Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Avanti al centro contro gli opposti estremismi, come diceva Guccini.

Superior stabat ministerQuesti gli artisti protagonisti del simpatico flash mob andato in onda nella trasmissione Zelig:

Falstaff Alessandro Corbelli
Alice Federica Giansanti
Fenton Danilo Formaggia Mirko Guadagnini
Quickly Romina Tomasoni
Ford Carlo Morini
Nannetta Gemma Bertagnolli
Meg Alessandra Palomba Gabriella Sborgi
Pistola Federico Sacchi
Cajus Enea Scala
Bardolfo Patrizio Saudelli

Al pianoforte Damiano Cerutti
Maestro concertatore Alessandro Carnelli

Alla Scala di Milano, dopo la recita di Tosca del 22 febbraio, accolta dal pubblico con esito complessivamente favorevole e un po’ di fischi a mio parere esagerati (ho sentito la registrazione, grazie a un amico presente), c’è stato un fuori programma anche nelle immediate vicinanze del teatro.

Si sono scontrati verbalmente due gruppi di melomani e, per poco, non si sono messi le mani addosso.
Il motivo del contendere non è stato la resa artistica intrinseca dello spettacolo, va detto subito.
C’era molto malumore da parecchio tempo tra due opposte fazioni di spettatori. Alcuni ritengono che le contestazioni siano troppo frequenti nel teatro milanese e che l’immagine dell’ex tempio della lirica ne esca ulteriormente danneggiata.
Qualche addetto ai lavori, sottovoce, sostiene che artisti piuttosto famosi e anche qualcuno piuttosto bravo (strasmile) siano riluttanti a esibirsi alla Scala, avvantaggiando palcoscenici meno impegnativi dal punto di vista emozionale.
Sull’argomento ci sarebbe da dire (ed è stato detto) molto, ma a me preme puntualizzare solo una cosa.
Ho letto sia sulla stampa sia in alcuni siti che questo incontro-scontro tra “tifosi” è da considerarsi come segno di vitalità e autentica passione per la lirica, perché rinnova i fasti (?) delle liti tra i sostenitori della Callas e quelli della Tebaldi, per esempio.
Ecco, io credo che da rimpiangere siano la Callas e la Tebaldi (e pure loro sino a un certo punto, perché mica possiamo passare la vita a rimpiangere il passato), non quelli che si menavano per strada o altre prelibatezze del genere.
Vero?
Quindi assegno un posto di platea ai due schieramenti nell'immaginario teatro dei nuovi mostri.
Qui l’opinione di Daland sulla vicenda.
Poi, passando ad altra e ben più importante questione, quella dei folli tagli alla cultura e al FUS, segnalo l’iniziativa dei Cantori Professionisti d’Italia, che ieri si sono simpaticamente esibiti nella seguitissima trasmissione Zelig di Mediaset.
Cliccare qui per vedere il breve video.
Ricordate inoltre di firmare e di diffondere la petizione di cui ho già parlato un mese fa.
Buon fine settimana a tutti!
 

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54 risposte a “Avanti al centro contro gli opposti estremismi, come diceva Guccini.

  1. utente anonimo 26 febbraio 2011 alle 10:13 pm

    beh, scegliere come testimonials per una simile iniziativa gli artisti sopra elencati è come farsi un'auto-rete.

    Cosa vorrebbero preservare questi quattro galletti?? Han chiamato due tenori di strozza come Guadagnini e Scala, una barocchista svociata che con l'opera non c'entra niente come la Bertagnolli, un mezzo afonoide come la Sborgi, ed un basso baritono ormai troppo avanti negli anni per poter cantare (e difatti non canta, ma parla).

    Insomma, se l'opera oggi è fatta di artisti come questi, penso che la sua fine sia meritata.

    Saluti

    PS non ho capito la vignetta.

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  2. utente anonimo 26 febbraio 2011 alle 10:17 pm

    …il basso-baritono cui mi riferivo, ovviamente, è Corbelli…

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  3. amfortas 26 febbraio 2011 alle 11:12 pm

    1 e 2, grazie per la precisazione che rende il tuo commento originale ancora più idiota, e non era facilissimo.
    La vignetta, a questo punto, è evidentemente al di fuori della tua portata.
    Grazie anche per il passaggio e per contribuire all'aumento della già considerevole affluenza a questo blog.

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  4. utente anonimo 26 febbraio 2011 alle 11:34 pm

    molto gentile amfortas.

    Ah, non ho capito perché parli dei fatti accaduti alla Scala dopo aver accennato a quella pagliacciata su Zelig. C'è una correlazione tra i due accadimenti?

    Auguri per questo blog, di cui però non capisco il senso.

    Saluti

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  5. amfortas 27 febbraio 2011 alle 12:01 am

    Mi fa piacere il tuo intervento e sai perché?
    Molte volte mi succede di parlare con amici che hanno altri interessi e non si occupano di lirica, e quando dico che l'ambiente è inquinato soprattutto dai minus habens, come ovunque, non ne sono molto convinti e credono che esageri.
    Grazie ancora una volta, quindi.
    P.S.
    Se non capisci fa niente.

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  6. utente anonimo 27 febbraio 2011 alle 12:15 am

    Molto cordiale, Amfortas.

    Ah, ti consiglio di curare meglio la formattazione e l'impaginazione di questo spazio. Fatto così, è davvero misero. Sai com'è, in mancanza di contenuti, almeno la forma, l'immagine, l'apparenza dovrebbero essere curate.

    Cari saluti ed ancora auguri.

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  7. utente anonimo 27 febbraio 2011 alle 12:29 am

    Utente anonimo che hai scritto il commento #1, è molto bello che la musica piaccia anche ai non udenti, ma, con tutto il loro amore per la musica, chi non riesce a sentire dovrebbe astenersi da dare giudizi su musicisti. Rispetto la tua condizione e nemmeno ti giudico male perché non hai avuto tempo o mezzi per farti una cultura musicale. Però dovresti anche tu rispettare seri professionisti che lavorano e difendono il loro posto di lavoro. In mancanza di una cultura e di orecchie per sentire, sarebbe più onesto se tenessi questo genere di giudizi per te.

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  8. utente anonimo 27 febbraio 2011 alle 12:34 am

    Ah, Amfortas, dimenticavo di darti un altro consiglio.

    Sarebbe il caso di inserire un minimo di moderazione in questo spazio, e magari l'obbligo di registrazione.

    Già dei tuoi post non si capisce un tubo, poi il casino si ingigantisce quando a rispondere sono diversi identici "utenti anonimi"…

    Buonanotte.

    P.S. io sono l'utente anonimo del commento 1

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  9. amfortas 27 febbraio 2011 alle 8:56 am

    8, grazie per la signorile risposta e buona giornata a te.

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  10. utente anonimo 27 febbraio 2011 alle 9:21 am

    Io lo sapevo gia'. In nessuna disciplina artistica, IN NESSUNA, c'e' da rilevare un accanimento della critica e di certo pubblico, cosi' esasperato. Mi spiego. Davanti ad un quadro, vecchio o moderno che sia, spesso ciofeca, si parla di emozioni comunicate, di sindrome di Standhal, ma mai di cm delle pennellate, di quale bestia erano i peli del pennello ecc….. Nel mondo della lirica si assiste, e la settimana scorsa in maniera fastidiosamente abbondante, all'autopsia chirurgica della gola dei cantanti. La si apre e crudelmente si analizza ogni singola nota emessa arrivando ad offendere paragonando gli artisti a delle bestie…….Io non ho parole. La crudelta' ha superato i limiti. Trattandosi di arte, io guardo alle belle emozioni, e tante, che ho provato domenica scorsa alla Scala e per le quali ringrazio ancora di cuore tutto il cast. Sono sicura che ogni cantante dia il massimo, come ognuno di noi nel nostro lavoro, con la differenza che noi non troviamo nessuno fuori dall'ufficio a farci BUUUUU oppure a dirci CANEEEEE.
    Non so se mi sono spiegata bene. Non voglio dire con questo che vada accettata la mediocrita'. Basta scegliere e evitare cio' che sappiamo non di nostro gusto. Perche' in fondo e' di questo che si tratta.
    Auguro a tutti, e a te Am in particolare una bellissima domenica.
    IRIS

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  11. amfortas 27 febbraio 2011 alle 9:53 am

    Iris, hai ragione nel modo più assoluto e ti sei spiegata benissimo, ma nel tuo ragionamento dimentichi che un comportamento normale appartiene alle persone, appunto, normali.
    Gli eccessi, in egual misura sul web o in teatro, hanno il compito di surrogare mancanze o bisogni.
    Si chiama aggressione sostitutiva ed è una situazione psicologica tipo notissima sulla quale c'è una letteratura sterminata.
    Poi c'è il discorso della visibilità, ahimé tristissimo, sul quale non voglio neanche addentrarmi perché poi si offendono in centomila e io non ho voglia di riprendere una rgomento noto, trito e ritrito.
    Ciao, buona domenica anche a te.

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  12. Fiordiligi89 27 febbraio 2011 alle 8:35 pm

    Anch'io concordo con Iris, la tecnica è importante ma le emozioni, a volte, prescindono da una semplice esecuzione precisa o meno.
    La cosa che mi disturba di più di questo tipo di "critici" è il costante paragone col passato. Si parte da presupposto che tutto quello che è stato fatto in passato era meraviglioso, mentre per principio quanto si sente oggi nei teatri o nelle sale da concerto non sarà mai buono.
    Io sarò sorda e non  capirò un eccidente di musica, ma non la vedo proprio così…

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  13. amfortas 28 febbraio 2011 alle 8:01 am

    Fiordiligi, la penso come te e aggiungo, come ho già avuto modo di ripetere ovunque sino allo sfinimento, che i paragoni tra artisti di epoche diverse hanno poco senso. Il confronto si fa, per motivi così ovvi che neanche ribadisco, tra contemporanei.
    Siccome cerco di essere obiettivo, va anche detto che in alcuni casi in nome di una pretesa aderenza artistica dei cantanti a un altrettanto preteso progetto artistico del regista o del direttore, si è cercato di far passare per buone prestazioni obiettivamente scarse.
    Ciao!

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  14. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 8:26 am

    Come sei saggio! Io, anche se e', come dici tu benissimo, ovvio, vorrei far riflettere su questo fatto: 100 anni fa,
    si mangiava in modo diverso
    si lavorava in modo diverso
    ci si vestiva in modo diverso
    ci si acconciava in modo diverso
    si viaggiava in modo diverso
    si comunicava in modo diverso
    ci si curava in modo diverso
    si dipingeva in modo diverso
    si scriveva in modo diverso
    ci si divertiva in modo diverso
    non vedo perche' bisognerebbe cantare come 100 anni fa. Certo, trovare l'equilibrio tra il rispetto degli autori (che per me e' fondamentale) e l'interpretazione e' difficile (soprattutto in ambito registico) ma si puo' fare! Eccome! Quello che io ho notato ultimamente e' la drammatica carenza di buona educazione, da parte di tutti. E una frecciatina a certo pubblico estremista della Scala, la vorrei lanciare. Non e' la prima volta che si sbagliano di grosso……Puccini con la Madama Butterfly dovette venire nel mio adorato teatro Grande di Brescia, perche' a Milano fu stroncato senza appello. Inutile ricordare che da noi fu un enorme successo, da Brescia partito alla volta di tutti i piu' meravigliosi teatri del mondo e sono centosette anni che miete successi. A tale proposito approfitto di questo spazio per annunciare a tutti che il giorno 2 maggio, in occasione del festival pianistico internazionale, verra' a Brescia Daniel Harding a dirigere Mahler. Il nostro teatro e' proprio un gioiellino. Da vedere. Purtroppo i biglietti non sono ancora in vendita. Vi aggiornero' poi.
    IRIS

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  15. daland 28 febbraio 2011 alle 9:41 am

    Da bresciano mi unisco agli elogi di Iris per il Grande. Aggiungo che Daniel Harding – nell'ambito del Festival Michelangeli – eseguirà la Nona di Mahler con la Swedish Radio Symphony, di cui è Direttore principale: una signora orchestra, che ho avuto modo di sentire tempo fa.
    Qui il link al sito del festival, che si tiene a Brescia e Bergamo:

    http://www.festivalpianistico.it/homepage.asp

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  16. amfortas 28 febbraio 2011 alle 11:13 am

    Iris, vedo che l'argomento ti appassiona e quindi fai bene a motivare le tue opinioni, io sull'argomento ormai sono sfinito da *anni* di discussioni.
    Una volta ho scritto, ma non se qui o altrove, un piccolo elenco dei "granchi" presi dal pubblico e anche dai critici ed era illuminante.
    Ciao!
    Daland, e vale anche per Iris che l'ha segnalato sopra, grazie per il link.
    Come sempre io ho il problema della distanza, perché da Trieste ogni trasferta diventa un viaggio.
    Il "Grande" di Brescia ne meriterebbe qualcuno.
    A proposito, anche il Verdi di Trieste si è chiamato "Grande", dal 1820 al 1861. Dal 1901 è il Verdi.
    Mi pare che all'apertura (fine 700) si chiamasse "Nuovo", ma non ne sono certo
    Grazie e ciao.

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  17. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 2:49 pm

    Io non ho capito la vignetta, tanto meno i contenuti di questo blog, in compenso l'impaginazione fa schifo. Però sono contenta che non moderi i commenti, così posso scrivere quello che mi pare anche se non ho niente da dire sull'argomento.

    Scusa Amfortas, mi avanzava un commento idiota…

    La pacifica Margot

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  18. amfortas 28 febbraio 2011 alle 5:47 pm

    Margie, ma io e te abbiamo visto ben altro che questi borghesucci annoiati…noi combattevamo una guerra santa!
    E poi un commento scemo non si nega a nessuno, no?
    Sai com'è, fa subito evento 🙂
    Ciao!

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  19. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 6:21 pm

    Io entro raramente qui….
    ma ogni volta devo sottoscrivere cio' che scrive margie.
    Per cui… vedi sopra!
    anto

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  20. amfortas 28 febbraio 2011 alle 6:42 pm

    Anto, ciao bella 🙂 mi fa piacere sapere che sei viva e lotti con noi!

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  21. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 6:46 pm

    Ciao tesoro! (si, mi sa che non sto bene!) … mi manchi! (si, mi sa che non sto decisamente bene!)

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  22. mamikazen 28 febbraio 2011 alle 6:58 pm

    correva l'anno millenovecentonovantotto (ahimé!!!!!!!), corbelli faceva dandini sul palco del palafestival e io facevo la maschera abbarbicata sulle gradinate. che voce, che recitazione. ma soprattutto, quale grazia! grazia, eleganza, finezza, educazione, nobiltà d'animo, chiamatela come vi pare. quello che mi colpiva di più era come riusciva a far venire fuori quella maledettissima malinconia che sempre a tradimento si nasconde in determinate pieghe del rossini comico. miseriaccia, ancora me lo ricordo (anche perché tra generale e repliche… me lo sono visto sei volte…), seduto su uno dei caminoni di ronconi, durante il rondò finale, cenerentola in trono e lui lì, tornato tra la cenere. prima ti faceva ridere alle lacrime, poi ti commuoveva a tradimento. grande. guardavo la kasarova ma l'occhio poi mi correva sempre a quell'ometto seduto sorridente con le molle del camino in mano.

    e bravi anche i carissimi carlo morini e patrizio saudelli, ancora lì a mettersi in gioco e a metterci la faccia e le corde vocali! con loro ho condiviso milioni di carmina, elisir, recital lirici in ogni luogo e con ogni tempo, ca néva o ca piòva, la loro professionalità e impermeabilità ad ogni inciampo è sempre stata impeccabile, oltre al malefico sense of humour che rischiava di far strozzare noi poveri coristi nei momenti meno opportuni.

    sono molti i motivi per cui uno non diventa caruso o samuel ramey, dalle capacità vocali al culo di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, e in mezzo c'è di tutto. mai capito perché al mondo musicale dovrebbero aver diritto di stare solo la callas, adelina patti e e boh? il perverso concetto che solo gli eletti, i geni ispirati da dio hanno il diritto di fare musica è ottocentesco ("la divina arte della musica arrise in questa stanza alla nascita di gioachino rossini"… e'nvece lui s'era fatto un culo tanto da quando era venuto al mondo, alla faccia del pigro, avete rotto le scatole!!!!!!) e assolutamente diseducativo, ed è il motivo per cui crocifiggerei volentierissimo a mani nude una gran quantità di insegnanti di conservatorio (non tutti, non tutti. so per certo che ve ne sono di non contaminati dal terribile incantesimo di passatismo, trombonaggine e sete di potere che tiene in scacco molti gloriosi istituti).

    ehm, scusate, avevo un masso nella scarpa.

    p.s.: il libro sul requiem di terezìn l'ho trovato per colpa tua, cazzeggiavo in rete dopo aver letto il tuo post sul requiem di verdi e mi ci sono imbattuta. sei una perla rara!!!!!!!!!!!

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  23. amfortas 28 febbraio 2011 alle 8:01 pm

    Anto, riciao 🙂
    mami, il tuo commento non ha bisogno di…commenti.
    Ti ringrazio di cuore, però.
    Ciao 🙂

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  24. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 9:11 pm

    vedo Amfortas che ache qui ti devi un po agitare…( scherzo) bravo il vignettista…. come si cura il mondo dell'opera che non è sano.. cominciando a togliere i fondi..

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  25. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 9:59 pm

    che imbecilli certi commentatori. io li censurerei…poi ci meravigliamo che li aspettino fuori dalla scala per buarli. fanno bene. sono troppo signori a limitarsi a buarli. certa gente, come si dice al sud, ti leva le mazzate dalle mani!
    altro che grisini. questi andrebbero chiamati col nome loro: falliti invidiosi

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  26. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 10:34 pm

    l'ultimo commento è proprio da furbacchione i falliti sono quelli che si comportano da delinquenti,pensando di salvare un teatro censurando il dissenso..

    Pasquale

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  27. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 10:38 pm

    correzione:   non salvare volevo dire aiutare un teatro soffocando il dissenso
    Pasqualer

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  28. utente anonimo 28 febbraio 2011 alle 11:47 pm

    la linearità mentale e la chiarezza che hanno nella testa i falliti invidiosi, invece, si evice inequivocabilmente dai commenti del signor pasquale.
    ah, un'ultima cosa. vorrei far notare quanto certa gente sia carente in fatto di conoscenza della lingua italiana.
    si legga, per esempio, il l'ultimo post di giulia grisi sul suo blog . c'è bisogno dell'interprete per capire cosa voglia dire con tutti quegli incisi e quella punteggiatura usata a vanvera. il signor pasquale con i suoi commenti ci regala un altro valido esempio di come non si debba scrivere.
    falliti, invidiosi, contorti e pure analfabeti.

    ps.
    voglio scusarmi veramente se mi permetto di scrivere certe cose qui, ma bisogna fare account ovunque per commentare. questo rimane uno dei pochi blog 'liberi'. e siccome non se ne può più della prosopopea di certa gente, ogni tanto vien voglia di dire la propria.

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  29. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 12:08 am

    caro amico tanto per cominciare perche non ti firmi?
    Poi invece di scrivere fesserie perche non scrivi il  perche ti piace tanto come si canta adesso alla scala e tutti i divi patacca che chiamano a cantare (non tutti )  le orecchie non le hai..forse sei sordo,a me se qualcosa mi piace lo grido ai quattro venti come stasera l'ottima prestazione dell'orchestra filarmonica della Scala diretta da Pretre. Non si contesta tanto per contestare ma solo certe patacche che fanno credere ai gonzi come te che sono dei divi..beh solo i gonzi e sordi come te ci possono cascare..uno compra un biglietto per ascoltare finalmente il famoso divo e si trova davanti una patacca….  

    Pasquale

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  30. amfortas 1 marzo 2011 alle 8:38 am

    Spero non vi aspettiate un mio intervento paternalistico pieno di belle parole e balle del genere, non è mia intenzione.
    Però a Pasquale vorrei chiedere come mai, invece di menarla con questa storia della libertà, delle censure ecc ecc non commenta l'intelligente primo intervento. O non l'hai visto, Pasquale?
    Nel caso te lo fossi perso, leggilo e poi sappimi dire.
    E, per favore, tenetemi fuori da polemiche col CdG, perché non m'interessano e come ho scritto un milione di volte ho già dato a sufficienza.
    Se avete qualcosa da dire nei loro confronti fatelo nella sede appropriata, che è il Corriere stesso o la chat lì implementata.

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  31. paoletto1 1 marzo 2011 alle 8:57 am

    "Insomma, se l'opera oggi è fatta di artisti come questi, penso che la sua fine sia meritata." (dal post 1)

    "Und fuer das Ende sorgt … Bondi!" (La Walkiria o quasi). Intanto che noi ci intratteniamo pro e contro una pattuglia di Custodi della Sacra Arte del Bel Canto, sento dire che forse salta la parte scenica del da me attesissimo Rheingold di Venezia, come già è saltato il Parsifal di Catania.

    Mi sa che i profeti lirico-nichilisti saranno soddisfatti, ma non per le ragioni che invocano loro!
    Ciao
    Paolo

     

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  32. amfortas 1 marzo 2011 alle 9:02 am

    Paolo, purtroppo puoi levare il forse, il Rheingold sarà in forma di concerto.
    Io ho i biglietti in tasca da mesi, ahimé.
    Vabbè meglio una serata a teatro, anche se monca, che sparare commenti anonimi sino alle 2 di notte, no?
    Ciao!

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  33. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 9:31 am

    amfortas il primo intervento? non sò a quale ti riferisci se è  sul post che hai scritto posso in buona misura essere d'accordo,se non fosse che c'è il sospetto che si cominci a contestare in maniera violenta chi dissente sulla qualità della recita,e il modo di gestire le stagioni.
    Poi la contestazione di regola a meno di gravi deficienze vocali o svarioni andrebbe sempre fatta alla fine della recita non durante la recita.
    Questo lo voglio dire a chi dissente
    Se ti riferisci  alla opinione di Daland beh che devo dire.. c'è sempre stato uno scontro silente tra le due fazioni,forse è stato anche aumentato durante la pemanenza di Muti,e con certe scelte del "maeestro".
    Certo  la gestione attuale non aiuta,tu stesso nel post scrivi "nell'ex tempio della lirica"   
    Riguardo ai Cantori a Zeling hanno fatto uno spettacolo nel contesto di Zelig,e Zelig è uno spettacolo dalla comocità come dire un po "surreale"
    Evidentemente il primo commentatore non l'ha recepito
    Sul vignettista.. la vignetta mi è piaciuta,il significato è chiaro.

    Pasquale 

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  34. amfortas 1 marzo 2011 alle 9:44 am

    Pasquale: Evidentemente il primo commentatore non l'ha recepito?

    Sì certo. Ma ci credi davvero a quello che scrivi?
    Guarda, lascia stare che ci fai una figura migliore.
    D'ora in avanti non rispondo più neanche a te, perché la malafede non ammette che io perda tempo con te o altri.
    Ciao eh!

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  35. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 10:02 am

    ma insomma amfortas se (amettendo,ma non ci credo) il primo commentatore  ha recepito il contesto dello spettacolo, (lui lo chiama testimonial)ma non è d'accordo sui nomi degli artisti che lo hanno recitato ,e lui li ha contestati e offesi nel suo commento,è una sua opinione,un opinione non condivisibile.
    Quale malafede.. mica l'ho giustificato.

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  36. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 12:18 pm

    vorrei fare solo una domanda a pasquale. io sarò anche gonzo e sordo. e forse non particolarmente competente. ma non ostante la mia sordità, ci sento abbastanza bene per sentire le mezzevoci di juan diego florez , cioè uno di quei divi dello star sistem che per l'intellighentia meneghina di radice illuminista non meriterebbe il successo che ha. la domanda è: perchè andate a teatro a vedere/sentire gente che per il vostro metro di giudizio canta male? state a casa! non dimostrate assolutamente nulla…rompete solo i c. a chi invece ama questi cantanti e vorrebbe godersi uno spettacolo in santa pace. ho citato florez, avrei potuto parlare della dyka o di kaufmann o di terfel, ecc.

    non mi firmo e non sono tenuto a rendere conto sul perchè lo faccio/non lo faccio. non mi sembra che il nome di battesimo (vero? inventato?) possa essere considerato come una firma. quindi toglietevi sto vizietto di fare la 'morale' agli altri

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  37. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 1:21 pm

     dice un proverbio chi si accontenta gode.
    Che io sappia Florez non è mai stato contestato.
    Riguardo alle mezzevoci ascolta anche il tenore spagnolo Miguel Fleta
    e cosi fai un raffronto sulle mezzevoci e i filati sugli acuti di questo tenore
    gli ascolti su dei cantanti del passato serve anche per affinare l'ascolto.
    di modo che si sappia cosa si ascolta del cantante che hai davanti in teatro.

    Pasquale

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  38. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 1:46 pm

    Purtroppo, però, l'ascolto "attivo" che si pretende di praticare a teatro dopo aver ascoltato miliardi di dischi, 78 giri, cilindri gracchianti e mortali, che propongono suoni distorti, voci calanti, stimbrate e spoggiate, in cui l'immascheramento è solo una proiezione mentale dell'ascoltatore, in realtà si risolve nella semplice ratifica di un *pre-*giudizio. A ciò si aggiunge anche l'assurda (risibile, mi si scusi se sono troppo reciso) pretesa di oggettività di chi, maneggiando goffamente le stampate dei pdf scaricati da internet crede di saper *seguire* lo spartito, e si produce invece in virtuosistici vaniloqui ermeneutici su forcelle, dinamiche e agogica, dimostrando quanto sia vero che, se tutti hanno orecchie, la ragione è invece appannaggio di un sempre più sparuto gruppo di eletti. Non si conosce la musica dopo aver ascoltato mille dischi, e non si diventa certo esperti d'opera arrancando malamente su un pentagramma, seguendo le note con un dito e contando i righi.

    La musica è ben altro, e pretendere di far passare le proprie idee – obsolete e spesso implausibili – per verità, dando a esse una parvenza di oggettività, facilissimamente demistificabile, e incanalando in tale verità anche le proprie frustrazioni e i propri malesseri è fatica degna di migliore opera.

    Ne approfitto per ringraziare Amfortas per questo bellissimo spazio, illuminato da intelligenza e riflessione. La capacità di mettere in discussione se stessi – prima degli altri – è segno di profondità non comune, specie sulla rete; ed è una qualtà che qui si può apprezzare tangibilmente.
    Fiordiligi

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  39. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 2:43 pm

    niente da fare,non ci capiamo.
    quindi la categoria dei melomani non dovrebbe esistere,i musicologi vadino pure a fare altro..
    no io non mi accontendo,l'ascolto del passato non mi porta al "pre"giudizio semplicemente mi permette di apprezzare meglio gli ascolti.
    La verità non c'è l'ha nessuno in tasca,e le idee non sono mai obsolete.
    La lettura dello spartito..( per chi sa leggerlo).. non capisco cosa intendi,questo è essenziale  per recepire i suggerimenti del compositore,e vedere come il cantante li mette in pratica ,naturalmente bisogna anche
    vedere il contesto e anche cosa vuole il direttore.
    Non capisco quando affermi la musica è ben altro…. se ho capito cosa intendi la musica non è fatta di fredde note scritte su un foglio,la musica è fatta di emozione deve dare gioia tristezza fare meditare,deve comunicare" relazionarsi"con il nostro spirito.
    Ma perche questo accada ci vanno artisti all'altezza di fare questo.
     Per fare questo devono cantare con i canoni giusti,e per sapere se i canoni sono giusti,bisogna avere esperienza idee e "ascolti" non per farsi un "pre" giudizio ma semplicemente per essere in grado di capire se cantano bene.  
    Poi come sempre c'è un tipo di pubblico piu preparato,e un altro di meno.
    E poi come ho scritto nel commento precedente..chi si accontenta gode.

    Pasquale

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  40. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 3:17 pm

    No, no, per carità, restino pure tutti, felici e contenti. Le epurazioni non mi vanno, ma non mi vanno neppure le persone che a teatro esprimono la propria violenza celandola dietro le parvenze della riprovazione. Violenza chiama altra violenza – mi pare si sia potuto apprezzare anche recentemente la veridicità dell'assunto: e non mi si venga a dire che esistono violenze leggittime e altre *vergognose*; simili doppiopesismi possono solo suscitare imbarazzo per chi se ne fa latore.

    Lo spartito è uno spiritoso strumento attraverso cui tentare di dare dignità universale alla propria *legittima* emotività, al proprio godimento estetico ovvero al proprio orrore per la musica che si sta ascoltando. Ma, appunto, è una carabina in mano a un infante. Meglio osservarlo – se non si è in grado di capirlo, se mancano gli strumenti tecnici e critici – da lontano. Capire uno spartito non significa decodificarne le note una a una, non significa sapere cos'è una forcella o un punto chiodato; significa leggere in esso le intenzioni del compositore *oltre* il puro segno. Non è altro che uno scheletro intorno a cui si costruisce il corpo, la sostanza. E, ripeto, non basta saper leggere tre note per divenire repositorio di ogni scienza musicale, dare del cane a x o a y perché non ha fatto questo o non ha fatto quello.
    Quanto all'ascolto, non serve affatto a definire la *preparazione* del pubblico; serve, al limite, per capire da che parte penda il proprio gusto, per capire cosa *piaccia* o *dispiaccia*; e "piacere" o "dispiacere", ahimè, non sono sinonimi di "giusto" o "sbagliato". E chi dà dell'analfabeta al proprio interlocutore in forza di percentuali minori o maggiori di ascolto, tirando fuori spartiti e note solo quando fa comodo, senza capire il perché di un'intenzione musicale, ottenebrato da un turbine di nozioni che non è in grado di metabolizzare, si rivela, in realtà, non meno *colpevole* del preteso nemico.

    Creare norme dal gusto è pericoloso, e giocare al piccolo musicologo o al piccolo maestro di canto alla lunga diventa tedioso. Lasciamo a ciascuno il proprio mestiere, e non lasciamoci illudere dalla rete: pur scritte a video, le nostre parole restano quel che sono. Nulla.
    Fiordiligi

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  41. amfortas 1 marzo 2011 alle 5:13 pm

    Beh restano quel che sono, nulla, ma almeno non scivolano via like tears in rain, è già una cosa no?
    Comunque, dal mio punto di vista la questione è molto meno nobile, in generale, non è questione di opera lirica ma, semplicemente, di educazione.
    Un commento come quello che ha aperto la discussione è prima di tutto maleducato e solo poi idiota.
    Se poi aggiungiamo che il tipo che l'ha lasciato è lo stesso che ha imbrattato altri blog con nickname fantasiosi e ne usa di altri ancora in luoghi che ritiene, sbagliando, amici, il quadro è completo.
    O la crosta, vedete voi.

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  42. biondasirocchia 1 marzo 2011 alle 7:01 pm

    Ammazza, Amfortas, che buriana hai scatenato! Neanche avessi riproposto tu la legge bavaglio in questi giorni (lo han fatto altri, smile ma non troppo).
    Per quale motivo, poi… se uno canta e non mi piace, non lo ascolto più, mica sono obbligata. Se faccio il direttore di un teatro, magari non lo chiamo… Ma finisce tutto lì.
    Biondasirocchia

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  43. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 8:22 pm

    Mah, Amfortas, a volte sarebbe meglio che le parole scivolassero nell'oblio, specie se sono il frutto di astio e livore. O che, semplicemente, non potessero esserere scritte. Troppo spesso, purtroppo, la musica diventa un pretesto – uno come un altro – per dare libero sfogo al rancore per il proprio fallimento, per il néant vaste et noir che si è diventati. A me questo non piace. Non mi piace la violenza in nessuna forma e mi dispiace profondamente vedere l'ignoranza ergersi a giudice, mi dispiace leggere l'insulto – gratuito o non -, mi dispiace vedere come l'uomo, in fondo, resti sempre uguale a se stesso. Sapere la musica ridotta a veicolo di simili cortocircuiti – di simili scorie di non-pensiero, chideo scusa per la franchezza – mi addolora.
    Fiordiligi

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  44. amfortas 1 marzo 2011 alle 8:36 pm

    Bionda, io non ho scatenato nulla :-). Sono successe cose spiacevoli e invece di rendersi conto della stupidità di certe posizioni, alcuni continuano a soffiare sul fuoco.
    Chissà, magari qualcuno si brucia, non mettiamo limiti alla Provvidenza.
    Ciao 🙂
    Fiordiligi, mi fai un piacere, potresti sceglierti un altro nick? Perché c'è una Fiordiligi regolarmente registrata e non vorrei fare confusione, grazie.
    Nel merito del commento non posso che concordare, anche se devi tener presente che chi la pensa in quel modo è davvero una minoranza sparuta che beneficia di una grossa risonanza mediatica di cui non si sentiva il bisogno.
    Il dissenso è indispensabile, credo che tu concordi, ma della maleducazione possiamo fare a meno senza troppi problemi.
    Peraltro, come immagino saprai, i frutti dell'albero della devianza mentale causata dalla frustrazione possono essere anche più velenosi: ho letto di gruppi su FB (da dove son sempre più contento di essere assente) in cui si offendono povere ragazze trucidate.
    Questi teppistelli sono dilettanti e scarsi anche nell'offendere…
    Ciao!

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  45. utente anonimo 1 marzo 2011 alle 8:57 pm

    uff… ho impiegato un'ora a trovare un nick adeguato e tu mi smonti così 😥
    vabbe', a questo punto, vista l'aura parsifaliana del sito, mi farò chiamare kundry, ammesso che non ci siano altre kundry in giro. Attendo lumi.

    Ma naturalmente io non mi riferivo al dissenso in quanto tale: ben venga – altrimenti, sai che noia. Alludevo invece alla virulenza verbale (e anche a certi comportamenti intimidatori: il 20 ero alla tosca, e ho trovato molto spiacevole che gli applausi alla fine di "Vissi d'arte" siano stati zittiti, prima con dei semplici "shh", poi con dei "buu"). Si può dissentire civilmente, mi pare.

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  46. amfortas 2 marzo 2011 alle 8:26 am

    E continuo ad essere d'accordo con te, soprattutto per quel che riguarda le contestazioni in teatro.
    Poi, sui blog o forum che ognuno scriva ciò che vuole e si prenda le proprie responsabilità.
    Kundry mi pare un bel nick, ma io all'inizio ti avevo preso per un uomo…
    Ciao!

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  47. utente anonimo 2 marzo 2011 alle 3:34 pm

    a questo punto torno ad intervenire. i commenti 26 e 37 li ho scritti io. sono un uomo, non mi firmo, non sono fiordiligi e se avessi dovuto scegliere un nick non avrei scelto un nick femminile. diciamo che, per restare in area mozartiana, mi sarei fatto piuttosto chiamare figaro. 🙂
    intervengo solo per sciogliere l'equivoco e a dire il vero il così fan tutte mi pare azzeccato in questa occasione…i casi della vita!
    non ho ritenuto opportuno continuare a discutere con certe persone -che fanno finta di non capire- sia per evitare di soffiare sul fuoco di polemiche che francamente non mi interessano, sia perchè fiordiligi/kundri si è avvicinata molto a quelle che sono le mie posizioni e non ho ritenuto opportuno aggiungere altro.
    saluti cari ai lettori del blog (ma non a quelli str…)
    🙂

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  48. utente anonimo 2 marzo 2011 alle 4:07 pm

    Ciao Amfortas, hai sentito la scandalosa Barcaccia di oggi? Ma Stinchelli non si vergogna?

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  49. amfortas 2 marzo 2011 alle 4:17 pm

    48, ok e grazie per la precisazione, anche se io preferirei che si evitassero epiteti coloriti nei confronti di altri 🙂
    Ciao!
    49, ho ascoltato, purtroppo. Ciao.

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  50. utente anonimo 2 marzo 2011 alle 4:23 pm

    dove si può trovare la puntata registrata della Barcaccia? Grazie

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  51. amfortas 2 marzo 2011 alle 4:33 pm

    51, prova sul sito di RADIO3 forse c'è il podcast.
    Ciao.

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  52. utente anonimo 2 marzo 2011 alle 5:29 pm

    la barcaccia di oggi….  utente  49 non capisco di cosa Stinchelli debba vergognarsi …mah!

    Pasquale

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  53. amfortas 2 marzo 2011 alle 5:39 pm

    Pasquale, non so cosa abbia da eccepire il tipo sopra, ma per me Enrico ha impostato la trasmissione omettendo completamente una parte significativa della vicenda, e cioé i motivi che hanno portato all'esasperazione e alla reazione (sbagliata!) i loggionisti.
    Certo che a te dovrebbero dare uno stipendio eh?
    Sai che significa, suppongo, essere più realisti del Re, vero?
    Ciao.

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