Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Lo spleen del Werther e dei melomani: scioperi ovunque.

Update: domani salta la pomeridiana di Butterfly a Trieste.

Ora che il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto sulle Fondazioni Liriche, davvero posso dire di essere entrato in quel clima di spleen che caratterizza il Werther di Jules Massenet, che dovrei vedere domani a Parma.

Sacrosanta protesta al Teatro Regio di Parma.
Dico dovrei perché è probabile che ci sia uno sciopero.Ovviamente mi seccherebbe molto, ma credo che al loro posto, di fronte all’ennesimo tentativo di far pagare al più debole tutte le colpe dello sfascio economico dei teatri italiani, farei peggio.
Al momento sono sicuri scioperi a Firenze, Milano, Genova, Torino, Bologna, Trieste..
By the way, di limitare in qualche modo i danni perpetrati da chi gestisce criminalmente le risorse per la cultura nel nostro paese non se ne parla neanche, e tantomeno di programmazione o dei ragazzi dei conservatori.
Ieri alla prima della Butterfly, di cui darò conto credo domani, i lavoratori del teatro triestino si sono limitati a leggere un comunicato prima dell’inizio dello spettacolo. Vederli tutti lì, schierati sul palco, artisti del Coro e professori d’Orchestra (in rappresentanza di tutti gli altri, quelli “invisibili”, dai tecnici ai truccatori), mi ha fatto abbastanza male.
Io posso solo sperare che si giunga più che a un accordo, a un definitivo abbandono di azzerare i teatri lirici italiani.
Jules Massenet è ricordato oggi come l’autore di Werther e Manon, ma in realtà fu compositore di successo anche per altri lavori oggi quasi dimenticati, con l’unica eccezione di qualche episodico allestimento dei Les pêcheurs de perles. Qualche titolo? Esclarmonde, Le roi de Lahore, Thaïs e lo splendido Don Quichote.
Una particolarità del Werther, nella produzione di Massenet, è il grande rilievo sia “quantitativo” sia psicologico della figura del tenore. Sino a quel momento Massenet era considerato quale compositeur de la femme.
Pensando alla Manon, alla Thaïs, ma anche a Leyla direi proprio che la definizione fosse azzeccata.
Ma ecco Werther, che tratto da Die Leiden des jungen Werther di Goethe, pone in primo piano e caratterizza fortemente la figura maschile e relega, si fa per dire, quella “antagonista” femminile, Charlotte a un ruolo che si definisce appieno solo dopo la scena delle lettere (ancora lettere, come già tante altre volte nel melodramma, da Traviata a Tatiana nell’Onegin).
Charlotte d’ora in avanti prende un “colore” drammaturgico diverso e si riscatta in qualche modo dal passato di perbenismo piccolo borghese che la vuole promessa sposa ad un uomo che non ama.
Ma, per citare Guccini (pensate voi, strasmile) come in un libro scritto male lui s’era ucciso per Natale ed è troppo tardi.
L’opera debuttò il 16 febbraio 1892 all’Opera-Comique a Parigi, dopo qualche tentativo andato a male sia per un certo ostracismo del direttore Carvalho (timoroso di un fiasco), sia per sfighe contingenti (l’incendio del teatro nel 1887).

Do you believe in a love at first sight? Si chiedevano i Beatles, in quel rivoluzionario album che fu Sgt. Pepper Lonely Heart's Club Band, nel 1967.
Ecco, per quanto l’opera lirica abbondi d’incontri fatali, forse mai come nel Werther l’amore a prima vista e i suoi possibili effetti distruttivi sono stati resi con più bruciante intensità.
Opera di carattere francese se mai ne esiste una, Massenet con la musica del Werther fa sentire lo spleen, il mal de vivre, le angosce disperate del protagonista.
Insomma, tra il suicidio di Cio Cio San, quello di Werther e il tentato (per ora, ma ce la faranno) omicidio del governo nei confronti dei teatri lirici m’attende un sereno fine settimana!
Un saluto a tutti, appuntamento per la recensione semiseria della Butterfly.
 

Annunci

10 risposte a “Lo spleen del Werther e dei melomani: scioperi ovunque.

  1. utente anonimo 1 maggio 2010 alle 9:02 am

    ………………A H I M E' !……………….. Adriana

    Mi piace

  2. annaritav 1 maggio 2010 alle 3:53 pm

    Poveri noi, condivido in pieno lo slogan che compare nello striscione della foto. Ma ti pare, caro Amfortas, che in momenti bui e peregrini come questi il nostro oculato governo possa preoccuparsi di roba muffosissima come la lirica o, più in generale, pallosissima come la cultura? (che notoriamente è un terribile difetto della sinistra? ).Curioso, Massenet compositeur de la femme, un po' come Jane Austen scrittrice per sole signorine malgrado la sua tagliente ironia. È sempre un gran piacere leggerti. Buon Primo Maggio di resistenza e di speranza, che è sempre l'ultima a morire! Salutissimi, Annarita

    Mi piace

  3. amfortas 1 maggio 2010 alle 9:43 pm

    Adriana e Annarita, io intanto parto per Parma domattina.Purtroppo sono molto demotivato sulla questione cultura-opera lirica, siamo una nicchia e come tale non portiamo che un numero esiguo di voti.Ciao e grazie a voi.

    Mi piace

  4. utente anonimo 2 maggio 2010 alle 10:26 am

     CASSANDRO Il commento di Adriana a faccette rende sinteticamente e in progredire la situazione attuale dell’abbasso la cultura, dei “danni perpetrati da chi gestisce criminalmente le risorse”, per cui la  faccetta con “l’ahimè” mi sono permesso di interpretarla come “l’ahitutti”.  Prima o poi purtroppo i nodi verranno al pettine, e saranno più aggrovigliati di quanto è dato pensare oggi. Ma del “tentato omicidio del governo nei confronti dei teatri lirici” (e perché quello verso la scuola e la ricerca dove lo metti?) sembra che siano ad accorgersene solo poche anime snob (così infatti vengono qualificati coloro che pensano che senza una elevazione culturale si corre verso il baratro). Infatti, non lo vedi, Amfortas, come i nostri politicanti sono sereni e tranquilli (gli ansiosi saremmo noi, che non capiamo che bisogna essere ottimisti) e inoltre sempre sorridenti a “32 denti 32” (dico e ripeto “sempre”, facci caso, ignoranti anche dell’elementare “risus abundat in ore stultorum”)? E a me quelle risatine fanno proprio . . . . . . are.         RIDONO  SEMPRE Ridono sempre! Ma che avranno maida ridere così a tutte l’orequesti politicanti? . . . Ma i guaidi questa Italia, che tremare il cuore mi fanno forte, solo io . . . perdio! . . . debbo vederli, mentre loro “no”?. . . Ridono loro . . . e a me pagare il fioresta di questi “ahà, ehè, ohò”!? Mi stessero prendendo per il culo?!Io a soffrire . . .  ad angustiarmi            (ad impuntarmi a volte più di un muloper idee di cui non so disfarmi, come equità, giustizia, sanità,cultura, eguaglianza e dignità, che vedo andare a rotoli e giùsempre più in basso scorrere) . . . e tu,  politicante, ridi! . . . Ed hai ragione,sicuro sei che rivincerai,perché hai tutto: televisione,stampa a favore, e leggi quanto mai in tuo favore, fatte su misura.Ma tornerà, chè Nemesi lo vuole,senso di Stato appena che culturaa splender tornerà siccome il sole.  Da ciò lo stare in guardia per cercaredi fare sempre questa avanzare, perché oggi la vogliono ammazzare,violentarla e buttarla a mare, per poi continuare a sghignazzare. La jena ride sempre, non vi pare? (Cassandro)  

    Mi piace

  5. amfortas 2 maggio 2010 alle 7:03 pm

    Cassandro, non posso fare altro che quotarti in tutto, rime comprese.Ancora grazie per i tuoi preziosi contributi!

    Mi piace

  6. diamantifera 2 maggio 2010 alle 8:13 pm

    a torino è saltata la prima di barbiere, ma ci siamo messi nell'atrio delle carrozze e abbiamo eseguito alcuni brani lo stesso, coi colleghi che facevano le parti soliste. è stato un gran successo. ma certo che siamo un po' disperati.

    Mi piace

  7. amfortas 2 maggio 2010 alle 9:42 pm

    Diamantifera, grazie della visita e della testimonianza.Mi sa che qualche politico particolarmente illuminato prenderà la vostra civilissima protesta per incontenibile felicità…scherzo, ovviamente (lo dico per i politici che leggono il mio blog).Ciao e grazie!

    Mi piace

  8. utente anonimo 2 maggio 2010 alle 9:51 pm

    Purtroppo sì: ridono, gli insipienti!Ridon con ben SESSANTAQUATTRO denti..E le persone serie, ed i coerenti,di cuore spaccherebbero quei denti.Noi ci rodiamo, ed il lor riso stride,ma ricordiamo: sol chi ultimo rideé quel che ride veramente BENE,e qui torniamo a far rima con IENE!!!Perciò, Cassandro, saggio e preveggente,non tacer mai, che tua voce non mente..Di rider teco, un giorno o l'altro, speraAdriana.. che t'imita, stasera!

    Mi piace

  9. utente anonimo 4 maggio 2010 alle 3:56 pm

    Meno male che c'è questo blog ! Mi ero dimenticato di andare alla recita di domenica (ma come ho potuto?) e grazie al blog ho scoperto che, per motivi giusti, era stata annullata. Ora mi attendono la recita di recupero e quella di Udine !Firmato l'utente anonimo #4 e maleducato dell'altro giorno che non si era dimenticato di firmarsi ! Andrea

    Mi piace

  10. amfortas 4 maggio 2010 alle 6:47 pm

    Adriana,  un saluto a te e alle tue rime 🙂Andrea, figurati, non c'è problema, ciao!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: