Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Die Walküre alla Scala di Milano, terza incursione semiseria: Wotan, lo special one degli dei.

Per chi fosse interessato, perso nei meandri inestricabili dello switch off o stufo di riempirsi la casa di quelle ingombranti scatole che sono i decoder [capito Roberto, strasmile)], a questo indirizzo web si può vedere RAI5, l'emittente che trasmetterà la prima della Walküre dalla Scala, martedì prossimo.

Dunque, abbiamo lasciato i gemelli Siegmund e Sieglinde mentre cedevano pericolosamente alle tentazioni della carne.

E vale la pena sottolineare come il vocabolo “tentazione” sia appropriato nel contesto, perché dopo che nel Prologo (L’oro del Reno) abbiamo visto interagire solo gli dei, nella Valchiria i personaggi assomigliano sempre di più agli uomini.
E a proposito di dei, nella Valchiria compare nel secondo atto il più dio di tutti, lo special one: Wotan.
Cosa rappresenta Wotan? Beh è davvero troppo pretendere di sviscerare l’inesauribile e ancora discusso argomento in un post di poche righe, quindi accontentiamoci di sapere che Wotan è la rappresentazione del conflitto, della lacerazione, tra la ragion di stato, le regole, e l’ebbrezza dell’amore, che per antonomasia quelle regole travolge e disconosce.
Tutto ciò semplificando molto per necessità o ansia da divulgazione, fate voi.
E questo tira molla tra dovere e piacere è uno dei temi ricorrenti che attraversano tutte le opere di Wagner.
Wotan, sostanzialmente, è solo di fronte ad uno specchio per buona parte del secondo atto, anche se in realtà davanti a lui, a confrontarsi, appaiono prima la figlia Brunnhilde [la prediletta delle nove figlie(!) che Wotan ha avuto nientemeno che da Erda, la Capa del Mondo, smile!], poi la moglie Fricka e poi di nuovo Brünnhilde, Die Walküre.
Il suo è un lungo monologo in cui cerca in qualche modo di ritessere una tela che aveva distrutto rubando, con l’aiuto del dio del fuoco, Loge, l’anello ad Alberich.
Alberich l’aveva presa malissimo e aveva maledetto l’Amore.
Fricka pretende il rispetto delle regole e che il suo onore sia vendicato: l’amore incestuoso tra i figli adulterini Siegmund e Sieglinde deve essere fermato. Hunding deve vincere, solo così lei avrà soddisfazione.
Così Wotan, che di primo acchito aveva ordinato a Brünnhilde di aiutare Siegmund in battaglia, dopo il diverbio con Fricka cambia suo malgrado idea, e contraddicendosi per l’ennesima volta, ordina alla Valchiria di lasciar perdere.
Brunnhilde cerca di ribellarsi ma Wotan la costringe ad obbedire.
Quando la madre di tutte le battaglie tra Siegmund e Hunding  è ormai imminente, Brünnhilde, che nel frattempo s’è fatta riconoscere da Siegmund, decide di contravvenire agli ordini di Wotan e proteggere, costi quel che costi, l’ardimentoso giovane.
Sieglinde è incinta, tra l’altro.
Wotan s’accorge della macchinazione e diventa una bestia.
Si precipita sul campo di battaglia e con la sua lancia spezza la spada invincibile (Notung, quella che era infissa nel frassino a casa di Sieglinde) che avrebbe dovuto difendere Siegmund, il quale viene ucciso senza pietà da Hunding.
Wotan lo vede vittorioso e gli dice: Ok, ora va a raccontare a Fricka che hai vinto e che il suo onore è salvo.
E lo fulmina.
Brünnhilde scappa portandosi dietro Sieglinde, ma non andrà lontano, come scopriremo nel terzo atto.
La musica, che dire!
Come ho già scritto altre volte la scena dell’annuncio di morte o dell’agnizione tra Siegmund e Brünnhilde è uno dei vertici della musica wagneriana. Non chiedetemi perché, non lo saprei spiegare in parole povere.
Per l’ascoltatore medio l’inizio del secondo atto è assai ostico: non ci sono aperture melodiche, non c’è canto sfogato e qualche volta può sembrare che la tensione drammatica si allenti.
In realtà è vero il contrario, in tutto il Ring non c’è (a mio parere) un momento più teatralmente drammatico di questo, in cui Wotan è macerato dal dubbio e parla alla figlia e alla moglie allo scopo di chiarire a se stesso ciò che deve fare.
Avrete capito che la parte di Wotan (basso) necessita sì di un cantante ma soprattutto di un fraseggiatore che dia un senso al turbinio di sentimenti che anima il personaggio.
Per non parlare poi del terzo atto, la parte è massacrante e di Wotan che arrivano afoni alla fine il…Walhalla è pieno (smile).
Brünnhilde (soprano) ha pure le sue difficoltà interpretative e vocali, ma per lei il peggio è nella Götterdämmerung, e questa è un’altra storia.
Volevo essere sintetico, ho scritto ‘sto polpettone illeggibile con una prosa che fa sembrare lineare quella di Paolo Isotta, vedete voi…(strasmile)
Ora, ammesso che qualcuno legga, vi lascio in pace per un paio di giorni, il prossimo post tratterà d'altro.
Poi, ci sarà anche la divulgazione semiseria del terzo atto.
A rileggerci!

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15 risposte a “Die Walküre alla Scala di Milano, terza incursione semiseria: Wotan, lo special one degli dei.

  1. utente anonimo 3 dicembre 2010 alle 10:14 am

    [OT] avevo letto che la diretta andava sui Rai5 ma non sospettavo minimamente che skàiclassica la avesse accantonata… risulta anche a te?

    Ho letto che in terra di toscana, mancando il mux4 del digitale terrestre, Rai5 non si vedrà fino al 2012 e quindi è obbligatorio prendersi un altro scatolone (decoder satellitare tivusat). Rinuncio e seguo via radio.

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  2. amfortas 3 dicembre 2010 alle 10:31 am

    Roberto, effettivamente SkyClassica non trasmette la prima della Scala.
    A memoria mi apre che tra le tv satellitari la trasmetta "Mezzo" in diretta, ma non so da che satellite.
    Oggi è il giorno dello switch off qui a Trieste, per il momento non solo non si vedono i canali nuovi, ma sono scomparsi anche quelli che vedevo prima.
    Sono estremamente fiducioso per il futuro, quindi…
    Ciao!

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  3. daland 3 dicembre 2010 alle 1:19 pm

    Cito: "Wotan è la rappresentazione del conflitto, della lacerazione, tra la ragion di stato, le regole, e l’ebbrezza dell’amore, che per antonomasia quelle regole travolge e disconosce."

     Scusa Amfortas, ma visto che il tuo blog tratta squisitamente di politica, mi sarei aspettato una matematica chiosa: tutto Berlusconi!

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  4. amfortas 3 dicembre 2010 alle 2:08 pm

    Daland, hai ragione m'è sfuggito 🙂
    Peraltro c'è da dire che la satira Berlusconi se la ritova già in casa e nientemeno che al TG5, che oggi per caso, mentre stavo testando i risultati dello switch off, ho visto.
    La giornalista(?) che conduce il telegiornale delle 13 ha definito presunte rivelazioni quelle di Wikileaks sul Primo Ministro italiano.
    Io la trovo una battuta formidabile!
    Ciao!

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  5. colfavoredellenebbie 3 dicembre 2010 alle 11:04 pm

    …presunte rivelazioni :))

    (grazie per l'indirizzo web, e un saluto)

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  6. gabrilu 4 dicembre 2010 alle 12:30 am

    …Però nel  sito che hai indicato  per vedere il video si deve scaricare ed installare Microsoft Silverlight.
    E te pareva.
    Credo che opterò per la radio.
    Tiè.
    Tsk.
    Pfui.

    (Con l'occasione:  nulla   dicesti  del  "Don Giovanni" inglese, che ha suscitato un bel  "casinetto"  )

    Bye

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  7. amfortas 4 dicembre 2010 alle 8:40 am

    Zena, che piacere, ciao! Vero che è una battutona meravigliosa? Ma tanto non se ne rendono conto….
    Gabrilu, ciao! Ti tiferisci al Don Giovanni alla ENO, immagino…
    Guarda linko qui l'articolo del Corriere dal quale traspare che la motivazione di quello schifo sia nella ricerca d'avvicinare i giovani all'opera.
    Quel che è peggio sembra che i risultati diano loro ragione!

    http://www.corriere.it/spettacoli/10_novembre_29/don-giovanni-londra_55d8cb16-fba9-11df-bfbe-00144f02aabc.shtml

    Ecco, queste sono le cose che andrebbero proprio estirpate, perché davvero non hanno alcun senso.
    Ciao.

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  8. utente anonimo 4 dicembre 2010 alle 10:42 am

    "…….ho scritto sto polpettone illeggibile"

    L'unico polpettone che non riesco proprio a digerire,per quanto mi riguarda,purtroppo  è Wagner.
    Ma queste tue recensioni così divertenti e leggere mi fanno quasi venir voglia di vederlo e ascoltarlo in TV ,martedì prossimo 🙂
    Buon fine settimana,amfortas.
    Monica

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  9. amfortas 4 dicembre 2010 alle 12:53 pm

    Monica, ringrazio per l'apprezzamento però se sei a casa e riesci a beccare RAI5 non mancare la Valchiria, è potabile anche per chi non digerisce troppo Wagner.
    Ciao!

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  10. utente anonimo 4 dicembre 2010 alle 1:45 pm

    Cara Monica, se non digerisci Wagner, ti consiglio di cominciare con la scena della camera nuziale del Lohengrin (terzo atto), possibilmente con Kaufmann che bacia Elsa sul collo e lei che non ne vuole sapere e continua a dire: "Nooo, prima mi devi dire il tuo nome, senno' non se ne fa niente!!!!!" . E lui con voce scura e virile, ma morbidissima, la chiama "mia dolce sposa" e lei lo scosta e ripete "dimmi chi sei!". Te lo giuro che io saltavo sul divano! MACCHISSENEFFREGA DI COME SI CHIAMA!!!!
    Molto meglio di qualsiasi programmazione tv di prima serata.
    IRIS

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  11. amfortas 4 dicembre 2010 alle 3:53 pm

    Iris, la tua è una vera dichiarazione d'amore per Wagner eh? 🙂
    Benvengano i divi allora, se riescono ad avvicinare a repertori sconosciuti gli appassionati!
    Ciao 🙂

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  12. utente anonimo 4 dicembre 2010 alle 4:13 pm

    Scherziamoci pure sopra….lo fa anche mio marito! Ci tengo a dire pero' che per impersonare l'eroe romantico, oltre che a una voce sublime (questo per noi e' naturale) ci vorrebbe anche il fisique du role. L'anno scorso ho visto un principe Calaf a Verona che era alto un metro e dieci e largo un metro e cinquanta e portava le zeppe sotto i piedi, che la Turandot ha dovuto prendere il Viagra. A Venezia invece un Des Grieux che sembrava un tronco di pioppo morto. Come vedi non faccio nomi, perche' in fondo mi dispiacerebbe ferire qualcuno.
    IRIS
    P.S.
    Questa sera su BBC radio 3 Adriana Lecouvreur con Kaufmann. Per cena abbiamo il sottofondo musicale. Saranno contenti i miei figli metallari……
     

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  13. amfortas 4 dicembre 2010 alle 4:54 pm

    Iris, il nome il nome!
    No, ché tanto io i nomi li so già 🙂
    Però scusami, una Turandot che ha dovuto prendere il Viagra? Mi si aprono prospettive assai inquietanti e come dire, parlamentari 🙂
    A Venezia la Manon opima e matura vestita da collegiale inglese, con tanto di calzerotti, era anch'essa molto ridicola.
    Ma sono le consuete problematiche delle regie, mica ci sono sempre Jonas, Anna e Erwin!
    Ciao 🙂

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  14. utente anonimo 10 gennaio 2011 alle 7:02 pm

    C'è almeno un'altra chiave di lettura. Wotan è triste per avere avuto dalle sue Valchirie eroi morti, che sono divenuti suoi servi (knecht) contro Alberich, come Hunding è servo di Fricka. Lui cerca un uomo libero, più libero di lui, Wotan, che non lo è.
    La lotta di Wotan è la lotta per la libertà, che altri siano liberi, non potendo esserlo lui. Si vede la mano di Bakunin

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  15. amfortas 10 gennaio 2011 alle 8:36 pm

    14, il Ring davvero si presta a molte speculazioni soprattutto per ciò che riguarda Wotan, anche la tua ha un senso.
    Ciao e grazie.

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