Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Plácido Domingo: una mina vagante?

Dopo il terribile Rigoletto dello scorso weekend, checché ne dicano alcuni, tale resta, terribile, forse a qualche neofita è passato per la testa di chiedersi: Ma cos’è tutto questo casino tra tenore e baritono?
Allora ho pensato, una volta riconsultati i sacri testi, che noi melomani ci scambiamo nelle notti buie in un’atmosfera gotica da tregenda, di andare alle origini del Canto e della classificazioni delle voci, o meglio, dei registri vocali.
Allora è fondamentale ricordare che le donne non potevano esibirsi in pubblico perché erano considerate, nell’ipotesi più favorevole, meretrices honestae.

Non da tutti erano appellate così, ma dalla Chiesa sì, e contava molto perché era in chiesa che si cominciò a cantare e Mulieres in ecclesiis taceant, ammoniva San Paolo.
La Chiesa è sempre troppo avanti, come si può capire.
Quindi nelle composizioni musicali polifoniche le voci bianche erano ragazzi, i famosi pueri cantores, oppure uomini che imitavano il timbro femminile, i falsettisti artificiali. Poi, nel Cinquecento, non ci si accontentò più di quest’ultimi e si volle un prodotto originale, il castrato, che, povero, era chiamato, ironia della sorte,  il falsettista “naturale”. Naturale ‘sti cazzi, mi verrebbe da dire.
Era comunque la voce più acuta, il Cantus.
Dopo di lui, a scendere, il Medius Cantus (poi mezzosoprano) o Altus. Poi c’erano ancora il Contratenor Altus (contralto o contraltista), che anche in questo caso poteva essere un castrato.
Nelle composizioni a tre voci il Tenor è la parte più grave, e aveva la funzione di sostegno armonico delle voci più acute.
Se le voci impegnate erano quattro entrava in gioco il Contratenor Bassus e in questo caso la disposizione dall’alto era la seguente: Superius o soprano, Altus o contralto, Tenor o tenore, Bassus o basso.
Addirittura se le voci diventavano cinque entrava in gioco il Quintus o Vagans, uno che cantava un po’ qua e un po’ là, senza regole particolari. Nel caso però trovasse posto tra il Tenor e il Bassus, la mina vagante si trasformava in Baritonus o Baritonans: il baritono.

Chi è arrivato sino a qui sappia che ho cercato di semplificare (strasmile). Giuro!
Che cosa si deduce da tutta questa solfa?
Che il nostro amico Domingo è una mina vagante? Certo, anche (smile).
Soprattutto che ‘sto vezzo di cantare da baritono invece che da tenore non è nulla di nuovo. Nihil sub sole novum.
Ora, non che m’aspetti che canti da castrato in futuro, porello, ma potrebbe cantare da basso per esempio, e anche questo è già stato fatto.
vinay
Il tenore Ramón Vinay cantò la parte di Otello (tenore nell’opera omonima di Verdi), quella di Jago (sempre nell’Otello verdiano) e addirittura il Grande Inquisitore nel Don Carlos, che sarebbe da basso profondo.
Tra l’altro la prestazione piuttosto modesta, a voler essere munifici, di tutto il cast del Rigoletto nei luoghi e nelle ore, forse sarebbe potuta essere evitata se gli artisti avessero seguito i consigli dei loro colleghi d’un tempo.
Per esempio si sa che Enrico Caruso, accanito fumatore, dopo essersi sparato quella quarantina di paglie, si mondava la voce con una pozione magica composta da acqua salata, whisky e un pezzetto di mela.
Queste piccoli rimedi dei cantanti di una volta, che stanno un po’ tra la superstizione e la leggenda metropolitana, potevano avere anche risvolti tragicamente comici.
Si narra che Adelina Patti, soprano di straordinaria fama e attiva sino ai primissimi anni del Novecento, usasse come tisana per migliorare la voce un infuso di gambi di ciliegie.
Purtroppo però l’intruglio era anche un potentissimo diuretico e il Direttore del Teatro dell’opera di Budapest, Adelina_Patti_Margueritequando ricevette l’avviso di preparare in camerino vasi due travisò miseramente e fece trovare due splendidi vasi di fiori al posto di due pitali: una tragedia, tanto che ci si chiede cosa ci fosse sotto la crinolina, nella famosa foto qui a destra (strasmile).
Ma sull'argomento "consigli ai cantanti" ci torno, per vostra sfiga.
Alla prossima.

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13 risposte a “Plácido Domingo: una mina vagante?

  1. annaritav 8 settembre 2010 alle 6:46 pm

    Ho capito poco, lo ammetto. Insomma, il tenore è la voce maschile più acuta, ai giorni nostri, e quando non ce la fa cerca di fare il baritono? È così ed è normale? Aspetto che continui a a illuminarmi. Salutissimi, Annarita

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  2. amfortas 8 settembre 2010 alle 6:57 pm

    Annarita, tra le voci maschili classiche (tenore, baritono, basso) il tenore è il più acuto.Tra le femminili la più acuta è il soprano.Il capitolo sopranisti, controtenori e falsettisti è davvero impegnativo e di difficilissima divulgazione :-)La sostanza è che un cantante dovrebbe limitarsi ad esaurire la sua parabola artistica nel registro naturale: tutti i tentativi di allungare la carriera sono patetici.Ciao!

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  3. Moher66 9 settembre 2010 alle 7:26 am

    Porella, mi viene da dire (Adelina), chissà che acuti con la vescica in quelle condizioni.. Che bello Caruso, accidenti (paglie?!?!)…Sorvolo su Domingo non vorrei peggiorare la sua situazione, già tremendamente delicata.Che poi mia madre 'sto Rigoletto lo aspettava con ansia, ma poi se l'é dimenticato … Ora la rimando ai tuoi post per farsi un'ideuccia :-)))Sono proprio curiosa, riguardo ai "consigli", si si.Ciao!Elena

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  4. amfortas 9 settembre 2010 alle 7:35 am

    Elena, se proprio vuole farsi del male, la mamma, questo Rigoletto è tutto su Youtube.I consigli arriveranno, non so quando, ma arriveranno :-)Ciao!

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  5. utente anonimo 9 settembre 2010 alle 8:48 am

    da Giuliano:una volta ho letto questa sintesi:«Il baritono è un'invenzione di Giuseppe Verdi.»Un po' drastica, ma direi che funziona. Ci metterei anche Donizetti, ma di sicuro prima il baritono contava poco…Rigoletto e il Conte di Luna, invece, baritoni baritoni: colore scuro, acuti svettanti sui quali un basso non arriva.:-)(non mi ricordo più chi ha fatto quella sintesi, roba di tanti anni fa, chi sa, forse Celletti forse Gualerzi…)

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  6. utente anonimo 9 settembre 2010 alle 1:53 pm

    In buona sostanza, per cercare di chiudere il cerchio di pensieri che si sovrappongono nella mia testa dallo scorso week-end:- Domingo non e' un baritono (ecco perche' gli hanno affiancato un "tenorino", immaginiamoci cosa sarebbe stato vicino ad un tenore dalla voce "scura" come Kaufmann….)- Domingo quando dirige non piace perche' e' troppo lento….- Domingo quando si occupa di Operalia non piace perche' i talenti selezionati spesso deludonoA questo punto mi domando: ma cosa fara' questo "pover'uomo"?Perche' non ha l'ambizione mia e del mio sposo di ritirarsi in una casetta al mare o in montagna a curare l'orticello? Eppure e' stato anche recentemente malatissimo…..Ebbene io penso che sia piu' forte di lui, non credo proprio che lo faccia per i soldi, credo che ne abbia tanti quanti noi non riusciamo nemmeno ad immaginare, forse l'amore per l'arte ha pervaso tutta la sua vita e non riesce piu' a farne a meno. E non dimentichiamoci MAI che e' stato un grande.Umilmente…..ecco la mia tesiIRIS

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  7. utente anonimo 9 settembre 2010 alle 2:15 pm

    Il problema è che nel definire la differenza fra tenore e baritono bisogna considerare non soltanto il fattore estensione (il tenore va da qui a qui, il baritono da qui a qui), quanto anche e soprattutto il colore della voce.Quindi, per essere baritono a un cantante non basta avere voce corta e timbro genericamente scuro (se paragonato a quello tenorile standard). Il vero baritono possiede naturalmente, e non in virtù di artificiali ispessimenti, quel colore inconfondibile che pur nella diversità fra l'uno e l'altro ha accomunato Gobbi e Warren, Bruson e Cappuccilli, Bruscantini e Taddei .Il placido Domingo farebbe bene a mettersela via una volta per tutte, e a godersi con soddisfazione gli anni di una meritatissima pensione. Che non gli capiti prima o poi di dover fare come Nellie Melba quando si intestardì a cantare al Metropolitan la Brunnhilde del Crepuscolo, che dopo una sola disastrosa recita fece addirittura pubblicare sui quotidiani una lettera di scuse.Winckelmann

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  8. amfortas 9 settembre 2010 alle 3:48 pm

    Giuliano, la tua sintesi è tutto sommato abbastanza precisa :-)Soprattutto è interessante, ma non ho tempo per riportarlo qui, il senso che dava alla parte di baritono proprio il buon Peppino. Ne parlai a proposito di Jago, mi pare, qualche tempo fa.Ciao Giuliano e grazie della presenza costante nel mio blog.Io come sai, per il momento mi limito a rispondere qui e a leggere senza intervenire, praticamente.Iris,  non escludo che sia come dici tu e non dimentico che Domingo sia stato un grande artista, però siccome siamo severi nel valutare le prestazioni di tutti, credo che anche lui meriti lo stesso metro di giudizio, non ti pare? :-)Quello che ha fatto come tenore, resta nelle incisioni pirata o ufficiali, e la stragrande maggioranza di questo amteriale è di ottimo livello.Ciao e grazie!Wincklemann, hai perfettamente ragione, anche se bisogna ricordare che sul timbro del baritono verdiano ci sarebbe da discutere. Un esempio per tutti è Maurel, che almeno dalle poche registrazioni sembrava una voce "chiara".Lettere di scuse? Altri tempi…Ciao e grazie!

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  9. amfortas 9 settembre 2010 alle 3:50 pm

    E poi, visto che li hai nominati, mi hai fatto ricordare il Rigoletto di Bruscantini che ho ascoltato poco tempo fa e anche quello di Bruson ormai ultrasettantenne che sentii proprio qui a Trieste per l'ultima volta: c'era una differenza abissale col nostro amico Placido.

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  10. utente anonimo 9 settembre 2010 alle 4:57 pm

    Ciao Am, chiaro e preciso come sempre. Ho intravisto il Rigoletto in TV e mi sono chiesta: ma perchè Domingo, che è sempre stato un tenore, ha cantato da baritono? Non arriva più alle note alte? Mistero…

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  11. amfortas 10 settembre 2010 alle 7:20 am

    Mary, ciao e bentrovata.Sì, il motivo è sostanzialmente quello che hai indicato tu. Poi c'è anche molta paura di ritirarsi, credo io.Ciao!

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  12. utente anonimo 10 settembre 2010 alle 11:36 pm

    Posso dire timidamente che a me Domingo non è mai piaciuto neanche come tenore?…senzapre7ese

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  13. amfortas 11 settembre 2010 alle 7:31 am

    Donato, certo che puoi, però io ti consiglierei d'ascoltare con attenzione alcune incisioni d'inizio carriera: la Giovanna d'Arco, la prima Aida, la prima Forza, l'Oberon ad esempio. E anche il serotino Tristan diretto da Pappano, nel 2005.E questo solo per citare i primi titoli che mi vengono in mente.Ciao!

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