Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Ardito paragone tra una registrazione storica e l’attualità dell’Arena di Verona: Il Trovatore di Giuseppe Verdi.

Ormai è noto che all’Arena di Verona sia in funzione un impianto di diffusione/amplificazione per cantanti e orchestra. Io avevo giurato che questo piccolo particolare m’avrebbe tenuto lontano dall’arena ma, come faccio spesso peraltro, mentivo per la gola (cit.).

Contrariamente a quanto affermato su queste pagine in un recente passato, ho deciso di tornarci ancora una volta, per assistere al Trovatore di Giuseppe Verdi.
In realtà è il cast che m’affascina e in particolare la presenza di Sondra Radvanovsky nella parte, di rara difficoltà e bellezza, di Leonora.
In attesa dell’inevitabile recensione semiseria dello spettacolo, mi pare giusto rivisitare una delle incisioni storiche di quest’opera verdiana e la mia scelta è caduta su quella pubblicata dalla Deutsche Grammophon (io ho quella della Frequenz, in realtà, che si riferisce alla stessa recita) che testimonia di una memorabile serata del 1962 (31 luglio) al Festival di Salisburgo. Non è quindi una registrazione in studio, non ci sono trucchetti o turcherie varie.
C’è da dire che a quei tempi la scelta del direttore, Herbert von Karajan, d’inserire nella programmazione di Salisburgo l’opera verdiana fu piuttosto contrastata, perché lì in Austria erano leggermente conservatori e avevano l’apertura mentale di un talebano, più o meno.
Il grande KarajanA-283122-1144435550 stupisce per tanti motivi ma, senza entrare in particolari troppo tecnici, è grandioso come durante tutta l’opera riesca a far emergere il lato notturno del lavoro verdiano, come con lui si sentano bene gli strazi malinconici di Leonora o l’ardore di Manrico, la febbrile e malata ansia di vendetta di Azucena o ancora la corrusca eppur spesso sfumata protervia del Conte di Luna. E tutto questo senza che l’orchestra sia mai preponderante sui cantanti, anzi, se dovessi citare un passo magico di questa recita mi soffermerei sul bellissimo accompagnamento alla prima aria di Leonora, cristallino e trasparente, e allo stesso tempo sensuale e aristocratico. Una meraviglia e una pietra di paragone per tutte le incisioni o performance successive.
Gli interpreti sono tra i migliori di quei tempi, ed erano tempi in cui non mancavano certo i fuoriclasse, e solo a leggerne i nomi, a distanza di quasi cinquant’anni, si resta un po’ smarriti.
Nei panni di Manrico c’è nientemeno che Franco Corelli, un tenore il cui valore oggi molti vorrebbero ridimensionare per motivi che francamente mi sfuggono, specialmente in questa parte.
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Certo, dopo tanti anni alcuni difetti o vezzi, innegabili, risultano più evidenti: le corone eccessive, i portamenti, l’evidente autocompiacimento nel palesare una voce torrenziale. Peraltro oggi sono in pochi i tenori che si possono permettere di autocompiacersi di qualcosa, forse vale la pena ricordarlo!
Di Corelli s’ammirano la bellezza e la virilità della voce, il fraseggio appassionato, la gestione dei fiati sensazionale e lo squillo, il vero squillo tenorile, quello che fa balzare dalla sedia. Un Manrico, il suo, monumentale.
Al suo fianco c’è il soprano Leontyne Price che, a parer mio, è assieme alla Callas (ça va sans dire…) la migliore Leonora di sempre.
Voce morbidissima e sensuale ma capace di imperiosi scatti drammatici, accento sempre pertinente, acuti fulminanti. Certo, si possono trovare difetti anche a lei: la pronuncia molto yankee e la dizione spesso confusa, oppure qualche sbracatura nel registro grave. Ma che emozione sentire questa Leonora!
Poi c’è il Conte di Luna di Ettore Bastianini, altro cantante che aveva un tonnellaggio vocale straordinario.
Impressionante la facilità con cui risolve la celeberrima Il balen del suo sorriso, ad esempio, ma è anche eccellente nei duetti con Manrico e Leonora, nei dialoghi concitati con Azucena.
Azucena che qui è la grande Giulietta Simionato, da poco scomparsa, che pure lei fa sfoggio di una voce impressionante, nonostante gli anni di carriera fossero già moltissimi e onerosi per il repertorio pesantissimo affrontato.
Resta da dire ancora del valido Ferrando di Nicola Zaccaria, un basso vero di quelli d’una volta, e che i comprimari non sono memorabili ma che ho sentito di peggio, e pure spesso.
Ora, potrà chiedersi il lettore: Perché, Amfortas, hai ricordato questo disco proprio nell’imminenza della tua trasferta veronese?
Il motivo è che nei giorni scorsi stavo pensando che, mutatis mutandis, il cast di questo Trovatore all’Arena è per molti versi paragonabile con quello della serata salisburghese di cinquant’anni fa.
Parliamo infatti di artisti tra i migliori oggi sulla piazza.
Un tenore temperamentoso e generoso come Marcelo Álvarez (Manrico), una Leonora appassionata come la Radvanovsky, una Azucena vigorosissima come Marianne Cornetti.
Solo il Conte di Luna, interpretato da Dmitri Hvorostovsky, differisce in modo netto come linea interpretativa dai “magnifici quattro” del disco recensito.
E allora, se paragone deve essere, facciamo le cose in grande, no (so che almeno uno dei protagonisti mi legge e mi odierà per questa mia affermazione, ma fa niente, ad astra per aspera!)?
A presto! 
 

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17 risposte a “Ardito paragone tra una registrazione storica e l’attualità dell’Arena di Verona: Il Trovatore di Giuseppe Verdi.

  1. utente anonimo 5 agosto 2010 alle 6:04 pm

    celo anch'io quell'incisione :-)))buona recensemiseriaR

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  2. amfortas 6 agosto 2010 alle 7:27 am

    Roberto, e dove la celi, tra le foto di Cambiasso vero? :-)Ciao!

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  3. op2311 6 agosto 2010 alle 1:52 pm

    Bravissimo Amfortas, non credo ai miei occhi, c'è ancora qualcuno che ricorda Herbert von Karajan!!! Sembra infatti che ricordare il Maestro salisburghese sia una vergogna, un'infamia: si citano tutti, grandi e meno grandi, anche quei direttori che hanno diretto soltanto tre o quattro opere e una diecina di sinfonie.Ma di Karajan, che ha diretto tutto o quasi non si dice più neppure una parole, un nome da non pronunciare.Non so se Karajan sia stato il primo, il secondo o il cinquantesimo fra i grandi direttori: una classifica non è proponibile (anche se per me dargli la palma del vincitore è una tentazione fortissima!La mia età mi ha dato la fortuna di poter ascoltare dal vivo tutti questi nomi, da Toscanini a Furtwaengler, da Knappertsbusch a Celibidache, da Walter a Boehm, e poi Abbado, Muti, Carlos Kleiber fino a Thielemann ecc. ecc.Ma l'emozione delle esecuzioni di Karajan all Scala e poi a Salisburgo restano nei miei ricordi come quelle indelebili.Due fra tutte: La Bohème e la Messa da Requiem alla Scala (che riesco almeno a rivivere grazie agli splendidi dvd) e il quasi tutto Wagner di Salisburgo, con la gemma emozionante dei Meistersinger del 1975 con un cast irraggiungibile (Ridderbusch, Kollo, Janowitz, Schreier, Lagger):  fortunatamente presenti in una registrazione audio della Radio Austriaca che riascolto con immutata gioia (e che se gradita, dopo quanto ho già promesso, sarò felice di mettere a disposizione degli amici wagneriani).Grazie per aver ricordato, con quello splendido Trovatore, un Maestro per me irraggiungibile nei ricordi che ha segnato ed emozionato come nessun altro tutta la mia vita di musicofilo.Un caro salutoSergio

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  4. amfortas 6 agosto 2010 alle 2:55 pm

    Sergio, io sono un grandissimo ammiratore di HvK, tanto che solo per restare a Wagner, per anni, giuro, non sono riuscito ad ascoltare un Ring che non sia il suo.Mi meraviglia che tu ritenga che oggi sia dimenticato, tra i melomani e anche tra i critici la sua fama, ti posso assicurare, gode d'ottima salute!Il suo repertorio fu vastissimo (troppo per alcuni) ma i risultati sono lì che parlano da soli, anche con compositori che magari non erano proprio vicini alla sua cultura, come Mascagni. La Cavalleria con Bergonzi, Cossotto e mi pare Guelfi è uno di quei dischi che ogni appassionato dovrebbe avere a portata di mano.Ciao e grazie.

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  5. op2311 6 agosto 2010 alle 3:06 pm

    Forse hai ragione, io penso che non sia ricordato abbastanza!Comunque quella Cavalleria che citi è memorabile, come alcune interpretazioni verdiane (Otello, Aida, Falstaff), donizettiane (una Lucia irraggiungibile anche per il duo Callas – Di Stefano), straussiane (Rosenkavalier, Salome) ecc. ecc.Forse ha diretto troppo, ma per fortuna ha diretto troppo!Sono contento di essere in buona compagnia a ricordarlo.Ciao a prestoSergio

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  6. amfortas 6 agosto 2010 alle 6:08 pm

    Sergio, d'incisioni e performance memorabili di HvK potremmo fare un catalogo assai più nutrito di quello di Leporello :-)Ciao!

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  7. daland 7 agosto 2010 alle 12:34 pm

    Anch’io mi ero fatto prendere dalla curiosità della “diffusione” e così, il 23 luglio scorso, sono andato in Arena per la Carmen.I diffusori erano spenti. Ciò che andava a tutto volume erano i temporali!Per farla breve: rappresentazione sospesa definitivamente, dopo tre interruzioni (era passata la mezzanotte e ancora Carmen non si era liberata della custodia di José, figuriamoci…)Così non ho potuto verificare se l’Anitona georgiana, passata dalla cura Dante-Barenboim a quella Zeffirelli-Kovatchev fosse migliorata almeno un pochino.A te ovviamente auguro di vedere un grande Trovatore e – soprattutto – di sentirlo a pieni decibel!

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  8. ParsifalKna 7 agosto 2010 alle 1:55 pm

    Ciao a tutti,sono Antonio (ho tentato la registrazione col nome che vedete sopra, ma essendo poco più che analfabeta in materia di pc,non so come andrà a finire…). Vorrei dire a Sergio che lo invidio profondamente perchè ha avuto una enorme fortuna, quella di poter ascoltare dal vivo la musica amata interpretata dai più grandi di sempre. Volevo chiederti, a proposito dei Meistersinger del 1975, se il cast è identico alla registrazione da HvK effettuata a Dresda per la Emi, e se esiste in commercio questa registrazione; nel caso, puoi indicarmene gli estremi? Mentre aspetto con trepidazione di "abbeverare" il mio spirito con i tesori che possiedi (a proposito, se c'è qualcosa che forse non hai chiedi pure, mi farò aiutare da qualcuno per metterla a tua disposizione in rete oppure la masterizzo e te la spedisco per posta). Ho ancora un quesito per te, che forse ti sembrerà sciocco, ma la mia passione mi spinge a fartelo: quando ascoltavi le direzioni di Knappertsbusch, com?era l'atmosfera in sala? Si percepiva il magnetismo e la statura dell'interprete? E che emozioni ti regalava l'ascolto dal vivo? Grazie mille.P.S. : per Amfortas: noto con piacere che le tue capacità critiche trovano applicazione in molteplici direzioni. Se mai ci conosceremo di persona sarà un piacere disquisire con te.Scusate l'incursione fatta da un wagneriano in un contesto verdiano…. Antonio.

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  9. op2311 7 agosto 2010 alle 10:26 pm

    Grazie, ma la fortuna è…… di avere 79 anni!!!!I Meistersinger del 1975 hanno un cast quasi totalmente diversi dai dischi in commercio: Hans Sachs è Karl Ridderbusch, Eva Gundula Janowitz, solo Renè Kollo è lo stesso. La registrazione della radio austriaca è molto buona. I dischi non esistono in commercio, conto di preparare i links appena torno a Roma.Ho sentito a Byreuth un memorabile Parsifal diretto da Kna con regia di Wieland Wagner. Una solennità che non si trova in altre esecuzioni che al finale ti lasciava ……assolutamente rincoglionito /scusa il termine ma non ne trovo di più adatti).Certo potremo fare degli scambi, lasciami organizzare un elenco che manderò al nostro gentile ospite.Poi un giorno potremo organizzarci per un incontro fra wagneriani!Un caro saluto a tuttiSergio

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  10. ParsifalKna 8 agosto 2010 alle 1:43 am

    Caro Sergio,grazie per la tua disponibilità e la bella ed efficace testimonianza. Direi che le premesse per conoscerci ci sono proprio tutte! Una felice estate a te, amfortas, e a tutti coloro che condividono l'amore folle per questa magia incantatrice che è la musica di Wagner.A presto!!! Con tanto affett.Antonio.

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  11. amfortas 8 agosto 2010 alle 7:34 am

    Scrivo romanticamente affacciato al balcne di Giulietta 🙂Daland, io ho sempre avuto fotuna in Arena, mai beccato una sospensione per pioggia. Spesso però sono stato in grave difficoltà per il caldo.La recensione, che arriverà forse in giornata, si preannuncia gustosa :-)Ciao!Antonio, come critico musicale di teatro lirico, sono piuttosto ferrato in materia :-), anche se non smetto mai d'imparare, anche dai vostri contributi e opinioni.Sergio, certo che i tuoi 79 sono portati benissimo, complimenti!Ripeto comunque, non fatevi scrupolo di sfruttare questo blog per informazioni o quello che volete.Buona domenica a tutti!

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  12. op2311 8 agosto 2010 alle 8:55 am

    Caro Amfortas e cari tuttima se la prossima stagione trovassimo in qualche teatro un po' baricentrico un Wagner da vedere insieme per conoscerci e fare un bel meeting sulle nostre esperienze?Penso sarebbe molto piacevole e interessante!!Che ne pensate?Ciao tuttiSergio

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  13. ParsifalKna 8 agosto 2010 alle 4:23 pm

    Caro Sergio,figurati se mollo la presa…uno che ha il tuo "curriculum vitae"  è prezioso. Ci sarebbe Walkure alla Scala(sperando non sia come quella di Muti!).Comunque un punto d'incontro lo si trova, certo!

    Buone vacanze a tutti e a presto risentirci.Antonio

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  14. op2311 8 agosto 2010 alle 5:52 pm

    C'è anche un Parsifal a Torino diretto da De Billy, e poi vediamo gli altri teatri se offriranno qualcosa!Visto il Rheingold di quest'anno, magari  fosse come quella di Muti la Valchiria della Scala! Barenboim quando veniva diretto dall'orchestra di Bayreuth era più che accettabile, ma ora che "balla da solo" (Carmen, Rheingold, Simon Boccanegra) proprio mi lascia molto perplesso.Comunque per me va bene tutto per incontrarci, qualsiasi occasione (wagneriana e non).Che ne pensa il nostro anfitrione? Anche il Verdi di Trieste è un teatro che adoro (l'ultima volta fu un Tristano tanti anni fa, con la Derbesch come Brangaene).Ma abbiamo tempo e modo di parlarne.Un caro saluto a tuttiSergio

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  15. amfortas 8 agosto 2010 alle 8:26 pm

    Beh, io se posso m'unisco volentieri ma sono molto decentrato e inoltre, al momento mi è assai difficile programmare qualsiasi cosa anche a breve termine.Insomma, eventualmente avvisatemi ma non posso garantire nulla :-)Ciao a voi!

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  16. utente anonimo 9 agosto 2010 alle 1:28 pm

    Che casi la vita: stavo per scrivere in un commento che la Price e Karajan nel Trovatore io li ho sentiti, in carne ed ossa intendo, a Vienna nel 1977, e nel dare un'occhiata alle mail di OperaShare dell'ultima settimana ho trovato che un sant'uomo ha messo on line la registrazione proprio di una di quelle recite.Che ho immediatamente scaricato, sono curioso di vedere che effetto mi farà. Allora, ricordo bene, i sentimenti erano contrastanti. Vedremo.

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  17. amfortas 9 agosto 2010 alle 4:41 pm

    Winckelmann, ciao, è quello con Pavarotti nella parte di Manrico vero? L'ho scaricato anch'io ma non ho avuto ancora tempo di sentirlo.Sappimi dire le tue impressioni a distanza di tempo, se hai voglia.Ciao e grazie.

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