Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria della Forza del destino al Teatro Regio di Parma: il grande zot.

È scomparso nei giorni scorsi Andrea Giorgi, direttore di cori stimatissimo che ha lavorato in tutti i più prestigiosi teatri d'Europa.
Purtroppo non ho il tempo per scrivere un ricordo articolato come meriterebbe questa grande personalità della musica che lascia un vuoto davvero incolmabile tra gli appassionati e gli addetti ai lavori, e mi devo limitare solo alla notizia.
Riposi in pace.

Premetto che questa mia recensione, sempre semiseria, questa volta è un po’ più attendibile delle altre ricavate da un ascolto televisivo perché ho visto la generale mercoledì 26 gennaio, in occasione della riunione dell’Associazione nazionale critici musicali a Parma.

Tante volte si nomina la parola scenica nelle recensioni o nelle discussioni tra appassionati, e anzi, mi è successo che qualche neofita mi abbia chiesto una definizione chiarificatrice del concetto di parola scenica.
Bene, siccome qui non vogliamo farci mancare niente, faccio rispondere a Giuseppe Verdi, che parlando proprio della Forza del destino, così si esprimeva:
 
…nella Forza del destino non è necessario saper fare dei solfeggi e delle cadenze, ma bisogna aver dell’anima e capire la parola ed esprimerla…
 
Un paradosso, evidentemente, perché l’opera lirica è canto, ma un paradosso che spiega benissimo il concetto di cui sopra.
Ho voluto cominciare con quest’inutile mini tesina perché ad almeno un paio degli interpreti della Forza di questa sera la frase in neretto andava fatta imparare a memoria. Oltre ai problemi vocali, sui quali non si può certo sorvolare, spesso a latitare era l’accento, il fraseggio, la comprensione dell’importanza drammaturgica del testo.
Ci sono state defezioni importanti nel cast originariamente pensato (problemi di salute per quanto riguarda Daniela Dessì e altre circostanze che non conosco per ciò che riguarda Francesco Hong) ed è indubbio che entrambi i citati artisti fossero sulla carta più adatti alla parte dei sostituti che hanno cantato stasera.
Quindi una volta preso atto che Dimitra Theodossiou debuttava la parte e l’ha dovuta studiare in poco tempo e che Aquiles Machado (debuttante anch'egli) era originariamente previsto nel cast alternativo, direi che possiamo andare avanti.
La direzione di Gianluigi Gelmetti è stata piuttosto generica ed è mancata di quell’attenzione e cura al fraseggio orchestrale che è indispensabile per rendere i contrasti di questa partitura verdiana ricchissima.
Gelmetti

In particolare mi è parso, già nell’Ouverture iniziale, che mancasse di vigore e sentimento, soprattutto negli archi. In tutta l’opera, nei momenti drammatici che sono tantissimi, ho avvertito questa mancanza di nerbo e controllata concitazione, sostituiti anche da episodici clangori . Meglio, molto meglio invece nei passi elegiaci e nell’accompagnamento ai cantanti, ma nel complesso la direzione è mancata d’equilibrio e omogeneità.
Mi sono chiesto, e esprimo questo dubbio anche qui, se ciò non dipendesse dal fatto che alcune voci fossero sottodimensionate alle parti e in questo caso la concertazione morbida potrebbe essere una scelta meditata.
Discretamente si è comportata l’Orchestra del Regio e la resa del Coro, davvero magnifico alla generale, è sembrata meno efficace questa sera, ma ho fortissimi dubbi sul posizionamento dei microfoni che metteva inopportunamente le voci del Coro in primo piano, distorcendone la funzione.
Dimitra Theodossiou era nei panni di Leonora e la sua prestazione è stata alterna.
OVI ParmaIl soprano ha personalità, temperamento e anche una discreta disinvoltura sul palcoscenico, ma la voce, soprattutto nella prima ottava, è spesso flebile. Va meglio nel registro acuto, mentre i centri non sono importanti come richiederebbe il personaggio.
Brava nella prima aria Me pellegrina ed orfana, ad esempio, ma deficitaria nella successiva scena con Alvaro e nell'aria Madre pietosa vergine, nella quale la cavata è apparsa chiaramente insufficiente.
Così così La vergine degli angeli.
L'ultimo scoglio,  l'aria Pace mio Dio, è stato accolto in modo opposto dal pubblico: moltissimi applausi e qualche buuu. A me è sembrata dignitosa.
Però, considerato appunto che si trattava di un debutto in un ruolo scorbutico, la prova è da ritenersi sicuramente positiva.

Aquiles Machado non ha il peso vocale per la parte di Don Alvaro ed è stato costretto, dalla prima all’ultima nota, a un canto forzato e generico, sempre sul forte o mezzoforte. Una scelta obbligata perché altrimenti la voce, di timbro non gradevolissimo e di modesta proiezione, non avrebbe passato l’orchestra.
Considerato che Alvaro è tra i personaggi verdiani più tormentati, la circostanza è piuttosto grave.
Poca attenzione ai recitativi, nessuno slancio amoroso, nessun ripiegamento malinconico, accento inesistente.
Paradigmatica della prestazione di Machado recitativo e aria La vita è inferno all'infelice…oh tu che in seno agli angeli, resa senza colori e monotona.
Un Alvaro piatto non può considerarsi riuscito sotto alcun punto di vista.

Più a suo agio Vladimir Stoyanov, che ha interpretato Don Carlo di Vargas in maniera piuttosto monolitica ma possiede una voce adatta alla parte. Inoltre il fratello di Leonora è il personaggio della Forza che meno necessita di scavo psicologico, votato com’è solo alla vendetta. Il baritono ha superato discretamente la prova dell'urna fatale e nel duetto della barella è stato nettamente superiore al tenore, e lo stesso si può dire per entrambi i duelli.
Una prestazione discreta, diciamo.

Mariana Pentcheva, voce importante, ha urlacchiato abbastanza la sua Preziosilla, senza donarle un’identità particolare: una prova modesta e di gusto opinabile, quella del mezzosoprano.
Roberto Scandiuzzi ha cantato più o meno come nella recente prova fiorentina, il suo Padre Guardiano risulta cavernoso quando non gutturale, molti problemi d'intonazione qua e là, insomma proprio non si può dargli la sufficienza.
Strana la prova di Carlo Lepore, un Fra’Melitone discreto vocalmente e centrato dal punto di vista interpretativo e di gusto accettabile, ma che rispetto alla generale ha accentuato di molto, con risultati discutibili, il lato grottesco del personaggio, sfiorando qualche volta il macchiettismo.
Accomuno, non me ne vorranno, in un unico giudizio di sufficienza risicata tutti i comprimari: Ziyan Atfeh (Marchese di Calatrava), Adriana Di Paola (Curra), Alessandro Bianchini (Alcade), Myung Ho Kim (Trabuco) e Gabriele Bolletta (Chirurgo).
Stefano Poda firma a caratteri grandi questo allestimento perché è responsabile di regia, scene, costumi, luci e coreografie (per una volta apprezzabili!).
Lo spettacolo è piuttosto gradevole, sostanzialmente tradizionale, ma presenta qualche incongruenza e un paio d’ingenuità.
Rispetto alla generale, per fortuna, è stato cambiato il costume di Leonora nell'ultimo atto: d’accordo che siamo in teatro (ho letto le note di regia dello stesso Poda, piuttosto pretenziose e banali, sembrava la provetta di un liceale che vuol far colpo sulla professoressa, smile) ma nella scena finale a qualsiasi latitudine una donna nascosta in un convento di frati con un vestito che le lascia le spalle fuori e ne evidenzia il seno rigogliosissimo non è credibile: almeno Poda ha avuto l'umiltà di raccogliere qualche suggerimento e di coprire il soprano con uno scialle.
E poi la genialata finale, la spada che cade dal cielo e s’infilza su di una roccia in una nuvola di un pulviscolo inspiegabile (la forfora di Zeus, bah! Strasmile) non crea né sorpresa né sgomento, ma solo risate inopportune che rovinano il pathos di un momento che dal punto di vista drammaturgico e musicale è sublime e necessita di composto raccoglimento.
Molto belle le luci e interessanti i costumi, suggestive le scenografie che però danno la sensazione del deja vu, in particolare i due elementi centrali che ruotano e fanno da sfondo all’azione (penso alle regie di Daniele Abbado nel Nabucco, nel Don Giovanni e non solo).
Nonostante tutto lo spettacolo ha un suo fascino e a me è sembrato che funzioni egregiamente: qui potete vedere molte foto dell’allestimento. 
Le reazioni del pubblico (non mi spiego perché l'editor di Splinder m'ha cambiato il carattere, scusate) sono state univoche: applausi per tutti, regista e direttore compresi, e trionfo per Dimitra Theodossiou.
Al solito, se ci sono errori ortografici segnalate, così domani correggo.
Buon fine settimana a tutti.

Annunci

18 risposte a “Recensione semiseria della Forza del destino al Teatro Regio di Parma: il grande zot.

  1. utente anonimo 29 gennaio 2011 alle 2:51 am

    Paolo in teatro  non mi pare di aver sentito alcun buu a carico della Dimitra che anzi, dopo Pace mio Dio ha avuto molti applausi, richieste di bis nonchè lanci di fiori nel finale d'opera. Un paio di buu ci sono stati invece a carico della Pentcheva alla fine del mal cantato Rataplan e un "balordo" è stato lanciato al regista da un loggionista il cui tono ironico mi ha molto divertito .
    Le correzioni della regia hanno leggermente giovato al finale. La spada caduta sul colpo di timpano invece che sul tema dei violini ha disturbato molto meno e inoltre, vista dai palchi, era anche meno invadente rispetto alla prospettiva della platea. Giusto anche il cambiamento dell'improbabile abito da eremita di Leonora della generale. A proposito di costumi (un piccolo incidente ci voleva)  Machado uscendo per gli applausi è inciampato nella sua palandrana e per poco non arrivava in proscenio volando.Serata tutto sommato discreta. Ciao!
    Patrizia

    Mi piace

  2. amfortas 29 gennaio 2011 alle 8:14 am

    Patrizia, ti giuro che nella trasmissione si è percepito qualche buuu per la Dimitra, comunque soverchiato dagli applausi. Magari erano vicini a qualche microfono, non so che dire.
    Peraltro non ho sentito invece contestazioni per la Pentcheva, forse ero distratto dalla sua prova 🙂
    I fiori li ho visti invece, non ne ho parlato non per malanimo ma perché non lo segnalo mai, è una manifestazione d'entusiasmo che mi sa tanto di precostituito, a prescindere dal fatto che ieri la Dimi sia stata alla lontana la migliore della serata.
    Ciao e buon lavoro!

    Mi piace

  3. utente anonimo 29 gennaio 2011 alle 10:01 am

    ma stai recensendo la generale immagino perchè la prima non mi sembra corrisponda ai giudizi espressi.
    Ho sentito un'ottima esecuzione sia da parte dell'orchestra che dei cantanti, il pubblico a gradito e in un teatro come il Regio notoriamente molto critico non è poco.

    Mi piace

  4. amfortas 29 gennaio 2011 alle 10:58 am

    3, no, la recensione si riferisce alla prima. Nel complesso la generale è andata meglio.
    Ciao.

    Mi piace

  5. utente anonimo 29 gennaio 2011 alle 12:01 pm

    Stranissimo… l'effetto dello spettacolo in teatro e del tutto opposto. Non solo a me molti altri è parso che la prima sia andata molto meglio della generale, soprattutto per la Dimitra. Guarderò appena posso la registrazione della diretta televisiva per cercare di capire!!!!
    Patrizia

    Mi piace

  6. amfortas 29 gennaio 2011 alle 1:16 pm

    Patrizia, per me hanno cantato peggio della generale Lepore, Machado (che almeno un minimo di sentimento ci aveva messo), Pentcheva e Scandiuzzi.
    Meglio la Dimi (che alla generale ha spesso accennato), più o meno uguale Stoyanov.
    Male la direzione, che sentita in TV era addirittura fastidiosa in qualche momento, così come il Coro ma per i motivi che ho detto sopra e anche su OC.
    Poi sai, è anche questione di percezione e di una cosa ormai abbiamo la certezza e cioè per radio o tv i difetti, che restano tali, sono accentuati di brutto.
    Un abbraccione 🙂

    Mi piace

  7. utente anonimo 29 gennaio 2011 alle 4:22 pm

    Ciao Amfortas, ero in teatro alla prima (e anche alla generale, ti ho visto mentre fumavi una sigaretta al primo intervallo) e ti faccio i complimenti per la recensione precisa e obiettiva.
    Io sarei stata più severa con Gelmetti che ha diretto in modo caotico, senza una strategia narrativa.
    La prossima volta che ti vedo posso presentarmi?
    Tiziana C.

    Mi piace

  8. utente anonimo 29 gennaio 2011 alle 5:15 pm

    Ho letto tutto. Sono bravo.

    ciao dal polpo

    Mi piace

  9. amfortas 29 gennaio 2011 alle 5:52 pm

    Tiziana, certo che puoi presentarti, se le mie guardie del corpo te lo permettono.
    Ma scherziamo! Avresti dovuto già farlo l'altro giorno quando m'hai visto, mi avrebbe fatto piacere.
    Ciao 🙂
    Octopus, sei eroico, lo devo ammettere 🙂
    Ciao!

    Mi piace

  10. utente anonimo 30 gennaio 2011 alle 1:08 am

    Una prima decisamente trionfale per quanto riguarda il cast,ma sicuramente discutibile per regia e direzione.Sia la prima,che la seconda a parere mio hanno creato non poche difficoltà per i cantanti,che se la sono cavati egreggiamente(viste tali difficoltà!).
     Naturalmente la Dimitra mi è piaciuta non poco,anche sè il mio ideale di Leonora è rispecchiato da una voce più piena e "rotonda"…ma ripeto:la Theodossiou è stata molto brava.
     Ho trovato Machado leggermente scolaresco nel modo di cantare,ma in fin dei conti bravo anche lui….viste le sopracitate difficoltà.
     Stoyanov è stato come sempre una lezione di stile e condotta vocale,veramente un grande!(Per me.)
     Scandiuzzi un cantante al quale si può perdonare quasi tutto,solo per avere una voce cosi timbricamente ricca e suggestiva!
     Lepore è stato davvero bravissimo nel trattegiare un personaggio di grande rilievo.
     E in fin dei conti la Pentcheva:a me è piaciuta anche lei.Non ho proprio sentito contestazioni dopo il Rataplan,ma a me è piaciuto come lo ha cantato:penso che fatto in quella velocita avrebbe messo in difficolta persino un mezzosoprano con voce meno importante della sua,davvero!
     Un saluto.
     Anna D.

    Mi piace

  11. amfortas 30 gennaio 2011 alle 9:01 am

    Anna, il tuo mi pare il legittimo parere di chi va a teatro con l'intento di passare una bella serata, senza stare troppo a sottilizzare.
    È un atteggiamento che a me piace molto e in un certo senso t'invidio.
    Io non sono particolarmente severo, però non posso fare a meno di notare alcune mancanze nei cantanti.
    Direi che dei due stai meglio tu!
    Ciao e grazie 🙂

    Mi piace

  12. biondasirocchia 30 gennaio 2011 alle 7:21 pm

    Io oso, oso di brutto… Non è che hai registrato qualche aria della Theodossiou? Non posso dimenticare il bel regalo che ho ricevuto da te, la Traviata integrale con la Devia. La Dimitra, a prescindere che sia in serata sì o no, mi piace molto. Scusa l'ardire…
    Biondasirocchia la profittatrice indecente

    Mi piace

  13. biondasirocchia 30 gennaio 2011 alle 7:24 pm

    C'è una registrazione della diretta televisiva? Dove si prende?

    Mi piace

  14. amfortas 31 gennaio 2011 alle 8:10 am

    Bionda, non ho registrato nulla perché il mio registratorino è rimasto senza batterie, purtroppo, mi spiace!
    L'opera è stata trasmessa su Teleducato e ParmaTV in diretta e anche sul web, quindi è abbastanza probabile che ti possa recuperare qualcosa tramite un sito di file sharing, tra qualche giorno.
    Ti passerò, nell'eventualità, i link in privato come l'altra volta.
    Ciao 🙂

    Mi piace

  15. ivyphoenix 1 febbraio 2011 alle 1:11 pm

    un saluto amfortas… non sono più in grado di commentare i tuoi post specialistici…

    Mi piace

  16. amfortas 1 febbraio 2011 alle 1:52 pm

    Ivy, ciao, lo so che è dura però ormai ho preso questa strada 🙂
    I saluti mi fanno sempre piacere, peccato che ho poco tempo per ricambiare sul tuo blog, come peraltro su quegli di tutti gli altri amici di tastiera.
    Ti dirò che ogni tanto mi viene l'ispirazione per scrivere di altro, ma quasi sempre l'argomento è politico e allora…evito 🙂
    Ciao!

    Mi piace

  17. utente anonimo 1 febbraio 2011 alle 5:50 pm

    Traviata della Devia? Invidia per il file e gran bel ricordo ! 

    Utente che dovrà decidersi a registrarsi su splinder !

    Mi piace

  18. amfortas 1 febbraio 2011 alle 8:03 pm

    17, sì in effetti farsi un account su Splider non costa nulla :-), anzi, sarebbe una bella cosa (non indispensabile eh?) da fare per tutti coloro che commentano qui. "Utente anonimo" è proprio triste 🙂
    Ciao!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: