Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione abbastanza seria dei Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi al Regio di Torino: l’impegno civile di Davide Livermore.

I Vespri Siciliani sono sicuramente una delle opere verdiane più difficili da mettere in scena, non è certo una novità.

Il Teatro Regio di Torino – inspiegabilmente “scoperto” in questi giorni da molti appassionati e addetti ai lavori, quando invece è da anni il miglior teatro italiano per intelligenza di proposte e capacità di realizzarle – ha proposto quest’anno un allestimento dell’opera che ha goduto di grande visibilità per i contemporanei festeggiamenti per l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
I biglietti sono pressoché esauriti da tempo, quindi la decisione di trasmettere in diretta televisiva la recita di ieri sera (la prima si è svolta il 16 marzo) sul digitale terrestre (RAI Storia) è stata particolarmente gradita.
Purtroppo, come si temeva dopo le testimonianze dei presenti alla prima, il soprano Sondra Radvanovsky ha dovuto dare forfait per un malanno ed è stata sostituita dalla collega del cast alternativo, Maria Agresta.
Bisogna dirlo subito, la sostituta è stata molto brava e gliene va dato atto.
Il soprano ha una voce di timbro gradevole, probabilmente sottodimensionata per la parte, acuti sicuri, discreta dizione e bella presenza scenica. Solo il registro grave è apparso inadeguato e la cantante, infatti, tendeva a scompaginare nelle note basse la sua linea di canto: insomma, come si dice in gergo in modo non troppo elegante, sbracava un pochino.
La Agresta ha cantato bene l’aria di sortita “In alto mare battuto dai venti”, la successiva “Arrigo, ah parli a un core” e un po’ meno bene il Bolero del quinto atto, ma nel complesso è stata credibile nella parte e la voce nei concertati passava bene l’orchestra.
Inoltre la prestazione, in un contesto scenografico almeno singolare, è risultata di buon gusto e la sua Elena in linea con le esigenze dello spettacolo.
Gregory Kunde è un artista di levatura straordinaria e ci sono numerose testimonianze discografiche, live e in studio, che lo confermano. Da qualche tempo ha deciso di allargare il repertorio ed esplorare i territori, pericolosi assai, del lirico spinto.
La parte di Arrigo è forse la più difficile (e pure tanto lunga!) tra quelle scritte da Verdi per la voce di tenore.
Kunde ha lottato tutta la sera con gli acuti, spesso presi di forza e dando la sensazione di faticare molto, però ne è uscito da grande cantante anche quando è dovuto rifugiarsi nel falsetto, come nel finale dell’opera (ma, per favore, ricordo che quello è un re naturale, non una notarella qualsiasi!).
Una prestazione di buon livello, alla fine, anche se sicuramente il tenore non sarà ricordato per questa parte.
Franco Vassallo ieri sera non mi ha convinto nei panni di Guido di Monforte. Il personaggio si presterebbe a un’interpretazione che ne metta in luce le mille ambiguità e tormenti, ma il baritono ha scelto la strada, per certi aspetti, più comoda, e cioè quella di cantare tutto forte. In questo modo esce la protervia, la violenza insita nel personaggio, ma si tralasciano troppi particolari importanti.
La voce non è preziosissima né per volume né per colore, inoltre, e quindi la scelta d’interpretare il personaggio sulla scia dell’esempio di altri baritoni di un passato anche recente, ma che potevano contare su doti vocali migliori, non è stata felice. La bellissima aria del terzo atto “In braccio alle dovizie” è parsa incolore, piatta e nel duetto che segue con Arrigo ho sentito solo concitazione e poco altro.
Buona la prestazione di Ildar Abdrazakov nei panni di Giovanni da Procida. Forse il basso è, tra gli artisti impegnati in questa produzione, quello che ha mostrato la linea di canto più pulita.
La voce è piuttosto chiara ma sonora e l’emissione morbida, mai forzata. Ben riuscita la grande aria “O tu Palermo” e sempre pertinente e azzeccato l’accento.
Per quanto riguarda i comprimari, che mi sono parsi di livello modesto, vi rimando alla locandina.
Magnifica la direzione di Gianandrea Noseda, sul podio di un’ottima Orchestra del Regio, sin dalla bellissima Ouverture iniziale. Tutto ha funzionato benissimo, compresi gli impegnativi concertati. Particolare attenzione il direttore ha dedicato all’accompagnamento ai cantanti, sempre sostenuti da un’orchestra che suonava per sostenerli senza compiacimenti e clangori.
Molto bene anche il Coro, assai impegnato anche dal punto di vista scenico.
La regia di Davide Livermore meriterebbe, almeno per rispetto nei suoi confronti, un post a parte. Non ne ho il tempo, però. In Rete si trovano con facilità discussioni in merito, esagerazioni comprese.
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Non temo le decontestualizzazioni, anzi, trovo che siano uno strumento utile per mantenere in vita il teatro lirico.
La mia idea è che Livermore abbia messo troppa carne al fuoco e lo spettacolo in alcuni momenti sia confuso, con qualche scivolata di troppo nella retorica nazionalpopolare. Livermore spara metaforicamente a troppi bersagli (la politica, la televisione, la mafia ecc ecc) e si rischia l’effetto saturazione e, soprattutto, che le scene distolgano dalla musica.
Però è anche uno dei pochi registi che sa leggere una partitura in primis e poi non lascia nulla al caso ma anzi pretende molto da tutta la compagnia artistica. Grazie a questo lavoro minuzioso lo spettacolo si svolge sino alla fine in modo coerente con le dichiarazioni che ha rilasciato prima, durante e dopo la serata.
Dichiarazioni improntate di un impegno civile che merita attenzione e non scherno.
Mi pare che il pubblico, almeno ieri sera, abbia tributato un grandissimo successo a questi Vespri.
Io la mia opinione l’ho detta, buon fine settimana a tutti.
 
 

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39 risposte a “Recensione abbastanza seria dei Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi al Regio di Torino: l’impegno civile di Davide Livermore.

  1. gabrilu 20 marzo 2011 alle 12:45 am

    "In alto mare battuto da venti" è roba che questa sera sento particolarmente.

    Forse perchè è già  qualche ora che nel cielo di Palermo sento   volteggiare  elicotteri ed  aerei e fantastico (ma  sono proprio sicura, che fantastico?!) che si dirigano a Trapani.

    Vabbè. Tiremm innanz….

    …Belli, i "Vespri".

    Un'operona non facile da allestire, richiede  tante risorse eccellenti, e con i tempi di ristrettezze che corrono… cara grazia che ci sia stato un teatro che abbia avuto il coraggio di  provarci.  Quindi  "clap clap" al Regio, ed a scatola chiusa.

    Un'operona   che di bene e di male    ha assai.

    Ridondanti,  'sti Vespri.

     In alcune parti noiosetti   anzichennò,   ma siamo  indulgenti.

    Mettiamoci nei panni del     Peppino   che  per barcamenarsi doveva accontentare italiani  (che volevano il bel canto  duro e puro)  e  i  francesi   (che ci volevano  pure il  balletto, perché senza il balletto  no e poi  no), e   quindi.

    Che vuoi che succeda quando si vuol accontentare troppa gente? Succede che  si cucina un     minestrone,  che però  in questo caso risulta buono  perché   il cuoco  Peppino è bravo   (smile).

    E poi…  posso dire che  ne i Vespri    trovo alcune parti    assolutamente trascinanti?

    I  duelli canterini tra padre e figlio sono   di uno spasso infinito.

    Io li ho caricati nel mio iPod e sono un ottimo supporto per le mie passeggiate igieniche  per le vie di Palermo.

    Sul "Oh tu Palermo, terra  adorata" etc.   spero apprezzerai, caro Amf, il fatto  che mi taccio doverosamente, chè parlandone  andrei in conflitto di interessi  (smile) anche se oggi  come oggi  il conflitto  di interessi  sembra non importi un piffero a nessuno.

    Non sono particolarmente ansiosa di aver  particolari su regia e scenografia di questo allestimento  del Regio.

    Le poche cose che hai detto  sono   già bastate a farmi venir principi di orticaria.

    Mi piace

  2. gabrilu 20 marzo 2011 alle 12:45 am

    "In alto mare battuto da venti" è roba che questa sera sento particolarmente.

    Forse perchè è già  qualche ora che nel cielo di Palermo sento   volteggiare  elicotteri ed  aerei e fantastico (ma  sono proprio sicura, che fantastico?!) che si dirigano a Trapani.

    Vabbè. Tiremm innanz….

    …Belli, i "Vespri".

    Un'operona non facile da allestire, richiede  tante risorse eccellenti, e con i tempi di ristrettezze che corrono… cara grazia che ci sia stato un teatro che abbia avuto il coraggio di  provarci.  Quindi  "clap clap" al Regio, ed a scatola chiusa.

    Un'operona   che di bene e di male    ha assai.

    Ridondanti,  'sti Vespri.

     In alcune parti noiosetti   anzichennò,   ma siamo  indulgenti.

    Mettiamoci nei panni del     Peppino   che  per barcamenarsi doveva accontentare italiani  (che volevano il bel canto  duro e puro)  e  i  francesi   (che ci volevano  pure il  balletto, perché senza il balletto  no e poi  no), e   quindi.

    Che vuoi che succeda quando si vuol accontentare troppa gente? Succede che  si cucina un     minestrone,  che però  in questo caso risulta buono  perché   il cuoco  Peppino è bravo   (smile).

    E poi…  posso dire che  ne i Vespri    trovo alcune parti    assolutamente trascinanti?

    I  duelli canterini tra padre e figlio sono   di uno spasso infinito.

    Io li ho caricati nel mio iPod e sono un ottimo supporto per le mie passeggiate igieniche  per le vie di Palermo.

    Sul "Oh tu Palermo, terra  adorata" etc.   spero apprezzerai, caro Amf, il fatto  che mi taccio doverosamente, chè parlandone  andrei in conflitto di interessi  (smile) anche se oggi  come oggi  il conflitto  di interessi  sembra non importi un piffero a nessuno.

    Non sono particolarmente ansiosa di aver  particolari su regia e scenografia di questo allestimento  del Regio.

    Le poche cose che hai detto  sono   già bastate a farmi venir principi di orticaria.

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  3. utente anonimo 20 marzo 2011 alle 1:19 am

    L'ho detto anche altrove. Il basso, Abdrazakov, a me è parso vocalmente molto problematico. L'impressione, dalla tv, era quella di una voce poco proiettata che difficilmente poteva superare l'orchestra. Non è un basso vero, probabilmente è un baritono che affoga la voce nella gola per scurirla e allargarla. Ripeto, dall'ascolto televisivo mi è parso che la sua fosse la voce meno sonora, con un'ottava grave inesistente. Oltretutto, questa emissione così "bassa" e fumosa rende davvero difficile riuscire a distinguere le parole.

    Devo dire che sono molto sorpreso di leggere pareri così positivi sulla prestazione di questo cantante, e non solo qui. Solo io sento questi problemi? 

    Per il resto sono abbastanza d'accordo con la recensione di Amfortas. Bene la direzione, brava la Agresta, pessimo Vassallo, e Kunde… ha faticato parecchio. Si tratta comunque di un tenore leggero che negli ultimi anni si è inventato una voce da tenore più spinto, forzando parecchio. A me non piace.

    Sulla regia stendo un velo pietoso: non voglio dir male di uno spettacolo su cui comunque si è lavorato con impegno.

    Saluti

    Mi piace

  4. utente anonimo 20 marzo 2011 alle 1:19 am

    L'ho detto anche altrove. Il basso, Abdrazakov, a me è parso vocalmente molto problematico. L'impressione, dalla tv, era quella di una voce poco proiettata che difficilmente poteva superare l'orchestra. Non è un basso vero, probabilmente è un baritono che affoga la voce nella gola per scurirla e allargarla. Ripeto, dall'ascolto televisivo mi è parso che la sua fosse la voce meno sonora, con un'ottava grave inesistente. Oltretutto, questa emissione così "bassa" e fumosa rende davvero difficile riuscire a distinguere le parole.

    Devo dire che sono molto sorpreso di leggere pareri così positivi sulla prestazione di questo cantante, e non solo qui. Solo io sento questi problemi? 

    Per il resto sono abbastanza d'accordo con la recensione di Amfortas. Bene la direzione, brava la Agresta, pessimo Vassallo, e Kunde… ha faticato parecchio. Si tratta comunque di un tenore leggero che negli ultimi anni si è inventato una voce da tenore più spinto, forzando parecchio. A me non piace.

    Sulla regia stendo un velo pietoso: non voglio dir male di uno spettacolo su cui comunque si è lavorato con impegno.

    Saluti

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  5. amfortas 20 marzo 2011 alle 8:24 am

    gabrilu, i Vespri sono un'opera che a me piace tantissimo. Ci sono tanti momenti particolarmente ispirati, a cominciare dall'Ouverture che trovo di rara bellezza. Ho grande ammirazione del Verdi del Grand Opera, anche per quello della Forza. Certo ci sono pagine interlocutorie e qualche forzatura, ma se ne trovanoa nche nella Traviata, per dire.
    I balletti sono quasi sempre tagliati e ti dirò, se non sono preso da furori filologici, non ne sento molto la mancanza 🙂
    A distanza di 24 ore, ripensando alla regia, riscriverei le stesse cose: troppa carne al fuoco.
    Ti prego l'orticaria no eh? 🙂
    Ciao e grazie!
    2, mi dai l'occasione per una piccola puntualizzazione.
    Il mio giudizio sui cantanti ovviamente è riferito alla serata, ma è supportato anche dalla sensazione che gli stessi mi hanno dato dal vivo in altre occasioni, con l'unica eccezione della Agresta che non mi pare di aver mai sentito a teatro.
    Su Abdrazakov quindi confermo il mio parere, forse abbiamo un metro di valutazione diverso. Però dimmi una cosa, hai sentito Dmitry Beloselskiy come Zaccaria due giorni fa? Ecco, quello pare a me un basso davvero ingolfato e dalle risonanze decisamente artefatte.
    Ciao e grazie anche a te.
    Nel frattempo, per chi non lo sapesse, segnalo che Sondra Radvanovsky è stata costretta al forfait per tutte le recite a causa del malanno che l'ha costretta a saltare la prima.

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  6. amfortas 20 marzo 2011 alle 8:24 am

    gabrilu, i Vespri sono un'opera che a me piace tantissimo. Ci sono tanti momenti particolarmente ispirati, a cominciare dall'Ouverture che trovo di rara bellezza. Ho grande ammirazione del Verdi del Grand Opera, anche per quello della Forza. Certo ci sono pagine interlocutorie e qualche forzatura, ma se ne trovanoa nche nella Traviata, per dire.
    I balletti sono quasi sempre tagliati e ti dirò, se non sono preso da furori filologici, non ne sento molto la mancanza 🙂
    A distanza di 24 ore, ripensando alla regia, riscriverei le stesse cose: troppa carne al fuoco.
    Ti prego l'orticaria no eh? 🙂
    Ciao e grazie!
    2, mi dai l'occasione per una piccola puntualizzazione.
    Il mio giudizio sui cantanti ovviamente è riferito alla serata, ma è supportato anche dalla sensazione che gli stessi mi hanno dato dal vivo in altre occasioni, con l'unica eccezione della Agresta che non mi pare di aver mai sentito a teatro.
    Su Abdrazakov quindi confermo il mio parere, forse abbiamo un metro di valutazione diverso. Però dimmi una cosa, hai sentito Dmitry Beloselskiy come Zaccaria due giorni fa? Ecco, quello pare a me un basso davvero ingolfato e dalle risonanze decisamente artefatte.
    Ciao e grazie anche a te.
    Nel frattempo, per chi non lo sapesse, segnalo che Sondra Radvanovsky è stata costretta al forfait per tutte le recite a causa del malanno che l'ha costretta a saltare la prima.

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  7. amfortas 20 marzo 2011 alle 8:43 am

    Per gabrilu e altri che magari vogliono vedere qualcosa:

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  8. amfortas 20 marzo 2011 alle 8:43 am

    Per gabrilu e altri che magari vogliono vedere qualcosa:

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  9. utente anonimo 20 marzo 2011 alle 11:12 am

    Sì sì, ho sentito anche il Nabucco. I bassi ingolfati oggi sono la norma. Il problema è evidente quando si fatica a capire una sola sillaba di quello che cantano.

    Tra i cantanti dei Vespri di Torino, l'unico che ho sentito dal vivo è Kunde, e posso dire che la radio o la televisione tendono ad accentuare i suoi difetti, che in teatro si assorbono meglio. Peraltro, l'ultima volta che l'ho sentito (2009), aveva un volume di voce davvero grande (a parte il registro grave).

    Comunque, bella scoperta la Agresta.

    Saluti

    Mi piace

  10. utente anonimo 20 marzo 2011 alle 11:12 am

    Sì sì, ho sentito anche il Nabucco. I bassi ingolfati oggi sono la norma. Il problema è evidente quando si fatica a capire una sola sillaba di quello che cantano.

    Tra i cantanti dei Vespri di Torino, l'unico che ho sentito dal vivo è Kunde, e posso dire che la radio o la televisione tendono ad accentuare i suoi difetti, che in teatro si assorbono meglio. Peraltro, l'ultima volta che l'ho sentito (2009), aveva un volume di voce davvero grande (a parte il registro grave).

    Comunque, bella scoperta la Agresta.

    Saluti

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  11. amfortas 20 marzo 2011 alle 11:22 am

    Su Kunde hai perfettamente ragione e non è il solo a soffrire negli ascolti extra teatro.
    La Agresta pare che canti tutte le recite, non so come sia possibile!
    Ciao!

    Mi piace

  12. amfortas 20 marzo 2011 alle 11:22 am

    Su Kunde hai perfettamente ragione e non è il solo a soffrire negli ascolti extra teatro.
    La Agresta pare che canti tutte le recite, non so come sia possibile!
    Ciao!

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  13. utente anonimo 20 marzo 2011 alle 6:12 pm

    Ciao Amfortas, ho appena letto la recensione di questi Vespri sul Corriere della Grisi e più o meno siete in sintonia tu e la Signora Giulia. A lei è piaciuto più che a te Kunde mentre apprezza di meno il basso dal nome impronunciabile. Recensirai il Flauto dalla Scala?
    Gianni

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  14. utente anonimo 20 marzo 2011 alle 6:12 pm

    Ciao Amfortas, ho appena letto la recensione di questi Vespri sul Corriere della Grisi e più o meno siete in sintonia tu e la Signora Giulia. A lei è piaciuto più che a te Kunde mentre apprezza di meno il basso dal nome impronunciabile. Recensirai il Flauto dalla Scala?
    Gianni

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  15. amfortas 20 marzo 2011 alle 7:07 pm

    Gianni, ciao. Ora vado a leggere la recensione della Grisi. Vedrò il Flauto e forse recensisco.
    Certo che tu frequenti brutti posti eh? Pensa che ho appena ricevuto una mail in cui mi si dice che io e il CdG contribuiamo a distruggere la lirica italiana.
    Bah! Più che altro penso a quelli della Grisi, che si vedono indegnamente accostati a me…
    Ciao e grazie 🙂

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  16. amfortas 20 marzo 2011 alle 7:07 pm

    Gianni, ciao. Ora vado a leggere la recensione della Grisi. Vedrò il Flauto e forse recensisco.
    Certo che tu frequenti brutti posti eh? Pensa che ho appena ricevuto una mail in cui mi si dice che io e il CdG contribuiamo a distruggere la lirica italiana.
    Bah! Più che altro penso a quelli della Grisi, che si vedono indegnamente accostati a me…
    Ciao e grazie 🙂

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  17. utente anonimo 20 marzo 2011 alle 11:11 pm

    Scriverai qualcosa sul Nabucco all'Opera di Roma? sarei curioso di leggere la tua opinione …
    Ciao
    Giorgio

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  18. utente anonimo 20 marzo 2011 alle 11:11 pm

    Scriverai qualcosa sul Nabucco all'Opera di Roma? sarei curioso di leggere la tua opinione …
    Ciao
    Giorgio

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  19. amfortas 21 marzo 2011 alle 8:29 am

    Giorgio, ho già scritto brevemente la mia opinione sul Nabucco nei commenti al post precedente. Non ho tempo di scrivere altro, scusami.
    Ciao e grazie.

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  20. amfortas 21 marzo 2011 alle 8:29 am

    Giorgio, ho già scritto brevemente la mia opinione sul Nabucco nei commenti al post precedente. Non ho tempo di scrivere altro, scusami.
    Ciao e grazie.

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  21. utente anonimo 22 marzo 2011 alle 11:40 am

    Amfortas, il forum di OC è tutto sballato, da giorni cerco di fare una ricerca ma non funziona!!!!!!!!! per fare una prova, ho messo la parola "verdi" e non mi dà neanche un risultato!!!! NON VAAAAAAAAAAAAAAAAA

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  22. amfortas 22 marzo 2011 alle 1:33 pm

    13, ci sono ancora un po' di problemi ma non mi pare che la situazione sia così tragica come dici tu…anche a leggere le opinioni degli iscritti.
    A me nel forum funziona tutto, con l'unica eccezione della temporanea scomaprsa dell'avatar, ma non mi pare rilevante.
    Ho provato pure la ricerca e mettendo "Verdi" come parola chiave mi escono 80 pagine di risultati.
    Ciao.

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  23. amfortas 22 marzo 2011 alle 1:33 pm

    13, ci sono ancora un po' di problemi ma non mi pare che la situazione sia così tragica come dici tu…anche a leggere le opinioni degli iscritti.
    A me nel forum funziona tutto, con l'unica eccezione della temporanea scomaprsa dell'avatar, ma non mi pare rilevante.
    Ho provato pure la ricerca e mettendo "Verdi" come parola chiave mi escono 80 pagine di risultati.
    Ciao.

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  24. utente anonimo 22 marzo 2011 alle 9:50 pm

    Non è che puoi recensire "La Fluta Magica" (così l'ha chiamato il sovrintendente della Scala, che lavora in Italia da diversi anni, se i miei alunni stranieri che sono qui da due mesi parlassero così si beccherebbero certi 2 da manuale di pedagogia… ma soprassediamo)?
    Biondasirocchia

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  25. utente anonimo 22 marzo 2011 alle 9:50 pm

    Non è che puoi recensire "La Fluta Magica" (così l'ha chiamato il sovrintendente della Scala, che lavora in Italia da diversi anni, se i miei alunni stranieri che sono qui da due mesi parlassero così si beccherebbero certi 2 da manuale di pedagogia… ma soprassediamo)?
    Biondasirocchia

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  26. amfortas 22 marzo 2011 alle 11:14 pm

    Bionda, Lissner parla un italiano davvero tremendo, ma potrei pure perdonarlo se gli allestimenti scaligeri fossero un po' più interessanti.
    La Fluta magica resterà nell'immaginario collettivo di tutti noi piccini, ma non merita una mia recensione perché de minimis non curat praetor 🙂
    Ciao!

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  27. amfortas 22 marzo 2011 alle 11:14 pm

    Bionda, Lissner parla un italiano davvero tremendo, ma potrei pure perdonarlo se gli allestimenti scaligeri fossero un po' più interessanti.
    La Fluta magica resterà nell'immaginario collettivo di tutti noi piccini, ma non merita una mia recensione perché de minimis non curat praetor 🙂
    Ciao!

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  28. utente anonimo 23 marzo 2011 alle 2:24 pm

    da Giuliano:
    concordo, l'ouverture dei Vespri è un capolavoro!

    solo una precisazione: La Fluta Màgica o la Fluta Magìca? (o magari Majica?) (una volta ho conosciuto un francese che diceva sempre "musìca", ma proprio sempre sempre)

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  29. utente anonimo 23 marzo 2011 alle 2:24 pm

    da Giuliano:
    concordo, l'ouverture dei Vespri è un capolavoro!

    solo una precisazione: La Fluta Màgica o la Fluta Magìca? (o magari Majica?) (una volta ho conosciuto un francese che diceva sempre "musìca", ma proprio sempre sempre)

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  30. utente anonimo 23 marzo 2011 alle 6:35 pm

    Ho visto le foto della redazione sul sito di operaclick e ti ho dato un volto finalmente! Sei anche un figo!!!

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  31. amfortas 23 marzo 2011 alle 6:49 pm

    Giuliano, mi pare magìca :-), Davvero, l'Ouverture dei Vespri è grandiosa, come peraltro quella della Forza.
    18, correttezza vorrebbe che quando si scrivono simili enormità almeno ci si firmi :-), ciao!

    Mi piace

  32. amfortas 23 marzo 2011 alle 6:49 pm

    Giuliano, mi pare magìca :-), Davvero, l'Ouverture dei Vespri è grandiosa, come peraltro quella della Forza.
    18, correttezza vorrebbe che quando si scrivono simili enormità almeno ci si firmi :-), ciao!

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  33. biondasirocchia 24 marzo 2011 alle 9:10 am

    Mi fa piacere che sulla Fluta la pensi come me. Si vede che sto sviluppando un minimo di orecchio anche io.
    Biondasirocchia

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  34. biondasirocchia 24 marzo 2011 alle 9:10 am

    Mi fa piacere che sulla Fluta la pensi come me. Si vede che sto sviluppando un minimo di orecchio anche io.
    Biondasirocchia

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  35. amfortas 24 marzo 2011 alle 10:32 am

    Bionda, su questa Flauta le opinioni sono state abbastanza concordi. Un allestimento già visto al San Carlo, che non lascerà traccia particolare e una compagnia di canto pur essa non certo indimenticabile.
    Ciao!

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  36. amfortas 24 marzo 2011 alle 10:32 am

    Bionda, su questa Flauta le opinioni sono state abbastanza concordi. Un allestimento già visto al San Carlo, che non lascerà traccia particolare e una compagnia di canto pur essa non certo indimenticabile.
    Ciao!

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