Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria della Traviata al Teatro Verdi di Trieste. Risolto il mistero del torero Piquillo.

Nel leggere le mie recensioni semiserie, dovete tenere presente che la lirica è un mondo in cui invece di dire “apri la finestra”, Violetta Valery Traviata, rivolta alla sua ancella Annina, si esprime così: dà accesso a un po’ di luce.

Quindi, è un mondo inverosimile, che non esiste e non è mai esistito nel quale si muovono personaggi improbabili.
In questo mondo è quindi normale che sua Mariellestà Mariella Devia interpreti l’amante peccaminosa di Stefan Pop Alfredo Germont, che nella realtà potrebbe essere benissimo quasi suo nipote (smile).
Stefan Pop (Alfredo) e Mariella Devia (Violetta)
In questo mondo il nuovo sovrintendente Antonio Calenda, alla sua prima conferenza stampa, parla per tre quarti d’ora senza significare nulla se non concetti vaghi conditi di una retorica strappalacrime e, non contento, ne fa un bignamino alla sera per gli spettatori della prima che, commossi, applaudono.
E applaudono tutti, anche quei politici in sala che sono i primi responsabili del disastro dei teatri e quei potentati economici, pure loro presenti in sala, ai quali non passa neanche per la testa di sponsorizzare il teatro della loro (mano sul cuore e sguardo fiero) città.
Applaudono, con attenzione perché altrimenti si sfaldano, anche le damazze vetuste vestite in un modo che sarebbe ridicolo anche per una diciottenne.
Andare a teatro oggi, non voglio dire sempre ma spesso, è anche sentire il pubblico applaudire cantanti che andrebbero protestati e che escono intimoriti al proscenio e, siccome sono stonati ma non scemi, si stupiscono degli applausi che ricevono.
Non si bruciano sul rogo i registini del quartiere, che costringono le primedonne a porre l’attenzione non al canto ma piuttosto allo strascico ingombrante del costume, perché altrimenti inciampano sulle scale che devono salire, inspiegabilmente, ogni tre minuti.
Insomma, non siamo ai confini della realtà ma ben oltre.
E quindi le mie recensioni semiserie sono la cosa più normale, scritte da un ormai cinquantacinquenne in evidente disarmo fisico e ancora più acclarato disagio mentale che però conserva, o almeno s’illude di conservare, un minimo di lucidità (smile).
E che non può fare a meno di ricordare che il torero Piquillo, che viene evocato nella Traviata, doveva essere un trisavolo del più noto torero Camomillo, scusate.
Allora.
Si è aperta la stagione operistica triestina con un allestimento bruttissimo della Traviata di Giuseppe Verdi, di cui dobbiamo ringraziare per la non regia Stefano Trespidi, per le orride scenografie Giuseppe De Felice Venezia, per i costumi orripilanti Filippo Guggia, per le tristissime luci Paolo Mazzon e per le insignificanti coreografie Maria Luisa Rimonti.
La mestizia, lo scoramento, la costernazione regnavano sovrani in questo spettacolo sul quale non aggiungerò altro neanche sotto tortura. O meglio, aggiungo solo che Mariella Devia alla fine diventa calva (non sto scherzando, dico davvero) per motivi imperscrutabili. Non so, forse il regista avrà visto il DVD del Roberto Devereux con la Gruberova, e avrà pensato cazzo che figata, non trovo altra spiegazione.
Solo che in quel contesto aveva un senso, qui no.
Devia
Mariella Devia interpreta Violetta da par suo, cioè da grande vocalista, ma non nuota nel suo mare e non è neanche in serata straordinaria.
Intendiamoci, sua Mariellestà è un’artista magnifica ma questa parte non le si confà particolarmente: la voce nella prima ottava risulta fioca, quando non sorda, mentre se la cava bene nel registro centrale e svetta in quello acuto, nonostante il mi bemolle di tradizione che chiude il primo atto non sia propriamente una folgore.
Però ha una gestione della respirazione che le consente un legato perfetto e soprattutto d’accentare con proprietà in ogni circostanza. Inoltre nei concertati la voce passa l’orchestra con facilità, perché la corretta emissione favorisce una proiezione del suono eccellente. Ma non è Violetta, le manca un po’ di brio, un po’ di giovanile sfrontatezza, e non sto parlando d’età anagrafica, sia chiaro.
Il momento migliore, com’era ampiamente prevedibile, è risultato lo splendido Addio del passato, alla fine del quale, peraltro, si è sentita la suoneria di un telefonino (non sono riuscito ad individuare il colpevole, ma è meglio così…). Bello anche il duetto con Germont padre, segnatamente dite alla giovine in cui il soprano trova accenti davvero commoventi.
Pieno di buone intenzioni il tenore Stefan Pop, però a dispetto di una voce adatta alla parte e anche abbastanza gradevole, le buone intenzioni bisogna realizzarle e il giovane artista ci riesce solo parzialmente. Si fida troppo dei suoi discreti mezzi e si strozza sull’acuto della cabaletta O mio rimorso, quando avrebbe potuto senza scandalo scegliere l’ottava inferiore. Trova qualche discreta mezzavoce in qualche occasione ma complessivamente il suo Alfredo non lascia traccia significativa. Sicuramente Pop è un cantante che ha buon gusto nel porgere ed è già una cosa, perché, ad esempio, nella famosa scena della borsa (nella quale spesso si sentono cose inenarrabili) riesce a risultare efficace senza ricorrere ad eccessi interpretativi.
Pessima la prova di Gianfranco Montresor nei panni di Giorgio Germont. Il baritono ha cercato di risolvere di forza il personaggio, forte di una voce di discreto volume, ma con risultati anche imbarazzanti.
Come segnalato da un mio lettore è sembrata insopportabile la dizione artefatta che avrebbe voluto favorire la salita agli acuti, e inoltre si sono sentiti, evidentissimi, problemi d’intonazione. Ovvio che l’aria del secondo atto sia uscita piattissima, priva di sentimento. Per non parlare poi della cabaletta, spesso tagliata e che invece ci è stata inflitta (sto parlando di no non udrai rimproveri, in cui il cantante sembrava impiccato).
Di routine la prestazione di Asude Karayavuz nei panni di Flora.
Tra i personaggi di secondo piano, segnalo la bella prova di Lucia Premerl (Annina) e le interpretazioni convincenti di Alessandro Svab (Marchese D’Obigny) e Manrico Signorini (Dottor Grenvil).
Sufficienti tutti gli altri comprimari, Iorio Zennaro (Gastone), Gianluca Margheri (Barone Douphol), Alessandro De Angelis (Giuseppe), Giuliano Pelizon (Domestico) e Ivo Federico (Commissionario).
Il Coro non si è comportato male, ma la compagine triestina può fare sicuramente meglio.
Il giovanissimo Andrea Battistoni, dopo un Preludio davvero promettente in cui l’Orchestra del Verdi ha sfoderato un suono bellissimo, si è perso in una direzione arruffata ed evanescente che se è stata quasi sempre rispettosa delle esigenze dei cantanti, è parsa più volte clangorosa nelle strette e superficiale nel fraseggio. In particolare è mancato, e molto, il calore e l’abbandono nei momenti più drammatici, che sono passati senza che ci fosse traccia delle grande emozioni di cui è piena la partitura.
Traviata Trieste.
Il pubblico ha applaudito lo spettacolo e timidamente anche a scena aperta i cantanti, ma senza entusiasmi eccessivi, che sarebbero stati decisamente fuori luogo.
Mariella Devia ha raccolto i maggiori consensi e se li è meritati, tutto sommato. Resta il rammarico per averla sentita appena ieri a Trieste, in una parte che non gli si addice e comunque nella fase discendente della sua carriera, anche se, lo dico sottovoce, nonostante tutto la sua Violetta è più plausibile oggi di quando debuttò, qualche anno fa, il personaggio. Avercene, comunque, di cantanti così.
Insomma un’apertura di stagione in tono minore, ma bisogna accontentarsi.
Forse.
Un saluto a tutti.
 

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63 risposte a “Recensione semiseria della Traviata al Teatro Verdi di Trieste. Risolto il mistero del torero Piquillo.

  1. daland 18 novembre 2010 alle 8:42 am

    Diventata calva? Ai tempi facevano la chemio anche per la tisi?
    (è per questo che alla fine la tratti al maschile? smile!)
    Temo proprio ci si debba accontentare…

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  2. biondasirocchia 18 novembre 2010 alle 9:29 am

    Oh, oh. Non so se sentirmi consolata (ero alla quasi disperazione per il fatto di non poterci essere) o ancor più triste per lo stato miserevole delle cose. Il costume bianco di Violetta sembra effettivamente (almeno nella foto) una tovaglia d'altare riadattata. Violetta invece, nonna o meno del suo amante, è bellissima. Se Amfortas ha potuto registrare, almeno le parti migliori (di Lei, si intende), le ascolterei volentieri. Meglio la Devia fuori forma che molte altre al top.

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  3. amfortas 18 novembre 2010 alle 12:08 pm

    Daland, è quello che ho pensato anch'io…sono di fretta e non riesco a trovare dove faccio cambiare sesso alla povera Mariella ma, peraltro, è noto che se sbaglio mi corriggerete 🙂
    Bionda, ciao, se guardi tra i tuoi privati ci dovrebbero essere i link della registrazione, quindi consolati.
    Ciao!

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  4. utente anonimo 18 novembre 2010 alle 2:55 pm

    bravo! una bella recensione. molto misurata, ma hai fatto bene. soltanto una cosa aggiungerei. mariella devia credo che abbia fatto una fatica enorme: tra le più grandi della sua carriera. e come avrebbe potuto altrimenti? preoccupata non solo di non inciampare, ma di tutto. si capiva benissimo, bastava guardarla. solo questo regista è potuto andare avanti per la sua strada e farla cantare sdraiata supina tutto il terzo atto. meno male che lei, infrangendo il codice che aveva mantenuto alla generale, addio del passato l'ha cantato seduta e poi ha fatto la ripresa sdraiata di nuovo (mi pare). mariella canta in qualsiasi posizione e l'abbiamo vista tante volte anche sdraiata e strisciante sul pavimento, ma supina!!! 
    e  germont? non si sa come mariella abbia potuto sfoderare quel dite alla giovine da brivido nel pianissimo iniziale, poi se ne è andato il direttore e il daccapo non è stato come sempre.
    come ho scritto altrove se questa edizione della traviata non l'ha salvata lei … "a niuno in terra salvarla è dato"!!!
    so che la prima della seconda compagnia è stata una catastrofe. mi dispiace per trieste, ma il buon calenda i fervorini li dovrebbe fare ai registi e ai direttori d'orchestra che non sanno distinguere se una compagnia è in grado di apparire in pubblico o no.
    il pubblico, ma secondo voi a questi gliene importa qualcosa del pubblico e dei cantanti e della filologia di una partitura?

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  5. utente anonimo 18 novembre 2010 alle 3:30 pm

    Scale….? Hai detto scale? Ma ci perseguitano! Anche a Bergamo domenica la scenografia del Don Giovanni era una scala nera. (citaz. "che il mio falegname con diecimila lire la faceva meglio), e anche li' tutti salivano e scendevano le scale, il cimitero era sulle scale, la tavola imbandita era sulle scale e via dicendo.
    La vita e' fatta a scale…..
    Ciao a tutti
    IRIS

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  6. amfortas 18 novembre 2010 alle 4:34 pm

    Picasso, grazie delle notizie sul secondo cast, che purtroppo non riuscirò a vedere. Tra l'altro oltre alla Devia, ci sono altre due Violetta.
    Su Calenda sono d'accordo ma direi che merita almeno una fiducia di stima, perché pur con tutte le ovvie differenze del caso, al Rossetti ha fatto e sta facendo un buon lavoro.
    Iris, sì scale a nastro. La mia adorata Radvanovsky inciampò in quelle dell'Ernani di Pizzi, alla prima di qualche anno fa.
    Si vede che non sapendo come muovere i cantanti, i registi preferiscono farli allenare. Poi canteranno affaticati, ma avranno i polpacci sodi.
    Il cimitero sulle scale mi ricorda un cimitero verticale che vidi in uno sperduto paesino sulle Dolomiti, ma almeno lì dovevano cantare i vivi, semmai.
    Come dici? Che alcuni cantanti sembrano morti? Ah, ok!
    Ciao 🙂

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  7. utente anonimo 18 novembre 2010 alle 5:59 pm

    lo so che al rossetti ha fatto e sta facendo un buon lavoro, ma lui nasce ed è vissuto prevalentemente nel mondo della prosa. questo è il problema. è vero che ha fatto qualche regia di lirica, ma non credo tante, ma è pur vero – e si dovrebbe cominciare a dire forte – che sono due mondi diversi, anche se attengono alla categoria delle arti entrambi. 
    speriamo bene per trieste e per la lirica. grazie. ciao,
    picasso

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  8. utente anonimo 18 novembre 2010 alle 6:31 pm

    riguardo alla seconda compagnia, a onor del vero,bisogna dire che è si stato un vero disastro!!ma solo per quanto riguarda il tenore,tale Alberto Profeta!?mentre invece la Violetta e Germont Padre hanno sostenuto un'ottima prova sotto tutti i punti di vista.Ma il problema non è il tenore Profeta o il baritono Montresor della prima compagnia….ma chi li scrittura!!é possibile che in un ente si debbano ascoltare,pagando fior di quattrini,cantanti di questo genere che sono  degni a malapena della peggiore provincia??dico solo che i signori che dirigono questo teatro devrebbero semplicemente vergonarsi…

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  9. utente anonimo 18 novembre 2010 alle 6:51 pm

    Ma il "cinquantacinquenne in evidente disarmo fisico e ancora più acclarato disagio mentale" abita sempre lì?

    Un saluto da Gregor Samsa
    Ghismunda

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  10. utente anonimo 18 novembre 2010 alle 8:02 pm

    C'ero anch'io alla prima della Traviata l'altra sera,sono una musicista,ero imbarazzata per la signora Mariella Devia affiancata nel duetto del secondo atto da un baritono a dir poco inascoltabile…mi chiedo come una star come la Devia abbia accettato di condividere la sua immensa arte con un "baritono"che potrebbe reggere a fatica un ruolo di comprimariato….peccato perchè il baritono della seconda compagnia, dalla bella e generosa voce e dalla linea di canto piu' che piacevole ha reso davvero giustizia al difficile ruolo di Giorgio Germont ! meno male che nel corso delle recite i cast saranno mischiati!

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  11. amfortas 18 novembre 2010 alle 11:00 pm

    Picasso, io ribadisco che per giudicare il lavoro di Calenda bisogna aspettare almeno l'anno prossimo, fermo restando che il suo discorso alla conferenza stampa non mi è piaciuto per niente.
    La prosa e la lirica sono due discipline diverse soprattutto per un motivo e cioè che ancora oggi a scuola si fanno le recite di fine anno o simili, che sono una forma elementare di teatro di prossa, mentre della lirica nessuno sa più nulla a meno che non abbia qualche musicista o appassionato in famiglia. È una differenza enorme perchè significa che il teatro di prosa trae linfa vitale dai giovani al contrario del teatro lirico che sta appassendo senza troppe speranze di risorgere.
    10, grazie della testimonianza, se ce la faccio (ma dubito) vado a vedere anch'io il secondo cast.
    Ciao.
    Ghismunda, certo abito sempre lì e passando da te ho capito anche il motivo della tua domanda.
    Oggi sono stanchissimo, ma domani ti lascerò una testimonianza, intanto, sul tuo blog.
    Era ora! Pensavo che avessi avuti qualche problema con gli editori.
    Ciao!

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  12. utente anonimo 20 novembre 2010 alle 7:59 am

    Lasciamo stare i cantanti ottima a mio modo di vedere la Devia, Pop aveva cantato bene Nemorino lo scorso anno ma adesso è fuori parte ma la regia sembra una Vedova Allegra da oratorio. Calenda non promette nulla di buono la stagione di prosa di quest' anno è una cosa allucinant. Spero solo che mantenga la famosa Anna Bolena sempre promessa e mai mantenuta

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  13. amfortas 20 novembre 2010 alle 8:48 am

    12, io spero soprattutto che Calenda organizzi una stagione con titoli che siano meno scontati e che si vedono poco in giro.
    Lo dico spesso, oggi si dovrebbe puntare ad una proposta originale, diversa dagli altri teatri, in modo da richiamare l'attenzione dei media e del pubblico più competente.
    L'Anna Bolena è un'opera che non si vede a Trieste, ma non è certo una rarità sconvolgente. Poi anch'io la vedrei volentieri, ma sarei più contento di vedere una Wally o un Rienzi, solo per fare i primi titoli che mi vengono in mente.
    Ciao.

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  14. utente anonimo 20 novembre 2010 alle 11:56 am

    Io ero presente alla recita di ieri sera e devo dire che invece la Devìa era in serata. Avevo sentito il mib della prima al tg e devo dire che nn era molto felice, invece quello di ieri sera (19) era tutta un'altra cosa! Naturalmente ha reso al meglio nelle parti più lente, mostra quello che sa fare meglio. Il tenore era quello del secondo cast, un pò strozzato negli acuti, ma credibile.
    Non so cos'altro potrei aggiungere perchè non sono espertissimo 😀
    P.S. Alla fine non era calva, ma semplicemente non aveva la parrucca. Fidati, l'ho incontrata per Trieste l'altro ieri…

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  15. amfortas 20 novembre 2010 alle 12:56 pm

    14, mi hanno detto che sono state fatte piccole modifiche alla regia, tra queste la scena finale in cui la Devia resta con i …suoi capelli, che porta cortissimi.
    Quando l'ho vista io sembrava proprio una donna che ha fatto la chemio, fidati perché purtroppo ne so qualcosa.
    Ciaoe  grazie del contributo.

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  16. utente anonimo 20 novembre 2010 alle 2:59 pm

    quanto Cambreleng ha annunziato una stagione di rottura ha dovuto dare le dimisssioni. Io spero in Gioconda  da 30anni assente da Trieste

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  17. amfortas 20 novembre 2010 alle 3:54 pm

    16, sì ora ci resta solo la rottura, ma con la Traviata.
    Fai bene a ricordare Gioconda, ma ci sono tantissimi altri titoli che meriterebbero attenzione.
    Ciao e grazie.

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  18. mamikazen 20 novembre 2010 alle 4:16 pm

    Ti voglio bene, carissimo cinquantacinquenne in evidente disarmo fisico e ancora più acclarato disagio mentale. E' la lucidità mentale che ti frega. Anch'io in questi tempi anche e a volte soprattutto culturalmente bujazzi vorrei a volte avere il cuore (e lo stomaco) di darmi alla bottiglia… sovrano rimedio, anche nell'universo parallelo dell'opera (fra le tazze più viva è la festa / e goder voi potrete? / lo voglio. Ai piaceri m'affido ed io soglio con tal farmaco i mali guarir), ai dolorosi eccessi di lucidità.
    Non si può fare una Traviata con tristissime luci… e Traviata calva? Morte per alopecia? E ti credo che la Mariella non era in serata, nella foto pare conciata per una Vedova Allegra di giro al Palaficozzi di Rivisondoli. Non ci credo, un telefonino sull'"Addio"… il passato è proprio andato.
    Se non ricordo male, Battistoni è il supergiovane che quest'estate ho visto/sentito dirigere "Il viaggio a Reims" dei giovani qui a Pesaro, e mi è piaciuto moltissimo: mi pare si dichiari pucciniano, quindi anche Traviata forse non è il suo pane. Ma viva i giovani bravi, quando riescono a trovare spazio.

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  19. utente anonimo 20 novembre 2010 alle 10:37 pm

    le modifiche alla regia, come ho scritto sul blog opera, sono state fatte, ma non certo dal regista!! mariella devia ha cantato il III atto con i suoi capelli, che in effetti sono cortissimi e finalmente ci siamo tolti l'incubo della calotta!!! germont non la molestava più con la punta del bastone e alfredo (un buon Liberatore) non le metteva più la benda agli occhi, mentre lui cantava un dì felice eterea. piccole cose, ma almeno ci ha guadagnato la recita che è diventata meno volgare. sempre brutta rimane e come scrive giustamente amfortas "ci resta la rottura"…
    picasso

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  20. utente anonimo 21 novembre 2010 alle 2:46 am

    Vorrei rispondere ad alcuni commenti di Picasso che sembra le guardi tutte le recite di traviata! non sarà che fai parte del teatro e sei sempre lì?!?Ho assistito alle recite di ieri e oggi e tutto questa lode nei confronti del tenore Pop non riesco a condividerla..è sicuramente un cantante con una bella linea di canto ma assolutamente fuori ruolo,visto che il suo peso vocale è adatto,almeno per ora,al massimo al nemorino dell'elisir d'amore..e chi ha le conoscenze musicali giuste non può pensarla diversamente…penso che anche il resto del pubblico si aspettasse qualcosaltro visto che non l'ha mai premiato con calorosi applausi neanche dopo il "do"! ..per non parlare della presenza scenica..inguardabile!….bravissima la traviata,csilla borros,di cui nessuno ha mai parlato..perchè?!? voce grande con dei bellissimi piani..non sarà la devia,ma almeno lei nelle note centrali e in quelle basse si sentiva!..e poi davvero tra i due baritoni non c'è gran differenza?io ho trovato una differenza abissale tra le due esecuzioni,le polemiche che sono insorte per il baritono della prima le condivido appieno dopo averlo ascoltato,ma davvero gli hanno fatto cantare la prima di un'inaugurazione di stagione al fianco della devia?Mah….?!?….e comunque "diamo a cesare quel che è di cesare" il germont di ieri,è stato bravissimo! una voce sonora e bella,sicuro nella tecnica e ordinato nel fraseggio…e penso che il pubblico l'abbia apprezzato molto visto che gli ha regalato un applauso fragoroso! bravissimo anche il direttore! no comment su allestimento,regia,coreografie e ballerini vari….semplicemente imbarazzanti..

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  21. amfortas 21 novembre 2010 alle 9:49 am

    Mami, il tuo commento mi ha fatto scompisciare 🙂
    In effetti se noi appassionati siamo tentati dalla bottiglia molti registi devono aver ceduto alla tentazione da molto tempo…
    Battistoni è giovanissimo, ora non so di preciso ma è sicuramente intorno ai 25 e avrà modo di maturare.
    Se tu mi dici che è stato bravo nel Viaggio mi fido, accidenti.
    L'alopecia ce l'ho io in testa, e ormai da molti anni.
    Ciao!
    picasso, avevo rimosso il bastone di Germont, cavolo, perché me l'hai ricordato? Però di questo non ha colpa Montresor, almeno.
    Ciao.
    20, picasso, se vuole, ti risponderà lui.
    Per quanto riguarda Pop io credo che la voce per Alfredo ce l'abbia, come ho scritto. E concordo anche sulla presenza scenica, che al momento è davvero deficitaria. Il do è uscito pulito questa volta? Bene!
    Quanto all'altro soprano, ammetto di non saperne nulla.
    Ciao e grazie per il tuo intervento.

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  22. utente anonimo 21 novembre 2010 alle 12:34 pm

    rispondo volentieri a #20: non, non faccio parte del teatro. Pop, come Battistoni, ha 23 anni e mi auguro che cresceranno entrambi. le potenzialità ci sono. battistoni, per esempio, ha diretto a parma circa un mese e mezzo fa un Attila veramente da grande maestro, quindi non ci si può che augurare che anche in traviata trovi una cifra giusta. 
    csilla borros è certamente una brava cantante, con una voce direi wagneriana, debutta in traviata e sicuramente non ha sfigurato. ma non è solo la potenza della voce che fa un soprano. infatti la devia non ha mai negato di avere una voce "piccola" eppure!!. comunque concordo con te sulla bravura della borros.
    non posso concordare, purtroppo sul secondo germont. è vero che il pubblico l'ha applaudito, ma … che vuol dire … anche montresor fu osannato alla prima!! 
    su regia, coreografia, luci, costumi e allestimento scenico stendiamo un velo pietoso.
    ciao.
    picasso

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  23. utente anonimo 21 novembre 2010 alle 1:07 pm

     
    CASSANDRO
     
    In base a ciò che ho letto, Amfortas, non sempre dall'assistere ad uno spettacolo musicale (opera o concerto che sia) si trae il massimo della soddisfazione, per la contestuale presenza,ad esempio, di “personaggi improbabili”, “applausi di politici irresponsabili”, “cantanti che andrebbero protestati”, “primedonne costrette a porre l’attenzione non al canto ma piuttosto allo strascico ingombrante del costume perché altrimenti inciampano sulle scale”, “orride scenografie e costumi orripilanti, tristissime luci e coreografie insignificanti”, e come se non bastasse (ahimè!) sfaldabili “damazze vetuste vestite in un modo che sarebbe ridicolo anche per una diciottenne”.
     
    Ma allora non faccio proprio tanto male quando talvolta a teatro mi distraggo ed inseguo sogni e fantasie (su gentile provocazione, ovvio) che hanno ben poco a che fare con lo spettacolo, ma che non sono nel complesso spiacevoli.

      MOZZAFIATO    AL    CONCERTO
     
    Fra le poltrone del teatro avanza
    una di quelle dette ‘mozzafiato’
    con passo lieve assai, quasi di danza,
    cosciente d’esser stella del Creato.
     
    Lo so che cosa pensa, ah se lo so!
     
     
    “Tho-tòn, tho-tòn, tho-tò . . .
     
    Ammira, ammira, oh!
    Com’è che sono, di’?
    Ti va vero, così . . .
    che dritta dritta sto
     
    Thi-tìn, thi-tìn, thi-tì . . .
     
    Il petto bene in fuori, ovviamente.
    Ci mancherebbe altro, è proprio questo
    il mio cavallo di battaglia. Gente
    — soltanto ai maschi il giudizio è chiesto —
     
    che ve ne pare ? Faccio bene a
    portarlo in avanti con orgoglio,
    compatto, ma coperto . . . ‘una bontà!’,
    Me lo dico da sola  però voglio
     
    sapere pure come la pensate.
    . . . E questa bretellina che compare,
    netta su spalla nuda? Su’, guardate! . . .
    non viene a voi da desiderare
     
    — dato tutto quello che trattiene —
    di alzare un poco questa, e poi spostare
    di lato e giù, a ‘come viene viene’,
    e quindi il “ben di Dio” liberare?
     
    Va bene ho capìto, or passo al resto
    in due battute, ecco . . . presto presto . . .
     
    Tho-tòn, tho-tòn, tho-tò . . .
     
    No, no! . . . Meglio che no . . .
    penso che basti ciò
    che si è visto fin qui.
    E via, dite di ‘sì’ . . .
     
    Thi-tìn, thi-tìn, thi-tì . . .”
     
     
    Adesso è arrivata al suo posto,
    il cavaliere che la segue aspetta
    che lei si segga, e poi si mette accosto,
    le porge il programma e lei accetta.
     
    Silenzio, luci spente in tutta fretta.
    Il direttore alza la bacchetta
     
    . . . ma il concerto ormai più non mi alletta.
    Potenza di una donna, beh, perfetta!
     
    Fosse per caso nuova Violetta?
     
    (Cassandro)
     

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  24. utente anonimo 21 novembre 2010 alle 1:55 pm

    Amfortas, oggi ti ho visto mentre facevi jogging sulla Napoleonica sotto la pioggia, ti tieni in forma cosi???

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  25. utente anonimo 21 novembre 2010 alle 2:33 pm

    Caro Amfortas, proporrei l'interprete di "Annina" per magari una futura "Norma" e "Il Marchese d'Obigny" per un futuro fantasmagorico "Filippo II°". Ok…sono l'una di Udine e l'altro di Trieste, evidentemente suoi concittadini o corregionali e per questo da salvare e mettere in evidenza ad ogni costo! Come si faccia ha considerare la prestazione di un personaggio che dice due parole e lo si distingua dagli altri è cosa veramente singolare…Ma quello che abbiamo sentito in teatro era tutt'altra cosa…e fortunatamente chi aveva le orecchie bene aperte ha sentito tutt'altra cosa dalle sue… che evidentemente sono un po' lacere e malconcie.
    Con affetto sperando in una sua pronta guarigione auricolare! 
    Gedeone

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  26. amfortas 21 novembre 2010 alle 3:08 pm

    Picasso, grazie per la precisazione 🙂
    Cassandro, la tua creatività è sempre ammirevole 🙂 Proprio oggi stavo pensando a quante belle Violette ho visto, alcune famose e qualcuna addirittura brava !
    Ciao 🙂
    24, vedi? E magari tu pensavi di rilassarti e invece ti sei beccato un vecchio ansimante che ti ha rovinato il panorama 🙂
    Ciao!
    Gedeone, apprendo da te che l'interprete di Annina è friulana, non lo sapevo, mentre ovviamente so benissimo che Svab è triestino.
    Mi chiedo: cosa ti fa pensare che io voglia in qualche modo sottolineare le prestazioni di artisti corregionali? Mah!
    Guarda che io presto sempre grande attenzione a tutta la compagnia di canto e le parti minori sono essenziali per la buona riuscita di uno spettacolo e hanno pari dignità del resto degli Artisti.
    Se invece di sparare stupidaggini andassi a leggere qualche mia recensione precedente, vedresti che io rimarco sempre le prove buone e anche quelle meno buone dei comprimari, e questo a prescindere dal fatto che siano vicini di casa, triestini, italiani, europei, e quello che vuoi tu.
    Non mi ricordo chi diceva che non esistono piccole o grandi parti, ma piccoli o grandi artisti, e io la penso così.
    Allo stesso modo esistono lettori intelligenti e altri che lo sono…meno, if you know what I mean.
    Ciao e grazie anche a te.

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  27. utente anonimo 21 novembre 2010 alle 7:42 pm

    Io vorrei che approfondissi un po' il lato novellatremilesco della faccenda, ovvero i look da teatro. Dai che ormai conosci tutti i termini tecnici.

    La fashion-addicted Margot

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  28. amfortas 21 novembre 2010 alle 7:57 pm

    Margie, dai che se vado in loop con la moda poi non mi fermo più…
    Ciao 🙂

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  29. utente anonimo 21 novembre 2010 alle 8:23 pm

    Convengo con #20 che la voce della Borros è splendida e talmente vigorosa che il tapino Pop quasi non  si sentiva. Chi l'ha scritturato per questo ruolo con la voce da corista che si ritrova? Non credo che con gli anni egli possa aumentarne il volume.

    Non mi pare il caso di criticare ulteriormente l'allestimento che definire carnevalesco sarebbe un eufemismo, in quanto ne avete già ampiamente disquisito.

    Quello che vorrei sapere da Amfortas o da qualcun altro è una questione molto prosaica: quanto guadagna Calenda dirigendo il Rossetti dal 1995 ed ora anche "sovrintendendo" il Verdi, ciè i due maggiori teatri triestini?

    SusannaTS

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  30. amfortas 21 novembre 2010 alle 9:07 pm

    Susanna, non ho idea di quanto guadagni Calenda al Rossetti, ma sul quotidiano triestino ha dichiarato che per il suo incarico al Verdi prenderà "quanto basta per vivere".
    Ti dirò che a me interessa più che altro che lavori bene.
    Ciao e grazie per il contributo.

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  31. utente anonimo 21 novembre 2010 alle 11:12 pm

    #20
    non esistono voci da corista o da solista, ma voci adatte o meno ad un ruolo come può essere secondo lei quella di Stefan Pop in questo caso. Mi dispiace dirlo, ma questa affermazione denota superficialità e mancanza di rispetto per chi fa il proprio lavoro ogni giorno con impegno e soprattutto per meriti, non perchè meno dotato da madre natura.

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  32. amfortas 21 novembre 2010 alle 11:51 pm

    31, hai fatto molto bene a puntualizzare, avrei dovuto farlo io.
    Ciao e grazie.

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  33. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 1:11 am

    per #20

    La voce della Csilla Boross è splendida?? Ma vi accontentate davvero di poco. Urlare non è sinonimo di cantare, la sua voce è perennemente indietro, senza colore (il solito problema degli ungheresi e slavi per quanto concerne la posizione delle vocali aperte e mai "girate") anche se la cantante possiede una grande musicalità essendo una brava pianista. Ma ciò non la salva da evidenti difetti tenici come da suoni sgradevoli e urlati. Se il gusto della gente è tanto decaduta che applaude ad un bluff del genere è meglio restare a casa e mettere su un cd e ascoltarci la Callas o la Freni invece di accontentarsi di questo dilettantismo spacciato per arte e canto.

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  34. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 2:01 am

    Caro Amfortas,
    io ero a teatro ad ascoltare la recita ed in quanto hai comprimari, penso ben altra cosa da quella che hai scritto. D'accordo…ognuno ha i propri gusti, ma qui è talmente evidente la malafede o l'incompetenza che non si può far altro che restare allibiti davanti ad affermazioni così poco rispondenti al vero. Credo, ad esempio, che la "Flora" il "Gastone" e il "Barone" fossero molto più centrati vocalmente e scenicamente di quelli che tu tanto elogi nella tua recensione ed in maniera talmente evidente da non ammettere repliche. Vado in teatro da quarant'anni ed amo la verità nelle recensioni. Lo stare attento a tutti i componenti di un cast, come tu dici, è cosa importantissima e sacrosanta, ma a che serve se poi non ne riconosci gli effettivi pregi. Non dare il giusto rilievo e non dire la verità su come sono andate effettivamente le cose è fare un cattivo servizio al teatro e all'arte!
    Gedeone

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  35. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 3:02 am

    Sono il #20 ..Vorrei precisare al #31 che non ho mai detto che Pop ha una voce da corista!..ho detto proprio che lui non è adatto al ruolo! quindi nessuna mancanza di rispetto per nessuno..ma se si sceglie la vita del  palcoscenico non si può pensare di essere esenti da critiche..

    per #33

    come fai a sapere che la Borros è una pianista??..sul curriculum non c'è scritto!!!!!! ci vuoi far capire che tu di canto te ne intendi scrivendo di suoni "girati" …?…se la gente si accontenta di poco forse è perche' è costretta a farlo visto che quello che ci propongono i teatri non è sempre il frutto di una meritocrazia,ma il risultato di loschi accordi tra i boss dei teatri,nella maggior parte dei casi assolutamente incompetenti,e le agenzie che muovono oramai il mondo della lirica!!!!!! La fortuna quindi per un artista è avere un'agenzia potente alle spalle! più e' potente l'agenzia e piu' canti!
    quindi facci tu un fischio per farci sapere quando è il momento di non ascoltare piu' dischi a casa soli soletti e tornare in teatro ad ascoltare la nuova Callas!….se mai ce ne sarà un'altra….

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  36. amfortas 22 novembre 2010 alle 9:02 am

    Vedo che alcuni lettori dibattono tra loro e sono contento, perciò rispondo solo a Gedeone.
    Vedi Gedeone, il fatto che tu vada a teatro da quarant'anni non vuol dire nulla, tanto per cominciare. Conosco persone che ci vanno da più tempo e non distinguono un soprano da una maschera.
    Poi, se davvero io avessi qualche interesse personale nelle mie recensioni e il motivo fosse quello di favorire qualche cantante, sarei assai più esplicito, non ti pare?
    Allo stesso modo, se fossi animato da spirito campanilistico, come ti piace pensare, parlerei bene a prescindere degli spettacoli al Verdi di Trieste, cosa che non è, come puoi tranquillamente controllare se ti vuoi prendere la briga di farlo.
    Comunque, se ti va ti considerarmi incompetente, sei libero di farlo, non è un problema.
    Non ti permetto invece di considerarmi in malafede e ti invito, visto che io scrivo firmando con nome e cognome, a farlo anche tu, così posso eventualmente prenderti a calci in culo chiamandoti per nome.
    Buona giornata a tutti.

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  37. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 11:36 am

    Quello che dispiace moltissimo leggendo questi blog è la mancanza di contraddittorio pacifico e democratico..caro Amfortas, anche se un utente anonimo ti critica secondo me giustamente, lo scadere nella volgarità del "calcio in culo" è solo sinonimo di intolleranza e ignoranza.Dispiace perchè si può parlare tranquillamente e in termini moderati visto che si parla di musica e di un'arte bellissima.Peccato.Non mi va di leggere queste cose caro Amfortas..tu sia competente o meno!
    Stefania

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  38. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 11:52 am

    Caro Amfortas, alias Paolo Bullo, complimenti per la tua risposta astiosa e volgare.Evidentemente ho colpito nel segno.Tante belle cose.
    Gedeone

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  39. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 12:21 pm

    …Dimenticavo…ci sono emeriti critici che dopo quarant'anni non hanno ancora capito una emerita mazza di canto e di teatro e occupano il posto che hanno solo ed esclusivamente per evidenti meriti politici. Solitamente cantanti o musicisti frustrati che si sfogano come meglio possono con chi il mestiere lo fa di professione…ma almeno (loro), vengono lautamente pagati per le stronzate che scrivono, tu nemmen quello…AUGURI!
    IL TUO GEDEONE

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  40. megbr 22 novembre 2010 alle 12:48 pm

    bè.. se non altro è indubbio che la Traviata anima sempre le discussioni 🙂 dai Am.. sei tutti noi! 🙂 megbr

    PS: Sua Mariellestà cantò Violetta anche a Firenze, allestimento funereo e scuro della Comencini e, benchè di gandissima cantante si tratti, il ruolo -mi sembra-  non le si addice molto…

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  41. amfortas 22 novembre 2010 alle 1:22 pm

    Ragazzi, a me si può dare tranquillamente dell'incompetente ma non potete pretendere che accetti di essere considerato in malafede.
    È un'accusa grave!
    È singolare che io venga accusato di cose gravi e offensive (non ho cominciato io, cara Stefania) e poi si pretendano risposte soft, forse un comportamento del genere sarebbe molto politically correct ma io sono sempre dell'idea che a brigante, brigante e mezzo.
    È più volgare e rozzo accusare di malafede qualcuno oppure, dopo essere stato provocato, minacciare un paio di calci in culo?
    Dovrei porgere l'altra guancia? Non l'ho mai fatto e non comincerò oggi.
    Un saluto a voi.
    megbr, sua Mariellestà resta sempre una grande cantante. È brava e, ribadisco, in questa parte è anche molto migliorata.
    Per il resto, ho visto assai peggio, quindi sorrido e non mi scompongo minimamente.
    Ciao!

    Mi piace

  42. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 2:02 pm

    Paolo, chi ti accusa di malafede evidentemente non ti conosce, lasciali parlare.
    Vieni a Milano per la Valchiria?
    Se si fammi sapere.
    Cristina.

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  43. amfortas 22 novembre 2010 alle 2:11 pm

    Cristina, ciao 🙂
    Non so se vengo a Milano, nell'eventualità ti faccio sapere ma, visti i prezzi, la vedo dura!
    Per quanto riguarda i commenti ho appena scoperto che scrivono con nomi diversi e lo stesso IP, quindi direi che è proprio il caso di lasciar perdere…e di ridere ancora di più 🙂

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  44. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 2:37 pm

    Ciao Notung!
    Scusa gentile Amfortas eh? Visto che si è fatto vivo, non potevo non salutarlo. Poi quello si arrabbia e sono *****.

    La nostalgica Margot

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  45. amfortas 22 novembre 2010 alle 6:10 pm

    Margie, ogni tanto anch'io rimpiango i bei tempi, quindi riporterò a notung i tuoi saluti 🙂

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  46. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 8:51 pm

    caro amfortas, concordo pienamente con le tue furie. dire a una persona onesta che è in malafede è quanto di peggio si possa ascoltare. e poi da che pulpito … 
    del resto, per quanto riguarda l'essere anonimo (che è anche il mio caso) il blog lo consente e chi, come me non si vuole iscrivere (per motivi personali non del blog) ma non ha niente da nascondere, può usare il nick di un altro blog o quello che gli pare.
    la polemica di gedeone è priva di fondamento e semplicemente provocatoria. 
    non te la prendere e continua con il tuo lavoro e le tue critiche, che anche quando non sono condivise danno comunque occasione a un bel dibattito.
    coloro che giocano a inasprire i toni, tanto per farlo, ci saranno sempre (guarda che cosa è successo a me con patrizia coen, mi sembra che si chiami così).
    sta di fatto che ancora la costituzione italiana ci permette di esprimerci con libertà, ma quando "la libertà degenera in licenza", allora bisogna stare molto attenti. 
    la sottile arte dell'ironia mi sembra che non ti manchi: usa quella e … passa oltre.
    ciao, picasso

    Mi piace

  47. utente anonimo 22 novembre 2010 alle 9:16 pm

    DICHIARO  (per #33 e per difendere #20) di essere stata io a bollare la voce di Prop come voce da corista, soprattutto perché madre natura non lo ha dotato di una voce possente anche se tecnicamente molto preparata.

    Non mi spaccio per una specialista del settore (semmai della prosa sì, per questo cercavo informazioni su Calenda, che sinceramente non mi ha mai entusiasmato), ma non ho nemmeno applaudito Pop come altri hanno fatto.
    Ho alcune amiche che si dedicano da anni al canto con la stessa serietà, impegno, passione di Pop, le quali, se hanno avuto una particina in qualche operetta, debbono essere grate non tanto o non solo  al faticoso lavoro quotidiano quanto piuttosto ad altre virtù. #20 si è riferito alle agenzie pubblicitarie, ma in realtà non ci sono solo quelle.

    Chi conosce meglio di me i meandri del mondo lirico, mi avrà sicuramente compreso.

    Per Amfortas: Dimmi, puoi identificare il mio ID? Come si fa?

    Per #33: Infatti, sino a pochi anni fa non spendevo 500 euro e passa per abbonarmi al teatro lirico triestino e mi "accontentavo" dei CD della Callas. Scommetto di avere sbagliato, che ne dici?

    Mi piace

  48. amfortas 22 novembre 2010 alle 9:38 pm

    Picasso, figurati, io non ho alcun problema con nessuno.
    Devi sapere che di queste provocazioni, in tanti anni di militanza in Rete, ne ho viste e ne vedo con grande frequenza. Anzi, ne ho viste di assai peggiori, minacce e lettere anonime comprese.
    Ho appena cancellato un commento nel quale s'insultava gravemente una cantante, peraltro, ed è questo che mi dà realmente fastidio, perché se le cose proseguono così sarò costretto-non l'avrei giammai creduto– a moderare i commenti.
    Non certo per tutelare me, che proprio non me ne frega nulla, ma perché non è giusto che s'approfitti del mio spazio per insultare terze persone.
    Se dovessi moderare, sarebbe una grande sconfitta per tutti.
    Ciao.
    47, la tua opinione su Pop è legittima.
    Le tue amiche sanno che la pensi così su di loro? 🙂
    Quanto a Calenda, è appoggiato politicamente e non è certo una notizia nuova, puoi arrivare a certi incarichi solo se qualcuno t'appoggia. Ciò non toglie che per me (ma non solo) al Rossetti ha dimostrato di essere un buon direttore artistico.
    Quanto all'identificazione degli IP, chi amministra un blog o un sito ha accesso ad alcuni dati dei lettori, tutto qui.
    Perciò se commenti come Pinco e poi come Pallino se ne accorge anche un troglodita dell'informatica come me.
    Soddisfatta? 🙂
    Ciao!

    Mi piace

  49. utente anonimo 23 novembre 2010 alle 1:20 am

    per #35

    Boross è anche una pianista e visto che abbiamo lavorato insieme a Vienna dove abbiamo tentato invano di aiutarla in un importante Masterclass, lei non potendo far altro, suonava il pianoforte anche al concerto finale, dove la Cotrubas (il che è tutto dire) la chiamava la sirena dei pompieri. Ecco perché so che è una pianista. Sì sono un cantante in attività come pure insegnante di canto lirico e non ho bisogno di spacciarmi per tale, né mi voglio erigere a critico musicale al contrario tuo.  Quando una cantante è calante, ciò è segno di problemi tecnici gravi e non c'è molto da spiegare. 

    Mi piace

  50. amfortas 23 novembre 2010 alle 9:35 am

    49, grazie della precisazione e dell'intervento, ciao.

    Mi piace

  51. Princy60 23 novembre 2010 alle 12:40 pm

    a rovinare un capolavoro come "La traviata" ci vuol talento!

    Mi piace

  52. utente anonimo 23 novembre 2010 alle 1:28 pm

    Credo che Traviata, come tutto Verdi, possa essere un momento di MUSICA celestiale o una piatta esecuzione (e talvolta anche con risvolti da banda di paese), e le interpretazioni dei personaggi non sfuggono di certo. Mariella Devia è una grande, ma l'unico (e ditemi che è poco) strumento a suo vantaggio è la voce, padroneggiata in maniera divina. A vederla a teatro però, delude sempre un po', anche se forse con l'età ha smussato certe "mossette" che rendevano ridicoli i ruoli tragici. Insomma, un'imperfetta che a mio parere dà più soddisfazione in cd che dal vivo…

    un saluto

    Adriana

    Mi piace

  53. amfortas 23 novembre 2010 alle 1:57 pm

    Marina, ti dirò che ho sentito la Traviata rovinata abbastanza spesso :-), purtroppo!
    Ciao.
    Adriana, sai che non sono d'accordo? 🙂
    Per me la Devia va vista in teatro perché solo in quella sede si possono apprezzare in pieno certe sue particolarità che la rendono grande, come ad esempio la padronanza della respirazione e la proiezione della voce, piccolina, ma che passa bene l'orchestra.
    Poi certo, è indubbio che Violetta non sia il suo personaggio più riuscito.
    Ciao e grazie.

    Mi piace

  54. utente anonimo 23 novembre 2010 alle 5:37 pm

    per #49
     nessuno si spaccia per critico musicale anche se con le mie competenze musicali potrei anche farlo…cantante in carriera? dove canti?..così ti veniamo ad ascoltare!.. da come parli immagino che sarai infallibile in ogni tua prestazione! la boross semmai è stata crescente in un paio di occasioni,a parer mio..! …per concludere..il mio intervento voleva solo essere la cronaca di ciò che ho ascoltato,visti gli interventi non obiettivi nei confronti di questa cantante che non conoscevo ed era la prima volta che ascoltavo…..vogliamo allora parlare della mina yamazaki?…………….

    Mi piace

  55. utente anonimo 23 novembre 2010 alle 9:03 pm

    da Giuliano:
    Mamma mia, 54 commenti!!! E con questo 55, con la tua risposta 56!
    ma cosa mi hai combinato, un ragazzino così a modo…
    🙂
    (peccato non poter venire a Trieste, mi sa che mi sono perso qualcosa)

    Mi piace

  56. utente anonimo 23 novembre 2010 alle 9:41 pm

    Ciao, Amfortas,
    certo che le mie amiche lo sanno  ed alcune hanno già abbandonato l'ambiente. 🙂

    Quanto all'ID, hai solo titillato la mia curiosità, ma cercherò di informarmi meglio in altre sedi per non tediarti, con tutte le risposte che devi moderare. 🙂

    Calenda (se mi riferisco solo a quest'anno) con l'ultimo allestimento (Testori, I promessi sposi) ha lasciato che il Rossetti rimanesse praticamente vuoto per molti giorni, se non fosse stato per la pazienza dei soliti abbonati. Non vorrei aprire un'altra diatriba in merito. 😉

    Per #49
    Posso fare una domanda, visto che ti riferisci alle fasi calanti della Boross? La Devia è nata nel 1948, la Boross non saprei, dimmelo tu. La Callas riuscì a calcare le scene sino ai cinquant'anni circa…
    Al fine di erudirmi anche in questo campo :), vorrei sapere quali sarebbero i veri difetti della sirena dei pompieri. Del resto Carducci venne chiamato il trombone d'Italia…

    Con simpatia,
    Susanna

    Mi piace

  57. amfortas 24 novembre 2010 alle 8:45 am

    54, il cantante ignoto ti risponderà, se avrà voglia.
    Ciao 🙂
    55, Giuliano ciao! Sì è scatenato l'inferno, come vedi. Però, anche se c'è stata qualche intemperanza è meglio così, almeno significa che l'opera suscita ancora dibattiti.
    Ciao!
    Susanna, spero che anche tu abbia risposta. Per quanto riguarda il resto, credimi, non sono certo io che posso spezzare il pane dell'informatica 🙂
    Un saluto a te e alle tue amiche 🙂

    Mi piace

  58. utente anonimo 25 novembre 2010 alle 3:11 am

    per #54

    Ma vedi, non è che facendo lo sbruffone sputa-sarcasmo dimostri al meglio le tue qualità di intenditore musicale. Ti faccio i miei complimenti, di certo sei un Maestro nel cambiare abilmente le parole altrui per poi interpretarle a modo tuo. Io ho parlato di "attività", intendendo l'esatto significato del termine (pur essendo straniero), vale a dire, lavoro come cantante, e non ho affatto accennato a "carriera". Né ho mai pensato ad essere perfetto vocalmente. Ma un'opinione posso averla anch'io, fino a prova del contrario. Se ritieni che la Boross non sia stata calante specie nell'ultimo atto, è cosa davvero grave. Riascolta-se hai tempo da perdere-le registrazioni della Boross. Perfino la Devia ha condiviso la mia opinione dicendo che a parte 2 uomini, il resto dei cast non valeva niente (in realtà ha usato un'espressione più colorita). 
    Io sono sempre disponibile ad incontrarti, non ho problemi, vieni al Verdi, ci mettiamo d'accordo così prima mi canti tu poi ti canto io, poi però mi suoni il pianoforte e poi lo suonerò anch'io, o se preferisci l'organo e per concludere prendiamo un bel tema e scriviamo una fuga a 4 voci. Quando vuoi.

    Per Susanna (#56)

    Io non ho parlato di "calo" riguardante una carriera né intendevo calo di capacità vocali a causa dell'età, ma semplicemente di "essere calanti"!  🙂

    Attila Bankuti

    Mi piace

  59. amfortas 25 novembre 2010 alle 8:59 am

    Attila, ciao e grazie del chiarimento 🙂

    Mi piace

  60. utente anonimo 25 novembre 2010 alle 1:43 pm

    Ciao Amfortas,

    mi sono solo permesso di esprimere un'opinione, ma qualcuno pare l'abbia presa male..:-))
    Ciao buona giornata!

    Attila

    Mi piace

  61. amfortas 25 novembre 2010 alle 5:35 pm

    Nulla di grave dai, l'importante è capirsi, ciao!

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  62. utente anonimo 26 dicembre 2010 alle 9:40 am

    chiudere il teatro e riaprirlo, con una orchestra e coro alla altezza di altri teatri, concorsi internazionali, cambiar lo staff, cercare un sovrintendente e direttore artistico che possano fare rinascere un teatro serio.

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  63. amfortas 26 dicembre 2010 alle 12:59 pm

    62, Orchestra e Coro del Teatro Verdi di Trieste sono all'altezza delle altre compagini italiane e spesso anche meglio, credo che basterebbe una programmazione intelligente, rispettosa del pubblico e competente.
    Ciao, auguri.

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