Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria del cast alternativo di Roméo et Juliette al Teatro Verdi di Trieste. E poi una notizia agghiacciante.

Dopo aver visto e sentito il secondo cast del Roméo et Juliette al Teatro Verdi di Trieste, s’impongono un paio di riflessioni.
Intanto va dato atto al pubblico triestino di essersi dimostrato assai più maturo di quello che pensavo io, perché non ci sono stati pregiudizi nei confronti della regia di Damiano Michieletto.
Le contestazioni, comunque non certo rilevanti, sono state almeno meditate e sono avvenute dopo aver visto lo spettacolo: sembra banale, ma in un mondo nel quale spesso si ragiona per partito preso, la circostanza merita di essere sottolineata.
Quindi il qui presente (si fa per dire, perché con il cambio di stagione sono più rincoglionito del solito) Amfortas fa pubblica ammenda per aver sottovalutato l’intelligenza degli spettatori miei concittadini e di averli tacciati, più o meno velatamente, di provincialismo.
È che io quando giro per teatri, con l’eccezione di un paio di persone, non vedo mai alcun triestino, capite? E credo fermamente che per giudicare si debba avere una statistica ampia di spettacoli in carniere.
Inoltre il pubblico, non numerosissimo alla prima, è andato aumentando nel corso delle repliche tanto che alla recita della quale vi parlerò in estrema sintesi tra poco, il teatro era sostanzialmente esaurito.
Ora, è chiaro che questo non significa che lo spettacolo sia bello o brutto in assoluto, ma solo che è stato visto e valutato con cognizione di causa.
I cambiamenti rispetto alla prima che ho recensito nel post precedente, riguardavano i ruoli principali (Roméo, Juliette, Frère Laurent), quindi vediamo com’è andata.
Jean-François Borras era Roméo e a dispetto di una voce piccolina è risultato assai convincente.
Il timbro è un po’ nasaleggiante e si nota un vibratino stretto quando sale agli acuti, peraltro piuttosto sicuri, però nel canto spiegato se la cava bene e la mancanza di peso vocale si è sentita solamente nei momenti più drammatici della partitura.
Il tenore ha però ottimo gusto interpretativo e il fatto che sia di madre lingua francese gli dà un atout (toh, ci metto anch’io un vocabolo made in Francia, smile) notevole nel cesellare con proprietà la parola scenica.
L’artista è stato bravo anche dal lato attoriale, rischiando anche le ginocchia in uno slancio verso l’amata Juliette. Traduco: a un certo punto è saltato giù dal piatto del giradischi e si è prodotto in una lunga scivolata in ginocchio per manifestare affetto al soprano. Chissà, magari si è ispirato al curling (strasmile).
Manuela Bisceglie era Juliette.
Anche il soprano non ha proprio un vocione, anzi, però non ha mai gonfiato artificiosamente il suono e a parte un paio di acuti stridenti nell’aria del quarto atto (ed è quasi inevitabile, perché quell’aria è veramente difficile per i soprano leggeri) ha cantato bene.
Brava e disinvolta in scena, cosicché la sua Juliette esce credibile, giovane e molto seducente.
Tra l’altro tenore e soprano erano molto ben affiatati sul palco e l’empatia ha giovato ad entrambi.
Poi c’è il mistero di Alessandro Svab, Frère Laurent, stranamente relegato nel secondo cast. Non vorrei che questo suoni come una condanna alla prestazione di Giovanni Battista Parodi, che è stato all’altezza alla prima e l’ho scritto, ma semplicemente il basso triestino è più adatto alla parte.
Molto bella la prova di Svab, che spero di rivedere presto al Verdi.
Massimo Marsi, in questa recita, era Benvolio. Discreta routine, diciamo.
In tutti gli altri ruoli la compagnia di canto era invariata rispetto alla prima e anche gli esiti sono stati sovrapponibili, con l’unica eccezione del tenore Hans Ever Mogollón, veramente in pessima serata perché al limite dell’afonia.
Molto bene l’Orchestra e il Coro del Verdi di Trieste, e ancora positiva la direzione di Julian Kovatchev, che sono contento di aver rivalutato dopo i disastri della Norma dell’anno scorso.
 
Poi, dopo le polemiche inenarrabili tra melomani sulle potenzialità della televisione come mezzo di diffusione di Cultura, ho letto questa notizia.
 
SPOLETO Un reality in forma di opera lirica, o viceversa, con personaggi che vanno da Simona Ventura a Emanuele Filiberto e si muovono su un palcoscenico che altro non è che l’«Isola dei famosi». C’è anche questo libretto tra gli elaborati giunti al Teatro lirico sperimentale di Spoleto per partecipare al concorso ”Realityopera”. Il bando è rivolto a giovani scrittori, cui viene chiesto di presentare testi letterari ispirati a temi di attualità quali proprio ”L’isola dei famosi”, ma anche il libro di Roberto Saviano ”Gomorra” ed episodi di cronaca come la strage alla Thyssenkrupp di Torino. I testi scelti dalla giuria saranno poi affidati a compositori affermati che li musicheranno in forma di melologo. Il tutto andrà in scena a Spoleto nel corso della stagione lirica organizzata per presentare i giovani cantanti vincitori dei corsi che la storica istituzione organizza per formare le voci nuove del teatro d’opera.
Il singolare libretto, anticipato ieri dal Lirico, vede la Ventura come un soprano afono che usa il linguaggio dei segni, mentre l’isola è un teatro d’opera dismesso. Ancora: Sandra Milo è un mezzosoprano che per oscuri motivi politici sequestra gli altri naufraghi, mentre la Lecciso tenta il suicidio ingoiando il kit di sopravvivenza. I naufraghi-ostaggi sono trasformati in scudi umani, ma possono essere salvati con un riscatto chiesto alla Rai ed uno scambio di prigionieri. Il principe Filiberto si offre per la trattativa, giunge sull’isola ma viene cannibalizzato dagli ostaggi.
 
Si deducono due cose fondamentali, dalle frasi in neretto e sottolineate.
 
  1. Per il ruolo della Ventura ci sarà solo l’imbarazzo della scelta.
  2. Sarà una delle poche opere liriche che finiscono bene.
 
Buon fine settimana a tutti (strasmile).
 
 
 
 
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19 risposte a “Recensione semiseria del cast alternativo di Roméo et Juliette al Teatro Verdi di Trieste. E poi una notizia agghiacciante.

  1. daland 27 febbraio 2010 alle 7:22 am

    Per Spoleto non occorre scomodarsi a scrivere testi e musiche. A proposito di regìe intelligenti, basta adattare a quel "Konzept" che so, l’Alcina o magari il Lohengrin!

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  2. amfortas 27 febbraio 2010 alle 10:02 am

    Daland, io amo un certo tipo di trash e quest’opera la voglio vedere in teatro, anzi quasi quasi mi presento al concorso con un mio libretto.
    Oggi prima lettera di proteste al quotidiano locale per la regia di Michieletto.
    Ciao!

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  3. utente anonimo 27 febbraio 2010 alle 10:45 am

    è sempre un piacere leggere le tue recensioni scritte sempre in maniera semplice e un  po ironiche.

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  4. utente anonimo 27 febbraio 2010 alle 11:21 am

    Tralasciando tutto il resto, che continuo ad apprezzare molto, traendone ogni volta qualche insegnamento, non riesco ad esimermi da un commento senz’altro banale e ritrito: usque tandem.. saremo afflitti da questa S-VENTURA???

    La sola idea mi inferocisce, e a dir poco! Ma per quanto tempo ‘sta mina vagante continuerà ad imperversare in tv – che non seguo – sul web – dove certo non seguo "lei"- e per ogni dove? Adesso anche Spoletooooo!!!!????

    Io non ho titolo, magari, per avanzare critiche e proteste, ma almeno provvedi tu, con i tuoi colleghi.. voi che lo avete! E’ una supplica!  A.Im. 

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  5. amfortas 27 febbraio 2010 alle 1:18 pm

    3, grazie, si fa il possibile 🙂
    A.Im., ormai è impossibile non sapere, quasi a prescindere dall’argomento.
    A proposito della Ventura, ricordo quando era tanto carina e simpatica, l’opposto di quell’immagine di vincente tritatutto che si è data ora.
    E poi cosa vuoi che si faccia…io ormai mi sono ritirato dalla vita civile e guardo il mio orticello. Non è bello da dire, ma è così.
    Abbiamo già dato, con risultati penosi, quindi ora basta.
    Ciao!

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  6. utente anonimo 27 febbraio 2010 alle 1:41 pm

    giuro che ho riso con le lacrime! a roma si dice ‘una poracciata’. comunque spero si tratti di opera buffa, anche se dubito che qualcuno sarebbe commosso per la morte del principino d’italia. anzi, già mi immagino le ovazioni in sala al momento della dipartita!

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  7. amfortas 27 febbraio 2010 alle 3:55 pm

    6, fai bene a ridere, tanto lo sai che tutto nel mondo è burla 🙂
    Ciao!

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  8. utente anonimo 27 febbraio 2010 alle 5:09 pm

    per il ruolo della Ventura mi offro io….sono fantastica come mimo e lo stacco di coscia non mi manca. comunque questi sono i tentativi di svecchiare e di innovare…sai che ti dico? voglio restare vecchia anzi vecchissima.
    Lucia
    p.s.
    quindi le voci che avevo sentito su Borras erano vere….sono molto contenta.

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  9. amfortas 27 febbraio 2010 alle 6:03 pm

    Lucia, ok allora la parte della Ventura è assegnata a te, non vorrei che buttassimo via così un simile stacco di coscia.
    Io, se non ci sono obiezioni, mi candido per la parte di Sandra Milo, anche se dimostro più anni di lei e ho le labbra più gonfie.
    Dopotutto, abbiamo visto Mimì ottuagenarie o quasi, ci può stare no?
    Ciao!

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  10. utente anonimo 28 febbraio 2010 alle 11:30 am

     
    CASSANDRO
     
    Perché quella frase, Amfortas, “polemiche inenarrabili sulle potenzialità della televisione come mezzo di diffusione della Cultura”?
    Avessi qualche dubbio in proposito? . . . Oggi qualche pezzo di musica seria viene conosciuto nella maggior parte della popolazione perché viene utilizzato come colonna sonora della reclame di detersivo o di merendine, per non dire di altro più intimo.
    A noi resta lo snobistico sorridere nel ritenere valida una frase ad effetto di Severino Gazzelloni che in una illuminata recensione del secondo movimento della Sinfonia n. 40, K 550, di Mozart, ne elogiò la grande profondità con: “un motivo che non ascolterete mai a Carosello”.
     Che fare quindi? . . . “Ritirarsi a guardare il proprio orticello”? . . . Ma no!  . . . anche qui, come in campo politico, “Resistere, resistere, resistere!”
    . . . anche se bisogna ammettere che la televisione oggi è proprio quasi la sola “vita civile”, per cui al “siamo ciò che siamo stati e saremo ciò che siamo”, occorre sostituire, “siamo ciò che ci ha fatto la televisione e saremo ciò che la televisione ci sta facendo!” . . . Salvo a diventare “cani sciolti”: ma è pericoloso, in quanto se ti acchiappano non ti daranno da spolpare come un tempo gli ossi, ma il contenuto delle scatolette reclamizzate in televisione!
    A quanto leggo la “notizia agghiacciante” ha destato molto interesse: un dubbio mi tormenta . . . il principe arriverà sull’isola da solo, o con Pupo e l’allegato povero tenore Luca Canonici, sul quale aspettiamo, Amfortas, una tua multiseria recensione?
     
     
              A T T U A L I T A’
     
    Sempre alla forza dell’intelligenza
    avevo io creduto . . . ora non più!
    . . . e aver cultura è quasi un’indecenza
    e sa di cosa superata. Tu
     
    fai bene attenzione e vedrai che
    nell’oggi impera approssimazione:
    nel ’68 c’era il “Cioè”,
    oggi il “Va là!” è l’affermazione
     
    maggiormente in voga. Ma che vuoi
    fra “Amici” e “Ballando con le stelle”,
    “Isole dei famosi” e “Affari tuoi”
    è già grasso che cola se le celle
     
    del nostro bel cervello non son chiuse
    completamente, mentre le endorfine
    crescono sol per via delle profuse
    visioni ammiccanti di veline?
     
    Che vuoi che entri nella nostra mente
    se sol si sente “Assolutamente
     
    sì” per dire ‘Sì’, o il primitivo
    ‘Presente’ e mai una volta il ‘Congiuntivo’
     
    . . . e se l’opera lirica futura
    sarà con Filiberto e la Ventura.
     
    E ovunque . . . in cielo e in terra . . . in città
    o in campagna regna l’ovvietà,
     
    l’onnipresente ripetizione
    di una frase . . . eh, sì . . . il tormentone,
     
    o di un motivo, il coro del Nabucco,
    per far reclame a banca pigliatutto:
     
    si parla oggi per slogan e non più
    con le vocali a e i o u,
     
    unite alle vecchie consonanti,
    per costruir concetti illuminanti.
     
    Non vi sforzate, quindi, a studiare:
    i calciatori, su, andate a fare,
     
    guadagnerete soldi a valanga,
    chè viceversa vita non vi sfanga,
     
    oppure le vallette a presentare
    i quiz, e culo e tette a ben mostrare
     
    con la speranza ardente che un giorno
    ricco regista vi giri dattorno.
     
    Se interessi non curate . . . amare
    giornate avrete stando a guardare
     
    questa T V . . . a che brutto invecchiare!
    Ma a Dio poi che andrete a raccontare?
     
    . . . che era meglio il pacco non cambiare?
    . . . che si doveva per Pupo votare?
     
    . . . che alla “Ghigliottina” indovinare
    difficile è assai, pur se non pare,
     
    e che comunque è saggio riguardare,
    perchè da lì c’è tanto da imparare?
     
    Scegliete: da una rupe o in alto mare?
     
    (Cassandro)
     
     

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  11. amfortas 28 febbraio 2010 alle 12:49 pm

    Cassandro, complimenti per la tua composizione, pungente come sempre!
    Mi chiedi un parere su Luca Canonici…
    Che ti posso dire, intanto si può considerare un ex tenore, perché ha a dir poco ridotto l’attività. E poi, in quel contesto, per me non doveva neanche farsi vedere.
    Io lo sentii tanti anni fa qui al Verdi ed era un giovane promettente con una bellissima voce, preferisco ricordarmelo così 🙂
    Per onestà ti segnalo che nel dibattito tra melomani pro o contro queste apparizioni a Sanremo (ma anche in altri contesti) di cantanti lirici c’è una minoranza che sostiene che anche per la lirica "il basta che se ne parli" sia sufficiente e forse viatico d’interesse o almeno curiosità.
    Io non la penso così perché credo che per incuriosire o interessare si debba puntare in alto, e non verso il basso.
    Sarò strano?
    Ciao e grazie!

    Mi piace

  12. utente anonimo 28 febbraio 2010 alle 12:57 pm

    io recentemente ho visto tutte Mimì giovani ma "ben piantate" come direbbe la Franca…con dei fondo schiena da taglia 48-50 per 1.65 di altezza…un po’ inconsueto per una tisichina..o no? per altro conflittuale con l’atmosfera tutta vezzeggiante e "diminutiva" (a partire dalla manina gelida) dell’opera..che a me continua a provocare picchi iperglicemici e immediate carie…tanto che quando lei spira, io francamente sospiro di sollievo!!! insomma delle Mimì che più che protezione e delicata cura ispirano sane manate sulle chiappe!

    comunque tu saresti una meravigliosa "sandrocchia" se seguito da un buon costumista…sempre che tu sia disponibile ad un evidente e marcato lifting.
    Lucia

    Mi piace

  13. amfortas 28 febbraio 2010 alle 3:28 pm

    Lucia, si sa che la verosimiglianza non è il forte degli spettacoli lirici.
    Che dire delle Cio Cio San, ad esempio? 🙂
    Quanto a me, sei sicura che sarei una Milo credibile? Quasi quasi opto per il principino, visti i miei modi alteri e nobili…
    Ciao!

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  14. mamikazen 28 febbraio 2010 alle 6:00 pm

    Ma la notizia è vera?
    O è solo un parto della tua mente malata, o Cincinnato?

    Se è buona la prima, il kit da suicidio lo voglio io.

    Sobsigh.

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  15. amfortas 28 febbraio 2010 alle 6:13 pm

    Mami, è tutto vero!
    Però dai lascia stare il kit e prova a fare la Lecciso, magari ne esce qualcosa di buono 🙂
    Ciao 🙂

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  16. utente anonimo 1 marzo 2010 alle 5:24 pm

    Io posso propormi per la parte del vento nero sterminatore? Lo so che quello è in Lost, ma un vento è sempre un vento… può tranquillamente cambiare isola no? E lì da sterminare mi sembra ce ne siano parecchi…

    La tempestosa Margot

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  17. amfortas 1 marzo 2010 alle 5:59 pm

    Margie, certo che puoi, tanto per quanto balzana possa essere la trama di quest’opera lirica, non sarà mai al livello di quella di Lost, nella quale, te lo anticipo, alla fine comparirà anche Simona Ventura (e forse anche Sandra Milo) in qualità di Capo del Mondo.
    Ciao 🙂

    Mi piace

  18. utente anonimo 1 marzo 2010 alle 6:54 pm

    da Giuliano:
    a casa mia Simona Ventura è sempre afona, cosa c’è di strano.
    (non sarà mica perché appena la vedo tolgo subito l’audio?)

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  19. amfortas 2 marzo 2010 alle 8:25 am

    Giuliano, coraggio che qui ci prepariamo per l’Elisir della prossima settimana, magari troviamo un elisir di giovinezza anche, non per la Ventura, ma per me che perdo colpi 🙂
    Ciao!

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