Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria di Götterdämmerung dal Festival di Bayreuth: Christian Thielemann nel Walhalla dei direttori wagneriani.

Götterdämmerung (che d’ora in poi chiamerò Crepuscolo, per comodità) comincia con un Prologo, nel quale queste tre “signore” dipanano il filo del destino.

Norne


Sono le tre Norne, interpretate da Simone Schröder, Martina Dike e Edith Haller. Se la cavano tutte abbastanza bene, in particolare la Schröder, che ha una bella voce, calda e avvolgente. Lo si può affermare anche se la trasmissione, all'inizio, è risultata piuttosto disturbata.
Thielemann segue benissimo le indicazioni sulla partitura (pianissimo, moderato, tranquillo) a maggior sua gloria, che il signore gliene renda merito, perché questa è una pagina altamente drammatica ma che non va risolta con clangori orchestrali o, peggio, con una genericità di fraseggio che appiattisce tutto.
Dopo il Prologo, ricompaiono Siegfried e Brünnhilde e la speranza è che entrambi si siano ripresi dalle fatiche del Siegfried.
1
Linda Watson, in una tessitura centrale che le è sicuramente più favorevole, canta piuttosto bene e fraseggia con intelligenza. Ogni volta che si sale un po' sul pentagramma, però, la voce diventa metallica, tagliente: circostanza che non sarebbe neanche un male in assoluto, ma che accompagnata all'evidente senso di sforzo, non è certo gradevole. L'ultimo acuto della scena è, inesorabilmente, calante.
Monolitico ma solido Lance Ryan, al quale si chiederebbe qualche colore in più, ma forse si risparmia per gli atti successivi.

I atto

L'atto comincia con tre personaggi schierati sulla scena: Gunther (Ralf Lukas), Hagen (Eric Halfvarson), Gutrune (Edith Haller).
Nella prima scena non mi convince nessuno, e trovo notevoli gutturalità in Halvarson, come e a cercare uno spessore vocale che non ha: l'accento è pero convincente. Routinaria la prova degli altri due, anzi la Haller è proprio evanescente, non c'è nulla da fare. Bisogna sottolineare che Gutrune e Gunther hanno una grande importanza dal punto di vista drammaturgico, ma dal lato vocale sono poco più che comprimari.
seconda scena
È buono il saluto di Hagen a Siegfried, ben supportato da Thielemann, che poi è addirittura straordinario nell'accompagnamento di tutta la scena seconda, imponendo un crescendo di tensione narrativa bellissimo ed emozionante.
I cantanti reggono bene, anche se da Ryan vorrei un maggiore coinvolgimento e Halfvarson è un po' troppo villain e negli acuti è fibroso.
La terza scena vede le due sorelle Waltraute e Brünnhilde impegnate in un duetto assai complicato, dominato da un turbinio di sentimenti contrastanti.
WaltrauteTra le due il migliore è …Thielemann, anche se non posso imputare nulla di clamoroso alle due Valchirie. Entrambe hanno l'accento giusto ma i mezzi vocali sono quello che sono, piuttosto modesti.
Se la cava benino, comunque, Christa Mayer, nel lungo monologo Höre mitt Sinn, nel quale risulta solenne e appassionata. La Watson, soprattutto nel finale, urlacchia parecchio.
L'incontro/scontro di Brünnhilde con Siegfried (non spiego i particolari, dal momento che la stragrande maggioranza di chi mi legge è wagneriano fradicio come me, strasmile) nel finale dell'atto è uno dei punti chiave dell'intero Ring, e la Watson è molto convincente nell'esprimere l'angoscia del momento.
L'atto si chiude con il puntuale declamato di Ryan e con il pubblico che appalude, forse, con un po' meno convinzione delle giornate precedenti. Ricordo che tra Prologo e primo atto abbiamo toccato le due ore di spettacolo.

II atto

Il secondo atto del Crepuscolo comincia con la grande scena tra Alberich (Andrew Shore) e Hagen (Eric Halfvarson): il secondo non mi convince proprio dal lato vocale, lo trovo cavernoso e, ribadisco, gutturale.
Siccome neppure l'Alberich di Shore è un modello di stile, la prima scena risulta troppo caricaturale. Per fortuna Thielemann è sempre sugli scudi, perché riesce a trarre un fraseggio magnifico dall'Orchestra di Bayreuth: insinuante, presago di tradimenti e di morte, drammatico.
Ryan conferma la sua migliore attitudine ai passi di forza, in puro declamato, nella seconda scena. E si conferma anche la debolezza della Haller, una Gutrune davvero scipita e stridula.
Nella terza scena trovo conferma che questo Hagen non ha la statura artistica per un ruolo così impegnativo, in quanto la sua chiamata a raccolta dei vassalli manca di quell'imperiosità proterva che dovrebbe.
tgross02_04_g_2007Bene il Coro.
È questo un momento in cui la Brünnhilde di turno si gioca molto anche dal lato attoriale, quindi la dimensione teatrale qui sarebbe davvero indispensabile.
Intanto Ralf Lukas, Gunther, non mi piace per niente, il suo canto è molto brado, acuti aperti e sbracati e fraseggio monotono.
Purtroppo, come è già successo l'anno scorso, la Watson ammoscia tutto con un generale senso d'agitazione, che non rende giustizia all'ambigua drammaticità del momento. E urla, cavolo se urla. E sbraca nel registro grave. Trova pure, a onor del vero, qualche acuto molto convincente. Va detto che è una scena di difficoltà mostruosa.
S'involgarisce un po' Ryan, che apre molto i suoni: l'effetto non è granché.
Alla fine entrambi, seppur con qualche fatica, si difendono decentemente nel giuramento e nel finale della quarta scena, anche se la Watson torna a urlacchiare parecchio.
Discreto il dialogo con Hagen, che vede Halfvarson più sorvegliato, che chiude l'atto. Nel frattempo, Thielemann firma un capolavoro dopo l'altro e gliene va dato atto assolutamente, perché la firma a questo Ring 2010 è sua, lo si può tranquillamente affermare già ora.
Pubblico in visibilio.

III atto

Che si apre col canto delle Rheintöchter, Woglinde, Flosshilde e Wellgunde, rispettivamente interpretate da Christiane Kohl, Simone Schröder e Ulrike Helzel.
tgross03_01_g_2007Si comportano piuttosto bene e danno a Siegfried l'ultima possibilità di salvezza, che l'eroe intrepido rifiuta accelerando in questo modo la fine, il crepuscolo, appunto, suo personale, degli dei, del Walhalla.
In questa prima scena, che ha qualche risvolto orchestrale più leggero, e Thielemann è davvero grandissimo nel tratteggiare la futilità, la vaporosità briosa e interessata delle ondine, si trova a suo agio anche Lance Ryan (buono il DO, tra l'altro, scomodo a dir poco).
Nella seconda scena ci avviciniamo a grandi passi alla tragedia finale, ma Siegfried prima di finire vilmente ucciso da Hagen, ha ancora un momento estremamente emozionante, e cioè il lungo racconto che fa della sua vita.
In questo pezzo bellissimo, oltre al consueto tono eroico, il tenore deve piegare la voce ad accenti sfumati, trovare una specie di mood malinconico, attraverso un fraseggio espressivo e vario.
Ci sono anche Hagen e Gunther, e li trovo entrambi davvero pessimi, specialmente l'inutilmente trucibaldo Halfvarson.
Ryan invece è davvero bravo, emergendo proprio dove era stato carente sino ad ora, i momenti più lirici.
4Il povero Siegfried, e in questo il personaggio è davvero un romantico, muore pronunciando il nome dell'amata Brünnhilde.
La celebre Marcia Funebre è un'apoteosi di bellezza e commozione, se possibile Thielemann e l'Orchestra di Bayreuth si superano.
La Haller, incredibilmente, canta bene all'inizio della terza scena.
Peccato che poi entri uno svociato Halfvarson, accidenti, davvero deludente.
Dopo che Hagen uccide Gunther incomincia la lunga scena finale, tutta di Brünnhilde che incomincia con un piglio da fuoriclasse e supportata splendidamente dal direttore scrive una pagina di rara bellezza e poesia, per accento pertinente sì, ma anche per l'alta qualità del canto, a dispetto di qualche durezza negli acuti.
Credo che in questo finale il livello sia stato, per l'apporto sia di Linda Watson sia per quello di Thielemann, ai vertici assoluti delle interpretazione wagneriane.
tgross03_finale_g_2007
Chiudo qui, piuttosto emozionato, allo stesso modo, credo, del pubblico presente a Bayreuth che ha tributato, dopo un momento di smarrimento, un clamoroso trionfo a tutti.
Queste recensioni sono state impegnative, ma ne è valsa davvero al pena.
Buona settimana a voi.

Annunci

25 risposte a “Recensione semiseria di Götterdämmerung dal Festival di Bayreuth: Christian Thielemann nel Walhalla dei direttori wagneriani.

  1. sibillEle 1 agosto 2010 alle 9:40 pm

    Anch'io amo molto Wagner…in particolar modo il Parsifal

    Mi piace

  2. utente anonimo 1 agosto 2010 alle 10:05 pm

    Grande Paolo, bellissime le tue recensioni.Ho trovato molto migliorata la Watson, che mi è piaciuta (nonostante qualche difetto vocale) anche nel secondo atto e, soprattutto, nel finale.Ryan molto più convincente: l'avevo sentito nel Crepuscolo a Firenze e mi era piaciuto molto.Sorge una considerazione, mista a domanda: la parte di Siegfried in quest'ultima giornata è più facile rispetto alla precedente? Perchè di solito i tenori arrivano molto affaticati nel Siegfried, mentre, di solito, se la cavano meglio nel Crepuscolo.Anche a me Hagne è piaciuto molto: perchè non lo hanno fatto cantare al bravo Joun???Quest'anno se non c'è un baritono svociato ed urlante, non si è contenti. Dopo Shore (qui leggermente meglio) è la volta di Luckas, al limite della stecca.Al di là di tutto, è stato un Ring molto bello, soprattutto per la grandissima interpretazione di Thielemann.Che dire?! Speriamo di sentirlo presto in Italia. Sarà una chimera????Saluti, Davide Devoti.

    Mi piace

  3. utente anonimo 1 agosto 2010 alle 11:02 pm

    Un Ring veramente da ricordare ! Qualche riflessione su Thielemann: ho goduto tutta l'opera seguendola sulla partitura e notando come sia riuscito ad evidenziare elementi e impasti che mai avevo sentito, con squisita sensibilità. A mio giudizio, ma sono curioso di sentire la tua opinione a riguardo, c'è ancora una piccolissima asperità da smussare: il controllo.Mi sembra, ma è una sensazione oggettiva, ho visto che a molti non dispiace, che faccia uso/abuso di strumenti interpretativi quali rallentando/accelerando, rubati, staccati molto incisivi, accenti.Ti faccio un esempio: la celeberrima marcia funebre di Sigfrido, condotta in modo mirabile; ma perchè, se tutto era già così perfetto, rallentare su punti in cui già la sua interpretazione metteva in luce tutto ? Il tema della spada, portato dalla prima tromba, è stato meravigliosamente preparato dall'orchestra in un crescendo perfetto: perchè sguaiare in quel modo da fortissimo a iperfortissimo ? Era già perfetto così … in conclusione, sono soddisfattissimo di questa tetralogia ma auguro a Thielemann di comprendere come già abbia in mano, da grande direttore d'orchestra, tutti gli elementi per condurre una grande esecuzione, senza dover strabordare (come fa il Reno nel finale). Un saluto ed ancora tantissimi complimenti, soprattutto per le discussioni post recensione, che mi hanno dato il raro piacere di poter scambiare le mie idee con un gruppo di malati cronici della mia stessa malattia che mi delizia sin da ragazzino, rendendo ancora più indimenticabile questa tetralogia.Giorgio

    Mi piace

  4. utente anonimo 2 agosto 2010 alle 12:14 am

    Ciao a tutti,solo ora riesco a riprendermi dall'emozione(e conseguente piccolo attacco ipertensivo) che ogni volta mi regala l'ascolto del Ring. Dunque, tirando le somme possiamo dire che Thielemann ha riportato un-peraltro strameritato-successo planetario; che dire che non sia stato già detto? Sottolinerei quanto lussureggiante sia stata la lettura di questo Ring, l'intelligenza nel comprendere-e tradurre in musica-la prima scena del prologo che, come giustamente osserva Amfortas, non ha bisogno di clangori fonici ma nemmeno di una omologazione del suono che renda tutto generico e piatto. Veramente le Norne si sono mosse in un clima di mistero, quasi che uscissero da una sorta di nebbia primordiale.Perfetta la transizione dalla prima alla seconda scena del Prologo, ispirato e trionfante  ma mai tronfio il viaggio sul Reno e perfetta anche l'atmosfera di tensione che accompagna l'arrivo di Siegfried nella reggia dei Gibichunghi. Io credo che la peculiarità maggiore di questo Ring si debba ritrovare soprattutto nell'equilibrio che Thielemann ha saputo creare tra l'orchestra ed i cantanti ma anche tra le varie sezioni dell'orchestra stessa. Questo interprete è capace di scatenare turgori fonici apocalittici ed un attimo dopo piegare l'orchestra ad un pianissimo quasi immateriale. Insomma, controllo assoluto, peculiarità di interpreti fuori dalla norma. Credo si debba riandare col pensiero al Ring di Furtwangler della Scala (1950) o a quelli di Knappertsbusch a Bayreuth per ritrovare un finale così apoteosico ma al contempo umanissimo, che racconta la storia di una donna che, in fondo,muore per amore. Il punto è semmai questo: un sacrificio che Thielemann dilata fino a farlo giungere agli estremi confini dell'Universo. Ma è un sacrificio che brilla di eternità, sì che e più corretto parlare di glorificazione di Brunnhilde, che qui anticipa l'anelito wagneriano alla redenzione di tutto ciò che esiste, anticipando di fatto Parsifal (opere molto vicine anche per impianto musicale, almeno così sento di poter dire considerando il preludio secondo della Gotterdammerung, cinereo ed indefinito nel suono).Molto bella la marcia funebre, anche se qui devo concordare con Giorgio: in effetti pare essere una peculiarità della cifra esecutiva di Thielemann ricorrere al ritardando, che qui mi ha convinto un po' meno che nel primo atto di Siegfried, dove il rallentamento rendeva perfettamente la fatica e la solennità del momento. D'altronde , anche nella sua recentissima ottava sinfonia di Bruckner a Dresda, che ho ascoltato proprio stamattina, si ritrovano-mutatis mutandis-gli stessi orientamenti, specie nel secondo movimento e nel finale ultimo della sinfonia. Credo comunque che di rado un direttore d'orchestra sia riuscito a coniugare così efficacemente epos e pathos, eros e tanatos, magniloquenza sonora e cura per il dettaglio in una partitura che, soprattutto a causa del livello mostruoso raggiunto da Wagner nel maneggiare i leitmotive, fondendoli insieme, comprimendoli, dilatandoli,risulta tra le più impegnative per ogni concertatore che si rispetti.Concludo lasciando un pensiero per un altro gigante del podio: Giuseppe Sinopoli, direttore che ho amato alla follia e che ci ha lasciato un Ring forse più introspettivo(non dimentichiamoci dell'approccio sistematicamente intellettuale di Sinopoli ad ogni partitura) ma altrettanto bello. Ecco, forse Thielemann e Sinopoli sono stati gli unici negli ultimi 10-15 anni a dire realmente qualcosa di veramente nuovo a Bayreuth. Onore ad entrambi.E con quella stessa malinconia che mi pervade ogni volta che qualcosa di bello giunge al termine, dico "arrivederci-o meglio a risentirci", cara Bayreuth. Tutti gli anni ci arrabbiamo, imprechiamo contro registi, scene, cantanti, proclamiamo la fine del Festival, ci dichiariamo delusi e non più disposti a perdere tempo e denaro per spettacoli simili, ma ogni anno siamo li in prima fila, col nostro carico di emozioni, sensazioni, vita vissuta, aspettative, pronti a pendere dalle labbra del commentatore RAI e a farci venire la pelle d'oca quando si suonano le fanfare. Questo non è un teatro. Solo noi sappiamo cosa sia. E siamo-saremo sempre lì ad ascoltare, ora e sempre. E per sempre.Richard Wagner: Ehre seinem Andenken!!!O.K. ho esagerato, ma ho esternato tutto il groviglio di emozioni che Wagner mi scatena. E' una malattia, ma non azzardatevi mai a portarmi la medicina!!! E grazie a tutti quelli che hanno letto i miei interventi: ne sono onorato; ma il grazie più grande va ad Amfortas, che è il trait-d'union fra tutti noi.Chissà che un giorno non ci si possa conoscere (ovviamente in un teatro…)Buonanotte da Antonio.

    Mi piace

  5. amfortas 2 agosto 2010 alle 7:37 am

    Comincio col ringraziare tutti per gli interventi, perché mi pare doveroso, compresi coloro che scriveranno nei prossimi giorni.SibillEle, bene, anch'io amo molto il Parsifal, peccato che non sia riuscito a sentirlo quest'anno.Ciao.Davide, sicuramente la parte del tenore è più impegnativa nel Siegfried che nel Crepuscolo, basti pensare alla forgiatura della spada, che è una scena davvero di difficoltà mostruosa.L'Hagen di quest'anno era scarsino, neanche confronto con il maestoso König dell'anno scorso.In generale, è da tempo che a Bayreuth non si riesce ad allestire con i migliori interpreti del momento. Quanto a Thielemann, non saprei se si esibirà in Italia: di lui io ricordo un ottimo Otello a Bologna, ormai una 15ina d'anni fa, credo.Ciao!Giorgio, già negli anni scorsi s'era dibattuto, non mi ricordo dove, di questa tendenza a particolari accenti interpretativi di Thielemann, che è innegabile soprattutto nei ff, ad esempio. Però questo direttore ha un suo stile che è coerente e personale e, soprattutto, ha buon gusto, al contrario di molti altri anche in repertori diversi. Quindi gli perdono assai volentieri qualche esuberanza o licenza.Le sue interpretazioni sono adrenaliniche e portano una firma, sono riconoscibili. Ora, credo che non si possa fargli un complimento migliore. Io vorrei, magari non a Bayreuth dove tutto è più complicato, che mettesse più cura nella scelta degli interpreti, perché è importante per la buona riuscita di uno spettacolo che ci sia unità di vedute tra cantanti e direttore.Ciao!Antonio, non ho molto da aggiungere al tuo commento, se non che hai fatto bene a ricordare Sinopoli, un genio che spesso e direi soprattutto nell'opera italiana, non è stato capito.Si diceva "che diriga Wagner!", mentre ci ha lasciato veri e propri tesori in Puccini, ad esempio, nella Butterfly, ma non solo.Su Thielemann, ancora, è artista di grande personalità: non volgio fare polemiche inutili ma ho sentito in teatro certe recite asettiche del Ring di cui ancora mi brucia il ricordo.Evviva qualche piccola intemperanza!Ciao e grazie!

    Mi piace

  6. utente anonimo 2 agosto 2010 alle 10:00 am

    una sola parola   BRAVI

    Mi piace

  7. utente anonimo 2 agosto 2010 alle 12:06 pm

    Sì amfortas, hai ragione: almeno Thielemann ha una sua coerenza interpretativa ed una cifra personale; le mie erano considerazioni da "pelo nell'uovo", perchè per tutto il resto è stato perfetto. Ricordo che anche Kna alla fine del secondo atto di Parsifal, quando Kundry scaglia la sua maledizione "Irre" rallentava con un effetto magnifico.Ricordo-se non sbaglio-un suo Tristan und Isolde a Bologna ed uno suo Rosenkavalier(non ricordo in che città).Chissà mai se tornerà da noi…sognare non costa nulla.Ciao a tutti. Antonio

    Mi piace

  8. amfortas 2 agosto 2010 alle 12:34 pm

    6,  sintetico ma efficace!Ciao 🙂Antonio, sì avevo capito il senso del tuo commento. Sai, ripensandoci, credo che se fossimo stati in teatro non ci saremmo ancora ripresi :-)Ciao!

    Mi piace

  9. utente anonimo 2 agosto 2010 alle 7:05 pm

    Io di sicuro no (oltretutto ho 42 anni, sovrappeso, e insomma ottime premesse per infartaccio…).Circa Sinopoli, il prossimo anno ricorre il decennale della sua scomparsa. Spero che vengano riesumate le sue interpretazioni di Parsifal e Ring a Bayreuth. A suo tempo scrissi alla Bayerischen Rundfunk chiedendo se avessero intenzione di pubblicare qualcosa, ma la risposta laconica fu:" Gentile signore, noi conserviamo tutto ciò che mandiamo in onda da Bayreuth, ma non abbiamo interesse a pubblicare il Ring ed il Parsifal di Sinopoli perchè non abbiamo nessuno disposto a sobbarcarsi gli oneri derivanti dalla pubblicazione"Spero che il prossimo anno qualche anima buona si impietosisca e faccia questo sforzo economico(anche perchè all'epoca ho registrato il tutto ma-ahimè-su nastro, chè non avevo ancora il tascam, e ben si sa quanto purtroppo sia precario l'uso delle vetuste audiocassette).SIATE UMANI, STAMPATE IL RING ED IL PARSIFAL DI SINOPOLI.(appello stile Fantozzi…)

    A presto.scusate l'invasione.Antonio

    Mi piace

  10. utente anonimo 2 agosto 2010 alle 10:27 pm

    Hai ragione e spero fosse chiaro che le mie considerazioni erano dello 0.000000001 % rispetto al valore dell'esecuzione …CiaoPS Antonio, effettivamente è un peccato che si siano perse le interpretazioni di Sinopoli a Bayreuth; ho seguito il suo Ring a S. Cecilia e le sue considerazioni sull'interpretazione alla vigilia di ogni giornata. Un uomo dal percorso culturale originalissimo e di grande profondità. Mi ricordo che, pur di trasferire un po' di trasferire un po' di tradizione tedesca a Roma, fece un mix di alcune prime parti orchestrali chiamate da orchestre tedesche; un Bayreuth in miniatura, visto che a tutt'oggi l'orchestra del festival è un insieme di vari solisti prevenienti da varie orchestre.

    Mi piace

  11. utente anonimo 2 agosto 2010 alle 10:42 pm

    Anche se in ritardo desidero anch’io ringraziare Amfortas per i preziosi e particolareggiati commenti con a cui ci ha abituato dopo ogni ascolto di questo memorabile Ring che porta la firma fiammeggiante di Thielemann.
    Grazie per aver raccolto intorno alle tue rcensioni un gruppo di wagneriani di eccellente “caratura” : dopo gli intensi ascolti di questi giorni , leggervi e’ stato un modo per prolungare il piacere di un ascolto e la gioia di poterlo condividere con qualcuno che ama altrettanto profondamente Wagner!
    Devo poi ringraziare Antonio e Amfortas per aver ricordato il m.tro Sinopoli.
    Leggere quanto avete scritto su di lui mi ha oltremodo commossa : se oggi amo la musica di Wagner e’ proprio grazie al maestro Sinopoli.
    Durante gli anni in cui fu direttore stabile dell’ Orchestra dell’Accademia di S.Cecilia a Roma, offri’ al pubblico ceciliano l’intero
    Ring e il Parsifal, ogni volta facendo precedere le sue esecuzioni da memorabili “conferenze”.
    Chi conosceva Sinopoli sa bene di quale sconfinata cultura era dotato ed ogni sua lezione era un’esperienza a 360 gradi .
    Dopo averlo ascoltato nell’Oro del Reno …. rimasi fulminata da questa musica che fino al giorno prima, con un certo timore avevo avvicinato.
    Dopo il Ring fu la volta del Parsifal ( esiste persino una trasmissione Rai che riprende alcuni momenti delle prove alternati a conversazioni del Maestro sui principali temi di quel capolavoro ).
    Ebbi anche la fortuna di ascoltare nuovamente il “suo” Parsifal proprio a Bayreuth.
    Ancor oggi non mi capacito della sua scomparsa: come Antonio auspico che in occasione del decennale della sua scomparsa favorisca la pubblicazione di qualcuna delle sue direzioni a Bayreuth .
    Mi scuso se mi sono lasciata andare ai ricordi : prendetelo come un povero, spontaneo ed affettuoso omaggio ad un grande interprete che e’ ancora con noi proprio grazie al ricordo che ha lasciato in ciascuno di noi.
    Voglio sperare che questi appuntamenti tra wagneriani possano trovare altre occasioni d’incontro , non soltanto in occasione del Festival.
    Arrivederci….. !
    Luisa D.N.

    Mi piace

  12. utente anonimo 3 agosto 2010 alle 12:52 am

    Cara Luisa,grazie a te per il commosso e partecipe ricordo che hai voluto condividere con noi. Sì, nemmeno io mi capacito della sua morte, e il dolore che ho provato è stato grande, come se avesse riguardato uno di famiglia(e ti assicuro che non sto esagerando). Per lui la musica era tutto, ed il coinvolgimento emotivo e gestuale che promanava dalla sua persona quando era sul podio ci dicono che l'arte del dirigere era da lui vissuta in maniera totalizzante; spesso alla fine di un concerto era stremato, come se avesse partecipato al travaglio del compositore, come se lui stesso fosse stato compartecipe dell'atto creativo. Se in Verdi non sono in grado di giudicare la sua arte interpretativa, penso di poter dire che il suo Strauss a tutt'oggi è un modello insorpassato e forse insorpassabile; mai ho avvertito l'energia tellurica dell'incipit della Zaratustra come con Sinopoli. Anch'io ho visto il documentario della rai, e ricordo che proprio per l'attacco era andato davanti alla sezione degli ottoni per provare solo con loro, raccomandando alle trombe di suonare come se qualcosa  proveniente da mondi remotissimi improvvisamente giungesse sulla terra. Per quanto riguarda Mahler, la sua integrale comunque molto bella giunge nella sesta a vette tali da renderlo l'unico direttore in grado di rivaleggiare con Barbirolli…Credo comunque che in Wagner avesse trovato il suo mondo ideale, perchè l'opera del Sommo è ricca di implicazioni filosofiche, aspetto questo che non poteva non affascinare un uomo di simile profondità intellettuale. Certo, la morte lo ha portato via troppo presto. Non avremo mai il suo Tristan e i suoi Meistersinger , mai il suo Rosenkavalier, mai l'integrale delle sinfonie di Beethoven. Spesso mi sono chiesto se il mondo della musica abbia compreso fino in fondo la portata di questa perdita…il suo Wagner per me resta il più vicino in assoluto a quello di Knappertsbusch (che insieme a Furtwangler e Klemperer sono la mia trinità).Sinopoli ha lasciato molto a tutti noi e in tutti noi e tu cara Luisa puoi considerarti davvero privilegiata nell' averlo ascoltato a Bayreuth in Parsifal(la mia opera preferita). Afferma la moglie che poco prima di morire Giuseppe era terrorizzato dalla morte, motivo che lo aveva indotto a studiare egittologia-gli egizi hanno sempre avuto uno stretto rapporto con l'aldilà e questo era per lui motivo di conforto-.Nella bara la mano destra era rimasta in una posizione strana, come se tenesse stretta una invisibile bacchetta(parole testuali della moglie). Ecco, per noi è come se quella bacchetta non l'avesse mai posata. Probabilmente c'era bisogno di lui nel Walhall, ecco perchè le walkirie sono venute a prenderlo.Chiedo scusa per la lunghezza e magari per le cose che ho detto, ma l'emozione è forte e l'affetto e la gratitudine verso di lui inestingiubili.Buonanotte a tutti.Antonio. 

    Mi piace

  13. amfortas 3 agosto 2010 alle 7:51 am

    Un saluto a tutti voi.Anch'io ribadisco la mia ammirazione per Sinopoli e segnalo, per i pochissimi che non lo conoscessero, questo picciol libro.http://www.ibs.it/code/9788831790703/sinopoli-giuseppe/mio-wagner.htmlQuanto alle registrazioni perdute o perlomeno ancora inedite si pensi solo allo scempio della RAI.D'altro canto il famoso "ring perduto" del 1955, diretto da Keilberth, è stato alla fine pubblicato 3-4 anni fa, speriamo che per quello di Sinopoli non si debbano aspettare altri 50 anni.Buona giornata a tutti e grazie ancora per i preziosissimi contributi.

    Mi piace

  14. utente anonimo 3 agosto 2010 alle 9:07 am

    Ciao a tuttiSono Sergio da Roma.Vedo che molti ricordano ancora e apprezzano il Wagner diretto dal compianto Maestro Sinopoli (ricordo ancora un incontro con Lui a una cena da amici nel corso di un Festival di Bayreuth, che commozione!).Vorrei dirvi che posseggo ottime registrazioni sia del Ring del 2000 (audio) che del Parsifal del 1999 (video). A disposizione di ogni amico wagneriano.Se qualcuno fosse interessato sarò felice di mettere i links scaricabili su OperashareUn cordiale saluto al nostro gentile ospite e a tutti voiSergio

    Mi piace

  15. utente anonimo 3 agosto 2010 alle 10:11 am

    Questo blog ed i suoi frequentatori sono sempre più "adorabili" e commoventi: una tappa d'obbligo, una sosta obbligata e ricca d'emozione, per me.Una volta di più, grazie a Paolo ed a voi tutti: scusatemi se non so dirlo meglio. Persone stupende.. Felice di leggervi!Adriana 

    Mi piace

  16. utente anonimo 3 agosto 2010 alle 2:10 pm

    A Paolo/Amfortas una richiesta: dal momento che il ricordo del m.tro Sinopoli e’ sempre vivo in buona parte di chi frequenta il tuo blog, sarebbe assai bello potergli dedicare una “recensione” tutta per lui. Grazie.
    Ad Antonio un saluto cordialissimo unito al desiderio di continuare la carrellata dei nostri ricordi musicali, senza abusare troppo della cortesia del padrone di casa di questo blog ! ( puoi trovarmi facilmente su Facebook sia come profilo personale che alla pagina Wagner singers ).
    A Sergio, un grazie anticipato per quanto potrà mettere a disposizione di quanti hanno amato ed ancora amano Sinopoli.

    Mi piace

  17. utente anonimo 3 agosto 2010 alle 2:13 pm

    Chiedo scusa se nel precedente messaggio diretto a Paolo/Antonio e Sergio non mi sono firmata ….. che sbadata !
    Buon pomeriggio a tutti.
    Luisa Di Nicola

    Mi piace

  18. amfortas 3 agosto 2010 alle 3:29 pm

    Sergio, figurati, Sinopoli come ho detto sopra è ancora vivo nel ricordo delle molte, geniali, registrazioni che sono disponibili.Se il regolamento di Operashare te lo consente ( la policy del sito di file-sharing è molto chiara in proposito), posta pure qui i link del suo Ring o del video del Parsifal.Adriana, grazie a te per gli elogi ai frequentatori di questo blog!Luisa, sarebbe bello sicuramente, purtroppo io non ho il tempo materiale, almeno per il momento, per un omaggio così importante.Nell'eventualità, sono disposto ad ospitare qui sul blog il contributo di qualche appassionato, di più non posso fare :-)Pongo una sola condizione e cioè che la recensione o comunque l'articolo sia firmato con nome e cognome, come faccio io quando scrivo i miei post.Chiunque lo volesse mi può contattare qui:amfortasloge@tiscali.itSegnalo inoltre questo post di Daland, come sempre preciso e puntuale, sul Ring di Christian Thielemann.Un saluto a tutti.

    Mi piace

  19. op2311 3 agosto 2010 alle 4:30 pm

    ok appena torno a roma dalle ferie (sarà dopo il 22 agosto) mi darò senz'altro da fare per inviare i links del Parsifal e del Ring. Conto di convertire il Parsifal in Avi e il Ring in mp3 e vedrò in base alle dimensioni come sia meglio fare. O tramite Rapidshare oppure megaupload. Accetto suggerimenti, consigli ecc. Ma come fare senza invadere troppo lo spazio del nostro padrone di casa, col quale fin d'ora mi scuso?Sergio

    Mi piace

  20. Princy60 3 agosto 2010 alle 4:45 pm

    conosco poco quest'opera: ora, grazie a te, ne so un po' di più. baci

    Mi piace

  21. amfortas 3 agosto 2010 alle 6:15 pm

    Sergio, non c'è alcun problema, anzi! Scrivete qui quando vi pare e sfruttate pure lo spazio per scambiarvi informazioni ecc ecc.Ciao!Marina, un caro saluto a te e grazie 🙂

    Mi piace

  22. filorosso 4 agosto 2010 alle 2:33 pm

    Diventa sempre più difficile lasciare un commento stupido in questo blog così sofisticato.Ma ho proprio voglia di salutarti, e allora… sopportate…Belle tette, le Norne!Baci e buona estate, Filo

    Mi piace

  23. amfortas 4 agosto 2010 alle 6:23 pm

    Filo, il mio cervello è sofisitcato, e non da oggi, da 55 anni! Però tu hai davvero un gusto orrendo per le tette eh?Ora vengo a inquinarti il tuo blog con qualche commento idiota, ché mi riesce facile.Ciao!

    Mi piace

  24. filorosso 5 agosto 2010 alle 11:08 am

    he he… il commento era ironico… mi hanno ricordato  il costume di Madonna nel Tour  "Who's that girl" 1987, (che poi, era una guepière un po' più castigata….) ma si sa, alla vera arte tutto è permesso!Baci, Filo

    Mi piace

  25. amfortas 5 agosto 2010 alle 2:47 pm

    Filo, hai ragione, la tenuta è molto simile a quella della Signora Ciccone :-)Ciao!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: