Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Questa sera la prima di Roméo et Juliette al Teatro Verdi di Trieste: il mio Roméo preferito.

Da un certo punto di vista non vorrei mai essere nei panni del tenore Antonino Siragusa (non vorrei sbagliarmi, ma credo sia proprio la prima volta), al debutto nel ruolo, perché la parte di Roméo si presta a confronti da brividi.
Sì, perché a mio parere il Roméo et Juliette è proprio una delle classiche opere da tenore, intendendo che se il protagonista non è all’altezza del compito sono guai forti.
Certo, con questo mica mi sogno d’affermare che Juliette possa essere scarsa eh? Per non parlare del direttore poi, che è alle prese con una partitura ricchissima, piena di suggestioni.
Tra le tante difficoltà il nostro Roméo ha anche un’aria tra le più frequentate anche in concerto e cioè la famosissima (e dal mio punto di vista meravigliosa) Ah lève-toi, soleil!, che apre il secondo atto.
È un momento magico e la bellezza della melodia cattura subito l’attenzione: è una di quelle arie che commuovono anche fuori dal contesto drammaturgico dell’opera, perciò è spesso inserita nei concerti dai tenori. La fruizione emotiva è immediata.
Il pezzo si apre con un brevissimo recitativo, quattro frasi, in cui Roméo quasi parlando a se stesso s’accorge che la stanza dove si trova Juliette s’illumina.
A quel punto non ce la fa più e canta la bellezza dell’amata.
Ora, immagino che a molti si siano cariati i denti (smile), per cui mi limito a implementare il video del mio Roméo di riferimento e cioè Jussi Björling.
Perché adoro il tenore svedese in quest’aria, che peraltro è stata interpretata dai migliori tenori di sempre? Cosa me lo fa preferire?
Il motivo è proprio lo stesso per cui spesso Björling è stato criticato e cioè un certo regale distacco, come se a cantare fosse proprio un essere impalpabile, etereo. Un’apparizione, quasi.
I miti come Roméo non hanno bisogno di una forma precisa, devono restare incorporei e sospesi nel tempo, anzi fuori dal tempo.
È per questo che sono immortali, i miti, come lo è qui lo straordinario tenore svedese.
Da qui invece potete scaricare la stessa aria cantata dal vivo da Franco Corelli, che è stato un Roméo diverso da Jussi per tanti motivi. Alla fine smorza, con una di quelle prodezze vocali che rimangono storiche, il si naturale che chiude il pezzo.
Lo so, manca almeno Alfredo Kraus, ma non ho tempo!
Ciao a tutti.
 
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5 risposte a “Questa sera la prima di Roméo et Juliette al Teatro Verdi di Trieste: il mio Roméo preferito.

  1. utente anonimo 18 febbraio 2010 alle 9:24 pm

    Bjoerling l’ho incontrato ai miei inizi di ascoltatore d’opera, e per puro caso: i suoi dischi costavano meno degli altri. L’Aida diretta da Perlea, la Turandot…Il suo dialogo con Boris Christoff nell’Aida è stato il mio primo disco operistico in assoluto.
    Mi sono sempre chiesto come mai lo conoscessero così in pochi, anche in loggione alla Scala. E’ vero che in Italia ha cantato pochissimo, ma con una voce così!
    Grandissimo, qualsiasi cosa canti.

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  2. daland 19 febbraio 2010 alle 8:17 am

    Scusa se faccio il pierino di turno… ma l’aria – compresa la chiusa – è in SI bemolle, o sbaglio?

    Questo non toglie i meriti dei grandi Björling e Corelli, ovviamente. Nè l’oggettiva bellezza della melodia!

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  3. amfortas 19 febbraio 2010 alle 8:34 am

    Giuliano (credo), Jussi è uno dei tanti cantanti che sono conosciuti solo nel giro ristretto degli appassionati, però hai ragione tu è stato grande in tutto ciò che ha cantato.
    Nel repertorio francese poi è spettacolare.
    Ciao!
    daland, sono quasi certo che l’aria sia scritta in si naturale (ci scommetterei) ma in effetti è sempre abbassata al si bemolle, anche negli esempi qui riportati.
    Macché Pierino, anzi, se ci sono errori o imprecisioni sono ben contento che tu o altri me li correggano!
    Ciao!

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  4. utente anonimo 19 febbraio 2010 alle 2:21 pm

    e non ci dici niente della prima????!!!!
    lucia

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  5. amfortas 19 febbraio 2010 alle 3:47 pm

    Lucia, prima di scrivere la recensione semiseria devo adempiere ai miei doveri con OperaClick, quindi della prima parlerò qui domani diffusamente.
    Serata altalenante, comunque.
    Ciao e grazie.

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