Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Chiusura per il Carlo Felice (?) e apertura per il Festival Verdi al Teatro Regio di Parma.

Parte domani, con Il trovatore, il Festival Verdi a Parma.

La programmazione prevede, oltre a questo primo titolo, anche l’Attila (nel Teatro di Busseto) e I vespri siciliani.
Programmazione striminzita, come appare evidente: tre titoli sono pochini. Peraltro bisogna ricordare, per l’ennesima volta, la situazione drammatica in cui versano i teatri italiani, causata dalla contingenza economica e peggiorata dai tagli governativi al FUS.
A questo proposito segnalo la particolare condizione del Teatro Carlo Felice di Genova, che rischia la chiusura. Ripeto, la chiusura.
Come dicono giustamente i lavoratori del teatro, alcuni dei quali hanno intrapreso lo sciopero della fame, chiudere un teatro è un lutto nazionale.
Qui potete vedere alcune foto delle manifestazioni dei giorni scorsi, che ricordano molto quelle che scattai io qualche mese fa davanti al Teatro Verdi di Trieste.

Striscioni 3

Pazzesco.
L'ho già scritto non so quante volte, ma sembra proprio che prevalgano le logiche mercantili anche per la Cultura.
Eppure, sembra che la maggioranza non la pensi così…
Qui, per chi ha voglia di partecipare, c'è un sondaggio.

Intanto, anche le piazze virtuali deputate alle discussioni sulla lirica assomigliano sempre più a quelle trasmissioni televisive in cui si urla e ci s'insulta. Che sia un passo avanti? Che il futuro sia una specie di globalizzazione di stampo televisivo?
Io sono ben felice di starmene fuori!
C'è anche qualche notizia positiva: lunedì scorso è ripresa, su RADIO3, la trasmissione La Barcaccia.
Speriamo che almeno Stinchelli&Suozzo riescano a strapparci una risata, magari a denti stretti.
Un saluto a tutti e un grazie a tutti coloro che mi hanno scritto in privato.

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16 risposte a “Chiusura per il Carlo Felice (?) e apertura per il Festival Verdi al Teatro Regio di Parma.

  1. utente anonimo 30 settembre 2010 alle 12:24 pm

    da Giuliano:televisivo? magari! invece no, il futuro è sul telefonino, sull'ipad: più ce l'hai piccolo (il monitor) meglio è. Così si ragiona nel XXI secolo.PS: ma dove sei stato? è questa l'ora di tornare a casa? almeno una telefonata, non chiedo tanto…:-)PPS: saluti a Betta!

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  2. amfortas 30 settembre 2010 alle 2:49 pm

    Giuliano, ero in altre faccende affacendato :-)Quello che rimane sempre enorme, al contrario del monitor dove guardare idiozie, è l'ego di certa gente.Mi sa che ci deve essere un rapporto inversamente proporzionale tra l'ego spropositato e la capacità di ragionare e cogliere i particolari. Non mi spiego come si possa cadere in certi trappoloni, altrimenti :-)Ciao!P.S.Betta ricambia i saluti!

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  3. utente anonimo 30 settembre 2010 alle 6:25 pm

    Vorrei segnalare dal "mensile per il mondo del melodramma" L'OPERA, una lettera, pubblicata a pagina 4, inviata dal sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, ANTONIO COGNATA. Leggetela, io l'ho trovata interessante.IRIS

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  4. amfortas 30 settembre 2010 alle 6:48 pm

    Iris,  ciao, ho letto anch'io la lettera, peccato non ci sia modo di linkarla.

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  5. utente anonimo 30 settembre 2010 alle 11:27 pm

    Noo in carlo felice nooooooooooo

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  6. amfortas 1 ottobre 2010 alle 7:25 am

    5,  c'è proprio da disperarsi…speriamo trovino una soluzione.

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  7. utente anonimo 1 ottobre 2010 alle 2:14 pm

    disastro disastro disastro!!! e tra un po' useranno i tetari d'opera per fare i loro comizi!!!Io pero' non credo che La Barcaccia sia un "MENO MALE CHE C'E'!!!!!!!"sempre esageratiomposi sempre sopra le righe.Giovincore da Algeri

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  8. amfortas 1 ottobre 2010 alle 2:25 pm

    Giovincore, mah, ho sentito voci di un possibile sbocco positivo, speriamo bene.Quanto alla Barcaccia mi pare un programma che per quanto abbia perso lo smalto dei primi anni, è pur sempre godibile.Ciao.

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  9. utente anonimo 1 ottobre 2010 alle 7:52 pm

    Il Carlo Felice non muore. Se la situazione non si sblocca , mangeremo pane e cipolle ma l'opera andrà in scena comunque. Fatta dai dipendenti. A dimostrazione UNA VOLTA PER TUTTE che tutti sti magna magna negli uffici dei teatri sono inutili. Scherzi a parte spero comunque che tutto si risolva per il meglio anche se , vi confesso, sarei curioso di vedere dimostrato l'esperimento.

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  10. amfortas 1 ottobre 2010 alle 10:13 pm

    9, grazie del contributo tienimi informato.

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  11. utente anonimo 5 ottobre 2010 alle 6:19 pm

    Stinchelli? Siamo a posto: è stato uno dei primi a dare addosso ai lavoratori del Carlo Felice sostenendo questo "fantastico" CdA LIQUIDATORE.Ma va a caghè

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  12. amfortas 5 ottobre 2010 alle 7:46 pm

    11,  quello che dici non è vero, nella maniera più assoluta.

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  13. utente anonimo 11 ottobre 2010 alle 6:05 am

    Ciao Amfortas,sabato scorso ho visitato l'Expo a Shanghai, compreso il padiglione italiano.Ordunque, all'ingresso del padiglione c'era una riproduzione in grande scala del palcoscenico del famoso Teatro Olimpico di Vicenza attraverso il quale si accedeva all'interno e……..sorpresa! Varcata la soglia, gli altoparlanti diffondevano musica lirica ("Per me giunto" del Don Carlo) ed era chiaro come l'opera fosse presentata come uno dei capisaldi culturali del nostro Paese.Tutto questo fa abbastanza a pugni con situazioni tipo quella del Carlo Felice…..vien da dire che si predica bene, ma si razzola male!                                                                                                                Enrico

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  14. amfortas 11 ottobre 2010 alle 7:36 am

    Enrico, testimonianza molto interessante la tua.Si vede che l'opera è ancora un buon veicolo di quelle doti positive che qui in Italia abbiamo, ma che sono soffocate dall'inadeguatezza della politica a tutti i livelli.Ciao e grazie.

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  15. lamary 25 ottobre 2013 alle 11:11 am

    non so come, girando su internet, sono finita su questo articolo.
    al carlo felice sono molto affezionata, ci vado da quando avevo 14 anni e l’idea che potesse chiudere o che, ancora oggi, i musicisti abbiano contratti a chiamata, quando pure vengono pagati, è abominevole.
    tuttavia devo dire con tristezza che il prodotto non sempre equivale al nome. l’altra settimana ho scoperto con gioia un progetto di aperitivi musicali che dovrebbero tenersi ogni domenica mattina, ma: 1. il primo concerto è stato di scarsissima qualità. 2. il secondo è stato cancellato, senza darne avviso sul sito. 3. oggi è venerdì ed il programma di domenica non è ancora stato pubblicato.
    ecco, io continuo ad andare perchè il carlo felice è l’unica possibilità da queste parti, ma mi sono chiesta perchè una persona che già ha difficoltà ad ascoltare musica sinfonica dovrebbe prepararsi ed uscire la domenica mattina per andare al carlo felice.
    speriamo che nelle prossime settimane potrò dire di essermi sbagliata! buon fine settimana a tutti!

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    • Amfortas 25 ottobre 2013 alle 4:31 pm

      lamary, vedi com’è pericoloso il web? Si possono fare brutti incontri, come è successo a te 🙂
      La situazione del Carlo Felice è per molti versi simile a quella del Verdi di Trieste. A qualità, mi pare di capire, stiamo messi meglio noi, mentre la situazione economica è ugualmente tragica in entrambe le fondazioni. C’è anche da dire che qui a Trieste non è stata ancora presentata la stagione lirica, mentre a Genova si conoscono gli spettacoli da qualche tempo.
      Il fatto è che qui da noi, alcune volte, siamo asburgici, nel senso che tendiamo a essere scrupolosi con le regole e le rispettiamo. Se non ci sono soldi, che cartellone si può programmare fino a quando non si hanno certezze?
      Ciao e grazie!

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