Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

I due Foscari di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste.

Qualcuno nei commenti ha evocato Chris Merritt nell'aria alternativa dei Due Foscari, ecco qui:

Venerdì 21 gennaio riparte la stagione lirica a Trieste, con I due Foscari di Giuseppe Verdi.
Direi quindi che è il caso di cominciare a scrivere qualcosa, seppure partendo…dalla fine e cioè da una curiosità.

Nel 1846, a due anni dal debutto, avvenuto al Teatro Argentina di Roma il 3 novembre 1844, I due Foscari furono rappresentati a Parigi al Theâtre Italiens.
Ebbene, in quell'occasione il tenore che interpretò la parte di Jacopo Foscari fu Mario.
Chi, direte voi?
Mario, o meglio Giovanni Matteo Mario Cavaliere De Candia, di cui sappiamo per certo che i genitori erano indecisi (smile).
DISDER~1Questo tenore merita un piccolo approfondimento.
Epigono nientemeno che di Rubini, condusse una vita davvero curiosa e movimentata, anche dal punto di vista sentimentale.
Si favoleggia di una sua appartenenza alla Carboneria, mentre è certa la diserzione dall'esercito piemontese nel 1832 e il suo stabilirsi a Parigi dove, per guadagnarsi da vivere, diede lezioni di scherma ed equitazione e modellò statuine di santi, sino a quando nel 1838 debuttò all'Opéra di Parigi nella tremenda parte di Robert le Diable.
Fu un successo clamoroso, planetario, che gli diede grande fama e la possibilità di esordire nel 1839 al King's Theatre di Londra, nella Lucrezia Borgia di Donizetti al fianco di, udite udite, Giulia Grisi! Praticamente il soprano più famoso del momento.
grisi
Mario, che era molto bello e affascinante, soffiò la primadonna al Visconte Gérard de Melcy, di cui l'altrettanto bella Giulia era la consorte.
Una coppia magnifica sia artisticamente sia esteticamente, un po' come Erwin Schrott e Anna Netrebko ai nostri tempi (strasmile).
Ma torniamo ai Due Foscari.
Il tenore Mario, sebbene cantasse anche opere da tenore di forza, era uno specialista, pure piuttosto vanitoso, del repertorio di grazia, anche se un critico (brutte bestie, quelle, strasmile) scrisse che la voce era soave e pura, metodo eccellente, ma è perfetto una volta al mese e mediocre ventinove volte.
Però il pubblico, specialmente femminile, lo adorava e voleva sentire solo lui anche quando la voce non era più quella degli esordi.
Si poteva permettere quindi anche qualche bizza e una di queste fu appunto la pretesa, accolta seppur tra mille polemiche, di riscrivere per lui la cabaletta dell'aria iniziale di Jacopo (Dal più remoto esilio).
Quest'aria, già difficilissima, fu incisa nella versione Mario da Luciano Pavarotti in un celebre disco di curiosità verdiane, diretto da Claudio Abbado.
Eccola qui, per due volte si sale addirittura al mi sovracuto.

Il tenore Mario poi andò avanti ad esibirsi per molti anni insieme alla moglie Giulia, anche quando entrambi erano in evidente declino.
Purtroppo la vita dispendiosa alla quale erano abituati li costrinse, appunto, a prolungare la carriera oltre il lecito.
Ma a noi piace ricordare il grande Mario in modo particolare, come suggerito da alcuni studiosi della vocalità: nascosto tra le scene mentre aspetta il momento della sua entrata, guardato a vista da un pompiere, mentre si fuma un sigaro (strasmile).
Buona settimana a tutti.

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14 risposte a “I due Foscari di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste.

  1. utente anonimo 11 gennaio 2011 alle 4:41 am

    ciao Amfortas e buon anno,

    l'aria con cabaletta in "versione Mario" è stata incisa anche da Chris Merritt in occasione di un concerto mi pare nel 1987 a Vercelli, di cui posseggo il relativo CD.
    Era il Chris Merritt dei bei tempi, quindi è abbastanza impressionante in questa incisione.
    Ricordo anche di aver letto che la cabaletta riscritta per Mario è stata ritrovata non molti anni fa (1983 o 1984) in una biblioteca di Parigi, ti risulta?
    Saluti,

                                      Enrico

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  2. amfortas 11 gennaio 2011 alle 8:24 am

    Enrico, ciao.
    Mi ricordo il concerto di Vercelli di Chris, ma non mi sovviene l'aria in questione, forse YT può aiutare?
    Quanto alla cabaletta è stata incisa da Pavarotti tra il 1978 e il 1980, quindi il ritrovamento dev'essere precedente, anche perché ne parla già Budden nei suoi libroni su Verdi.
    Se trovi su YT Merritt postalo, io ora non ho tempo.
    Ciao e grazie 🙂

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  3. utente anonimo 12 gennaio 2011 alle 11:43 am

    Anche stavolta cast mutato!!!!!!
    Quando si sa qualcosa dei titoli in fieri è meglio pubblicarli subito  ho paura di Calenda,,,,,,

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  4. amfortas 12 gennaio 2011 alle 2:47 pm

    3, beh almeno in questo caso artisticamente non ci perdiamo, secondo me.
    C'è da dire poi che con Zanfagnin in quanto a sostituzioni last minute non andavamo meglio eh?
    Comuqnue hai ragione, è il principio che conta e questo metodo non funziona.
    Ciaoe  grazie.

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  5. Milady-de-Winter 12 gennaio 2011 alle 6:56 pm

    Nell'87 avevo una decina d'anni, accidempoli! altrimenti di sicuro sarei stata tra il pubblico della località risicola. Però ho un paio di persone a cui chiedere…ecco, adesso mi hai messo la curiosità, finisce che perdo la sera a scartabellare e ciacolare al telefono, mentre io avrei un sacco di verifiche da preparare e correggere, e dalle quali apprenderei cose sulla storia che nemmeno ti sogni. Tipo che Alessandro Magno è andato in battaglia vent'anni dopo che è morto, per dire.

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  6. amfortas 13 gennaio 2011 alle 8:23 am

    Milady, solo chi può accedere al tuo preziodso blog, le migliori menti del paese, come sappiamo, sa quante soddisfazioni possa dare la correzione delle provette (non si chiamano così, vero?).
    Peraltro devo dire che avevo letto la località ridicola invece che risicola, e mi chiedevo perché ce l'avessi con gli abitanti di Vercelli 🙂
    Ho trovato il buon Chris che canta la cabaletta, ma a Modena, non a Vercelli.
    Non è un granché, diciamolo francamente, però meglio di niente.

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  7. utente anonimo 13 gennaio 2011 alle 9:17 am

    poichè da troppo esperti per me il commentare di cabaletta ( si mangia?) mi interessano in tanta competenza anche gli sguardi alle curiosità, per rendere più concreti e avvicinabili grandi artisti ( forse, anche il sigaro fumato tra le quinte, è un quid che concorre a meglio gustare un'opera, per il profano, nel suo insieme, che lo avvince). Come sempre, Amfortas, il mio bene! Bene! per le tue recensioni. da Giovanni.

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  8. amfortas 13 gennaio 2011 alle 10:04 am

    Giovanni, ciao mi fa piacere rileggerti.
    La cabaletta di per se stessa non si mangia, ma spesso succede che i cantanti si mangino le parole in quelle più infuocate 🙂
    Ciao!

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  9. utente anonimo 13 gennaio 2011 alle 11:44 am

    Molto interessanti queste curiosità: rendono piacevole la lettura e lo studio della storia, rendendo più "vicini" e "umani" i personaggi e le vicende storiche.
    Grazie anche per i video

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  10. amfortas 13 gennaio 2011 alle 3:48 pm

    esperimento, è bello approfondire ogni volta che si presenta l'occasione, perché s'inquadra meglio il contesto sociale e storico nel quale i compositori scrivevano queste opere che ancora oggi fanno riempire i teatri.
    E poi non si finisce mai d'imparare!
    Ciao 🙂

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  11. utente anonimo 13 gennaio 2011 alle 7:36 pm

    ciao amphy, buon anno con un po' di ritardo.
    mi sto dilettando con tosca, alla quale mi sento molto affine.

    malmostosa

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  12. amfortas 13 gennaio 2011 alle 7:42 pm

    malmy, ciao e auguri serotini pure a te 🙂
    Nientemeno che Tosca? Non male!

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  13. mamikazen 15 gennaio 2011 alle 11:54 pm

    Quel gran figo di Mario 🙂
    Ce l'ho anche al museo Cigno, mi fa l'occhietto ogni volta che gli passo davanti… e la Grisi, poco lontana, mi lancia occhiate di fuoco! 🙂

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  14. amfortas 16 gennaio 2011 alle 9:30 am

    Mami, in effetti sembra proprio un bell'uomo e dalle cronache sembra anche che abbia avuto un gran successo con le donne.
    Beato lui, che ti devo dire 🙂
    Ciao!

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