Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione dei DVD di Das Rheingold (L’Oro del Reno) e Die Walküre (La Valchiria) di Richard Wagner, per la regia della Fura dels Baus.

Tempo fa avevo recensito i DVD del Rheingold e Die Walküre usciti con la rivista Classic Voice. A breve scriverò anche la recensione del Siegfried, quindi intanto propongo questo ripasso, abbastanza completo e ricco d’immagini.
Si tratta dello spettacolo che in Italia si è visto a Firenze, con una differenza fondamentale e cioè l’orchestra, che nel DVD è quella, molto buona, della Comunitat Valenciana mentre a Firenze, appunto, sempre con Zubin Mehta sul podio, c’era la straordinaria Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.

Io mi sono perso per cause di forza maggiore il Rheingold e Die Walküre a Firenze (giugno 2007), ma ho visto invece il Siegfried e la Götterdämmerung.

Senza entrare troppo nel merito dello spettacolo, va detto che l’allestimento della Fura perde parecchio fascino, visto tra le mura domestiche. Certo, vale per qualsiasi opera, la lirica si gode a teatro.
In questo caso però la mancanza di tridimensionalità penalizza lo sfolgorante giocattolo della Fura (un domani dovremo andare a vedere l’opera con gli occhialetti per vedere in 3D, sul genere dei film tipo Avatar, gli ologrammi sono alle porte) e la regia televisiva, che indugia spesso in primi piani, non aiuta molto ma anzi forse sottolinea i punti deboli e le contraddizioni del complesso marchingegno di Carlos Padrissa.
D’altro canto, come ebbi modo d’osservare proprio a Firenze, la regia è sì moderna ma piuttosto didascalica, non ha certo nulla di rivoluzionario dal punto di vista intellettuale.  Non si percepisce un interrogarsi sul Ring ma piuttosto un edonismo esteriore da appagare attraverso le suggestioni del Ring.
In teatro, come dicevo poc’anzi, questa chiave di lettura esteriore funziona abbastanza bene, in televisone meno, nonostante anch’io ora sia dotato di un televisore decente a causa dello shift per il digitale terrestre.

Forse la parte più riuscita è proprio quella iniziale, nella quale Alberich, dopo essere stato preso in giro dalle Figlie del Reno, si vendica e ruba l’oro, simboleggiato con una metafora non del tutto peregrina da uova dorate (lo so che detto così sembrano uova pasquali, ma insomma fidatevi, è abbastanza suggestiva la cosa) che le ragazze custodiscono nelle loro piscinette/placenta.
Altri momenti sono quasi imbarazzanti, come per esempio la trasformazione prima in drago e poi in rospo di Alberich, o l’apparizione di Erda con un costume ridicolo.
Senza infamia e senza lode la realizzazione dei giganti, visti comi enormi robot.
Bene, direte voi (ma anche no), ma il lato squisitamente musicale?
Zubin Mehta non cerca nuove strade interpretative e si limita ad una lettura abbastanza banale della partitura, senza grossi difetti ma anche priva di slanci e vigore narrativo, una lettura che definirei prudente, ma non superficiale. Forse un po’ manierata, rassicurante.
Come sempre il direttore è molto bravo nell’accompagnamento ai cantanti, ma il Rheingold è, da questo punto di vista, un lavoro atipico.
Per quanto riguarda la nutritissima compagnia di canto, conviene liquidare subito come routinarie, a voler essere generosi, le prove degli dei attaccabrighe Donner e Froh (Ylia Bannick e German Villar) e della gatta morta Freia (Sabina von Walther).
Al solito grottesco e caricaturale il Mime di Gerhard Siegel, che ho sentito più volte e proprio non riesce a piacermi.
Brave e molto impegnate anche fisicamente, con tutte quelle capriole nell’acqua, le Figlie del Reno: Woglinde (Silvia Vasquez), Wellgunde (Ann-Katrin Naidu) e Flosshilde (Hannah Esther Minutello).
Bravissimo il vecchio leone Matti Salminen nella parte dello sfigatissimo gigante Fasolt, mentre un po’ meno a fuoco sembra Stephen Milling nei panni (che col tempo diventeranno viscidi) di Fafner.
Franz-Josef Kapellmann ripropone il suo consueto Alberich un po’ ruspante, ma assai efficace e convincente per accento e presenza scenica.
Anna Larsson è una Fricka petulante ma non volgare, anche se la voce non è proprio preziosissima.
Per Erda, come sapete, io ho un debole e neanche questa volta Christa Meyer mi convince.
Un discorso più approfondito merita il tenore John Daszak, che interpreta il fondamentale personaggio di Loge.
Le sue intenzioni sono buone, ma lo strumento vocale non gli consente di realizzarle. La voce è da tenorino leggero e inoltre si sbianca spesso, perciò non è mai insinuante ma risulta querulo e fastidioso, non dà mai la sensazione della scaltrezza del personaggio ma piuttosto di un generico giovanilismo d’accatto. Un Loge da trasmissione di Maria De Filippi, mi sembra.
Chi invece canta bene e centra l’interpretazione è Juha Uusitalo. Il suo Wotan convince sia per l’innata protervia sia per l’autorevolezza da “capo del mondo”. Il fraseggio è curato e si capisce che anche vocalmente la parte gli sta bene. Direi che è alla pari con Salminen il migliore del cast.
La regia video, a mio parere non riuscitissima, è di Tiziano Mancini, ma mi rendo conto che deve essere stato un lavoraccio.
Carlos Padrissa firma la regia di cui ho già detto ampiamente e si avvale dei compagni d’avventura tecnologica Roland Olbetter per le scene e Peter van Praet per le fantasmagoriche luci.
L’Orchestra de la Comunitat Valenciana non demerita ma neanche entusiasma.
Questo DVD è, a mio parere, molto indicato (si può comprare qui) per chi non ha occasione di vedere gli spettacoli della Fura dal vivo, gli altri si possono anche astenere dal comprarlo.
Ovviamente la categoria dei wagneriani fradici, alla quale appartengo, non fa testo perché noi tendiamo ad accumulare, da bravi ossessivo-compulsivi (strasmile).

Passo ora alla Valchiria, dopo il Prologo.

Come già nell’occasione precedente oltre ai due DVD dello spettacolo è allegato un numero monografico, fatto piuttosto bene, sul compositore tedesco.
Divertente, tra le altre cose, il pezzo di Alberto Mattioli sulla “fauna” che popola le prime della Scala.
Il tutto a 14.90 e per qualche euro in più per le spese di spedizione direttamente sul sito.
La regia di Carlus Padrissa, lo ribadisco anche in questo caso, è assai accattivante ma pure molto ingenua e didascalica nella realizzazione scenografica, quasi autocompiaciuta nella ricerca dell’effetto stupefacente.
Va detto però che in questa occasione le scene sono davvero spettacolari e che il lavoro di regia vero e proprio, sui movimenti dei cantanti, appare più curato.
Le proiezioni sono forse la parte più scontata dello spettacolo, ma immagino che in teatro l’effetto fosse ragguardevole e comunque sono parte fondamentale della filosofia della Fura.
Alla testa di una decisamente buona Orchestra della Comunitat Valenciana c’è Zubin Mehta, come poi a Firenze.
Ebbene il direttore, spesso discusso per una certa superficialità d’intenti, in questa Valchiria torna quasi ai livelli d’assoluta eccellenza d’un tempo, nel solco della tradizione che si rifà più all’intimismo di un Karajan che alla magniloquenza di Georg Solti.
Merito indiscusso poi la grande attenzione ai cantanti in questa giornata del Ring in cui si disvelano sentimenti forti e contraddittori.
La compagnia di canto è molto buona a partire dallo splendido Siegmund di Peter Seiffert (il confronto con lo sbiadito, a voler essere generosi, Simon O’Neill della recente Valchiria scaligera, è impietoso). In questo caso si percepisce davvero tutta la stanchezza ma anche l’audacia, la gioventù, l’ardimento del giovane eroe in fuga. Seiffert inoltre sfuma il canto e arricchisce l’interpretazione con mezzevoci, rendendo così plausibile il personaggio. Una grande prestazione.
Di qualità anche la performance di Petra Maria Schnitzer che restituisce a Sieglinde un tratto fondamentale, la gioventù. E aggiungerei anche una notevole carica erotica che non deriva dalla pur non disprezzabile fisicità, ma dall’accuratezza e dall’intensità del fraseggio.
Un po’ meno centrata, come del resto già nel Rheingold, la prestazione di Anna Larsson, che tratteggia una Fricka piuttosto monolitica e banale, priva di originaltà. Un compitino sufficiente, diciamo.
Il grandissimo Matti Salminen dimostra come dopo decenni di frequentazione wagneriana si possa essere ancora in sorprendente forma vocale: il suo Hunding è una pietra miliare nel percorso interpretativo di questo personaggio. Anche qui, meglio non fare paragoni con l’orchesco Sir Tomlinson dell’anno scorso alla Scala di Milano.
Per quanto riguarda Jennifer Wilson, che ha l’arduo compito di dare vita alla Valchiria Brünnhilde, i risultati sono abbastanza buoni.
Certo la Wilson non può contare su una voce che le consenta di risolvere di forza il personaggio, e quindi, meritoriamente, punta di più sull’approfondimento psicologico.
Peraltro i do dell’entrata sono tutt’altro che disprezzabili, bisogna dirlo, così come è intensa tutta la scena dell’estenuante duetto finale con Wotan.
Da ultimo quello che, almeno per me, è uno dei migliori Wotan degli ultimi anni (insieme a Albert Dohmen, Falck Struckmann e allo semisconosciuto Greer Grimsley), e cioé Juha Uusitalo.
Dicevo nei post introduttivi che hanno preceduto la prima scaligera, che l’interprete di Wotan deve essere sì un ottimo cantante ma soprattutto un grande fraseggiatore. In questo caso il cantante è buono ma il fraseggiatore è brillantissimo, tanto che in questo DVD di Wotan s’apprezzano più, forse, i momenti d’introspezione psicologica che quelli più lirici, in cui il canto è più sfogato, libero, quasi più melodico.
Peraltro, nell’Addio alla Valchiria entusiasmano il legato e la morbidezza della voce dell’artista che sa poi nella frase finale ritrovare l’accento imperioso e virile, quasi sfrontato, del dio orgoglioso e despota.
Completano il cast le altre otto Valchirie che si comportano a mio parere meglio della media.
Sono Bernadette Flaitz (Gerhilde), Helen Huse Ralston (Ortlinde), Pilar Vasquez (Waltraute), Christa Meyer (Schwertleite), Eugenia Bethencourt (Helmwige), Heike Grotzinger (Siegrune), Manuela Bress (Grimgerde) e Hannah Ester Minutillo (Rossweisse).
Interessante l’ormai classico making of, perché ci dà modo di scrutare tra i “trucchi” della Fura.
Anche in questo caso consiglio l’acquisto del DVD soprattutto a chi non ha potuto vedere gli allestimenti della Fura dels Baus dal vivo, ma anche a qualche neofita che magari ha trovato qualche spunto d’interesse nello spettacolo di Cassiers alla Scala.

Buon fine settimana a tutti.

Annunci

16 risposte a “Recensione dei DVD di Das Rheingold (L’Oro del Reno) e Die Walküre (La Valchiria) di Richard Wagner, per la regia della Fura dels Baus.

  1. giuliano 27 agosto 2011 alle 8:15 pm

    ciò che dici sul cantante che interpreta Loge, riguardo alla discrepanza fra la bontà delle intenzioni e le capacità reali di metterle in pratica, mi ha fatto venire in mente i miei tentativi di giocare al pallone. Ahimè, che tristezza infinita che mi hai risvegliato! (Ero meglio di Pippo Melo, questo sì: a me non mi hanno mai espulso – non mi passavano mai la palla, ma espulso proprio mai.)
    Riguardo a Chéreau-Boulez, ho qui tutte le videocassette ma mi manca la voglia di rivederle. Ti dirò, per Wagner preferisco i dischi (in teatro chiudevo gli occhi, e se poi ripenso a quella regia dei Maestri Cantori alla Scala, che fu accettata da Sawallisch…)

    Mi piace

  2. amfortas 28 agosto 2011 alle 9:40 am

    Giuliano, guarda che anch’io sono un fiero sostenitore del disco, cd o vinile che sia, soprattutto negli ultimi tempi a causa di regie terribili. E non solo per Wagner, che comunque richiede un raccoglimento diverso da altri compositori. Non è una classifica di merito, sono musiche diverse.
    Bello il tuo aneddoto, a me è successo di provare una frustrazione simile cercando d’imparare a studiare la chitarra, un disastro! Impedito, davvero.
    A pallone invece me la cavavo bene, sono sempre stato portato per lo sport.
    Resta il fatto che tra ieri e oggi sono in pieno loop con i King Crimson e che di musica classica o lirica non si vede neanche il pallido fantasma.
    In compenso stamattina c’è la bora, dopo 15 giorni di marciume umido. Sono andato a fare i soliti esercizi per la schiena qui vicino, all’Obelisco di Opicina, e due olandesi che mi hanno visto disteso sul muretto con quella che a loro sembrava una tempesta di vento, mi hanno preso per matto.
    Per me le raffiche non arrivano neanche a 80km/h, che per un triestino doc vuol dire bonaccia (smile). So che ti piacciono queste cose: in dialetto si dice bonaza in candela.
    Ciao, buona domenica.

    Mi piace

  3. giuliano 28 agosto 2011 alle 10:50 am

    ripensandoci, potresti mettere anche qui la tua foto di quando vincevi i tornei…(anche se ormai è roba dell’altro secolo)
    🙂

    Mi piace

  4. Ghiamunda 28 agosto 2011 alle 12:23 pm

    Tu continui ad ascoltare, io a leggere…
    Ma credo che all’ascolto unisci pure la lettura.
    Come stai?

    Un saluto dalla “vecchia” Ghismunda

    Mi piace

  5. amfortas 28 agosto 2011 alle 5:14 pm

    Ghismunda, che piacere rileggerti. Certo che continuo a leggere, anche se ultimamente la concentrazione latita un po’, ora passo a trovarti. Ciao!

    Mi piace

  6. ParsifalKna 29 agosto 2011 alle 5:33 pm

    Ciao a tutti,
    poichè siamo in un contesto “visivo”, vi propongo l’ultimo orrore in DVD: il Ring di Lubecca. Sono venuto a conoscenza di questo Ring per caso, gironzolando in rete alla ricerca di qualcosa da acquistare (di wagneriano, ovviamente!) e mi sono imbattuto in questa produzione. Acquisto effettuato ovviamente subito(ossessione compulsiva etc etc). Il teatro di Lubecca è molto piccolo, quindi l’orchestra suona a ranghi ridotti per motivi di spazio(e già qui non ci siamo…) ma ciò che si vede è piuttosto…orrido. Sul resto troneggiano l’immagine di Sieglinde stile “casalinga disperata” che all’arrivo di Siegmund sta lavando i tappeti di casa Hunding,e soprattutto un Siegfried che proprio rovinare di più non si poteva: il corno nel secondo atto viene suonato in scena da un baldo giovanotto in costume monacense da Oktoberfest e con espressione piuttosto inebetita; Siegfried gironzola in una stanza che contiene una poltrona sulla quale è adagiato un cadavere femminile dai lunghi capelli(forse Sieglinde?).Ma il “massimo” si raggiunge quando vediamo il waldvogel vestito da infermiera in procace tenuta, con croce rossa di ragguardevoli dimensioni (stile “Pulp Fiction”), minigonna e calze bianche…tipo Angela Cavagna a striscia la Notizia di qualche anno fa. Si scopre che la stessa è anche una sorta di corruttibile mignottone, poichè riceve dal Wanderer una somma in denaro (per far che?…forse per circuire Siegfried?).E che dire del terz’ atto, quando il Wanderer stesso strangola Erda?!?!? E a chi non piacerebbe Gunther vestito di lustrini e calze a rete che all’inizio del primo atto della Gotterdammerung sfila nella reggia dei Gibichunghi con cilindro ed abiti femminili tra gli applausi dei persenti? e ci sono tante altre delizie da vedere e…gustare. Se volete buttare via un centinaio di euro, questo Ring fa per voi. Spero che qualcuno lo acquisti, non è giusto che solo io debba aver sopportato tutto ciò…Saluti a tutti, in particolare ad Amfortas Magno.

    Mi piace

    • amfortas 29 agosto 2011 alle 6:20 pm

      ParsifalKna, credo di aver visto qualche lacerto di quel Ring da qualche parte, ma devo aver rimosso. Mi ricordo invece della Cavagna, chissà come mai :-). Vero che è questo?

      Der Ring des Nibelungen from marcus richardt on Vimeo.


      Grazie per la segnalazione eh? 🙂 Ti ringrazio anche per la bella descrizione di Gunther…Ma davvero costa 100 euro???
      Ciao!

      Mi piace

      • ParsifalKna 30 agosto 2011 alle 1:21 am

        Per l’esattezza 95 su Amazon.de (spese di spedizione incluse).Comunque è lui!!! E l’ho comperato! Ti rendi conto di quanto sono malato? e a proposito di brutture, conosci quello di Cophenagen(speso si scriva così…) se possibile è anche peggio…

        Mi piace

  7. amfortas 30 agosto 2011 alle 8:33 am

    ParsifalKna, no non lo conosco però ho letto il cast e (a parte Milling) non mi dice nulla di buono…se poi c’è pure una regia improbabile…boh! Però mi pare di averne letto bene da qualche parte, ora non ricordo dove. Ti è arrivata la mia mail?
    Ciao!

    Mi piace

  8. IRIS 31 agosto 2011 alle 8:17 am

    oooopss……Mi sa che in quello di Cophenagen ci sono cascata io……vedi cosa e’ l’ignoranza…..E’ un vero orrore! Per ora e’ parcheggiato su una libreria, ma pensavo al cassonetto della plastica per la custodia, a quello della carta per la copertina e all’indifferenziata per il DVD. Ho saputo, e credo di non sbagliare, che quando sara’ completato il Ring di New York (quello della Valchiria dell’inverno scorso con quella “macchina” costata decine di migliaia di milioni di fantastiliardi)) verranno pubblicati i DVD. Forse per allora…….
    Coap!
    IRIS

    Mi piace

    • ParsifalKna 31 agosto 2011 alle 3:47 pm

      No, non è ignoranza, è passione. Anch’io ci casco sempre,un mio amico dice che se facessero i bidet con su scritto Wagner li acquisterei (e forse ha ragione…). Se posso darti un suggerimento, esiste già un Ring in dvd dal Met, diretto da Levine e assolutamente tradizionale; può piacere o meno, ma non ci sono sorprese visive abominevoli; inoltre è discretamente cantato e (secondo me) ben diretto-ma io ammiro molto Levine!-.Lo pubblica la DG e non credo abbia costi proibitivi. Ciao!

      Mi piace

  9. amfortas 31 agosto 2011 alle 10:21 am

    Iris, beh succede, anch’io ogni tanto mi trovo tra le mani qualche roba orrenda, che poi cerco di riciclare vilmente.
    Il Ring di New York, da quel poco che ho visto, è tradizionalmente ridicolo 🙂
    Ciao Iris, piacere di rileggerti!

    Mi piace

  10. Pingback:Il “Ring” (Valencia,2007) con l’allestimento di La Fura del Baus su Zdf.kultur « Wanderer's Blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: