione, che non so come definire (talent-show, raccomandati, porcheria gigante, oppure fantozzianamente cagata pazzesca, fate voi) su OperaClick è aperta una discussione con relativo sondaggio.
Enrico Stinchelli (uno dei due animatori della trasmissione radio “La Barcaccia”), che è in giuria, si è beccato una vagonata di critiche per la sua partecipazione al programma: qualcuna meritata, altre un po’ sospette, che mi sanno di regolamento di conti. Dice Enrico che staserà il livello degli aspiranti cantanti sarà migliore: vedremo, forse.
Il Concerto dalla Fenice, trasmesso su RAI1 ieri a ora di pranzo, è stato meno noioso del solito, con l’unica eccezione dello speaker televisivo, di cui ignoro l’identità, che ha ritenuto di presentare le arie e i pezzi orchestrali con un tono così allegro che mi ha costretto a gesti apotropaici di rara eleganza.
Chissà perché quando si presenta la musica lirica bisogna essere così funebri. Mah!
Bravi i solisti.
Il tenore Francesco Meli, che però sull’acuto finale della Donna è mobile ha fatto una toccata e fuga, un po’ come successe a Carreras tanti anni fa. Sarà stato in riserva, boh. Bene invece nella Furtiva lagrima dell’Elisir donizettiano e nei Bollenti spiriti verdiani.
Anna Caterina Antonacci, la donna più bella del mondo,

ha cantato l’Habanera dalla Carmen da par suo e La canzone del velo dal Don Carlo, patteggiando un po’ con gli acuti.
Il direttore, John Eliot Gardiner (bravissimo sempre) non è adatto a queste manifestazioni, è sempre troppo serio e compunto. È inglese peraltro, mica è abituato a sbracare in pubblico (strasmile).
Il 31 dicembre sono stato pure al Concerto di fine anno al Verdi di Trieste, che prevedeva un programma piuttosto impegnativo per solisti, Coro e Orchestra.
Molto bene proprio i complessi del Verdi, nonostante sul podio ci fosse il solito direttore casinista, che questa volta rispondeva al nome di Francesc Bonnín: non che abbia perpetrato danni particolari, ma sembra che i direttori sobri, che respirano con i cantanti e i musicisti siano in estinzione come i Panda.
Vabbè, l’occasione era festosa, una direzione un po’ fracassona ci può stare.
I solisti erano il tenore Antonino Siragusa, il soprano Silvia Dalla Benetta (che oggi sul quotidiano locale chiamano Letizia, non so perché), il baritono Alberto Gazale e il mezzosoprano Sarah Punga.
Sono stati tutti all’altezza, chi più chi meno, anche se il giovane mezzosoprano ha destato qualche perplessità dal lato vocale, anche se va detto che era evidentemente emozionata.
Brillante Antonino Siragusa, che è sempre a suo agio sul palco grazie all’innata comunicativa e musicalità.
Belli, in particolare, i duetti con Gazale Figaro e Dalla Benetta Adina. Poi, al contrario di Meli, ha tenuto l’acuto della Donna è mobile per un paio d’ore, e poteva andare avanti (strasmile).
Il soprano ha proposto la sua Norma, accolta di recente in modo contrastato nel circuito lombardo: Casta Diva e relativa cabaletta (Ah bello a me ritorna). Bene nell’aria e così così nella cabaletta. Io suggerirei alla Dalla Benetta, che ha sfoggiato un vestito rosso che le donava molto, di non esagerare.
Alberto Gazale ha cantato l’aria di Escamillo dalla Carmen: un toreador vigoroso e di buon impatto.
Un po’ debole, come ho detto all’inizio, il mezzosoprano Sarah Punga.
Ottima serata per l’Orchestra e il Coro in particolare, la cui componente femminile si è esibita prima come streghe dal Macbeth e poi come zingarelle dalla Traviata. Come sempre spettacolare il Valzer dal Faust di Gounod.
Si è chiuso, ovviamente, col Brindisi più famoso del mondo, dalla Traviata di Verdi.
Per l’occasione si è reso omaggio a un componente del Coro, il basso Enzo Scodellaro, che chiudeva la sua carriera dopo 32 anni.
Grazie a lui e auguri al Teatro Verdi, che visti i tagli alla cultura di cui ho parlato sino alla nausea, ne ha proprio bisogno.
Qui piove da giorni, tra un po’ mi spunteranno le branchie, ma sembra che già nel pomeriggio possa nevicare. Ottima scusa per stare a casa, direi.
Buon fine settimana a tutti voi!
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29 risposte a “Dalle Alpi alle piramidi, da Fabrizio Frizzi a Pavarotti, passando per il Verdi di Trieste.

  1. utente anonimo 2 gennaio 2010 alle 2:23 pm

    Tutti i sacrosantissimi anni mio padre guarda il concerto di Capodanno e si commuove… oggi ho finalmente capito che sono lacrime di tristezza dovute allo speaker. Beh, "meglio" così!
    Qui c’è il sole ed è praticamente primavera…

    Ah, comunque BUON ANNO NOTUNG!!!!!

    La temperata Margot

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  2. utente anonimo 2 gennaio 2010 alle 2:52 pm

    da Giuliano:
    "Il flauto magico" di Branagh è una ciofeca maxima, lasciamelo dire! L’ho registrato e gli ho dato una scorsa veloce, il tempo per accorgermi che Branagh deve avere qualche problema con le donne, visto che le impicca spesso e volentieri. (ricordo ancora quel suo "Frankenstein", al cinema, il mostro era De Niro ma il resto era anche quello una ciofeca, anche se non così maxima) (peccato però, l’Enrico V era bello…)
    (pensa che Branagh si è sposato prima Emma Thompson e poi la Bonham Carter…).

    PS: una volta qui era pieno di passerotti e di pettirossi e di cince, però adesso c’è il Progresso e si cementifica e si asfalta alla grande!

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  3. Milady-de-Winter 2 gennaio 2010 alle 3:48 pm

    Comincio l’anno con un commento invidioso e acido: da quando la donna più bella del mondo è diventata un soprano da Traviata che canta Libiamo? Non ditemi "e vabbè, il primo dell’anno, il brindisi fa ascolti, tanto ci arriva". Una tamarrata. Per tacere dei "la" della Canzone del velo di Eboli: qualcuno le dica che in partitura sono scritti staccati e non "spalmati come nutella". E comunque, diciamolo, è venuto un bel didetrone anche a lei, va là Annacaterì, che gli anni passano per tutti.
    Per il resto, buon Anno a tutti.

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  4. ermionee 2 gennaio 2010 alle 3:53 pm

    Sono, come sempre,in sintonia con Giuliano per quanto riguarda Il flauto magico: possibile  non capire minimamente il senso di un’opera ed avere anche la presunzione di farne la regìa?  Ma Branagh è uno dei moltissimi sopravvalutati del cinema e del teatro, solo pochissime cose sue (al cinema) mi hanno convinto.
    Stasera quel Frizzi non lo perderò, alla fine mi hai davvero incuriosito.

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  5. mamikazen 2 gennaio 2010 alle 3:56 pm

    Bene bene bene, mi sembra che tu abbia chiuso il 2009 in bellezza (w Antonino… ma mi sa che l’ho già detto…) ^____^

    Quanto al Concerto di Capodanno, per me ne esiste e ne esisterà sempre uno solo… anche se ormai si sono attrezzati e lo fanno anche qui a Cignocittà. E approfitto per dire che a proposito di presentatori, mi manca da morire Bepi Franzelin, che era de-li-zio-sa e metteva buonumore almeno quanto la polka.

    Insomma, stasera toccherà dare un’occhiata a Frizzi… fuggiam, s’attenda le sorti a compiere nella tregenda! ;D

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  6. amfortas 2 gennaio 2010 alle 4:26 pm

    Margie, avrei un’altra teoria in merito alle lacrime di tuo padre, ma transeat!
    Auguri!
    Giuliano, per una volta non sono d’accordo, a me il Flauto Magico di Branagh piace :-), però ammetto di avere una "cotta" artistica per lui.
    Piuttosto il Frankestein di De Niro, quello sì, è una ciofeca. C’è un imitatore americano, Frank Caliendo, che ne fa una caricatura spassosissima.
    Milady, SACRILEGIO E ANATEMA SU TE! Che nessuno mi tocchi Anna Caterina! Lei non ha un didietro, è protetto dalle Belle Arti (è transennato, mi suggeriscono dalla regia…vabbè…)
    Gli acuti non sono mai stati il suo forte, però.
    Ermionee, visto che la pensi così non ti metto un link che avevo preparato con alcuni ascolti mozartiani!
    Mami, sei sicura? Ricordi l’effetto che ti ha fatto l’altra volta?
    Bepi Franzelin la ricordo con commozione anch’io, credo sia in pensione da qualche anno ormai, spero stia bene.
    Un saluto a tutti, qui sta nevischiando 🙂

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  7. annaritav 2 gennaio 2010 alle 5:07 pm

    Stasera cinema. Passerò di qui a leggere la recensione di Amfortas e i commenti.
    Salutissimi, Annarita

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  8. amfortas 2 gennaio 2010 alle 5:10 pm

    Mah, ero convinto d’aver risposto ma mi sa che Splinder s’è mangiato tutto…comunque:
    Margie, io avrei una teoria diversa sulle laceime di tuo padre…ma lasciamo perdere!
    Auguri a te e al braaaaaaaavo pellegrino!
    Giuliano, per una volta non siamo in sintonia, a me questo Flauto piace, anche se sconto l’innamoramento per Branagh…
    C’è un imitatore americano, Frank Caliendo, che fa una bellissima caricatura di De Niro in Frankestein, che in effetti non è riuscitissimo…
    Milady, lo riscrivo: SACRILEGIO E ANATEMA su te! Anna Caterina è una fede e il suo didietro è protetto dalle Belle Arti e non, come mi suggeriscono, transennato…
    Gli acuti non sono mai stati il suo forte, lo so, sigh.
    Mettici lo yogurt, nel cestino di parmigiano!
    Elena, visto che dici così ora cestino l’ascolto mozartiano in mp3 che ti avevo preparato 🙂 Non voglio responsabilità per Frizzi eh?
    Mami, sei sicura? Ricordi vero l’effetto che ti ha fatto al prima puntata?
    La Franzelin credo sia in pensione da qualche anno, me la ricordo assai volentieri perché era fine e simpatica, spero stia bene.
    Qui nevischia e ora vado a spargere un po’ di sale, saluti ghiacciati a tutti!

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  9. amfortas 2 gennaio 2010 alle 5:11 pm

    Annarita, ciao e buon divertimento.
    Come vedete ho fatto la cabaletta con variazioni, la classe non è acqua 🙂

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  10. Milady-de-Winter 2 gennaio 2010 alle 6:01 pm

    L’anno è iniziato da poco e ho già raccolto due maledizioni. Leonora di Vargas mi fa una pippa. Qua c’è un vento pazzesco, mi sa che il tempo sta cambiando, oppure i tuoi anatemi sono di inaudita potenza.

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  11. daland 2 gennaio 2010 alle 6:49 pm

    a. la simpatica Franzelin fa di nome Pepi, poverina!
    b. tra poco su Radio3 dal MET c’è un antidoto a Frizzi: Hansel&Gretel, diretta dal grande (anche se modesto) Fabio Luisi.

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  12. amfortas 2 gennaio 2010 alle 7:06 pm

    Milady, se nelle due maledizioni comprendi il mio commento doppio, non vale eh? E poi non sono così potenti, perché se lo fossero davvero…le sfrutterei meglio, diciamo 🙂
    Daland, è vero Pepi, non Bepi, colpa di mami che mi ha indotto in errore 🙂
    Non ascolterò la trasmissione dal Met perché sono affacendato, ma condivido l’ottimo giudizio su Fabio Luisi.

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  13. ermionee 2 gennaio 2010 alle 9:55 pm

    No no, l’ascolto mozartiano LO VOGLIO!!

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  14. utente anonimo 2 gennaio 2010 alle 10:21 pm

    Terminato l’ascolto di Hansel e Gretel, mi sto godendo Haydn, dopo aver sviscerato il tuo post ed i relativi dotti commenti..

    Da pignola cruscaia, mi permetto di correggere ulteriormente: Peppi.. con due P, anzi, tre, come lei stessa diceva, pare..

    Divertente, oltre che educativo, questo blog.. graziegrazie!
    Hai commentatori esperti e simpatici, come te, del resto: bella cosa..

    Saluto.. ancora felice e sereno 2010!
    A.Im.

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  15. gabrilu 3 gennaio 2010 alle 12:39 am

    Amf
    Era di Branagh?!?
    Mi stai dicendo che quella schifezza  di Flauto  che ho incrociato in tivvi e che ho mollato dopo mezz’ora per la serie  "voglio proprio vedere a che punto si arriva  però  mo’ so’ arrivata io, al capolinea, saluti e grazie"  e che non sapevo di chi fosse  era di…. Branagh?!

    Le tre  suore del Cottolengo erano  le  Tre Dame?!
    E questa cosaqqua l’ha ponzata Branagh?
    Nooooooooooo.
    Non volevo saperloooooo!

    A me  Branagh piace  molto, e non mi impressiona  più di tanto  il fatto che impicchi le donne  se e quando lo fa nei casi  in cui   — come si suol dire  — "ci ha  il   suo perchè".

    Branagh ha fatto ottime cose che  continuano a piacermi   molto e non me le dimentico  solo perchè  in questo caso la ciambella gli è riuscita   senza alcun buco.

    Questo suo  Mozart  non mi piace  no, no e poi no.

    … Scusa amf, nel tuo post  ci sono tanti altri stimoli interessanti ma io sono ancora sotto choc.

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  16. amfortas 3 gennaio 2010 alle 9:31 am

    Elena, vediamo cosa posso fare ok? Ciao!
    A.Im, sei sempre troppo buona, io ieri mi sono goduto il nipotastro a cena e ho visto la trasmissione un po’ distrattamente, però mi pareva leggermente più fluida rispetto alla prima puntata.
    Ciao!
    gabrilu, sul film credo ci sia un equivoco di fondo e cioè non è una rappresentazione teatrale del Flauto magico, ma un film ispirato all’opera di Mozart, che è tutt’altra cosa.
    Ti sei ripresa dallo shock un pochino?
    Buona domenica 🙂

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  17. utente anonimo 3 gennaio 2010 alle 10:01 am

    Auguri infiniti Amfortas,sono stata parecchio lontana dal blog ultimamente,ma spero di rimettermi in pari su tutto!

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  18. amfortas 3 gennaio 2010 alle 2:48 pm

    Lelli, ciao, è sempre un piacere rileggerti!

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  19. AntonioSabino 3 gennaio 2010 alle 4:15 pm

    E che dire della conclusione della speaker che commentava il concerto di Capodanno? I Wiener hanno reso GLAMOUR (?) Strauss. Il Flauto Magico di Branagh mi è piaciuto e penso che sia un’ottima alternativa a quello di Bergman. Continua ad essere Frizzi-esente, dici che merita una occhiata?
    Ciao.

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  20. gabrilu 3 gennaio 2010 alle 4:22 pm

    amf
    A capire che  il Flauto  di Branagh    fosse  un film  e non teatro  filmato   c’ero arrivata persino io, guarda un po’!    

    Però   — film o ripresa teatrale  filmata o qualunque cosa il N. avesse in testa di fare e che poi ha fatto  —  sempre schifezza continua a parermi.

    Mi si fustighi, ma non recedo, chè l’impressione quella fu e rimane.

    Apprezzabile il tuo tentativo di render commestibile questo Flauto,  Amf,  ma  per dirla tutta, fuori  dai denti e  in siculo idioma di Terronia:

    "Conzala comu voi, sempri cucuzza è"  =  "Condiscila come vuoi, rimane comunque  e pur sempre una zucca".

    (Tranquillo: me ne torno a cuccia)

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  21. Beerbohm 3 gennaio 2010 alle 4:42 pm

    belli i commenti ma il più bello è quello di Milady invidioso ed acido, ma terribilmente vero.

    Vado pazzo per le persone malmostose appassionate di opera, soprattutto se – come mi pare accada in questo caso – sanno leggere uno spartito.

    Attendo il parere del tenutario del blog su Mettiamoci all’Opera di jeri sera. Ne ho visti cinque minuti e mi sono bastati.

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  22. amfortas 3 gennaio 2010 alle 8:11 pm

    Antonio, il concerto di Vienna me lo sono perso quest’anno, ma i Wiener sono un’orchestra formidabile e non hanno certo bisogno di essere leccati da un cronista televisivo, chiunque sia 🙂
    Gabrilu, intendevo dire 🙂 che era liberamente tratto quindi qualche libertà si può concedere al regista, contrariamente di quello che succede in teatro, dove secondo me l’aderenza al testo è più importante.
    Interessante che conzare si usi anche in triestino, con lo stesso significato.
    Anzi, dirò di più, vale sia in cucina, la conza (di solito aglio, pepe, sale e aromi vari) che in senso traslato per le persone: Come te se gà conzà (o conzado/a)? Riferendosi a qualcuno che ha scelto un abbigliamento o trucco non particolarmente sobrio.
    Ciao 🙂
    Beerbohm, qui si radunano alcune tra le migliori menti del Paese, diciamolo una volta per tutte.
    Milady è veramente tosta e scrive benissimo, ma non ha gusto per le donne e così si becca le maledizioni 🙂
    Su Frizzi, ti sorprenderò: la puntata di ieri è stata comuqnue migliore di quella di qualche giorno fa. Siamo comunque sotto il livello di guardia ma mi dicono che nella prossima primavera ci becchiamo il talent-show sulla lirica in 8 puntate.
    C’è di peggio, nella vita, pensa a chi vincerà il Superenalotto e sarà assalito da parenti veri e presunti, che reality dovrà vivere.
    Ciao 🙂

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  23. utente anonimo 4 gennaio 2010 alle 1:36 am

    Anch’io ho visto una buona parte del film di Branagh…mi fa piacere leggere i commenti al riguardo su questo blog e inserisco anche il mio.
    Secondo me il film non c’entra niente con il Flauto Magico :-(. Il testo non è solo stato tradotto in inglese (e tanti saluti alla particolare musicalità della lingua tedesca, molto valorizzata in questa opera), ma anche in alcune parti modificato per adattare la trama alla bizzarra (diciamo così) concezione del regista. Secondo me Branagh ha preso la meravigliosa musica di Mozart e ci ha cucito sopra una storia quasi completamente diversa, a metà fra il film di guerra (Tamino è un soldato) e il fantasy (la Regina della Notte sembra una strega volante), tra l’altro non molto coerente (non solo con la trama originaria, ma nemmeno con se stessa!!).
    Dello stesso regista avevo visto il film tratto da Amleto e mi era piaciuto, ma è difficile fare paragoni, anche perchè l’opera, per chi fa cinema, è un terreno accidentato, forse più del teatro di prosa.
    Grazie per la possibilità di scambiare impressioni e idee e tantissimi auguri di buon anno 🙂
    Eloisa

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  24. amfortas 4 gennaio 2010 alle 8:20 am

    Eloisa, ciao e grazie per le tue considerazioni. Condivido soprattutto il discorso che riguarda la traduzione in inglese, quella ha disturbato, a suo tempo, anche me.
    Auguri e grazie per i complimenti, speriamo di andare avanti così 🙂

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  25. utente anonimo 4 gennaio 2010 alle 10:22 am

    da Giuliano:
    Branagh ha fatto molte ottime cose, fa bene Gabrilu a ricordarlo: la migliore di tutti è probabilmente il film sull’Enrico V di Shakespeare, dove si confrontava con un capolavoro come la versione di Laurence Olivier (due film bellissimi e molto diversi fra loro). Anche il Frankenstein non è male, e ha il merito di essere il più fedele al romanzo originale (che a me piace moltissimo: per chi non lo ricorda, scritto duecento anni fa, da Mary Shelley).
    Branagh è un ottimo attore, e lo si vede anche nei film di Harry Potter.
    Però il Flauto Magico che dirige lui mi sembra andare quasi sempre contro la musica, e con idee molto banali: un allestimento così lo avrebbero fatto meravigliosamente i Monty Python (la Regina che arriva sul carrarmato? wow!), che però ormai sono scoppiati e vecchiotti anche loro. (confidavo molto in Terry Gilliam, ahimè…).

    Però sulla Antonacci concordo in pieno – ma qui mi fermo perché ho già usato un’altra volta espressioni un po’ troppo entusiastiche…

    PS: concordo sulle Grandi Menti, però la mia è solo una mentina (o forse una trementina, chissà).
    🙂

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  26. Milady-de-Winter 4 gennaio 2010 alle 12:43 pm

    Per il padrone di casa: grazie, troppo buono. Rivendico il mio diritto ad avere pessimi gusti in fatto di donne: è risaputo che preferisco gli uomini, specie i sexy baritoni che nell’Opera hanno sempre sfigate sorti.

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  27. amfortas 4 gennaio 2010 alle 2:05 pm

    Giuliano, le risate che ho fatto in tempi ormai lontanissimi con "Il senso della vita", rimangono memorabili. Anche gli sketch televisivi erano uno spasso.
    Milady, non che i soprano e le donne in generale facciano così spesso una bella fine nell’opera eh? 🙂

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  28. utente anonimo 17 febbraio 2010 alle 1:50 pm

    Ringrazio l’autore dell’articolo per la cortesia prestatami ma non meritavo tanto.

    Buon proseguimento d’Anno e “ad majora”

    Scodellaro

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  29. amfortas 17 febbraio 2010 alle 7:43 pm

    Enzo, ciao e buon proseguimento a te! Peccato, domani niente parrucca eh?
    Ciao 🙂

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