Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria di Maria Stuarda al Teatro Verdi di Trieste: cast alternativo.

Allora, vi dovevo una recensione ed eccomi qui a riferire dell’esito della recita di Maria Stuarda di martedì 26, in cui era impegnato il cast alternativo.
Ricordo che si dice “cast alternativo” quello che una volta era il secondo cast, prima che il politicamente corretto facesse sentire i suoi danni anche tra i critici musicali, come se ci fosse bisogno di rendere ancora più oscura la prosa di chi scrive di musica (smile).
In realtà spesso gli appassionati considerano i componenti il cast alternativo come diversamente cantanti, mentre succede che qualche volta ci siano sorprese positive.
E così è stato almeno per la protagonista, Maria Costanza Nocentini, che interpretava Maria Stuarda.
Oddio, nulla di miracoloso, ma tra lei e Hasmik Papian (la Regina di Scozia del primo cast) per me è stata più convincente la Nocentini, almeno per pertinenza stilistica e attitudine al Belcanto.
Il soprano, per esempio, non si è riscritta la parte a suo uso e consumo, eliminando o spianando acuti e sovracuti. Visti o sentiti i risultati, ha fatto molto bene.
Sicuramente la voce non è bellissima e neanche troppo grande e sonora, però con l’unica eccezione di una prima ottava abbastanza evanescente, il personaggio della sfortunata (mah…io direi perdente, perché ha combattutto e perso) Regina di Scozia è uscito bene, specialmente nei momenti più elegiaci e malinconici dell’opera. Qualche problema con la dizione, ho rilevato, ma nulla di irreparabile o particolarmente fastidioso.
Arcigna e determinata l’Elisabetta di Elena Belfiore, la cui prova è stata sovrapponibile, dal punto di vista artistico, a quella di Tiziana Carraro.
Anche il mezzosoprano ha una voce non proprio accattivante, però i gravi non paiono artefatti e gli acuti, seppure un po’ metallici, sono sembrati sicuri. Molto brava anche dal punto di vista scenico e intelligente il fraseggio, che le ha consentito un’ottima caratterizzazione del personaggio: davvero notevole il suo tono insinuante e provocatorio nelle frasi che fanno sclerare (smile) la Stuarda e la portano all’invettiva.
Debole invece il tenore, Dario Schmunck,

nei panni dell’inutile Leicester, che tale è rimasto proprio perché l’artista mi è sembrato accontentarsi di un’interpretazione generica, tipo sbrighiamo il compitino che poi vado a casa a bermi una cioccolata calda.
Ancora bene si è comportato Gezim Myshketa quale Cecil e di nuovo brava anche Alessandra Palomba come Anna.
Censurabile invece la prestazione del basso Gianluca Buratto, che sembrava l’orco cattivo di tante fiabe, solo che qui si trattava di cantare, seppure in una piccola parte, Donizetti. Il suo Talbot, che è vestito da prete, avrebbe potuto benissimo figurare in qualche B movie che tratta di preti posseduti dal maligno (strasmile). Insomma mi tocca usare il tag "nuovi mostri".
Disastrosa, e non ne capisco i motivi, la direzione di Fabrizio Maria Carminati che aveva figurato decentemente alla prima.
Un mio amico colto ha giustamente paragonato orchestra e cantanti, in questa recita, a due rette parallele destinate a non incontrarsi mai. Poi dice che studiare geometria non serve.
Di questa scollatura, evidentissima, tra buca e palcoscenico hanno risentito anche il Coro e l’Orchestra del Verdi.
Peccato.
Il pubblico avrebbe potuto manifestare più calorosamente il suo apprezzamento, ma probabilmente il clima, fuori tirava la bora a 130km/h e c’erano tre gradi sottozero, e la scarsa popolarità dell’opera, lo hanno raffreddato.
Non tutto il freddo viene per nuocere, comunque, perché così almeno alcuni spettatori (uomini e donne, ed altri dalla sessualità incerta) non hanno subito danni irreparabili al lifting (strasmile).
Domani, forse, vi parlerò del recente Werther a Parigi e della prossima Manon Lescaut alla Fenice  (qui si vede anche un’immagine, agghiacciante, dello spettacolo) che stasera radio3 trasmette in diretta, mentre io tornerò nell’orrida Venezia per la pomeridiana di domenica.
Un saluto a tutti.
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8 risposte a “Recensione semiseria di Maria Stuarda al Teatro Verdi di Trieste: cast alternativo.

  1. utente anonimo 29 gennaio 2010 alle 9:25 pm

    Sto ascoltando la Manon su Radio 3, per cui, incuriosita dal tuo "agghiacciante", che integra in qualche modo l’oscura descrizione del commentatore, sono andata a vedere l’immagine che hai postato.
    Sono profana, dilettante, e, probabilmente, bassamente tradizionalista, ma..CHE COS’E’ MAI ‘STA ROBA???!!!

    Meglio tacere, eh?!
    Ahimé, scusami, non ce l’ho fatta proprio..
    Forse dovrei limitarmi ad ascoltare la musica, e a leggere le tue gustose recensioni e i relativi degni commenti. Ma aspetto con piacere – pregustandolo – il parere di Gabrilu. Ciao e grazie.

    A.Im.

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  2. amfortas 30 gennaio 2010 alle 10:42 am

    A.Im., anch’io sono rimasto abbastanza scioccato dall’ immagine, però l’esperienza m’insegna che valutare uno spettacolo da una foto è piuttosto difficile.
    Comunque, visto che domani sono a Venezia, mi renderò conto di persona.
    Non ho sentito la trasmissione di radio3, perché di solito quando vado a teatro evito gli ascolti radiofonici per non formarmi pregiudizi positivi o negativi che siano.
    Ciao e grazie per l’intervento 🙂

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  3. utente anonimo 30 gennaio 2010 alle 4:37 pm

    da Giuliano
    Forse si sono confusi col Lohengrin?
    🙂

    Anch’io ho un buon ricordo di tanti "secondi cast", tanto è vero che poi mi sono chiesto come mai alcuni cantanti non hanno più fatto carriera.
    Per esempio, ricordo un ottimo baritono, Elia Padovan, come protagonista nel Macbeth diretto da Abbado, e in altre recite alla Scala negli anni ’80.

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  4. amfortas 30 gennaio 2010 alle 5:22 pm

    Giuliano, mi hanno riferito di contestazioni severe al regista…io non sono abituato a buare, probabilmente, nel caso, mi limiterò ad andarmene in silenzio…
    Sai che non ricordo di aver mai sentito Elia Padovan? Eppure il nome non mi è nuovo…boh!
    Ciao!

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  5. utente anonimo 31 gennaio 2010 alle 2:07 pm

    Gent.mo Prof. Paolo Bullo, sono molto colpito dai giudizi che Lei ha voluto formulare sul mio conto. Sinceramente non mi pare di aver riscontrato tutti i difetti elencati alla recita del secondo cast ma chino il capo cercando di raccogliere stimoli al miglioramento.Nutro in Lei molta stima in quanto La leggo sempre da abbonato di opera click.  La nostra carriera è fatta sempre da piccole e grandi lezioni. Lei, con le Sue recensioni ed i commenti in blog e forum me ne ha date molte e La ringrazio dal profondo del cuore. Spero in un prossimo futuro di poter modificare il Suo giudizio in senso positivo così come al Suo colto amico Alessio 70. Mi permetta di farLe notare che dei quattro passaggi a me dedicati (uno di Alessio 70) raccolgo delle espressioni come "rabbrividente, discretamente e poi decentemente, ne ha fatta di ogni…., disastroso, Euclideo, a fronte di una prima recensione di altro contenuto . Non Le nego che a questo punto nutro qualche disagio. Pur rispettando il Suo autorevole giudizio sul mio operato sono a salutarLa con la stima di sempre nella speranza di poterLa conoscere di persona. Fabrizio Carminati

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  6. amfortas 1 febbraio 2010 alle 12:04 am

    Gentilissimo Maestro Carminati, intanto la ringrazio per la civiltà del suo intervento. Poi, sono lusingato ma la prego di non gratificarmi di titoli che non ho: non sono professore.
    Sui giudizi distinguerei quelli del forum di OC, per natura stessa un luogo molto vicino al bar sport, nella migliore e più sana accezione del termine, e quelli che esprimo io qui, credo con pacatezza e senza isterismi.
    Il fatto che nella prima recensione abbia trovato discreta la sua concertazione e sia rimasto meno soddisfatto nella seconda occasione, dovrebbe suggerirle che l’ho ascoltata con attenzione (sarebbe stato facile e più comodo cavarmela con un "il M° Carminati ha ripetuto la prova della prima recita"). Invece ho notato, forse anche perché il cast avrà avuto esigenze differenti, oppure perché si sono fatte meno prove, che nel complesso i risultati sono stati diversi e comunque meno soddisfacenti. Qualche attacco sporco del Coro, qualche sbavatura nell’orchestra e una generale precarietà nel "respirare" con i cantanti.
    Non me ne voglia, sono abituato ad essere onesto con me stesso e i miei lettori, qui e su OC.
    Detto questo, non posso che raccogliere il suo invito e sperare di conoscerci di persona.
    La ringrazio ancora del suo commento, che dà lustro al mio blog e alla mia credibilità.

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  7. utente anonimo 1 febbraio 2010 alle 10:26 am

    La ringrazio e rinnovo i miei più cordiali saluti uniti ad un sincero arrivederci. Fabrizio Carminati

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  8. amfortas 1 febbraio 2010 alle 5:32 pm

    Grazie Maestro, un saluto.

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