Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Riflessione sull’Adelaide di Borgogna al Rossini Opera Festival: la prevalenza del cretino.

Perciò che riguarda l’Adelaide di Borgogna di ieri sera, me la cavo prestissimo.
Ha cantato bene la Pratt – qualche slittamento d’intonazione e una prima ottava evanescente sono state ampiamente riscattate da un registro acuto brillante – e ne sono particolarmente felice, avrebbe potuto cantare meglio Daniela Barcellona ma non ha certo meritato contestazioni (ci torno).
Di routine, con qualche difficoltà negli acuti, la prestazione di Nicola Ulivieri.
Pessimo il tenore Bogdan Mihai, sotto ogni punto di vista, con alcuni momenti davvero imbarazzanti.
Sotto il livello di guardia le prestazioni dei comprimari, tanto che se ci fosse stata qualche sforbiciata da parte del direttore non avrei certo gridato allo scandalo.
Il Coro si è comportato bene e la direzione d’orchestra di Dmitri Jurowski è parsa fiacca ed esangue.
La trasmissione della RAI è stata veramente indecente perché evidentemente – non sono un tecnico e non so dire di più – o i microfoni erano mal posizionati o è proprio il tipo di microfonazione che è sbagliata.
Solari, per chiunque voglia sentirle, le assurde situazioni con il fortepiano che rimbombava nelle orecchie e il Coro che sembrava cantare da un’altra galassia.
Per non parlare delle solite situazioni riferite ai cantanti, tutti i cantanti, che sembrano in preda a una crisi d’asma a ogni, normalissima, presa di fiato.
Poi, ed è quello che più mi sta a cuore, ci sono state le contestazioni a Daniela Barcellona, sulle quali dissento totalmente e non certo perché è mia concittadina o la conosco (chi vuole vada a leggersi le mie recensioni in cui la critico), ma perché bisogna che qualcuno si prenda la responsabilità di affermare, mettendoci la faccia e nome e cognome e a prescindere dall’artista coinvolto, che queste buate sono farlocche come una moneta da tre euro.
Vale per la Barcellona e vale anche per la stragrande maggioranza delle volte in cui si sentono contestazioni ai cantanti.
La contestazione in teatro è una manifestazione legittima, sia chiaro, come lo sono tutte le manifestazioni di dissenso espresse in modo civile.
Però è altrettanto solare che se la contestazione diventa prevedibile come l’intervallo dopo il primo atto, qualcosa non funziona. Soprattutto la contestazione sistematica e prevedibile diventa routine e perde, completamente, quel valore di dissenso costruttivo che dovrebbe avere.
Nel caso di ieri e con il metro di giudizio di chi (tra l’altro, mica poi tanti, ma si sa chi fa casino fa anche notizia) ha contestato, il tenore avrebbe dovuto essere giustiziato sul posto, si fa per dire.
Invece no, è stata colpita di più la Barcellona perché secondo pochissimi (ma proprio pochi) non è adatta a cantare Rossini.
Di fronte a queste enormità a me viene sempre in mente un libello di Fruttero & Lucentini, che s’intitola “La prevalenza del cretino”.
Ovvio che tutti i pareri hanno diritto di cittadinanza e possono essere esplicitati, almeno sino a quando non danneggiano gli altri e non fanno credere che chi la pensa diversamente è un minus habens.
Sono altresì convinto che debbano essere ghettizzate o almeno ignorate tutte le posizioni che cercano di imporsi attraverso enormità dialettiche e insulti.
Soprattutto se tutto questo ben di dio è esercitato in modo anonimo.
Spargere merda un po’ di qua e un po’ di là è facile e, per quanto possa sembrare incredibile, si troverà sempre qualcuno che dopo un po’, per motivi che francamente non è il caso di analizzare, riterrà che la merda debba fare parte del proprio menu quotidiano e si metterà a fare l’apostolo o addirittura il cuoco.
La cretineria è un fattore aggregante, un modo di fare gruppo, soprattutto se c’è qualche capopopolo sfigato che innalza la bandiera straccia e logora della competenza che non è tale, ma vera e propria manifestazione autistica.
Idiot savant? Ma no, basta e avanza idiot.

Un saluto a tutti.

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5 risposte a “Riflessione sull’Adelaide di Borgogna al Rossini Opera Festival: la prevalenza del cretino.

  1. mamikazen 12 agosto 2011 alle 12:27 am

    ma non ci credo. son la prima? beh, almeno avessi qualcosa di intelligente da dire… (se non che dal vivo mi ha fatto più o meno lo stesso effetto, a parte l’asma sulle prese di fiato, forse perché i cantanti li avevo dal vivo o forse perché avevo troppo da fare con la mia, di asma…).
    che poi io guardo la reazione del pubblico e mi distraggo, alla generale dell’adelaide no perché un po’ avevo sonno (per via delle medicine dell’asma, credo. spero) ma alla generale del mosé sì, che qualcuno ogni tanto ridacchiava nervosamente o aveva da dire sulla tenuta (di vestiario, non canora) della ganassi o s’impressionava e così mi son distratta, ed è andata a finire che mi son persa delle cose di abbado che, absit iniuria verbis, a me mi piace assai, e mi piace come ha fatto questo mosé (che mi han cacciata di conservatorio due volte, sarà quello?), e non ho capito alcune cose di vick, e così oggi ho comprato il biglietto per andarmelo a rivedere e riascoltare dalla galleria, che un po’ di distanza aiuta la comprensione, spero. non vedo l’ora di sapere cosa ne pensi tu, perché non so com’è ma le tue reazioni mi fanno sempre chiaro, mai confusione (e con questa sviolinata men vo soletta… a durmì)

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  2. amfortas 12 agosto 2011 alle 4:43 pm

    Mami, ciao e bentornata! Ci sono rimasto malissimo quando per la prima volta sono venuto sul tuo blog e ho trovato…chiuso :-), spero che ora sia tutto a posto.
    Nel frattempo c’è stato pure il mezzo casino di ieri per la regia di Vick, boh, io non ho ascoltato nulla quindi non ne scrivo neanche.
    Immagino che il vestiario della Ganassi avesse il punto debole sul…balcone, che la brava Sonia ha bello florido 🙂
    E poi, con tranquillità mi dici che soffri di asma? Brutta roba! E brutta roba anche farsi cacciare dal conservatorio, indisciplinata!
    A dire il vero il Robertino, di solito, a me piace, mentre sono più perplesso sul fratello regista che trovo piuttosto ripetitivo.
    Ciao e in bocca al lupo.

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    • mamikazen 12 agosto 2011 alle 10:54 pm

      sì sì, ho riaperto bottega.
      no, secondo me il problema era sotto (pantacollant con vestitino jeans striminzito, e a un certo punto sottoveste nera probabilmente di terital… qualsiasi cifra la paghino, non è abbastanza! e non solo per la voce, che a me piace parecchio)
      in effetti ieri c’è stato movimento anche in sala, se non c’è la replica anche di quello domenica mi faccio ridare i soldi del biglietto 😀
      soffro di asma intrinseca e me la tengo, il che per una corista sia pur di quarta classe (come direbbe Gioachino) non è il massimo, ma non so perché riesco a cantare anche quando sto male (una volta sono uscita dal pronto soccorso e la sera ho fatto un concerto), evidentemente non canto coi polmoni ma con… ehm… boh… ^^
      dal Conservatorio una volta mi hanno cacciata loro, una volta sono scappata io… ho un pessimo rapporto con le istituzioni musicali!!!! (una volta l’ho pure raccontato, qui: http://mamikazen.splinder.com/post/15553904/principio-dopo-lantefatto
      … e qui: http://mamikazen.splinder.com/post/15793367/prosieguo-dopo-il-principio )

      secondo me questo mosé merita assai, musicalmente e scenicamente, e spero proprio che le polemiche facciano da ulteriore traino! tiè!!! 😉 🙂

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  3. mamikazen 12 agosto 2011 alle 11:01 pm

    scusa, dimenticavo: stamattina sono stata a una conferenza sul barbiere cui ha partecipato anche la barcellona, che ha detto cose molto interessanti e acute sui cambiamenti del mestiere e del ruolo dei cantanti lirici negli ultimi anni. ora io mi dico, non è possibile che una cantante bravissima e a mio parere almeno altrettanto brava attrice sia pure intelligente e colta, è contro natura!!!!!!!! 😉 mio dio, dove sono finiti i bei cantanti-capre d’una volta, quelli che non sapevano manco leggere uno spartito? 😀
    (ehm… oddio, forse qualcuno in giro ce n’è ancora… come una volta c’erano anche i cantanti e le cantanti musicalmente (e)dotte… però dài, le proporzioni si stanno invertendo, speriamo! 😉 )

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  4. amfortas 13 agosto 2011 alle 10:43 am

    mami, scusa ma il primo commento è stato riconosciuto da WP come spam e quindi era in moderazione (lo fa automaticamente quando ci sono più di due collegamenti iperstestuali).
    Bello il racconto in due puntate delle tue disavventure, oltretutto – ma io lo so bene – scrivi benissimo!
    Ah, quindi la Ganassi era strizzata nei jeans eh? Beh dai, ho visto molto di peggio…ci può stare 🙂
    La Barcellona è una specie di perla rara come cantante e anche come persona, davvero in gamba ed è pure, cosa che non tutti sanno, una ragazza umile che non si dà arie. Sono contento di conoscerla, pensa che da sei anni abbiamo in ballo un’intervista e non riusciamo mai a concludere. Speriamo bene per il prossimo futuro.
    Buon ferragosto (senza asma, spero eh?). Ciao!

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