Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Festival di Bayreuth 2010 al via con il Lohengrin: ancora Jonas Kaufmann in prima linea.

Con il Lohengrin di Richard Wagner (sembra superfluo specificarlo, ma metto in conto che ci sia qualche lettore nuovo, non si sa mai, ché le vie di Internet sono infinite) comincia domenica 25 luglio il Festival di Bayreuth 2010.
Io quindi entro ufficialmente in modalità “Bayreuth state of mind” e di conseguenza, a meno che non ci siano rogne particolari, seguirò la recita in diretta su RADIO3 e poi m’esibirò, tra fuochi d’artificio e festeggiamenti vari, nella consueta recensione semiseria.
Mi pare quindi opportuno scrivere qualche piccola curiosità sull’opera, così, senza troppe pretese.
Prima però segnalo questo bellissimo e particolareggiato post di Daland, che ha il raro dono di saper scrivere senza annoiare.

Intanto, lo sapevate che il Lohengrin ha fatto il “cavallo di Troia” per la diffusione della musica di Wagner in Italia?
Già, perché l’opera debuttò il 1° novembre 1871 al Teatro Comunale di Bologna e fu la prima rappresentazione nel nostro paese di un lavoro wagneriano. La recita fu in lingua italiana mentre per la prima rappresentazione in lingua originale dobbiamo andare addirittura al 2 agosto 1939, a Palermo.
A dire il vero, il Lohengrin in tedesco si sentì già a Trieste il 28 luglio 1917, ma a quei tempi la città era sotto la dominazione austriaca.
Wagner fu molto felice di questo esordio bolognese ed espresse la sua soddisfazione in una lettera a Arrigo Boito.
Ci fu qualcuno invece, confuso (un po’ nascosto forse?) tra il pubblico della replica bolognese del 19 novembre, che non apprezzò molto la novità e sul suo spartito vergò note non proprio lusinghiere per la musica di Wagner e per la direzione di Angelo Mariani:
 
Troppo forte…non si capisce…bello ma riesce pesante con le continue note acute dei violini…
Impressione mediocre. Musica bella, quando è chiara vi è il pensiero. L’azione corre lenta come la parola. Quindi noja. Effetti belli d’istromenti. Abuso di note tenute e riesce pesante. Esecuzione mediocre, molta verve ma senza poesia e finezza. Nei punti difficili cattiva sempre.

 
Ma chi era questo critico semiserio? Pensate un po’, nientemeno che Giuseppe Verdi (ho scelto quest'immagine non a caso…)!

Eppure il Lohengrin non dovrebbe suscitare sentimenti biliosi (strasmile) è solo una fiaba in musica, una commistione appunto tra la Märchenoper (opera di soggetto fiabesco) e il dramma musicale di soggetto storico.
Voglio dire, sempre di un tale che appare su di una “navicella trainata da un cigno” stiamo parlando (smile).
E a questo proposito, cito letteralmente un aneddoto raccontato dal critico triestino Gianni Gori (che mi legge, bontà sua) in un vecchio programma di sala triestino.

Lauritz Melchior, tenore wagneriano leggendario, interpretava la parte di Lohengrin al Metropolitan di New York nel 1936.
Ebbene, per un errore del macchinista, la navicella col cigno venne ritirata in quinta prima che Lohengrin potesse mettervi piede e imbarcarsi. Una di quelle classiche situazioni da panico che rendono ancora più vivo e piacevole il teatro.
Senza perdere il proprio eroico aplomb pare che il tenore abbia domandato: What time does the next swan leave?
E allora, sperando che al prode Jonas Kaufmann (ormai non se ne può più di lui, lo metterò tra i coautori di questo blog, strasmile) non succedano inconvenienti di alcun tipo, ascoltiamoci (io spero sempre che qualcuno si prenda la briga di farlo) proprio il grande Lauritz Melchior nella sortita (mein lieber Schwan) di quest’opera meravigliosa.
A seguire, uno dei passi più famosi dell'opera, che ha per me un fascino speciale perché mi fa sempre piangere come un neonato: o mi commuovo per la bellezza dell'interpretazione o m'immalinconisco per l'inadeguatezza del Lohengrin di turno (strasmile).
Si tratta di In fermen Land, nell'interpretazione straordinaria di Franz Völker, un tenore che non conosce neanche Wikipedia e che Youtube non mi consente di linkare se non postando direttamente l'URL.

http://www.youtube.com/watch?v=Af204dlXpXw&feature=related

Un saluto a tutti.

 
 

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11 risposte a “Festival di Bayreuth 2010 al via con il Lohengrin: ancora Jonas Kaufmann in prima linea.

  1. utente anonimo 21 luglio 2010 alle 7:45 pm

    da Giuliano:Questa è magnifica! Non me la ricordavo più, e non è poi così cattiva, dai. Pensa che non c'erano i cd e nemmeno i 33 giri per riascoltare, star lì seduti un'ora e mezza, Giuseppe Verdi poi!:-)(hai mica sottomano anche la recensione di Verdi del duettino d'amore del Tristano?) (questa sì che la vorrei leggere! – però poi Wagner dopo la tiratona di Re Marke ha fatto un finale proprio verdiano)

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  2. amfortas 22 luglio 2010 alle 7:23 am

    Giuliano, la corrispondenza di Verdi è sempre una miniera d'informazioni e spesso se ne ricavano cose divertenti. Purtroppo ci vorrebbe più tempo per stare dietro a queste cose, altroché!A proposito di quella che chiami la tiratoba di Re Marke, sai che in molti la ritengono come uno dei passi più noiosi di Wagner? A me piace d'impazzire, invece. Sono altri i momenti in cui il buon Richard m'annoia, pochi, ma ci sono.Ciao!

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  3. utente anonimo 22 luglio 2010 alle 4:23 pm

    da Giuliano:sono d'accordo! Ho detto "tiratona" in senso verdiano…penso che sia la cosa più lontana dal teatro di Verdi che possa esistere, ma noi posteri già sappiamo che Verdi non si fermava alla prima impressione ma prendeva nota, si informava e studiava.La "tiratona" la trovo anche molto commovente nel testo ("proprio a me dovevi fare questo?").Io trovo bellissimo anche il megariassunto di Wotan nella Walkiria, pensa un po': oltretutto, è l'occasione migliore per provare a capire qualcosa dei motivi conduttori…

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  4. amfortas 23 luglio 2010 alle 8:14 am

    Giuliano, in ambito wagneriano ci sono però, a mio parere, alcuni momenti se non noiosi, almeno stiracchiati. Penso a qualche passo del Tannhäuser, ad esempio, ma anche del Crepuscolo e del Parsifal. Questo non significa che non siano "belli", ma tendono ad allentare la tensione e l'attenzione dell'ascoltatore. Tutto ciò soprattutto quando s'ascoltano i dischi, perché in teatro la cosa è come sai molto diversa.Poi ovvio che la concezione drammaturgia di Wagner e Verdi siano abbastanza distanti, però non c'è supremazia di uno rispetto all'altro, sono due mondi diversi anche se non del tutto estranei.Ciao!

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  5. mamikazen 25 luglio 2010 alle 10:50 am

    Scusa, Paolo, assolutamente O.T.: giovedì mattina sarò nella tua meravigliosa città… in mattinata, dopo aver cantato, martedì sera, a Lubiana.Se tutto va per il verso giusto.Ti penserò e ti manderò tanti baci 🙂

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  6. amfortas 25 luglio 2010 alle 2:47 pm

    Mami, sei lì per il Festival di Lubiana vero? In bocca al lupo!

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  7. utente anonimo 25 luglio 2010 alle 8:21 pm

    Voglio vedere, caro Amfortas, cosa t'inventerai per stroncare lo splendido Kaufmann di questa sera.

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  8. utente anonimo 25 luglio 2010 alle 9:32 pm

    Al solito Bayreuth fa parlare più per gli allestimenti scenici che per la musica. Nel Parsifal di Schligensief in scena galline e immagini di conigli in decomposizione, oggi i topi! Ma ridateci una buona volta colombe,cigni, cavalli, elmi alati e basta con queste provocazioni che a me provocano solo nausea! Comunque Kaufmann ha cantato molto bene anche se talvolta nelle mezze voci sembra ingolato; bene gli altri ma la Erlizius nel finale è stata spaventosa. Circa la direzione, direi senza infamia e senza lode. Certo, dopo avere ascoltato i Lohengrin di Konya e Windgassen, e le direzioni di Kubelik, Kempe, Solti, Sawallisch(stupenda edizione live con la regìa di Wieland Wagner) riesce difficile ascoltare altre proposte. Comunque, sempre Wagner! Ora prepariamoci al Ring(del quale già esiste una edizione discografica che ho ovviamente acquistato-ho 9000 di cui almeno 3000 wagneriani). Ciao a TUTTI(wagneriani e non…)

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  9. amfortas 26 luglio 2010 alle 7:34 am

    8, tutto vero ciò che dici, le regie sono qualche volta davvero prevaricanti.Kaufmann è sicuramente ingolato e so che questo non è un buon segno per il futuro ma, come dico spesso, non sono né suo padre né il suo agente :-), perciò m'accontento di come canta oggi, quando canta bene.Ciao e grazie per il contributo.

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  10. utente anonimo 27 luglio 2010 alle 8:35 am

    Nella villa di Verdi a Busseto è possibile leggere un passo delle annotazioni di Verdi alla partitura di Lohengrin, ed è interessante notare che nella biblioteca musicale del Peppino nazionale si trovano anche i Meistersinger e il Percivalle. Non c'erano i CD ma c'erano le partiture. E secondo me c'è molta influenza di Lohengrin nell'Otello (la liquidità dell'orchestrazione nel finale I)

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  11. amfortas 27 luglio 2010 alle 12:40 pm

    Giovanni, come ho già detto altre volte sono numerose le influenze reciproche tra Compositori e la tua testimonianza n'è ulteriore prova.Ciao e grazie per il contributo!

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