Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La prima metà del 900: tempo di bilanci e spigolature varie.

Un paio di mesi fa, del tutto inaspettatamente, mi è arrivato a casa un pacchetto.

Già leggere il mittente, Gianni Gori, mi ha un po’confuso.

Che c’entravo io, imbrattacarte virtuale, con una persona così nota e colta, un intellettuale vero? Tra l’altro uno dei pochissimi triestini che vedo in giro per teatri, e pochissimi è davvero un eufemismo perché per contarli bastano e avanzano le dita di un…monco.
Oddio ho esagerato con le mie idiozie semiserie– ho pensato- e mi sono beccato una denuncia!
Ed invece no, tutt’altro. Era un cadeau. Il gentilissimo Dott.Gori, che si dichiara in una lettera d’accompagnamento fedele lettore di questo blog (ognuno ha le sue perversioni, che ci volete fare, strasmile), mi ha mandato una copia di “20 opere liriche da salvare dal diluvio (ed altro)” a cura di Giorgio Venturi, che potete forse trovare ancora disponibile qui.
Il libro illustra i risultati di un sondaggio, cominciato nel 1956 e ribadito nel 2009.
Il tema è le opere liriche della prima metà del 900 da salvare, come si capisce dal titolo, e a questo divertissement hanno partecipato una pletora di critici musicali italiani e musicologi del passato e del presente. Nomi notissimi e prestigiosi, da Massimo Mila a Gori stesso, da Franco Abbiati a Angelo Foletto, passando per Fedele D’Amico e Roman Vlad, ad Alberto Arbasino e davvero tanti altri. Il Gotha dell’intellighenzia musicale italiana.
Il sondaggio iniziò, pensate un po’, sul settimanale il “Tempo” e fu curato da Guido Gatti, a riprova che quando io sostengo che una volta l’opera lirica non era quell’attività per carbonari che è diventata oggi, non dico una delle mie solite stronzate. Voglio dire che c’era una stampa, non necessariamente specialistica e a diffusione nazionale che si occupava seriamente di musica e di teatro.
Those were the days! O tempora o mores! Mi fermo qui perché giusto un po’ di latino e d’inglese conosco, ché per il resto è peggio che andar di notte (smile).
Spesso le scelte dei partecipanti si limitano ai soli titoli delle opere, ma alcuni critici esprimono pure una motivazione e lo fanno nel loro stile: c’è chi è sarcastico, chi è dissacrante, chi è noioso, chi se la tira. Grandioso Quirino Principe, che sostanzialmente motiva le sue opzioni scrivendo una specie di poema, e chi ha assistito almeno una volta alle sue conferenze o prolusioni non può che ritrovarne l’umorismo intelligente e l’estroversione dell’uomo di spettacolo.
Molto indegnamente anch’io da questi pulpiti partecipo a questo gioco e spiego quali sono i miei criteri di scelta e anche di esclusione.
Beh, intanto, sembrerà strano che lo puntualizzi ma non è così, devo conoscere l’opera, ché nella prima metà del 900 l’ispirazione dei compositori ha prodotto tanti capolavori e non tutti mi sono noti.
E poi il lavoro mi deve divertire e non essere un palliativo per temperare l’esibizionismo del mio ego, che mi farebbe scrivere che l’opera più bella è Die Gezeichneten  di Franz Schreker (appena allestita al Massimo di Palermo) ma di cui a stento so scrivere il titolo e basta.
Quindi comincio, non per snobismo, con l’escludere il lavoro che si è confermato in entrambi i sondaggio come il più gettonato, e cioè il Pelléas et Mélisande di Debussy. Perché, direte voi (ma anche no)? Perché lo ritengo di una noia mortale e nonostante mi renda conto che potrei essere lapidato per questa mia affermazione, resta il fatto che è più forte di me, non ce la faccio ad arrivare alla fine quasi mai.
E questo senza metterne in dubbio la qualità e la straordinaria carica innovativa, che sia chiaro.
Insomma nella mia classifica compariranno titoli che ascolto spesso per piacere o che mi sono ricordati quasi quotidianamente nella vita di ogni giorno, magari colti nell’espressione di un viso, o nella suggestione di un sapore o di una sensazione inspiegabile. Come per i libri che sono nel box qui a sinistra del blog, questi titoli vivono e lavorano dentro di me, anche quando non ci penso, o mi sorprendono mentre sono affaccendato in altre cose, facendo capolino all’improvviso.
Sulla Lulu di Alban Berg, in questi giorni alla Scala di Milano, ecco qui l'opinione della Voce del Loggione e qui quella di Daland.
Le prime tre opere sono in ordine di preferenza, le altre alla rinfusa, tutte al quarto posto.
 

  1. Elektra di Richard Strauss
  2. Salome di Richard Strauss
  3. Wozzeck di Alban Berg
  4. Peter Grimes di Benjamin Britten
  5. The Rake’s Progress di Igor Stravinskij
  6. Lulu di Alban Berg
  7. The turn of the screw di Benjamin Britten
  8. La rondine di Giacomo Puccini
  9. Kat’a Kabanova di Leóš Janáček
  10. Die Frau ohne Schatten di Richard Strauss
  11. Pierrot lunaire di Arnold Schönberg
  12. L’enfant et les sortileges di Maurice Ravel
  13. Rusalka di Antonín Dvořák
  14. Il castello di Barbablù di Bela Bartók
  15. Don Quichotte di Jules Massenet
  16. Il tabarro di Giacomo Puccini
  17. Der Rosenkavalier di Richard Strauss
  18. Die lustige Witwe di Franz Lehár
  19. L’amore delle tre melarance di Sergej Prokof’ev
  20. Ariadne auf Naxos di Richard Strauss

 
Certamente qualche rinuncia sanguinosa ho dovuto farla, ma se devono essere venti titoli, che siano venti.
Il libro contiene anche una deliziosa appendice nella quale, tra un intervento dello stesso Giorgio Venturi e un ricordo di Gianandrea Gavazzeni, spicca un brillantissimo racconto di Gianni Gori, che conferma la leggerezza della sua scrittura e l’intelligenza dell’ispirazione anche in quelle poche pagine.
Non mancano, ovviamente, commenti alle scelte dei singoli e considerazioni generali assai appetitose.

In chiusura segnalo l’iniziativa della Zecchini Editore, che coinvolge proprio il romanzo (non mi stancherò mai di ripeterlo, bellissimo, Brünnhilde a Trieste).

Buon fine settimana a tutti.
 

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14 risposte a “La prima metà del 900: tempo di bilanci e spigolature varie.

  1. utente anonimo 17 aprile 2010 alle 10:25 am

    Ecco il mio elenco:1) Pelléas et Mélisande;2) Wozzeck;3) Lulu;4) Il Trittico;5 Madama Butterfly;6)The turn of the screw;7) Katia kabanova;8) Il caso Makropoulos;9) La piccola volpe astuta;10) Palestrina;11) Mathis der Maler;12) Cardillac;13) Der Rosenkavalier;14) Ariadne auf Naxos;15) Capriccio;16) The rake's progress;17) Il naso;18) Lady Macbeth del distretto di Mtsensk;19) Moses und Aaron;20) L'angelo di fuoco.Marco Ninci

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  2. daland 17 aprile 2010 alle 2:00 pm

    Scusa Amfortas, ma mi sembra un giochino sadico! (lo dico perchè non lo hai inventato tu, smile!)Farei – se posso permettermi la pignoleria – qualche osservazione: il professor Ninci non include cosucce come Salome ed Elektra (?!)tu e lo stesso Ninci citate lo Screw che è, sia pure di poco, fuori tempo massimo ('54) tu, al posto del noioso Pelleas, ci metti il Pierrot, che magari non è noioso, ma non è propriamente un'Opera lirica (altrimenti perchè non anche il mahleriano Das Lied o i Gurre-Lieder o i Carmina Burana, o il Nevsky?)Io dovrei citare tutti i titoli tuoi e di Ninci, a cui aggiungerei, così sui due piedi, Turandot, Porgy&Bess, Opera da 3 soldi.Saluti a tutti da una vittima della nube islandese!

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  3. amfortas 17 aprile 2010 alle 3:57 pm

    Daland, ti devo una precisazione (anche agli altri).Il limite è il 1955, forse perché in quell'anno sono nato io e dopo di me…il diluvio :-)Quindi ci sta lo Screw, non è fuori tempo massimo.Quanto al Pierrot, che ti devo dire, io la vedo proprio come opera.I Carmina Burana sono stati citati da qualcuno nel libro, non ricordo chi ma controllerò.Sulla classifica di Marco (che saluto) non ho nulla da dire, evidentemente i gusti sono gusti…per me quel "dittico" di Strauss è imprescindibile ma è il bello di questi giochini, la varietà di titoli.Ad esempio se mi leggesse Bob, mi beccherei qualche insulto per non aver inserito Ligeti!Nel frattempo mi sono accorto di come il destino chiuda i cerchi: per una magia inspiegabile di Splinder, che ormai più che una piattaforma sembra una zattera alla deriva, il tag recensioni si è trasformato in pseudo recensioni.Trovo questa cosa meravigliosa.Un saluto a tutti!

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  4. daland 17 aprile 2010 alle 4:31 pm

    Beh, Ligeti (Grand macabre?) sarebbe davvero fuori tempo massimo! Invece basterebbero 2 anni in più per includere le Carmelites e 5 sotto il secolo per far entrare (secondo me nei primi 5!) Der Corregidor.Ciao.

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  5. utente anonimo 17 aprile 2010 alle 5:25 pm

    da Giuliano:ohilà! contento di rivederti. spero che i problemi siano almeno un po' passati…Lì per lì avevo fatto un balzo sulla sedia: come , niente Verdi? Poi ho letto meglio… (tranquillo, il soffitto el xe alto).

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  6. amfortas 18 aprile 2010 alle 7:47 am

    Daland, sì sì io intendevo ampliando al 900 tutto. Del Der corrigedor ignoro persino l'esistenza…Del Grand Macabre mi hanno parlato molto bene, dopo l'ultimo allestimento romano.Sei tornato a casa?Ciao!Giuliano, un giorno proverò a fare una "classifica" del secolo precedente, chissà!Le cose non vanno meglio però, anzi…Ciao.

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  7. utente anonimo 18 aprile 2010 alle 8:37 am

    Naturalmente Salome ed Elektra dovrebbero essere ai primi posti. Tuttavia, tale è la mia passione per la problematica dell'intellettuale di fronte alla storia ed alle sue responsabilità che ho dovuto inserire Mathis der Maler e Palestrina. Davanti a questo mio desiderio i due capolavori straussiani mi si sono cancellati dalla mente, senza che io lo volessi. O, meglio, lo volevo inconsciamente. Di Strauss mi ha sempre affascinato certa iridescenza strumentale, certa malinconia autunnale; a questa rispondono i titoli che ho ricordato. Per Daland: mi commuove profondamente questa tua passione per "Der Corregidor", una passione che io condivido entusiasticamente, come per tutto Wolf. Caro Amfortas, grazie per i saluti, che ricambio. Se non conosci l'opera di Wolf, in qualche modo sei fortunato; puoi venire in contatto con un grandissimo capolavoro. Ne esiste una stupenda versione, diretta da Karl Elmendorff, registrata a Dresda nel 1944, con cantanti straordinari. Io ho un vinile di questa registrazione; spero sia stata pubblicata anche in CD. Se così non fosse, sono disposto a prestarti il mio vinile, pur di diffondere la conoscenza di quest'opera straordinaria.CiaoMarco Ninci

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  8. amfortas 18 aprile 2010 alle 10:23 am

    Marco, ho fatto una breve ricerca nel database di Operashare e ho visto che Der Corrigedor, proprio nella versione che mi segnali, è disponibile.C'è anche una versione del 1965, diretta da Joseph Keilberth.In cd, per ora, ho trovato solo il preludio e l'intermezzo diretti da Barenboim.Insomma, mi sto attivando!Grazie ancora.

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  9. utente anonimo 19 aprile 2010 alle 4:13 pm

    Lei, se lo lasci dire, è troppo modesto!ciao dal polpo

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  10. amfortas 19 aprile 2010 alle 6:58 pm

    Octopus, sì, me lo dicono tutti :-)Ciao!

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  11. utente anonimo 19 aprile 2010 alle 10:21 pm

    Le mie proposte:Rosenkavalier (Strauss)Ariadne auf Naxos (Strauss)Pelleas et Melisande (Debussy)Wozzeck (Berg)Lulu (Berg)Peter Grimes (Britten)Albert Herring (Britten)Elektra (Strauss)Salome (Strauss)Erwartung (Schonberg)Moses und Aron (Schonberg)Capriccio (Strauss)Doktor Faust (Busoni)Rake's Progress (Stravinskij)Jenufa (Janacek)Der Zwerg (Zemlinski)Lady Machbeth of Mzensk (Sostakovic)Tote Stadt (Korngold)Enfant et les sortilèges (Ravel)Re Ruggero (Szimanowsky)Se si potesse andare dopo gli anni cinquanta sarebbero da mettere dentro i dialoghi delle carmelitane di Poulenc e il Macabre di Ligeti (un'opera divertentissima, con della musica stupenda) nonchè il San Francesco d'Assisi di Messiaen o Owen Wingrave di Britten. Mentre invece trovo sopravvalutato il Nixon in China di Adams e noioso il Klinghoffer del medesimo autore. Mi rendo conto di non aver messo nessun italiano in lista. Da buon snob potrei infilare la Marie Victoire di Respighi o l'Assassinio nella cattedrale di Pizzetti.

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  12. amfortas 20 aprile 2010 alle 8:19 am

    Giuseppe, ciao.Il Grand Macabre piace molto anche a me, di Poulenc preferisco La voix humaine, se non è affidata a un soprano in disarmo.Gli italiani meriterebbero un discorso a parte, ma non ho tempo!Ciao e grazie del contributo.

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  13. megbr 20 aprile 2010 alle 1:07 pm

    Complimenti per il successo!!!!! ho provato a fare la mia lista ma non riesco a decideremi sul top 10….  so che includerei sicuramente le 'operine' di Menotti (il 'Matrimonio' è un gioiello) e di sicuro le opere di Henze ( Das verratene Meer è pari, per me, a Bach) e poi il Lohengrin di Sciarrino… e poi… e poi… mah… 🙂 

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  14. amfortas 20 aprile 2010 alle 2:31 pm

    Megbr, io con Menotti ho un rapporto strano, non so come mai ci trovo sempre qualcosa d'irrisolto, pur ammirando parecchio quasi tutti i suoi lavori.Ciao e grazie!

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