Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Die Walküre alla Scala di Milano: quarta incursione semiseria.

Questa sera alle ore 17 la prima!

Dalla Scala arrivano notizie incoraggianti sulle condizioni vocali dei protagonisti principali della Walküre, ed è già una circostanza positiva sapere che gli acciaccati dei giorni scorsi si stiano riprendendo.
Speriamo bene!
Prima di andare avanti, ricordo di nuovo che oltre che sul canale digitale RAI 5, la prima della Scala si può vedere sulla TV satellitare “Mezzo”, online (sempre su RAI5) a questo indirizzo e in queste sale cinematografiche italiane.
A Trieste il circuito Cinecity (quello che si trova alle Torri d’Europa) mette a disposizione una sala in cui Die Walküre si potrà vedere in alta definizione e con un ottimo sistema d’ampilificazione.
L’ingresso costa 10 euro e si possono beneficiare delle consuete riduzioni.

valchirie1
Dopo le prime due puntate in cui ho brevemente descritto la trama del primo e del secondo atto, eccoci al terzo, che si apre con la celeberrima “Cavalcata delle Valchirie”, un pezzo che è tra i più noti della musica di tutti i tempi anche perché frequentemente compare in altri contesti artistici.
Ma, in buona sostanza, cos’è questa cavalcata? La musica descrive la situazione seguente.
Le Valchirie scendono sui campi di battaglia per riportare nel Walhalla i corpi degli eroi caduti.
Nel secondo atto Siegmund ha detto a Brünnhilde che del Walhalla non gli frega nulla, se non gli è concesso portarsi dietro la sua Sieglinde.
Prima di salire al Walhalla, le Valchirie fanno sosta presso una rocca e si complimentano l’una con l’altra, giocano con i cavalli, sono felici.
Una di loro, Rossweisse, dice ok, se ci siamo tutte andiamo su ma una sua sorella, Helmwige, s’accorge che manca una compagna. Gerhilde dice è quella casinista di Brünnhilde che perde tempo.
Waltraute osserva che se Wotan le vede arrivare senza la figlia preferita diventa una bestia.
Tutte pensano che palle! quando Siegrune avvista Brünnhilde che sta arrivando col suo Grane e s’accorge che qualcosa non quadra, sulla sella con lei non c’è Siegmund, ma una donna!
Dopo un concitato dialogo Brünnhilde spiega che si tratta di Sieglinde. Chiede protezione alle sorelle, perché Wotan (che intanto si appalesa da lontano con un minaccioso temporale) la insegue con gli occhi fuori dalla testa: la Valchiria gli ha disubbidito.
Le sorelle prendono la decisione di mostrare la strada della fuga a Sieglinde e proteggere la sorella indisciplinata: la circondano e la fanno camminare in mezzo a loro per nasconderla agli occhi di Wotan, come fanno le chiocce con i pulcini.
Il dio è davvero fuori di sé e minaccia sfracelli, se la prende con le atterrite figlie sino a quando Brünnhilde esce dal gruppo e dice ok, sono qua, parliamone.
Sono guai!
Nel lungo duetto che segue Wotan disperde le Valchirie e comunica alla ribelle Brünnhilde la pena per la sua disubbidienza. Sarà privata di ogni potere e addormentata per sempre, o meglio sino a quando il primo scemo che passa la sveglierà con disonore.
Brünnhilde cerca di giustificare la sua ribellione, Wotan è enormemente combattuto, ma la figlia ottiene solo un’attenuante: la rocca dove giacerà sarà circondata dal fuoco, in modo che solo un grande eroe possa vincere le terribili fiamme e avvicinarsi a lei.
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Detto questo, abbraccia Brünnhilde, la stringe e la bacia sugli occhi “levandole la divinità”.
La guarda pensoso e distrutto, mentre la figlia è inerme.
Si riscuote dal suo malessere interiore e chiama Loge, il dio del fuoco, e gli ordina d’incendiare i pressi della rocca. Piano piano, l’incendio divampa e Wotan, attraversando le fiamme e girandosi un’ultima volta, scompare all’orizzonte, dopo aver lanciato un avvertimento che sembra più che altro un tentativo di giustificazione del suo operato: che nessuno s'azzardi a oltrepassare quel fuoco, se teme la sua lancia.
In tutto questo atto, a dispetto del miserevole sunto che ho scritto io, le emozioni sono fortissime perché i sentimenti dei protagonisti sono altrettanto dirompenti.
Il duetto tra Wotan e Brünnhilde e poi il lungo monologo finale di Wotan (Der Augen leuchtendes Paar) sono difficili e soprattutto giungono alla fine di una delle parti più lunghe, proprio a livello di minutaggio, mai scritte.
La cavalcata, l’incantesimo del fuoco, l’addio di Wotan alla Valchiria sono momenti in cui l’alchimia tra direttore, orchestra e cantanti è fondamentale per la riuscita dello spettacolo.
A Daniel Barenboim, che presumibilmente dirigerà a memoria la partitura, e a tutta la compagnia di canto a cui dovrò indegnamente fare le pulci in sede di recensione semiseria, va il mio più sentito in bocca al lupo.
Un saluto a voi che così (incredibilmente) numerosi leggete i miei post.
Ci rileggiamo per la recensione semiseria!
Qui la locandina:

Direttore
Daniel Barenboim
 
Regia
Guy Cassiers
 
Scene
Guy Cassiers e Enrico Bagnoli
 
Costumi
Tim van Steenbergen
 
Luci
Enrico Bagnoli
 
Video design
Arjen Klerkx e Kurt D’Haeseleer
 
Coreografia
Csilla Lakatos
 
 
Personaggi
Interpreti
 
Siegmund
Simon O’Neill
 
Hunding
John Tomlinson
 
Wotan
Vitalij Kowaljow
 
Sieglinde
Waltraud Meier
 
Brünnhilde
Nina Stemme
 
Fricka
Ekaterina Gubanova
 
Gerhilde
Danielle Halbwachs
 
Ortlinde
Carola Höhn
 
Waltraute
Ivonne Fuchs
 
Schwertleite
Anaik Morel
 
Helmwige
Susan Foster
 
Siegrune
Leann Sandel-Pantaleo
 
Gringerde
Nicole Piccolomini
 
Rossweisse
Simone Schröder
 
Danzatori
Guro Schia, Vebjørn Sundby
 
 
In coproduzione con Staatsoper Unter den Linden di Berlino e in collaborazione con Toneelhuis (Antwerpen)

.

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25 risposte a “Die Walküre alla Scala di Milano: quarta incursione semiseria.

  1. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 10:55 am

    Ciao amfortas,vedo benissimo Rai 5 qui sul PC.Poi ti farò sapere le mie impressioni.
    Due ore fa ho incontrato una signora che sarà stasera alla Scala per la Prima.E' stata invitata da amici che abitano a Milano ai quali non poteva dire di no,ma era disperata perchè non conosce Wagner e sa che l'opera dura 5 ore.Mi ha detto:bè ,cercherò di passare il tempo osservando le celebrità che saranno in sala 🙂 🙂
    E pensare che i loggionisti sono in fila da questa mattina  presto per un biglietto!!

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  2. Princy60 7 dicembre 2010 alle 12:14 pm

    non amo la lirica in tv, però mi sembra una buona idea.

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  3. amfortas 7 dicembre 2010 alle 12:37 pm

    1, accidenti, mi sarei sacrificato volentieri io al posto della signora!
    Peraltro stamattina c'erano ancora posti disponibili alla modica cifra di 2.400 euro, quindi quasi quasi … 🙂
    Qui il digitale funziona benissimo, speriamo che la Legge di Murphy sia sospesa per il momento…
    Se abitassi a MI sarei in coda anch'io, questo è certo.
    Ciao e grazie.
    Marina, è proprio il caso di dire che l'opera in TV è meglio di niente, soprattutto quando si tratta di una recita e non di qualche trasmissione raffazzonata.
    Poi certo, il teatro è teatro…
    Ciao e grazie anche a te.

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  4. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 2:56 pm

    Ai tempi di Wotan non esistevano i vigili del fuoco, vero?
    Vabbè, mi è scappata!!!
    Comunque 'sta Brünnhilde mi è sempre stata simpatica! Ci trovo delle somiglianze con me che ti dirò a voce perché non voglio evocare cose e "persone".

    La spavalda Margot

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  5. passim 7 dicembre 2010 alle 3:55 pm

    è stato così interessante e divertente (come sempre) leggere, che non mi resta che attendere a orecchie spalancate. E "corriggere" quest'ultima incursione che è la quarta e non la terza (smile)

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  6. amfortas 7 dicembre 2010 alle 4:07 pm

    Margie spavalda, intanto vedi di seguire la trasmissione, ché poi t'interrogo!
    La Valchiria è molto simpatica anche a me, ora ti chiamo così approfondisco i come e i perché del tuo favore 🙂
    passim, ti ringrazio per la correzione, ho provveduto a modificare.
    Approfitto del tuo intervento, di cui ti ringrazio anche per le belle parole, per salutare tutti coloro che mi seguono costantemente e commentano pure. 
    Anch'io seguo tanti blog ma purtroppo il tempo per commentare non c'è, vi chiedo scusa 🙂

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  7. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 4:16 pm

    temo che lo streaming non sarà disponibile…
    (come prevedevo purtroppo)
    http://twitter.com/#!/raicinque

    raicinque Rai 5 Purtroppo la diretta della prima dal Teatro alla Scala, non sarà disponibile via streaming, ma su DTT con Rai5, Rai HD e…[in diretta radio]

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  8. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 4:28 pm

    E quindi attacchiamoci a Santa Radio 3, come al solito.

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  9. amfortas 7 dicembre 2010 alle 4:56 pm

    Giorgia e Roberto, purtroppo avete ragione…

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  10. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 5:00 pm

    Da Mamma Rai non potevamo aspettarci di meglio. Io abito in centro a MIlano e Rai 5 non si vede. Lo streaming non funziona. Ennesima occasione persa. Dire che sono incazzato è dire poco
    Buon ascolto a tutti
    Paolo

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  11. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 5:04 pm

    nooo ma perchè non trasmettono su raitre????

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  12. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 5:47 pm

    Checcefrega della Scala, noi ciavémo Pappagol! http://phonk.it/22t

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  13. Milady-de-Winter 7 dicembre 2010 alle 7:00 pm

    Apprezza lo sforzo: son qua che l'ascolto anch'io.
    Ed io con Wagner non è che…ma ci provo ogni volta.

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  14. ivyphoenix 7 dicembre 2010 alle 7:17 pm

    ma quanto ti piace la storia delle walchirie?  ci metti molta passione, eh?!

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  15. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 8:15 pm

    Sono stata troppo precipitosa,stamani (commento n 1….dimentico sempre di mettere il nome)e mi sono entusiasmata per niente.
    I programmi si vedevano in modo chiaro ,poi quando doveva iniziare la diretta dell'opera ……niente.
    Bellissimo il duetto che sto ascoltando adesso,ma il fatto di non guardare
    le immagini mi fa perdere continuamente il filo  della trama 😦
    Monica

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  16. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 10:12 pm

    Bisogna riconoscere che il Wagner dell'antipatico Muti era di molte spanne superiore. I confronti si devono fare alla Scala, perché il confronto con le orchestre tedesche non è proponibile. Baremboim si conferma un onesto mestierante, e un grande pianista mancato. Ho ascoltato con attenzione, non scevra da nervosismo, la spegazione del regista. Mi pare faccia premio l'opinione della grande Waltraud Meier (Sieglinde) che lamentava, nei giorni scorsi, come il regista fosse tutto preso dalla ripresa televisiva, e lasciasse i cantanti allo sbando. Abbiamo quindi effetti scenici visibili ai soli telespettatori e non agli spettatori in sala, simbolismi assolutamente impervi, e un pover crist neozelandese, nella parte di Siegmund, che, già afflitto da un fisico e da una voce inadatti al ruolo, muore con involontaria comicità, visto che nessuno gli ha spiegato che pesci pigliare. Quando gli si spezza la spada sembra Willy Coyote. Taccio del vezzo di vestire i cantanti con abbigliamento moderno (in questo caso preso dal film 1997 – Fuga da New York.). Quando una cosa così venne in mente a Patrice Chéreau negli anni 70, oltre a essere una novità, oltre a essere sorretta da solide ragioni (certo discutibili, ma solide) era resa con grande maestria e in ricercato connubio con un eccezionale contributo musicale (Boulez e alcuni grandi cantanti, nonché, sputaci sopra, l'orchestra di Bayreuth). Oggi non è così, anche se la compagine di canto è complessivamente buona. Improvvisatori. Sono improvvisatori.

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  17. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 10:47 pm

    ciao notung, ho ascoltato alla radio perché non avevo letto il tuo post in tempo per vederla nel computer (TV rotta). mi è piaciuta moltissimo. soprattutto nina staemme (che è uno dei miei soprani prediletti). attendo da te.
    ciao picasso

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  18. utente anonimo 7 dicembre 2010 alle 10:52 pm

    … mah! 

    … io ho sentito i primi due atti alla radio, e il terzo (arrivata finalmente a casa) ho potuto vederlo. Lo ho trovato stupendo…. Odino bravissimo (anche se esteticamente pareva il cantante dei Manowar!!!), brava Brunilde, bravi tutti. 
    … non so, forse mi lascio trasportare e non vedo i difetti, ma … appunto, ne sono rimasta incantata. 

    chiara (chioru)

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  19. amfortas 8 dicembre 2010 alle 9:03 am

    Salve a voi, scusatemi ma do una risposta cumulativa in questo post, eventualmente per il dibattito ci spostiamo nella recensione successiva.
    Intanto apprezzo la buona volontà dell'eroica Milady, verdiana convinta, il suo sacrificio mi ha commosso.
    Per chi come Monica è stata fregata dalla mancata trasmissione online, non posso che dispiacermi.
    Sono anche contento dell'entusiasmo di Chiara, perché credo che queste tarsmissioni abbiano anche valore divulgativo e quindi ben vengano.
    Un salutone alla mia amica Ivy e al melomane Picasso.
    Per quanto riguarda Desiderius sono più o meno d'accordo su tutto, e l'ho scritto, ma non sul considerare Barenboim un onesto mestierante, soprattutto in Wagner e ancora di più se gli si oppone il Wagner, invero modesto di Riccardo Muti, ben più bravo in altri repertori.
    Buona giornata a tutti!

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  20. utente anonimo 8 dicembre 2010 alle 9:25 am

    Prima volta che arrivo sul sito. Assolutamente ignorante, mai vista/sentita un'opera.
    Ci sono finito perché cercavo di capire quanto dura quest'opera: 5 ore, sarei stato terrorizzato anch'io come la signora di cui sopra…
    Ma come si fa a stare seduti per 5 ore …. sarà un mio limite ma secondo me è fisicamente innaturale e ciò che è fisicamente innaturale è anche un po' malato …. pensare poi che uno si è messo a scrivere/musicare una roba che dura 5 ore mi sembra geniale (lo scrivo se no mi mangiate) e pazzesco insieme, francamente persino un po' malato …. Poi per carità di sicuro un capolavoro assoluto …
    E se al posto delle poltroncine si mettessero un dei tapis roulant? no troppo rumore, troppi infarti di impavidi 70enni (be almeno avremmo il ricambio generazionale, questi non sembrano morire mai!), troppe sgradite fraganze di ciccione bolse e impellicciate….
    Bon, grazie per lo spazio e vontenti voi…
    Paolo

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  21. utente anonimo 8 dicembre 2010 alle 9:36 am

    da Giuliano:
    per Paolo qui sopra, che forse non lo sa: quando fu costruita la Scala funzionava proprio così, si entrava e si usciva, non c'erano nemmeno le poltrone in platea: era così in tutti i teatri d'opera.
    Fu proprio Wagner a imporre il teatro come lo vediamo oggi. (alla Scala, se non ricordo male, fu Toscanini a far numerare le poltroncine in platea: cent'anni fa, più o meno).
    (un saluto al Capo Paolo!) (nel senso del Wotan di questo blog)

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  22. amfortas 8 dicembre 2010 alle 10:17 am

    Paolo, ti ha già risposto Giuliano…
    Meno seriamente ti rispondo anch'io.
    E quelli che fanno le maratone? All'ultima a NY erano in 40.000, pensa che puzza e quanti malori, e non solo tra i 70enni.
    E pensare che quelli non ci lasciano nulla, se non bottigliette d'acqua che inquinano!
    Che soddisafazione troveranno nel correre 4-6 ore (perché solo gli atleti veri ci mettono 2 ore e poco più). Quello è innaturale, altro che ascoltare Wagner!
    Ciao 🙂

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  23. amfortas 8 dicembre 2010 alle 10:17 am

    Sì, ovviamente Grande Capo Paolo saluta Giuliano, AUGH! 🙂

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  24. utente anonimo 8 dicembre 2010 alle 1:59 pm

    rai 5 ha preso il posto di rai scuola

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  25. amfortas 8 dicembre 2010 alle 4:48 pm

    passim, grazie per l'informazione 🙂

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