Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione abortita della Forza del destino di Giuseppe Verdi al Comunale di Firenze.

Vi segnalo inoltre, a proposito di nefandezze, questo editoriale su Operaclick.

Opera di grandi suggestioni e contraddizioni, non è questa la sede per ripercorrere la travagliata genesi dell’opera, La forza del destino di Giuseppe Verdi è stata trasmessa questa sera su RADIO3, in diretta da Firenze.

Come sempre, prima d’inoltrarmi nella recensione semiseria, segnalo che solo in teatro si può apprezzare un’opera pienamente, però alcuni pareri si possono dare anche dopo l’ascolto radiofonico.
Opera di difficile esecuzione, la Forza, perché richiede l’impiego di 6 prime parti, circostanza che non si può definire certo frequente in Verdi.
I melomani che mi leggono lo sanno già, ma per i meno ferrati sull’argomento ricordo che questo lavoro verdiano gode di pessima fama, in quanto sembra che porti sfiga (smile).
Sfiga che sicuramente attanaglia il protagonista, Don Alvaro, al quale davvero vanno tutte storte: gli cade la pistola e uccide il padre dell’amata Leonora, tanto per ricordarne una, ma non è certo la sola.
Alvaro è un po’ il Paperino dell’opera lirica, insomma, e a me sta pure simpatico. Ovviamente è una parte tenorile, perché quando i personaggi sono sfigati, incasinati, rissosi e romanticoni non c’è nulla da fare, c’è sempre un tenore pronto (smile).

Ecco, la parte che avete letto in corsivo me l’ero scritta in anticipo, come cappello per la recensione semiseria.
In realtà, dopo aver sentito l’opera, mi sono reso conto che qualche volta le leggende hanno un fondamento di verità.
E la verità è che La forza del destino porta davvero sfortuna: per esempio ai cantanti che sono stati tutti al di sotto della sufficienza e in qualche caso anche della decenza (mi riferisco ai 5 protagonisti, con l'unica eccezione di De Candia).
Molto sfortunato è sembrato anche il direttore, Zubin Mehta. 
Il più sfortunato sono stato io, che sono rimasto alzato sino a tardi: spero di non riuscire a dormire, perché se m'appisolo farò certamente sogni orribili.
Questa la locandina:

Leonora Violeta Urmana
Don Carlo di Vargas Roberto Frontali
Don Alvaro Salvatore Licitra
Preziosilla Elena Maximova
Fra' Melitone Roberto De Candia
Padre guardiano Roberto Scandiuzzi
Il Marchese di Calatrava Enrico Iori
Curra Antonella Trevisan
Un alcade Filippo Polinelli
Mastro Trabuco Carlo Bosi

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
direttore Zubin Mehta
regia Nicolas Joël
scene Ezio Frigerio
costumi Franca Squarciapino
video e proiezioni Sergio Metalli per Ideogamma Rimini
coreografia Sabine Mouscardès
luci Jürgen Hoffmann

 
 

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28 risposte a “Recensione abortita della Forza del destino di Giuseppe Verdi al Comunale di Firenze.

  1. utente anonimo 24 novembre 2010 alle 7:33 pm

    Carina questa recensione.Naturalmente non conoscevo  La Forza del Destino ,ma ho rimediato con you tube .E' risaputo ,quanto, gli attori di teatro ,come i cantanti lirici siano superstiziosi !
    Sto leggendo il lenzuolo di commenti alla recenzione della Traviata !!!!!! 🙂
    Comunque prima di tutto la musica:con lei penso che la sfortuna non avesse possibilità


    PS Da parte mia,invece,il concerto n 4 di Rachmaninov suonato da Michelangeli.Certamente non la persona più simpatica del mondo,ma
    senz'altro uno dei più grandi pianisti 🙂




    Monica

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  2. amfortas 24 novembre 2010 alle 8:58 pm

    Monica, la motivazione della mia recensione abortita è che amo tanto quest'opera e sentirla così scempiata mi ha infastidito.
    E poi con la Callas, non si sbaglia mai…
    Ciao!

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  3. utente anonimo 24 novembre 2010 alle 10:42 pm

    Be', vuol dire che qualcosina, grazie a te, incomincio a capirla anch'io: ne ho sentito un po', per radio, poi mi sono cercata qualcuna delle mie arie preferite, e ho scelto Leyla Gencer e Callas, su youtube, per rifarmi..

    Adriana

    ( non la stessa del commento all'altro post, per inciso.. ma penso tu lo capisca da quel misterioso ID.. mi sono letta la valanga di commenti: moooolto interessante, anche se vederti accusato di malafede m'indigna )

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  4. amfortas 25 novembre 2010 alle 8:55 am

    Adriana, ciao, non preoccuparti è normale che in questo mondo ci siano polemiche…sai alla fine il tempo è sempre galantuomo 🙂
    Ciao!

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  5. paoletto1 25 novembre 2010 alle 9:29 am

    Ma questo Licitra è lo stesso del Trovatore con Muti di qualche anno fa alla Scala? Io magari sono di bocca buona, ma all'epoca mi sembrava un tenore accettabile. L'altra sera ho acceso casualmente la radio e non credevo alle mie orecchie sentendo il duetto Don Carlo-Alvaro "Sleale…". Ma ha fatto un corso per disimparare a cantare?
    Saluti

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  6. amfortas 25 novembre 2010 alle 11:44 am

    paoletto1, sì è proprio lui. Evidentemente gli sbagli di repertorio si pagano, perché per me resta una delle voci di tenore più belle degli ultimi 30 anni.
    Ciao!

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  7. utente anonimo 25 novembre 2010 alle 3:51 pm

    Dev'essere stata veramente un'esperienza. Se il migliore è stato De Candia non voglio neanche immaginare cos'era il resto. Peccato per la Urmana, spero fosse colpa di una serata no.
    Winckelmann

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  8. amfortas 25 novembre 2010 alle 5:39 pm

    Winckelmann, come ho già detto da qualche parte l'Urmana dovere restare nel suo repertorio mezzosopranile e falcon.
    Poi certo, io capisco anche l'ambizione e la voglia del cantante di migliorarsi, ma se i risultati sono questi…
    Ciao!

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  9. biondasirocchia 27 novembre 2010 alle 7:38 pm

    Peccato che sia abortita. Prometteva bene. A proposito, grazie per la Traviata di Trieste! Non solo sei un critico davvero competente e una persona generosa, ma sei anche un signore. E di questi tempi, credimi, merce rarissima.

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  10. amfortas 28 novembre 2010 alle 9:11 am

    Bionda, se ci fosse un premio per il più bel commento che ho ricevuto in questi anni, lo vinceresti tu.
    Ti ringrazio tantissimo.
    Ciao!

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  11. Princy60 28 novembre 2010 alle 11:17 am

    su Rai5 annunciano molta lirica….

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  12. amfortas 28 novembre 2010 alle 4:09 pm

    Marina, sì ho visto, o meglio spero di vedere perché qui a Trieste lo switch off ci sarà i primi giorni di dicembre.
    Spero proprio che non ci siano problemi perché è prevista anche la trasmissione della Valchiria dalla Scala.
    Ciao!

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  13. utente anonimo 28 novembre 2010 alle 8:11 pm

    bel post. bella scrittura come sempre. mi piacerebbe pubblicarlo sulla mia pagina facebook ma non vedo il link per farlo.
    ciao,
    olga (olgadamato@tiscalinet.it)

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  14. amfortas 28 novembre 2010 alle 8:19 pm

    Olga, ciao che pacere rileggerti dopo tanto tempo, spero tu stia bene e appena ho un secondo di tempo passo a vedere il tuo blog, che vedo è rimasto sempre quello dei bei tempi.
    Di Facebook, ahimé, non so nulla e quindi non posso aiutarti, mi spiace.

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  15. utente anonimo 29 novembre 2010 alle 12:57 pm

    Attenzione, richiesta d'aiuto. Qualcuno per caso ha visto a Pavia la Traviata del regista Andrea Cigni? Domenica 12 e' a Brescia, ma da alcune foto e da una piccola intervista sul web del regista stesso, sento puzza di bruciato…….Gradirei qualche dritta. Grazie anticipatamente.
    IRIS

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  16. amfortas 29 novembre 2010 alle 4:34 pm

    Iris, io non ne so nulla, magari qualche lettore ti ragguaglia…
    Ciao!

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  17. utente anonimo 29 novembre 2010 alle 9:38 pm

    ho visto la recita di ieri e vorrei fare alcune considerazioni.
    di routine è stata sia la direzione d'orchestra che l'allestimento. nulla di malvagio, ma si pùò fare di meglio. scadente, a tratti tragicomica la regia. molto belli i costumi della squarciapino. orchestra e coro assolutamente di buon livello. non capisco perchè fare tante tragedie.
    la urmana è stata annunciata sofferente. ha cominciato cantando bene. nulla di straordinaio, qualche acuto leggermente duro, ma assolutamente valida.
    il secondo atto lo ha cantato bene. non benino o abbastanza bene, ma BENE come ci si aspetta da una buona leonora di vargas. il quarto atto è stato strepitoso. voce enorme. mi chiedo perchè si debba sempre esagerare le critiche quando si parla della urmana. su altri blog c'è ancora chi le rimprovera di aver cambiato registro (sic!). io non sono uno suo fan, ma la ammiro. l'ho sentita tre volte. non mi ha mai regalato nulla di indimenticabile, ma CANTA e canta bene. il timbro non è indimenticabile forse 8anche se assai riconoscibile), ma in teatro la si apprezza più che per radio credo. ed è certamente una delle migliori leonora di vargas che cantino oggi. senza se e senza ma.

    arriviamo alle note dolenti. frontali ammalatissimo ha cantato talmente male da suscitare ilarità, ma non si può esprimere, viste le condizioni di salute, un giudizio su di lui. la potenza del fato mi sa che porta veramente sfiga.

    licitra è stato pessimo, non è ha azzeccata una. la voce è potente, si sente in teatro e copre sempre l'orchestra, ma canta male che più male non si può e stona, grida, vocia, stecca…una vergogna.

    roberto scandiuzzi non ha cantato male, ma neppure bene. performance ordinaria. come ordinaria, ma inferiore rispetto a quella di scandiuzzi, la prova della maximova come preziosilla. un'altra che pensa che un bel culo possa soppiantare la voce. comunque, partita maluccio si è via via ripresa, cantando non male il rataplan.

    roberto de candia un simpaticissimo fra melitone. a mio giudizio (personalissimo) indecente la prova di curra.

    in sostanza. spettacolo ampiamente censurabile. ma con una perla: la leonora della urmana che brilla non per demeriti altrui, ma di luce sua.
    questo ci tengo a sottolinearlo, perchè nei blog la stanno distruggendo. non è giusto. ha salvato la serata nonostante fosse ammalata (l'ho incontrata nei camerini e ne sono testimone oculare).

    ringrazzio quelli che vorranno leggermi ed eventualmente rispondere. uso questo blog che è casa d'altri, ma spero in una certa tolleranza.

    saluti

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  18. amfortas 29 novembre 2010 alle 11:45 pm

    17, anch'io, a onor del vero, rimprovero alla Urmana il passaggio al registro sopranile, mi sembra una forzatura.
    L'ho scritto proprio in un comemnto a questo post.
    Quanto al resto ovviamente non mi pronuncio sulla recita alla quale ti riferisci perché non l'ho sentita, ma alla prima ha cantato male.
    Peraltro esperienze anche recentissime ma soprattutto ripetute nell'arco di parecchi anni, mi dicono che il rendimento di un artista può cambiare, anche di molto, da una serata all'altra.
    Quindi non faccio alcuna difficoltà a credere che quando l'hai vista tu abbia cantato in modo soddisfacente.
    Poi però bisogna aprire un altro argomento e cioé il criterio col quale giudichi un cantante.
    Se il criterio è quello di Marianne Brandt sul Corriere della Grisi, la Urmana non canterà MAI bene, perché la sua tecnica e la sua emissione non sono accettabili per quel criterio di valutazione.
    Spero tu sia soddisfatto della risposta (sei Lattavanti vero?)
    Ciao!

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  19. utente anonimo 30 novembre 2010 alle 10:19 am

    Ho visto la Traviata di Pavia al fraschini cara iris….non capisco a cosa tu ti riferisca quando dici che senti puzzo di bruciato!
    Lo spettacolo di Cigni è stupendo. Mi sono commossa in più occasioni veramente da vedere e rivedere.
    Il cast è stato all'altezza anche se Violetta mi è parsa leggermente tesa durante il primo atto, ma ti garantisco che ci ha regalato un addio del passato che poche oggi sanno interpretare con così tanto trasporto. Grande la prova del coro e ottima la direzione orchestrale.
    certo non è la traviata di zeffirelli….se dio vuole!!! Finalmente anche in italia uno spettacolo che non si limita a farci vedere i soliti divanetti e lampadari con specchiere ma entra a fondo di ogni personaggio!
    l'unico neo sono gli archi dell'orchestra dei pomeriggi musicali e Germont che pur avendo una bella voce non riusciva a seguire l'orchestrazione

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  20. amfortas 30 novembre 2010 alle 10:27 am

    19, grazie delle informazioni.
    Permettimi d'osservare che in Italia è da parecchio tempo che non si vedono solo spettacoli nel solco della tradizione più bieca.
    Non sempre è un bene, peraltro.
    Ciao e grazie.

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  21. utente anonimo 30 novembre 2010 alle 11:37 am

    19 Ti ringrazio di cuore, ora sono molto piu' tranquilla. Avevo sentito di contestazioni a Pavia durante la prova generale……..sentire un parere positivo mi aiuta a prenotare il biglietto. Grazie, ti faro' sapere.
    IRIS

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  22. amfortas 30 novembre 2010 alle 12:18 pm

    Iris buon divertimento allora 🙂

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  23. utente anonimo 30 novembre 2010 alle 3:34 pm

    riprendo il filo della conversazione cominciata ieri. non sono 'lattavanti' che ignoro francamente chi sia e mi scuso del mio anonimato.
    questo blog lo seguo da un pò e mi era già capitato di scrivere di spettacoli di roma, napoli, torino, pesaro e ultimamente del bel rigoletto della fenice.

    francamente non posso vantare un'educazione musicale di tipo tecnico, quindi i miei personalissimi giudizi sono basati esclusivamente su ascolti comparati sia sulle registrazioni storiche che su precedenti serate in teatro. mi sono comunque chiare nozioni quali legato, sicurezza degli acuti, volume, qualità e bellezza del timbro, colorature, ecc ecc, oltre, naturalmente, alla congenialità di una voce ad un determinato ruolo e l'interpretazione in teatro.

    in linea di massima, trovo che alcuni, pur tecnicamente molto ferrati sull'argomento canto, non facciano altro che trovare difetti, esegararli nel recensirli. insomma ogni tanto fa anche bene rilassarsi e godersi uno spettacolo, apprezzando per esempio quello che c'è di buono in esso. in questa sfortunata edizione della forza a firenze, per esempio, la bella prova della urmana e di de candia. i complessi del maggio di discreto livello e la direzione, seppure un pò di routine, di mehta. stiamo pur sempre parlando di mehta, non dell'ultimo sbarbatello.
    e certa gente non creda soprattutto di avere il monopolio sul giudizio della musica e del canto. i wiener e le orchestre tedesche le abbiamo ascoltate tutti. che florez non faccia le mezzevoci è una stronzata pazzesca. e via di seguito con tante altre cavolate che si leggono…

    saluti

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  24. amfortas 30 novembre 2010 alle 4:07 pm

    23, in linea generale sono d'accordo con te, perché bisogna saper cogliere anche gli spunti positivi di uno spettacolo e non solo ampliare quelli negativi.
    Però è anche vero, e questo è ormai dimostrato, che un'eccessiva accondiscendenza di critica e pubblico non è mai positiva.
    Come sai dal momento che sei un lettore assiduo io provo (non so se ci riesco, ma di sicuro ci provo) a tenere un atteggiamento, semplicemente, critico nella migliore accezione del termine.
    Per quanto concerne il CdG io disapprovo quasi sempre i toni e condivido di frequente i contenuti.
    Non condivido mai, invece, il perverso gusto di distruggere e peggio ancora,  il vezzo artificioso di voler apparire accerchiati da una critica incompetente e di essere depositari della Verità.
    Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la storia dell'opera sa che la frase "non ci sono più i ecc ecc ecc" è stata detta e ripetuta talmente tante volte nel corso dei secoli da essere diventata grottesca.
    I cantanti di oggi s'esprimono con un linguaggi artistico contemporaneo che tra solo vent'anni sarà giudicato obsoleto o addirittura inaccettabile.
    Fioriranno nuovi artisti e nuovi modi d'esprimersi, si formerà un gusto che oggi non possiamo neanche ipotizzare.
    Ignorare questo elementare dato di fatto a me pare madornale.
    Perdona la lunghezza della risposta 🙂
    Scusa per l'equivoco sul nickname, dovuto al tuo modo d'argomentare nel quale mi è parso di riconoscere altra persona.
    A rileggerci, spero.
    Ciao!

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  25. utente anonimo 4 dicembre 2010 alle 3:36 pm

    Ho avuto modo di assistere alla recita di Traviata al Fraschini di Pavia e ho trovato l'allestimento intenso e raffinato: nessuna scelta operata dal regista mi pare possa essere giudicata gratuita e dall'intento esclusivamente provocatorio.
    Certo è una Traviata che non lascia indifferenti e che forse inquieta chi la vorrebbe consegnata solo a polverose trine e merletti in grado di mantenerla in un rassicurante passato: invece questa costringe a sentirla sulla propria pelle.
    Al proposito, rimando alla recensione di Foletto apparsa su Repubblica Milano di oggi (4 dicembre 2010).

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  26. amfortas 4 dicembre 2010 alle 3:57 pm

    25, anch'io, nel frattempo, ho raccolto qualche notizia positiva su questa Traviata, speriamo che il pubblico sia numeroso, allora.
    Ciao!

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  27. utente anonimo 6 dicembre 2010 alle 11:27 pm

    Buongiorno mi chiamo Roberto Cardini, casualmente finito su questo sito, sono un semplice estimatore di Verdi vivendo in provincia di Parma, ho assistito alla Traviata di Cigni dopo aver letto su Repubblica la recensione. Sono andato a Cremona al teatro Ponchielli domenica pomeriggio. Quando siamo usciti con mia moglie eravamo davvero commossi, e con noi tanti altri spettatori… sembrava di aver assistito ad un film al cinema. Uno spettacolo semplicemente bellissimo, attuale, non sembrava neanche un'opera lirica che ha quasi due secoli. Abbiamo trovato geniale l'idea e davvero bellissima la realizzazione. Certo, niente di già visto finora, l'ultima a cui avevamo assistito è stata quella di Zeffirelli a Busseto e sinceramente era un po' vecchio stile… Il finale poi è da restare muti per mezz'ora dopo essere usciti da teatro con un pensiero fisso all'ultima immagine. Anche il cast ci ha lasciati senza parole, soprattutto la protagonista che non conoscevamo (iolanda auyanet, da libretto di sala). La direzione d'orchestra corretta e in linea con quello che si vedeva. Lo consigliamo vivamente, credo faccia altre date al nord Italia.

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  28. amfortas 7 dicembre 2010 alle 8:34 am

    Roberto, ciao, come ho già segnalato questa Traviata nel suo complesso è piaciuta e non posso che esserne felice.
    Ti ringrazio per l'ulteriore testimonianza.
    Ciao!

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