Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il Rigoletto su RAI1 da Mantova minuto per minuto: recensione semiseria del terzo atto e sipario, finalmente.

Oggi quand’è finito il secondo atto del Rigoletto ero fortemente tentato di non seguire la trasmissione questa sera. Voglio dire, il livello artistico è stato tale che mi sentivo sfiduciato e anche tradito.
Forse è l’atteggiamento sbagliato, non so.

Poi la passione mi ha spinto a vedere anche l'ultima parte, com'è giusto che sia.
Capite però che io non posso consolarmi col mantra sì però c’era la lirica in prima serata, mica sono così di bocca buona eh?
Si voleva fare divulgazione?
Obiettivo mancato, perché i dati d’ascolto sono modesti e comprendono tutti i melomani che, a naso, sono quota parte maggioritaria della percentuale di share. Senza lo zoccolo duro degli appassionati, quale sarebbe stata la percentuale d’ascolto? Inoltre, proprio tra chi ne capisce almeno un po’, non ho ancora trovato una sola persona contenta di ciò che ha visto e sentito. Quindi, bersaglio mancato anche in questo senso, perché il livello artistico era ben al di sotto di qualsiasi spettacolo teatrale di provincia.
Cosa dicono le persone normali? Boh, non so, non ne conosco (smile).
Fatta questa velenosa premessa, se qualcuno ha gradito lo spettacolo ne sono ben contento, ma sappia almeno che l’opera lirica è tutt’altra cosa e non occorre certo risalire ai primi anni del Novecento per sentire un Rigoletto decente.
Bene, il terzo e ultimo atto si apre con un piccolo preludio che introduce Rigoletto e Gilda che stanno sulla sponda del Mincio, nei pressi c’è la casa di Sparafucile, il killer che ha almeno un pregio: una sorella gnocca.
rigoletto maddalena
In questo momento il tenore intona la famosa canzone La donna è mobile , ricca di suggestioni protofemministe, e poi cerca di sedurre (non che ci voglia tanto, Maddalena è zoccola di mestiere) cantando Bella figlia dell’amore la sorella di Sparafucile.
Prima però c’è il famoso quartetto, in cui ognuno dovrebbe esprimere atteggiamenti ben precisi: disperazione Gilda, rabbia repressa Rigoletto, sensualità Maddalena e un’incontenibile erezione il Duca.
Grigolo è passabile, ma non di più. Preoccupatissimo per l'acuto finale della sua aria lo spara disperato. Il suo cantare come un seduttore di balera non lo sopporto, non è l'accento giusto.
Domingo sembra rauco.
Novikova stona nel quartetto.
Nino Surguladze è bella.
Raimondi parla in una lingua sconosciuta che prevede un uso diverso dal consueto delle vocali.
Il duetto tra Maddalena e Sparafucile è comico: dovrebbero essere fratello e sorella ma è dura, Raimondi mostra 100 anni e la Surguladze 20. La Nino però non canta male e non sbraca come temevo.
sparafucile-rigolettoDomingo nel finale, per ricercare un minimo di rotondità di suono, si appoggia sulle consonanti in modo inverecondo.
E poi, e questo non lo capisco proprio, pasticcia di brutto col testo.
Preoccupatissimo, il pathos del dramma finale gli sfugge completamente.
La Novikova è sempre uguale a se stessa, anche nella scena della morte. Senza infamia ma lontanissima dalla lode, anche piccolina. Calicchia le ultime note.
Sipario, finalmente, anzi Carosello, visto che siamo in televisione.
Ora è il momento, credo, delle polemiche.
Intanto buona settimana a tutti.

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22 risposte a “Il Rigoletto su RAI1 da Mantova minuto per minuto: recensione semiseria del terzo atto e sipario, finalmente.

  1. utente anonimo 5 settembre 2010 alle 11:43 pm

    > l killer che ha almeno un pregio: una sorella gnocca.te pare gnente? :-Dbob (che non commenta perché ha tradito il secondo atto per bavette alle arselle e un fritto con verdure, nel terzo invece ha fatto un mescolone con Episodio III di Guerre Stellari)

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  2. utente anonimo 6 settembre 2010 alle 12:51 am

    Condivido appieno la tua analisi….Solo vorrei far notare l'unica nota positiva: Montresor Bravissimo Monterone, magari (utopia) avesse fatto lui Rigoletto!Poi pare (notizie dall'interno del cast) che Placido non fosse preoccupatissimo delle parole, ma non le sapesse affatto, conosceva bene solo le arie. La regia poi era ignobile.Splendido (!) il temporale senza pioggia………

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  3. annaritav 6 settembre 2010 alle 5:50 am

    A questo punto non aggiungo più niente, si vede che non capisco un'acca e sono proprio di bocca buona. Giuseppe ha fatto in tempo a vedere solo il terzo atto, ma non ho avuto difficoltà a notare che ha seguito a mala pena l'aria La donna è mobile e poi si è dileguato…  Dopo tutto quello che ho letto qui, Amfortas, mi punge vaghezza di vedere un altro Rigoletto. Salutissimi, Annarita

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  4. amfortas 6 settembre 2010 alle 8:03 am

    Roberto,  ciao, in effetti non è poco . Pensa che ci sono Presidenti del Consiglio che non hanno neanche quella, di qualità 🙂2, ecco, se c'è stata una cosa che proprio mi ha fatto cadere le braccia questa è stata il packaging tanto strombazzato: pe rme era a livello di telenovela.Per quanto riguarda Montresor, il giudizio sarà più completo in novembre, quando lo sentirò come Germont padre qui a Trieste per la Traviata con sua Mariellestà.Ciao e grazie 🙂Annarita, guarda, te l'ho già detto, io sarei felicissimo se uscisse che questo Rigoletto è piaciuto ai "profani": sarebbe un grande successo.Ciao, a presto!

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  5. utente anonimo 6 settembre 2010 alle 9:01 am

    A proposito di "Rigoletto", della musica e del fare cultura. Ieri sera Armando Torno ha dedicato l'intera puntata della sua trasmissione su Radio24 al Rigoletto di Mantova. Abbiamo così appreso che "Bella figlia dell'amore" è una delle più celebri arie del Duca di Mantova, e l'abbiamo ascoltata nell'interpretazione di Pavarotti. Ah si, c'erano anche altri tre che cantavano, ma di loro Torno non ha fatto parola. In fondo se è un'aria a cantarla basta uno, e fornito di solo cognome.Infatti coi nomi si possono fare altre cappelle, come quelle del conduttore di radiotre Suite di sabato che per due volte, prima e dopo, ha annunciato l'aria dei gioielli di Marguerite dal "Faust" (entrambi pronunciati con impeccabile accento francese) di Charles (pronunciato come Charles e Camilla, o Charles Darwin) Gounod.Sono scemenze in sè, ma indicative della sciatteria con la quale i media italiani trattano ormai la musica.Winckelmann.

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  6. utente anonimo 6 settembre 2010 alle 9:40 am

    Ho trovato Domingo del tutto fuori parte anche come aspetto scenico. Alto più del duca, distinto anziano signore, il cappello da giullare gli dava invece un'aria da cardinale. Niente della malvagia gaiezza del deforme, crudele, disperato Rigoletto!Carlotta

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  7. utente anonimo 6 settembre 2010 alle 11:24 am

    Sono reduce da un mese in Germania dove il bel faccino del Vittorio (Grigolo) riempie le riviste specializzate con tanto di interviste e lancio di recital discografico. Il Nostro è assurto nell'olimpo delle star (pare) a seguito di una fortunata recita di Manon a Londra in cui ha sostituito il Divo acciaccato Villazon accanto alla superdiva Netrebko, arrivando (pare) ad oscurarne il successo.Perciò sentirlo in questo sciagurato Rigoletto è stata per me una delusione: come anche tu hai detto, una vocalità del genere, con mezzevocine sussurrate e accento brado, non trasmette proprio nulla se non irritazione. Speriamo di poterlo sentire dal vivo in prove migliori., fuori da questa paccottiglia televisiva.Infine una domanda: ma per fare una regia basata esclusivamente su primi piani, c'era bisogno di andare a Mantova? CiaoPaolo

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  8. amfortas 6 settembre 2010 alle 1:41 pm

    Wincklemann, a suo tempo scrissi un post sugli strafalcioni che ho sentito, è abbastanza desolante. Ieri avevo letto in Rete un articolo che era una miniera di cazzate su questo Rigoletto, ma non lo trovo più.Ciao!Carlotta, Domingo col Rigoletto non c'entra nulla sotto alcun punto di vista, c'è poco da dire altro.Ciaoe  grazie.Paolo, per me Grigolo, che comuqnue è stato protagonista di una prova negativa, è il cantante che ha risentito di più di un ambiente che non gli è congeniale.Ribadisco, sentito in teatro ha una voce molto bella e piuttosto sonora.Era in ascesa già prima della Manon con la Netrebko, però cantare e avere successo accanto a lei…aiuta!Ciao.

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  9. Princy60 6 settembre 2010 alle 2:30 pm

    io ho visto solo il primo atto: già ero inc… per l'opera a puntate (tipo beautiful) e a farmi desistere dal vedere il resto, è bastato Domingo. Ho messo un pezzo sul mio blog!

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  10. gabrilu 6 settembre 2010 alle 2:46 pm

    Amfquando tu scrivi"Capite però che io non posso consolarmi col mantra sì però c’era la lirica in prima serata, mica sono così di bocca buona eh?"mi par di leggere nel pensiero di me stessa medesima quando mi succede di pensare: "beh,  mal che vada,  se non leggono l'Ariosto almeno si leggono  l'ultimo  Premio  Scricchianespole  magari  presentato dal vespone nazionale.  In fondo l'è   tutta  cultura,  no????".P:S.: per Annarita: se il tuo consorte s'è saggiamente  volatilizzato  appena dopo  pochi minuti , ci sarà pur stata una ragione.Fattela, questa    ragione 

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  11. megbr 6 settembre 2010 alle 3:38 pm

    mmmmm devo aspettarmi strali e infuocate invettive se dico che il Rigoletto mantovano mi è molto piaciuto? E' un'operazione da tv, non da teatro …. è un altro linguaggio, un'altra struttura, un altro mezzo… altre cose …  un po'  come voler confrontare la Traviata di un qualsiasi teatro  con la Margherita Gautier della Garbo…  In realtà, di cosa, in effetti,  si sta parlando? (non infierire troppo please …… .. 🙂

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  12. woodstock74 6 settembre 2010 alle 3:39 pm

    Quoto annarita.Non ci capisco niente, ma a me è piaciuto.Ho anche fatto un piantino quando è morta.Vabbè, se quello brutto mi ha fatto piangere, non vedo l'ora di vedere un rigoletto bello.Mettete tanti link!

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  13. amfortas 6 settembre 2010 alle 4:03 pm

    Marina, l'opera a puntate può essere interessante solo per gli addetti ai lavori e gli appassionati, appunto.E la tanto strombazzata divulgazione?Ciao!Gabrilu, già, è proprio così. E io che sono melomane mi dispiaccio assai.Il marito di Annarita è stato saggio, confermo.Ciao.megbr, figurati, ben vengano anche i commenti positivi! Direi, anzi, era ora!Però per me resta il fatto che trattandosi di opera lirica, si dovrebbe privilegiare…il canto.Non sono poi d'accordo con i tuoi paragoni. Secondo me non ha senso (o ne ha poco) paragonare l'Otello di Shakespeare a quello di Verdi, perché lì sono due mezzi e linguaggi realmente diversi.Questa roba è stata presentata nientemeno che da Napolitano come la continuazione dell'orgoglio ecc ecc ecc, e allora è giusto che chi ne capisce, puntualizzi che non c'è poi così tanto di cui andare orgogliosi, in questo caso.Ciao 🙂Barbara, intanto un salutissimo!Sono contento che tu abbia pianto (!) ma dimmi, questo evento ti spingerebbe ad approfondire e andare in teatro o almeno ad acquistare qualche Rigoletto in CD?Vuoi il link di un Rigoletto serio? Guarda te ne metto uno che non mi piace e senti la differenza:http://www.youtube.com/watch?v=GAGkOMtdS-0Ciao!

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  14. utente anonimo 6 settembre 2010 alle 4:49 pm

    Beh, un confronto tra un vecchio Rigoletto di Gobbi (per me un artista e un interprete come pochi, ma so che non tutti sono d'accordo) e questo ansimante di Domingo proprio non esiste.Questo è un episodio da dimenticare nella fulgida carriera di un grande tenore.Lo sto rivedendo nel Don Carlos della Scala diretto da Abbado: è tanto bravo che gli perdono tutto, anche questa scivolata (con quella meno grave del Simone): ma spero che non lo faccia più!!!!!Sergio

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  15. amfortas 6 settembre 2010 alle 6:58 pm

    Sergio, ho scelto quel filmato perché si trattava di un film, quindi il paragone era più omogeneo.Io non sono un ammiratore di Gobbi ma ne riconosco la grandezza, qui ci vogliono 100 Domingo per farne uno, di Gobbi.Poi che Placido sia stato un grande artista, non ci sono dubbi, almeno per me.Ciao.

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  16. woodstock74 6 settembre 2010 alle 7:18 pm

    Amfortas, diciamo che adesso che l'ho visto, se lo dessero dalle mie parti ci andrei.Da questo punto di vista con me la divulgazione ha funzionato.Qui c'è lo Sferisterio che ogni estate fa una stagione ma io non mi interesso mai troppo perchè, ad essere onesta, i prezzi sono allucinanti.Magari vale anche la pena, non dico di no, ma sicuramente fuori dalla mia portata.L'unica opera che conosco bene è La Traviata e quando fanno quella ci vado sempre, ma è da un po' che non la danno.Però, se la prossima estate facessero il Rigoletto, una puntatina ce la farei.Guarderò molto volentieri i link che hai messo, grazie.

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  17. woodstock74 6 settembre 2010 alle 11:45 pm

    Che poi ci sarebbe da fare un discorso lungo una casa sulle parole.Nel senso che ho l'impressione che la musica di Verdi sia così bella da rendere meravigliose anche delle trame, o degli intrecci, che presi nudi e crudi non è che siano proprio spettacolari.L'unica opera che conosco bene è, come ti dicevo, La Traviata e forse un giorno se non correrò il rischio di venire lapidata ti dirò cosa penso dell'intelligenza e degli attributi di Alfredo Germont.Ma anche qui nel Rigoletto, per quel che ci ho capito, c'erano delle chicche niente male.Del tipo:Terzo atto, siamo nella taverna del mercenario. Il duca bamboccione canta alla prostituta-ostessa una cosa del tipo: bella figlia dell'amore quanto sei bella quanto m'attizzi (dico giusto?) e lei che non è nata ieri gli risponde una cosa del tipo "conosco il vostro gioco" che dovrebbe voler dire : abbello sai quanti ne ho sentiti di questi discorsetti?E fin qui tutto tranquillo (sempre, caro Amfortas, se ho ben capito quello che stava succedendo).Adesso il duca va a dormire e tutto ad un tratto la postituta ostessa si scopre innamorata di lui a tal punto da intercedere con l'assassino perchè non l'uccida?????? E che è 'sto duca? Rodolfo Valentino gli fa un baffo!!!!Ma vabbè, fin qui passi pure.La cosa che proprio mi ha fatto scompisciare è la tipa che implora l'assassino di ammazzare Rigoletto al posto del signorotto e prendergli le monete  e l'assassino cosa risponde?"Non sono mica un ladro!" (o qualcosa del genere)!!!Ahahahah! Cioè: questo è un assassino che ammazza la gente nel sonno senza scomporsi, poco dopo sgozzerà la povera Gilda come neanche mia nonna con i conigli, e sta lì a farsi problemi deontologici! Rigoletto non lo ammazzerebbe mai e poi mai, è una questione di professionalità!Se non era che già stavo mezza commossa per la musica (meravigliosa) mi sarebbe presa la ridarella, giuro.Sempre se ho capito bene il senso, come da premessa.

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  18. amfortas 7 settembre 2010 alle 7:38 am

    Barbara, hai capito benissimo tutto. Sparafucile, il killer, ha qualche screziatura ironica, come succede ogni tanto nell'opera.Per quanto riguarda le trame, in generale dico, spesso succedono cose inenarrabili: i librettisti lavoravano sotto pressione perché i compositori avevano sempre fretta di consegnare il loro lavoro agli impresari teatrali.Sai, anche una volta i soldini erano importanti, perciò succedeva che il Compositore s'impegnasse con l'impresario per un'opera nuova in occasione del Carnevale ad esempio, e gli ultimi giorni s'accorgeva d'essere in ritardo.Allora, taglia, elimina, cuci e ricuci e nascevano i pasticci.Poi, nel caso di Verdi, bisogna ricordare che era quasi ossessionato dal motto brevità e fuoco, che secondo lui erano indispensabili per dare continuità drammatica all'azione, in modo che gli spettatori non si distraessero troppo.Tieni conto però che l'ispirazione era tratta assai spesso da testi drammaturgici teatrali (è il caso anche di Rigoletto, da Hugo). Il teatro di prosa ha tempi diversi da quello lirico e qundi la riduzione dall'originale comportava spesso il taglio di scene e anche personaggi fondamentali, col risultato appunto che le trame facevano acqua da tutte le parti o ridere.Questo molto in breve, cara Barbara, e spero senza troppi strafalcioni, ché sto scrivendo molto veloce!Ciao!P.S.Tieni conto, in riferimento ad Alfredo, che nell'ambiente teatrale si dice "testa di tenore", quando uno non è brillantissimo dal punto di vista intellettuale: ci sarà pure un motivo no? 🙂

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  19. biondasirocchia 7 settembre 2010 alle 7:38 pm

    Brocchi, brocchi, e io che sono fuggita prima dalle mie amate montagne per sciropparmi 'sta roba credendo chissà che cosa!! Ma che han creduto di fare? Meglio un buon Rigoletto in teatro, che quella ciofeca sulle rive del Minchio (scusate, lapsus, sono u po' incavolata) … Se si canta bene, l'opera è bella anche ambientata nel pollaio o nel sottoscala! Ma con tutti i cantanti decenti e buoni che ci sono in giro… 

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  20. amfortas 8 settembre 2010 alle 7:53 am

    Biondasirocchia, addirittura sei tornata dalla montagna? Immagino allora la tua delusione!Certo che ci sono cantanti migliori e neanche pochi.Ciao e grazie per il passaggio.

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  21. annaritav 8 settembre 2010 alle 6:57 pm

    Capisco che il tuo ragionamento, Amfortas, e quello di Gabrilù siano condivisibili. Va bene divulgazione, ma di che cosa? Di un'opera che chi ne capisce giudica indegna o di libri che fanno venir voglia di piangere? Forte il commento di Barbara sulla faccenda dell'assassinio commissionato: in questi casi entra in gico la sospensione dell'incredulità.Però a me ha fatto venire voglia di vederne uno come si deve a teatro… il link che hai suggerito parla da sé.Salutissimi, Annarita

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  22. amfortas 8 settembre 2010 alle 7:06 pm

    Annarita, girovagando in Rete ho trovato anche qualcuno che dice che è meglio questo di niente. Io non sono molto d'accordo.Resto sempre dell'idea che le cose vadano fatte bene, sopratuutto quando sono una tantum…Ciao!

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