Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Otello di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: qualche considerazione iniziale.

Ritorna al Teatro Verdi di Trieste lo straordinario Otello di Giuseppe Verdi. Purtroppo, come tutti i lettori di questo blog sanno benissimo, per l’opera lirica è un momentaccio e quindi la prima, prevista per il 27 maggio, con ogni probabilità salterà per lo sciopero (legittimo a dir poco!) dei lavoratori del teatro (qui le foto di una giornata di protesta).
Proprio nell’ambito delle manifestazioni di protesta contro il famigerato decreto Bondi, la settimana scorsa le prove con i cantanti e l’orchestra sono state rese accessibili al pubblico (qui le foto delle prove)
Prove Otello al Verdi di Trieste 2
Ho fatto qualche foto ma più che altro mi sono assai divertito a vedere il Maestro Nello Santi che dirigeva a memoria, senza partitura quindi, e dava indicazioni all’Orchestra e ai cantanti: uno spettacolo!

Molto interessante anche il lavoro che faceva il regista, Giulio Ciabatti, che ogni tanto saliva sul palcoscenico per rifinire il lavoro sui cantanti.
Quest’opera è sostanzialmente ineseguibile: intendo dire che sono anni che non si sente un Otello di livello molto buono, non che l’opera non si esegua. Il problema è il tenore, che ha una parte di rara difficoltà.
Degli altri personaggi principali, Jago e Desdemona, abbiamo potuto apprezzare anche recentemente buone interpretazioni.
Prove Otello al Verdi di Trieste 1
Potrei sbilanciarmi in qualche osservazioni dopo aver visto e sentito le prove, ma appunto perché prove sono, mi pare di poter evitare e rimandare ogni valutazione tecnica a quando assisterò allo spettacolo.
A questo punto è interessante leggere cosa scriveva sulla vocalità di Otello Victor Maurel, creatore del ruolo di Jago nel 1887: il baritono francese oltre a essere stato un cantante di fama straordinaria, era anche uno studioso della vocalità e del teatro.Prove Otello al Verdi di Trieste
 
“L’ideale della potenza vocale di cui il personaggio necessita è stato dato dal creatore del ruolo, Sig. Francesco Tamagno, con un’intensità stupefacente, ma ci sembra pericoloso permettere che in tutti i futuri interpreti di Otello si formi l’idea che questa straordinaria potenza vocale sia una condizione sine qua non per una buona interpretazione.
Quei tenori che hanno l’ambizione d’interpretare Otello non si lascino intimidire dai racconti, del resto reali, a proposito dello strumento unico che il creatore del ruolo possiede. Devono convincersi di questa importante osservazione: dopo dieci minuti un pubblico si è abituato a qualunque tonalità per quanto potente possa essere, ciò che lo stupisce e lo conquista sempre è l’esattezza, l’energia e la varietà degli accenti.”
 
 
È uno scritto chiaro, che ogni artista che ha in progetto d’interpretare questo ruolo dovrebbe imparare a memoria.

 
La gestazione dell’Otello fu piuttosto lunga.
Giuseppe Verdi e Arrigo Boito lavorarono a stretto contatto, anche con qualche incomprensione.
Giulio Ricordi spesso fece da tramite e pungolo tra i due artisti.
Queste tre eminenti personalità della cultura della fine dell’ottocento, quando si riferivano al lavoro tratto dal dramma di Shakespeare, adoperavano una specie di codice:
 
“Dirai a Giulio che sto fabbricando il cioccolatte…”
 
Che non è carino comunque, ma erano altri tempi ed è sempre meglio di abbronzato, secondo me. (smile)
 
Giuseppina Strepponi esercitava il suo dovere di pompiere nei rapporti abbastanza tesi tra Verdi e Boito, anche inventandosi metafore ardite (smile):
 
“Lasciamo che la corrente se ne vada diretta per la sua via al mare. È negli ampi spazi che certi uomini sono destinati ad incontrarsi ed intendersi”
Prove Otello al Verdi di Trieste 3
 
 
 
 
Due parole su Jago, che è personaggio fondamentale sia nell’opera verdiana sia nel dramma teatrale originale di Shakespeare. Anche il librettista Arrigo Boito aveva le idee chiare sulla connotazione psicologica di Jago.
Aggiungo che l’opera, per lungo tempo, ha rischiato d’intitolarsi Jago e non Otello.
Allora, forse vale la pena conoscere, almeno in sintesi, le opinioni di questi illustri personaggi.
Cominciamo da Boito.
 
“Jago è l’invidia. Jago è uno scellerato. Jago è un critico. Nella lista dei Personaggi lo caratterizza così: Jago è uno scellerato, e non aggiunge una parola di più. Jago sulla piazza di Cipro si definisce così: I am nothing if not critical. Fa il male per il male.
Il più grossolano errore, l’errore più volgare nel quale possa incorrere un artista che s’attenta d’interpretare codesto personaggio è di rappresentarlo come una specie di uomo demone! È di mettergli in faccia il ghigno mefistofelico, è di fargli fare gli occhiacci satanici.
Ogni parola di Jago è da uomo, da uomo scellerato, ma da uomo.
Cinzio Giraldi, l’autore della novella da dove Shakespeare trasse il suo capolavoro, dice di Jago: un alfiero di bellissima presenza, ma della più scellerata natura che mai fosse uomo del mondo.
Spigliato e gioviale con cassio; con Roderigo, ironico; con Otello apparisce bonario, riguardoso, devotamente sommesso; con Emilia (la moglie, specifica Amfortas) brutale e minaccioso; ossequioso con Desdemona e con Lodovico.
 
Parafrasando Dave Letterman, che non perde l’occasione per autoflagellarsi , dico anch’io: “ E’come avere un gemello!” (strasmile)
 
Ecco che ne pensava Verdi, di questo piccolo Amfortas.
 
“Ma se io fossi attore ed avessi a rappresentare Jago, io vorrei avere una figura piuttosto magra e lunga, labbra sottili occhi piccoli vicino al naso come le scimmie, la fronte alta che scappa indietro, e la testa sviluppata di dietro; il fare distratto, nonchalant, indifferente a tutto, incredulo, frizzante il bene e il male con leggerezza come avendo l’aria di pensare a tutt’altro di quel che dice”
 
Cioè, sono proprio io eh?
 
Un contributo decisivo lo diede anche un pittore, Domenico Morelli che disse a Verdi d’aver trovato “un prete che pare proprio lui”.
Verdi, che non vedeva precisamente con favore i preti, rispose:

“Bene, benone, benissimo, benissimissimo! Jago con la faccia da galantuomo! Hai colpito! Oh lo sapevo bene, ne era sicuro. Mi par di vederlo questo prete, cioè questo Jago con la faccia da uomo giusto!"

 
Nei prossimi giorni, se ho tempo, scriverò qualcosa sul duetto tra Jago e Otello che chiude il secondo atto.
Abbiate fiducia e buona settimana a tutti.
 
 
 

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23 risposte a “Otello di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: qualche considerazione iniziale.

  1. daland 25 maggio 2010 alle 10:06 am

    Otello è davvero un capolavoro. Si dice che Mahler abbia imparato l'orchestrazione proprio lì, oltre che in Falstaff e nel Requiem. E ha citato alla lettera, nella settima sinfonia, l'inciso della tempesta all'inizio del primo atto!

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  2. utente anonimo 25 maggio 2010 alle 10:13 am

    sciopero sacrosanto.
    Qualche titolo per la prossima stagione di Trieste

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  3. daland 25 maggio 2010 alle 12:39 pm

    Chiedo scusa per il lapsus: la citazione dell'Otello è nel finale della terza sinfonia di Mahler…

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  4. amfortas 25 maggio 2010 alle 3:52 pm

    Daland, anche quello sulle "ispirazioni" dei compositori sarebbe un bel post da scrivere :-).Comunque in questi giorni, come faccio quasi sempre, mi sto riascoltando alcune incisioni storiche e mi convinco sempre di più che Otello è una di quelle parti davvero proibitive.Ciao e grazie!2, il cartellone per l'anno prossimo dovrebbe, per quel che ne so, essere un po' più striminzito di quest'anno, come titoli.Forse si faranno alcune opere che già erano date per sicure negli anni scorsi (Francesca da Rimini, I due Foscari, Anna Bolena) e una Traviata (credo quella di Antoniozzi). Poi un Puccini e un Rossini.

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  5. utente anonimo 25 maggio 2010 alle 4:19 pm

    mi hanno parlato di salome per certa e di gianni schicchi da solo….povero puccini

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  6. amfortas 25 maggio 2010 alle 4:24 pm

    5, il Verdi ha coprodotto la Salome che vidi a Bologna, quindi può essere benissimo. Quanto allo Schicchi, magari integreranno la serata con qualcosa del 900, operazione già fatta con Suor Angelica e non ricordo cosa (forse Poulenc) qualche anno fa.Il Trittico intero costa molto, ci sono tanti interpreti 🙂

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  7. utente anonimo 25 maggio 2010 alle 4:31 pm

    si la voix humaine ed è stato un successo. Il sovraintendente aveva detto basta boheme e traviata e invece…. a quando gioconda mefistofele tanto tempo fa promessi e MAI mantenuti!

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  8. amfortas 26 maggio 2010 alle 8:07 am

    7,  beh anch'io vorrei un cartellone meno scontato, ma come sai si deve tener conto anche del pubblico più tradizionalista…Ciao!

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  9. giuba47 26 maggio 2010 alle 6:37 pm

    Tu lo sai che ti leggo, vero? Un caro saluto, caro PaoloGiulia

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  10. amfortas 26 maggio 2010 alle 7:18 pm

    Giulia, certo che lo so! Ciao e un saluto a te!

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  11. utente anonimo 26 maggio 2010 alle 8:00 pm

    ma non avevate parlato di una Lucia?Andrea

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  12. amfortas 27 maggio 2010 alle 7:07 am

    11, hai ragione, si parlava di Lucia, ma poi non ne ho saputo più nulla.Oggi intanto salta la prima dell'Otello.

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  13. utente anonimo 27 maggio 2010 alle 9:52 am

    ci sono opere tradizionali scomparse leggi vespri lombari o forza assente dal verdi dal 1984. Basta con traviata e boheme meglio una bella fanciulla del centenario che ne dici?

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  14. amfortas 27 maggio 2010 alle 12:35 pm

    La Fanciulla non è tra le mie opere preferite, però certo la vedrei ben volentieri, soprattutto in occasione del centenario.Intanto ricevo e pubblico questo:COMUNICATO  STAMPA RIMBORSO  “PRIMA “ DI “OTELLO”  ANNULLATA A seguito dello sciopero del giorno 27  maggio,  in coincidenza con la prima rappresentazione di “Otello” di Giuseppe Verdi,  riservata al Turno di abbonamento A, si comunica al pubblico che il rateo relativo sarà rimborsato dalla Fondazione lirica. La biglietteria del Teatro contatterà personalmente  ciascun abbonato per le modalità del rimborso.Invece coloro che hanno acquistato il biglietto per la stessa recita, cioè per la “prima”, possono richiedere il rimborso alla biglietteria del Teatro che sarà a loro disposizione a partire da martedì 1 giugno fino a giovedì 10 giugno.   Ufficio Stampa e Relazioni Esterne

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  15. Chatonproviseur 28 maggio 2010 alle 11:44 pm

    Sniff, che malinconia quando penso all'Otello: da bambino smossi mari e monti per riuscire a contattare Abbado e ottere da lui il permesso di seguire le prove dell'Otello che avrebbe portato a Torino nell'allestimento del Festival di Salisburgo, con tanto di Berliner annessi ( :-OOO ) e coro di Bratislava (ricordo che ci fu la diretta su rai uno, presentata da… Paolo Limiti…).Ci riuscii e ovviamente non capii una fava, dacché già con l'orchestra parlava poco, e quel poco che diceva era in tedesco, che ancora non conoscevo. Però mi affezionai moltissimo a quest'opera. 🙂

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  16. Chatonproviseur 28 maggio 2010 alle 11:50 pm

    Off topic: se già non l'hai messo in agenda, consiglio vivamente di fare un salto a Torino per il Manfred. L'altro ieri sono stato alla prima lettura d'orchestra ed è da togliere il fiato. E poi è un'ottima occasione per tornare a godere di questi capolavori in quel gioiello che è il Teatro Carignano. Conosci? (tra l'altro, ancora più vicino del Regio a Gobino, e già solo per questo… :-)) )

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  17. amfortas 29 maggio 2010 alle 7:20 am

    Chaton, ciao, grazie del bellissimo aneddoto!Ti ringrazio anche per l'indicazione ma purtroppo al momento non posso programmare nulla che non si svolga a Trieste. Il Carignano, di cui tutti mi dicono meraviglie, dovrà attendere ancora un poco!UN caro saluto.

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  18. utente anonimo 29 maggio 2010 alle 9:29 pm

    A proposito delle esigenze del pubblico tradizionalista….insomma chiamiamolo con il giusto nome. Il pubblico ignorante (in senso etimologico per carita'!!!!)….pubblico che ignora e vuole continuare ad ignorare il 90% della produzione musicale fiorita nel corso di svariati secoli.  Assistiamo ad un allarmante contrazione dell'offerta musicale da parte delle fondazioni lirico sinfoniche in nome della crisi, ma sono tutte balle! Il fatto e' che ormai nessuno, o pochi, sanno e vogliono ascoltare. Per cui giu' Boheme, Traviate, Butterfly e Trovatori…… per lo piu' assai mediocremente eseguiti e pessimamente ascoltati da orecchie viziate dal cosidetto purismo tradizionalista. Con questo credono di salvare i teatri d'opera, mentre invece allargano la fossa che li inghiottira'. Ormai e' vicina la generazione per la quale Donizetti  e Berg si orecchiano piu' o meno allo stesso modo.Guardando poi la stagione sinfonica del Verdi vien da ridere!  Tutti capolavori per carita'…ma da anni a questa parte pare che il novecento sia il solo repertorio francese (sara' per non sventolare troppo i cervelli sotto le bianche parrucche?)….insomma Ravel…le trascrizioni per orchestra di Satie…..  Mi chiedo quando l'ultima volta l'orchestra del Verdi ha suonato una sinfonia di Shostakovic, o un pezzo di Berg, o di Weber?Poi il sindaco spara cazzate sul Teatro che deve diventare il teatro non della sola regione ma anche dell'Austria, della Slovenia, della Croazia. Ma e' andato a vedere che cosa si programma…per dire …a Graz?  Una citta' con cui credo Trieste vorrebbe competere:  Die Frau Ohne Schatten,  Traviata, Lady Macbeth,  Don Giovanni, Capuleti e Montecchi…..   Probabilmente li la crisi batte di meno, mentre noi qui vediamo otelli che si dimenticano il testo da cantare per strada…..Grazie dell'ospitalita'Andrea

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  19. amfortas 30 maggio 2010 alle 8:10 am

    Andrea,  sono abbastanza d'accordo con te. Pensa che io credo che una delle strade da percorrere per risollevare le sorti del Verdi, nel senso di farne un luogo davvero stimolante che possa attrarre appassionati da altre città, sia la specializzazione in titoli inconsueti (e mettici tu le opere che vuoi, c'è ampia scelta).Hai visto l'Otello di ieri? Io ci vado martedì, per l'esordio del primo cast e ovviamente riferirò qui e su OperaClick.Ciao!

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  20. utente anonimo 30 maggio 2010 alle 10:28 am

    Ho visto l'Otello di ieri!  Lo spettacolo e' di indubbia eleganza, senza trovate geniali ma può andare. Santi, in confronto ad altri direttori visti anche di recente, è effettivamente un altro pianeta. Basta solo sentire gli archi. insomma direi bene l'orchestra. Per quanto riguarda i cantanti, direi abbastanza bene la Tola (un po' asprigna talora ma il personaggio c'era); Rumez pure lo assolverei, anche se in alcuni momenti è parso un po' in difficoltà. Pure accettabile il Cassio di Park, cantante dotato di indiscussa musicalità.  E veniamo all'Otello di tale Francesco Jung. Pare che dopo la sfilza di Otelli russi stia arrivando quella dei coreani, e non c'è molto di cui gioire.  Deve essere molto giovane tale Francesco Jung e inesperto: cosa che si  vede e, ahinoi, si sente.  Sempre a gambe larghe, con una tecnica francamente incomprensibile, una dizione che pare all'inizio nitida ma che si scopre poi super artefatta (ci si rende conto dopo un po' che probabilmente non ha idea di che cosa canti). Gote sempre ingrossate per dare peso ad una voce iscurita e sempre indietro. In confronto a lui gli altri parevano dei mostri!  Un attimo di terrore ha colto tutti al terzo atto, quando all'inizio della lettura del messaggio del Doge ha cannato il testo, saltando direttamente alla seconda strofa "La ciurma e la coorte…continua i tuoi singulti". Il coro ha continuato per la sua (giusta) strada mentre sotto un suggeritore si sbracava per far tornare Otello in riga. Cosa che è avvenuta, ma ormai tutto l'effetto emotivo previsto da Verdi era andato in malora.Credo che molti del pubblico non se ne siano nemmeno accorti. ra l'altro non pochi sono stati quelli che se ne sono andati prima della fine, giudicando lo spettacolo troppo impegnativo. E' evidente che tra poco anche Otello rientrerà tra le opere ostiche e rare.  Insomma quando è finita la recita io ho tirato un sospiro di sollievo.Mi chiedo: a che punto siamo arrivati se la scuola di canto italiana non è in grado di produrre nemmeno un Otello che canti meglio del coreano qui sentito? Senza considerare Fraccaro nel primo cast, è mai possibile che su un palcoscenico come quello del Verdi possa salire un vero e proprio debuttante in un ruolo così complesso ed esigente?  Bisognerebbe studiare, studiare, studiare….ma ormai l'aspirazione di molti qui è fare la prostituta (pardon escort, velina) o il calciatore……Benvenuti in Corea!!!! 

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  21. amfortas 30 maggio 2010 alle 3:24 pm

    20, grazie della testimonianza, che collima con altre che ho raccolto tra ieri sera e stamattina.Per quanto riguarda il tenore del secondo cast, tieni presente che l'aspetto economico non può essere simenticato. Il Verdi non è una Fondazione ricca e un "secondo" Otello non si trova facilmente. Del resto è ruolo tradizionalmente difficile, oggi ma anche in passato.Mi lascia perplesso la tua considerazione sul pubblico, perché mi pare che l'Otello sia impegnativo cantarlo ma non certo seguirne le vicende che a me paiono piuttosto lineari e anche piuttosto conosciute. Magari hai ragione tu, però…Ciao e grazie!

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  22. utente anonimo 22 febbraio 2011 alle 3:21 am

    gg

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