Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Dischi storici: Il Trovatore di Giuseppe Verdi. Interessante iniziativa culturale a Trieste.

Intanto mi preme segnalare, in apertura di questo post, la bella iniziativa congiunta del Teatro Verdi e del Politeama Rossetti di Trieste, chiamata (un po’ macchinosamente, ma transeat) Romeo e Giulietta si fanno in quattro.
In poche parole si può acquistare una specie di biglietto multingresso per assistere a quattro spettacoli teatrali diversi, tutti centrati sulla storia degli amanti veronesi: il Roméo et Juliette di Gounod (lirica), l’originale Romeo e Giulietta di Shakespeare (prosa), West side story di Bernstein (musical) e il balletto Romeo & Juliet coreografato da Mauro Bigonzetti su musiche di Sergej Prokof’ev.
Mi pare una bella idea, anche visto il prezzo contenuto del biglietto.
Proseguo poi con la mia personale e stringata rivisitazione di alcuni dischi storici: questa volta tocca a Il trovatore di Giuseppe Verdi, anno di grazia 1956 edito dalla EMI.
In questa incisione c’imbattiamo in una delle performance più straordinarie di Maria Callas, che interpretava Leonora per la seconda volta in studio, dopo quella di qualche anno prima, mi pare nel 1952 ma non ne sono certo.
C’è poco da dire, è una pietra miliare dell’Arte del Canto e a questa considerazione si giunge perché è impossibile non apprezzare il magistero tecnico del soprano, la sua cura della parola scenica, tale che sembra di ascoltare per la prima volta alcune frasi (anche le più note, penso solo all’incipit celeberrimo dell’aria di sortita Tacea la notte placida), specialmente se non si sente il disco da qualche tempo. Una continua scoperta di finezze, di particolari nascosti, di accenti che rendono vivo e reale il personaggio di Leonora.
La seconda considerazione è ancora più sconvolgente, da un certo punto di vista, e cioè la Callas a più di cinquant’anni di distanza è una Leonora attuale, moderna, come la si vorrebbe sentire oggi in teatro.
C’è un abisso tra lei e i pur notevolissimi compagni d’incisione, le cui prove appaiono irrimediabilmente datate e vecchie, al di là di problemi vocali che affliggono in particolar modo Giuseppe Di Stefano, Manrico, ma anche gli altri.
 
Elvio Giudici (anche Celletti, che è ancora più intransigente) sostiene addirittura che questo è un Trovatore senza Manrico, e forse è un giudizio un po’troppo cattivo, ma sicuramente alla valutazione così severa contribuisce il confronto immediato e impietoso con la Callas.
Di Stefano avrebbe il timbro perfetto per la parte, ma non c’è nulla di più, perché mancano troppe cose per delineare un Manrico convincente: basta ascoltare il cantabile Ah sì ben mio con orecchie serene (si può dire? Mah…) per rendersene conto. Neanche nel canto spiegato il tenore riesce ad emergere, perché comunica al massimo un senso di concitata agitazione.
 
Discreta, ma non di più, la prova di Rolando Panerai quale Conte di Luna, almeno perché cerca (non riuscendoci sempre, peraltro) di non cantare tutto forte e di dare un senso musicale alla parola scritta. Buona risulta l’aria Il balen del suo sorriso.
 
La mia gloriosissima concittadina Fedora Barbieri interpreta Azucena e lo fa abbastanza bene, ma non mi convince in pieno. C’è qualche bellissima intuizione, in particolare nell’allucinata ma lucida, sorvegliata, Stride la vampa,

risolta con un accento vigoroso ed efficace, senza cachinni ed effettacci di cattivo gusto. Spesso però gli acuti sono al limite e i gravi cavernosi e artefatti.

Nicola Zaccaria, nella parte minore ma fondamentale di Ferrando, è molto bravo.
Resta la direzione d’orchestra e io, a costo di essere maledetto da chi mi legge (strasmile), sostengo che la concertazione di Herbert von Karajan (alla testa di un’Orchestra e un Coro della Scala…d’altri tempi) non mi entusiasma per nulla pur non negando che in alcuni momenti sia suggestiva.
Voglio dire che a me questa direzione pare schizofrenica, nel senso di discontinua, qualche volta pure enfatica, clangorosa e comunque priva di un fil rouge narrativo, quasi fosse un mosaico formato da pezzi singoli belli che però non si fondono in un insieme armonioso .
Il contrario insomma di ciò che sostiene Giudici, ahimé, che trova la direzione efficace e teatrale, drammaturgicamente congrua. Per me manca completamente di poesia e lirismo nelle tante pagine elegiache dell’opera ed eccede di tinte scure e tetre nelle parti più drammatiche.
Questa circostanza mi ha sempre sorpreso perché io idolatro Karajan per il suo Ring, così straordinario proprio per l’equilibrio tra luce e buio, per la perfetta simbiosi raggiunta tra orchestra e cantanti.
Tutto questo, ovviamente, è da considerarsi solo come un’opinione e nulla più.
E a proposito di opinioni, apprezzo molto questo sito dedicato a Maria Callas, curato dall’amica Marion (brava, bravissima), dateci un’occhiata perché merita davvero.
È fatto con passone, competenza ed entusiasmo e io l’aggiungo subito tra i miei preferiti.
Buon fine settimana a tutti.

P.S.
Mami (kazen) che fine hai fatto?

 
Annunci

47 risposte a “Dischi storici: Il Trovatore di Giuseppe Verdi. Interessante iniziativa culturale a Trieste.

  1. utente anonimo 14 febbraio 2010 alle 9:34 am

    da Giuliano:
    Sai che non ce l’ho? E non credo di averlo nemmeno mai ascoltato, forse la lettura di Celletti mi aveva troppo impressionato…Però ho l’edizione Karajan dal vivo, quella leggendaria con Corelli, Price, Bastianini, Cossotto.
    La Callas nel ’52 era nel pieno della sua forma, questi sono anni magici, gli anni della Norma, di Medea, di Sonnambula: direi che dovrei correre a comperare!

    Mi piace

  2. annaritav 14 febbraio 2010 alle 12:26 pm

    L’iniziativa che segnali su Giulietta e Romeo mi sembra davvero interessante.
    Riguardo il resto del post , data la mia ignoranza in materia, mi limito a leggere e a imparare ogni volta qualcosa di nuovo.
    O.T.:Ieri sera abbiamo visto il bel film di Radu Mihaileanu Il concerto.
    La storia mi ha coinvolta e l’esecuzione finale del concerto in Do maggiore n. 35 per violino e orchestra di Ciajkovskij mi ha commossa fino alle lacrime. L’esecuzione effettiva del concerto si deve all”orchestra di Bucarest . Meravigliosa!
    Grazie e salutissimi, Annarita

    Mi piace

  3. utente anonimo 14 febbraio 2010 alle 3:16 pm

    sono d’accordissimo sul trovatore del quale parli. invito invece ad ascoltare un vecchio tenore dimenticato: Flaviano Labò. sentitevi la sua versione dell’ah si ben mio su youtube e ditemi cosa ne pensate.
    come vanno le prove si gounod lì a trieste? indiscrezioni? a proposito: buon san valentino!!!

    Lucia

    Mi piace

  4. amfortas 14 febbraio 2010 alle 4:05 pm

    Giuliano, il disco vale per l’interpretazione della Callas, davvero impressionante, e per la grande prova dell’Orchestra e del Coro della Scala.
    Quella che citi tu è invece un prodigio per tutte le voci come ampiezza, volume…pesi massimi che sanno "combattere" anche con stile.
    Ciao!
    Annarita, ciao, sì l’iniziativa dei due teatri è molto buona e mi pareva giusto sottolinearla.
    Non conosco il film che citi ma non ho alcun dubbio che possa essere interessante. Quanto alle orchestre dell’est sono quasi sempre di grande professionalità e giungono a risultati eccellenti.
    Lucia, Labò è un altro di quei tenori che oggi ricordano in pochi ma che fu sicuramente artista di rilievo. Io ricordo sue interpretazioni molto notevoli nel repertorio drammatico.
    Ciao e grazie!

    Mi piace

  5. amfortas 14 febbraio 2010 alle 4:08 pm

    Lucia, mi sono scordato di risponderti sull’opera di giovedì.
    In realtà non so molto, oltre che le prove sono in corso da qualche tempo, un po’ al Verdi e un po’ alla Sala Tripcovich.
    Ciao.

    Mi piace

  6. ermionee 15 febbraio 2010 alle 9:43 pm

    Pur non essendo una fanatica della Callas, devo riconoscere con te che in questa occasione è veramente superba: di lei apprezzo sempre la grandissima capacità interpretativa. Ma con Di Stefano sei molto severo; e comunque io non riesco mai a sentire la sua voce senza emozionarmi.

    Mi piace

  7. amfortas 16 febbraio 2010 alle 8:18 am

    Ermione, ho sempre pensato che cantare in studio sia una cosa e dal vivo un’altra, sono due modalità diverse. Di Stefano, in linea generale, era sicuramente più emozionante dal vivo. Ne sono testimonianza molti dischi live in cui dà il meglio di se stesso. Poi, certo, alcuni difetti ci sono sempre stati, soprattutto da metà degli anni 50 in poi, quando la voce si era usurata.
    In questa incisione il confronto con la Callas lo penalizza molto, ma ci sono anche difficoltà oggettive negli acuti e in generale nella linea di canto.
    La Callas, pure lei, può piacere o meno, ma quando ci si mette ad ascoltare non si può non apprezzare la cura maniacale che ci metteva nel rendere la parola scenica: la sua Leonora, in questo senso, è paradigmatica.
    Ciao!

    Mi piace

  8. megbr 16 febbraio 2010 alle 3:06 pm

    e diciamola tutta: sull’ali rosee è l’aria più bella che sia mai stata scritta.. almeno per me.. e cantata in questo modo… è una vera, continua ed inimitabile  emozione .. ::-)

    Mi piace

  9. amfortas 16 febbraio 2010 alle 4:09 pm

    megbr, non so se è la più bella ma in una mia personale top ten ci sta di certo 🙂
    Ciao!

    Mi piace

  10. Adriano 19 aprile 2012 alle 10:31 pm

    Caro amico,trovo la tua “diagnosi” praticamente esatta,hai saputo analizzare con estrema chiarezza questa incisione.Non sono un musicista,ma ho avuto il dono dal buon Dio di saper interpretare le emozioni che una buona incisione sa trasmettere a discapito di lavori meno buoni.questa mia “mania”ha fatto si che ho una collezione di 36 edizioni della Traviata.ri saluto cordialmente e complimenti ancora.

    Mi piace

    • amfortas 20 aprile 2012 alle 7:23 am

      Adriano, ciao. Beh 36 edizioni di Traviata sono una bella perversione, anche se capisco benissimo :-). Mi fa piacere che ti sia ritrovato nelle mie considerazioni, grazie per i complimenti, a rileggerci, spero.

      Mi piace

      • Adriano 20 aprile 2012 alle 5:25 pm

        Sicuramente avremo modo di scriverci ancora,visto che si parlava di Traviata,quale secondo te o chi ci legge e’ la Traviata piu’emozionante? Un caro saluto

        Mi piace

      • amfortas 21 aprile 2012 alle 7:36 am

        Adriano, domanda difficile, ci sono molte incisioni che sono magnifiche e anche registarzioni dal vivo. Se dovessi per forza sceglierne una andrei su questa, ma ce ne sono altre. In teatro recentemente in questa recita Patrizia Ciofi mi ha commosso molto. Ecco, così ti abitui un po’ al tono delle mie recensioni dall’orrida Venezia. Presto ne leggerai una nuova…
        Ciao e grazie 🙂

        Mi piace

      • Adriano 21 aprile 2012 alle 10:54 pm

        Effettivamente ho fatto una domanda difficile,ce ne sono almeno una decina,ognuna con ll suo fascino e automaticamente diverse fra loro,anni fa me ne sono creata una su audio cassetta,mettendo assieme il “meglio” di tutte.Per assurdo non mi piaceva..a risentirci

        Mi piace

      • amfortas 22 aprile 2012 alle 7:55 am

        Adriano, beh, non tanto per assurdo…un’opera lirica deve avere continuità e comunanza d’intenti tra direttore e protagonisti, se si mischia tutto difficile che esca qualcosa di convincente.
        Ciao!

        Mi piace

  11. Adriano 22 aprile 2012 alle 11:35 am

    Ho intuito che ami la Callas,come credo tantissimi di noi.un disco che amo molto e’ il barbiere di Siviglia del 1955,con Alva,Gobbi,Callas.La particolarità di questa incisione,che possa piacere o meno,e’ musicalmente parlando di stampo Verdiano,un suono decisamente impetuoso.solitamente la musica di Rossini e’ eseguita in maniera piu’frizzante,amando Il suono Verdi a me piace così,forse la partitura non scrive così alla “Verdi”.I cantanti son bravi.specialmente Maria.se conosci questo disco,vorrei un tuo parere.a risentirci

    Mi piace

    • amfortas 22 aprile 2012 alle 6:39 pm

      Adriano, amo la Callas ma ascolto volentieri tutto e tutti. Quella Rosina è particolare, ma non rientra tra le performance della Callas che mi esaltano, né la direzione incontra il mio gusto.
      Ciao e grazie.

      Mi piace

  12. Adriano 22 aprile 2012 alle 10:41 pm

    Grazie in ogni caso,e’sempre un arricchimento il potersi confrontare ascoltando pareri diversi.ciao e a risentirci presto

    Mi piace

  13. amfortas 23 aprile 2012 alle 7:22 am

    Adriano, certo, si scrive soprattutto per confrontarsi, ciao!

    Mi piace

    • Adriano 23 aprile 2012 alle 9:56 am

      Carissimo,stanotte preso da insonnia acuta mi son messo ad ascoltare Beethoven.oltre alla mia collezione di Traviata,ho le none sinfonie di vari direttori,come spesso si dice.ogni maestro mette la sua arte interpretativa.ma a mio parere, quelle di karajan hanno una marcia in piu’,tranne la nona che nel secondo movimento omette il da capo,ma le altre,che suono!!!La nona di Muti la trovo molto bella.chiedo un tuo giudizio in merito.con immutato rispetto x la tua competenza.Adriano

      Mi piace

  14. amfortas 23 aprile 2012 alle 10:11 am

    Adriano, ti consiglio di aprire la mente e i sensi ad altre interpretazioni, fermo restando che le registrazioni di Karajan – il primo ciclo – è un punto fermo. Ti consiglio l’integrale delle sinfonie dirette da Philippe Herreweghe, per esempio. Costa un po’, neanche tanto, ed è davvero assai interessante.
    Ciao.

    Mi piace

  15. Adriano 23 aprile 2012 alle 1:38 pm

    Ok, mi ci vorrà in po’ di tempo.perché amo studiarle a fondo.poi ti faro’sapere.grazie ancora

    Mi piace

    • amfortas 23 aprile 2012 alle 3:31 pm

      Adriano, di nulla, figurati, a presto. Prova anche Chailly, nel caso.

      Mi piace

      • Adriano 29 aprile 2012 alle 12:35 am

        Caro amico,da qualche giorno non ci sentiamo.ho avuto molto lavoro,purtroppo non avuto ancora modo di ascoltare il Berthoven che mi hai consigliato.Una mia vecchia curiosità,in certi pezzi sia operistici che sinfonici vi sono i piatti.ascoltando lo stesso brano di un’altro maestro non ci sono.secondo te come si spiega.se la partitura lo prevede? Questa cosa mi ha sempre incuriosito.a risentirci

        Mi piace

  16. amfortas 30 aprile 2012 alle 11:40 am

    Adriano, scusa il clamoroso ritardo nella non risposta ma sono un po’ indaffarato. Non so risolvere il tuo dubbio, magari sono scelte autonome del direttore di turno, come succede per altre circostanze (cambi di strumenti, tagli vari ecc ecc)?
    Ciao!

    Mi piace

    • Adriano 1 maggio 2012 alle 11:10 am

      Grazie.risposta comunque logica.non stancarti troppo.a risentirci presto

      Mi piace

      • Adriano 3 maggio 2012 alle 8:33 pm

        Ciao,volevo sapere un tuo parere sul Maestro Muti.chiaramente in senso musicale,caratterialmente si sa che i direttori d’orchestra non sono particolarmente affabili.un caro saluto.Adriano

        Mi piace

      • amfortas 4 maggio 2012 alle 8:33 am

        Adriano, un grande direttore, che come tutti si trova a proprio agio in determinati repertori e che ha una grandissima personalità che gli consente di disciplinare e ottenere ottimi risultati anche da orchestre di livello medio basso.
        L’ultima volta che l’ho ascoltato live fu a Roma, per l’Otello di Verdi.
        Qui la mia recensione semiseria della serata.
        Ciao!

        Mi piace

      • Adriano 15 maggio 2012 alle 8:26 am

        Ciao amico,tu che sai tutto.ma esiste un modo per sbloccare il limite del volume sull’ipod,che angoscia certi brani così bassi.naturalmente ho impostato giusto e ho letto su google ma niente da fare. Ti ringrazio in anticipo.Adriano

        Mi piace

  17. amfortas 15 maggio 2012 alle 8:53 am

    Adriano, mi spiace ma non ho un iPod, non posso aiutarti. Di solito ascolto con un’orribile surrogato, che aveva il pregio di costare poco 🙂
    Ciao!

    Mi piace

    • Adriano 15 maggio 2012 alle 5:00 pm

      Grazie comunque.a risentirci

      Mi piace

      • Adriano 30 maggio 2012 alle 10:18 pm

        Ciao amico.non ci sentiamo da un pezzo.e’un periodo che sto lavorando molto.la butto li,il musical notre dame de paris.che ho imparato a memoria.mi emoziona come un’opera di Verdi.Volevo un tuo parere ammesso che ami il genere.ti saluto e a risentirci

        Mi piace

      • amfortas 31 maggio 2012 alle 7:10 am

        Adriano, bello, anche a me piace molto. Sono molto legato, per questioni anagrafiche, ai musical degli anni 70. Da Tommy al Rocky Horror, ma anche altri.
        Ciao!

        Mi piace

      • Adriano 26 agosto 2012 alle 2:54 pm

        Ciao amico e’ da un pezzo che no ci sentiamo.io lavoro negli alberghi.vita dura d’estate,ho poco trmpo x la musica.purtroppo.ci risentiamo quando sara’ piu’ tranquillo.un cro saluto, Adriano

        Mi piace

      • amfortas 28 agosto 2012 alle 4:10 pm

        Adriano, ciao e a presto, allora!

        Mi piace

      • Adriano 15 settembre 2012 alle 5:49 pm

        Ciao amico.ho qualche giorno di libero e approfitto ad ascoltate musica.sui forum si legge di tutto.vorrei una tua critica tra Toscanini e Furtwangler,Io conosco Toscanini invece il maestro tedesco no.ho visto qualcosa su youtube ma vorrei studiarlo piu’ a fondo.ti saluto cordialmente

        Mi piace

      • amfortas 16 settembre 2012 alle 9:03 am

        Adriano, ciao, vista l’enormità dell’argomento ti posso rispondere solo con una battuta sintetica.
        Furtwängler, direttore straordinario, che come tutti va valutato nel contesto storico e sociale in cui ha diretto. La stessa cosa vale per Toscanini.
        Ciao!

        Mi piace

      • Adriano 18 settembre 2012 alle 7:21 am

        Ciao amico.mi studierò Furtwangler.ti chiedo un aiuto,ho il Don Carlo di Verdi che non ho ancora ascoltato,ci sarebbe un passaggio col controfagotto,mi sapresti indicare il titolo.ti ringrazio in anticipo per la tua disponibilità .

        Mi piace

      • amfortas 18 settembre 2012 alle 12:05 pm

        Adriano, la scena col contofagotto è quella in cui compare il Grande Inquisitore, nel IV atto subito dopo il grande monologo di Filippo II. Ciao!

        Mi piace

  18. Adriano 31 ottobre 2012 alle 6:54 pm

    Ciao amico,con mia grande sorpresa ho scoperto che Giulini ha diretto il Barbiere con Callas,Gobbi,Alva.Non sapevo di questa versione.l’hai mai sentita? sicuramente …me la consigli?Cpn immutato rispetto.Adriano

    Mi piace

  19. amfortas 31 ottobre 2012 alle 7:28 pm

    Adriano, te lo consiglio sì, per meriti intrinseci – con qualche distinguo – e perché comunque si tratta di un’incisione storica. Si trova per pochi euro nei maggiori siti in Rete. Ciao!

    Mi piace

  20. fabrizio 8 novembre 2013 alle 3:37 pm

    Lei e’ ignorantissimo e insensibile.
    Il Manrico di Di Stefano e’ uno stupendo Manrico lirico. Basta con i Manrco drammatici col vocione scuro a cui siamo abituati daglia nni 60.
    ignoranti!
    Piuttosto e’ la Callas che qui proprio non mi convince …ripete sempre se stessa . ha una voce fin troppo fantasmagorica….Ma a voi ormai hanno insegnato ed inculcato che quando si parla di Lei bisogna parlarne bene (anche nelle registrazioni dove la sua voce traballa( e gli altri cantanti sono per voi sempre inferiori a lei.
    Giuseppe Di Stefano in questa registrazione e’ il migliore.
    La Callas cosi cosi
    La Barbieri e’ parodistica

    Mi piace

  21. fabrizio 8 novembre 2013 alle 3:38 pm

    ancora una cosa. Chi si riducie ad adattarsi ai commenti stupidi di quell’ignorante di Giudici e’ un fallito.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: