Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Stagione di lirica e balletto 2011/2012 del Teatro Verdi di Trieste: conferenza stampa n° 2, Calenda is back.

Con grande partecipazione di appassionati – ed è un buon segno – si è svolta oggi, presso il Ridotto del Teatro Verdi di Trieste, la conferenza stampa di (come vogliamo chiamarla?) Ripresentazione della stagione lirica e di balletto 2011/2012.
Scrivo ripresentazione con una punta d’ironia perché poco più di un mese fa c’era già stata una conferenza stampa nella quale, in buona sostanza, erano stati resi noti solo i titoli della prossima stagione. Una decisione che aveva suscitato qualche malumore in città, con relative polemiche sul quotidiano locale e non solo. Anche qui su questo blog, per esempio.
Oggi il sovrintendente Antonio Calenda ha affrontato con un certo cipiglio polemico l’incontro, ritenendo di essere stato colpito ingiustamente da critiche malevole e strumentali. Linguaggio più concreto, meno fronzoli del solito: io lo preferisco in questa versione.
Credo che Calenda abbia fatto bene, da un certo punto di vista, a levarsi pubblicamente qualche sassolino dalle scarpe. Viviamo nell’era della comunicazione e ci può stare che difenda le proprie scelte.
Però non deve passare il concetto che chi critica o comunque non è d’accordo sulla gestione del Teatro Verdi lo faccia per il gusto di distruggere o, peggio, sostenere che “parlare male” di alcune scelte strategiche equivalga a “remare contro” alla fondazione triestina, è un discorso profondamente sbagliato.
Che ci sia un dissenso vigile è un fatto largamente positivo in qualsiasi campo. Anzi, fa davvero del male al teatro chi fa finta che tutto vada bene e per un malinteso desiderio di “passare la nottata”, in una sorta di controproducente autocensura inconsapevole, tace e mette la testa sotto la sabbia come il famoso struzzo.
Un po’ come una volta, quando alcuni sfortunati preferivano morire di qualche malattia curabilissima perché era sconveniente e vergognoso ammettere di esserne colpiti.
Bene, detto questo la mia opinione è che nonostante la scelta dei titoli non sia soddisfacente, nei cast ci sono alcuni cantanti di rilievo che alzano il livello qualitativo della proposta artistica complessiva, e di questo va dato atto al sovrintendente Antonio Calenda e a tutto lo staff dirigenziale del Verdi.  In particolare al segretario artistico Antonio Tasca, che deve aver fatto “il lavoro sporco” (si fa per dire eh? Smile) e cioè le trattative economiche con gli artisti.

Daniela Barcellona

Anche i direttori d’orchestra sono complessivamente soddisfacenti, per i particolari qui c’è il Comunicato Stampa del teatro.
Oggi, in rappresentanza delle compagnie artistiche erano presenti il tenore Antonino Siragusa – che con Daniela Barcellona prenderà parte al Barbiere di Siviglia che chiuderà, nel novembre 2012, la stagione – e il M°Donato Renzetti che dirigerà la Bohème e si trova in città per la stagione concertistica.

Antonino Siragusa


Nei cast spiccano, tra gli altri, i tenori Francesco Meli (Rigoletto), Celso Albelo (Anna Bolena) e Massimo Giordano (L’amico Fritz), i baritoni Luca Salsi (Rigoletto) e Giorgio Caoduro (La Battaglia di Legnano), i soprani Mariella Devia (Anna Bolena), Dimitra Theodossiou (La Battaglia di Legnano), Julia Novikova (Rigoletto) e Daniela Mazzucato (Bohème).

Mariella Devia

La stagione, come ha sottolineato Calenda, costerà 4 milioni di euro e comprende anche due balletti e una commedia musicale inedita di Luigi Pirandello.
In chiusura dell’incontro c’è stato un piccolo dibattito tra il sovrintendente e il pubblico. Stavo per intervenire anch’io ma il tempo a disposizione era finito. Poco male, posso esprimere il mio pensiero qui e su OperaClick, e comunque subito prima il soprano Laura Antonaz, lamentando – con doppia amarezza perché lei è triestina e specialista nel genere – che nel cartellone mancano da una vita certi compositori (Mozart, tutto il Barocco ecc ecc) aveva espresso più o meno anche la mia opinione.
Perché il nocciolo della questione è proprio questo. Sono certo che con quei 4 milioni di euro si sarebbe potuta allestire una stagione alternativa, più stimolante dal punto di vista culturale e più intrigante per gli appassionati e probabilmente anche per i media.
Ora però il tempo delle polemiche è finito, la parola va al palcoscenico ed è proprio di quello che succederà in quella sede da gennaio in poi che parlerò quando sarà il momento. Con la massima serenità, come sempre.
Per ragioni di sintesi ho omesso alcuni aspetti della conferenza (il pericolo del commissariamento, i secondi cast, gli abbonamenti ecc), ovviamente, per chi vorrà, ci sarà spazio per affrontare questi argomenti nei prossimi giorni tra i commenti.

Un saluto a tutti.

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25 risposte a “Stagione di lirica e balletto 2011/2012 del Teatro Verdi di Trieste: conferenza stampa n° 2, Calenda is back.

  1. Alucard4686 11 ottobre 2011 alle 10:21 pm

    Mi è dispiaciuto non partecipare oggi alla conferenza bis , ma sono malaticcio.
    Ho atteso con ansia tutto il giorno il tuo post per sapere finalmente sti benedetti cast, che però non è che siano completi al 100%.
    Sulla carta si presenta una stagione che merita comunque di essere vista, poi io sono giovine e diverse cose oltre che mai viste, non le ho nemmeno mai sentite ( anche se il Rigoletto è una presenza che continua ad incombere… Gorizia docet.) Mi incuriosisce inoltre ascoltare la Theodossiou, anche se in declino, che non ho mai sentito live.
    Spero che anche presto si saprà qualcosa degli abbonamenti, viste le mie povere finanze !!! 😀

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    • amfortas 12 ottobre 2011 alle 8:22 am

      Alu, peccato che tu non ce l’abbia fatta a venire, ti aspettavo 🙂 Il Rigoletto, almeno sulla carta, dovrebbe essere un po’ meglio di quello bisiaco! La Theodiossou non è in declino, è sempre stata incostante però. L’ultima delle tante volte che l’ho sentita in teatro cantò una magnifica Abigaille. Ieri una signora si è lamentata che agli abbonati del turno F (il pomeridiano, mi pare d’aver capito) tocchino sempre i secondi cast. Non so essere più preciso perché non ho avuto ancora il tempo di occuparmi di questo aspetto. Ciao e grazie!
      P.S.
      Curatevi, mertate un avvenir migliore…

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      • Alucard4686 12 ottobre 2011 alle 12:38 pm

        Non dire Bisiachi ai goriziani o ti fulminano ! ahah
        Capisco la questione Theodiossou, quindi non resta che sperare che sia in serata.
        Malissimo per il turno F, che è il mio ovviamente !!!! Dovrò studiare attentamente la questione, sennò dovrò svenarmi per venire al turno A.
        Oggi sul Piccolo c’erano ben due pagine due, sulla conferenza e sulla situazione generale del Verdi con tanto di foto di Sua Mariellestà, santa donna, ma la questione dei turni di abbonamento era un po’ vaga. Attendo e a me giungon mai…
        P.s. con la citazione dalla Traviata hai la mia simpatia eterna !!!

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      • amfortas 12 ottobre 2011 alle 4:43 pm

        Alu, lo so i bisi…ehm i goriziani s’incinghialiscono se sbagli, ma non lo faccio apposta 🙂 Ti consiglio di acquistare i biglietti di volta in volta. Ho letto la cronaca sul Piccolo, era piuttosto fedele ai fatti. Sì, sono un simpaticone vero? Bisognerebbe spiegarlo a chi mi manda da qualche mese mail abbastanza antipatiche, no? Come forse è il caso di ricordare che esiste la Polizia Postale! Le minacce, i fieri accenti sono graditi, se non sono anonimi!
        Ciao!

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  2. Fiordiligi (Francesca) 12 ottobre 2011 alle 9:20 am

    Caro Paolo,
    eh no! Non cadermi di nuovo in errore! Ti posso assicurare che a Gorizia non siamo bisiachi! Casomai isontini :).
    Tornando alla conferenza stampa ti dirò che, vsto il periodo di vacche magre, temevo cast meno interessanti. Ok, nessuna superstar a livello internazionale, ma Albelo, Devia, Theodossiu sono nomi di un certo valore che rendono più appetibile una stagione che,per i titoli, pareva abbastanza insipida.
    Concordo pienamente con le lamentele di Laura Antonaz e sarei curiosa di sapere come ha risposto il sovrintendente.

    Ciao!

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    • amfortas 12 ottobre 2011 alle 10:19 am

      Francesca, hai ragione scusa, perseverare è diabolico :-). Sono della tua opinione sui cast.
      Calenda ha risposto che quest’anno ha dovuto fare le nozze coi fichi secchi, che vuoi che risponda, e che c’era la necessità di riempire il teatro. Purtroppo c’è questo falso mito per cui con Verdi si fa cassa e con Mozart invece no, infatti io non trovo un biglietto per le Nozze di Figaro alla Fenice, neanche al mercato nero 🙂
      Ciao e spero a presto.

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  3. andrea 12 ottobre 2011 alle 9:25 am

    Ciao,

    va dato atto alla dirigenza di essere riuscita almeno ad accapparrarsi qualche buon artista. Ciò detto, si tratta comunque di una stagione che poco o nulla ha a che vedere con quella di un grande teatro che aspira quantomeno ad un ruolo regionale.
    Poi vorrei sapere: ma chi li scrive i comunicati stampa? Non si rendono conto di essere ridicoli con tutti quei superlativi, quelle esagerazioni, quelle frasi dalla dubbia tenuta grammaticale? Ma chi è lo stratega della comunicazione? Sarebbe ora di apprendere l’arte della modestia.
    Per quanto mi riguarda, stante questa gestione e direzione artistica, al Verdi non mi vedranno.

    Andrea Putar

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    • amfortas 12 ottobre 2011 alle 10:25 am

      Andrea, bentornato. Io credo che bisogna dare atto che è stato fatto uno sforzo notevole e che ci siano stati risultati per quanto riguarda i cast. Pensa se con questo cartellone avessimo avuti anche cantanti mediocri, come io temevo!
      I comunicati stampa sono sempre così, ovunque, il linguaggio è ridondante e trionfalistico. Quelli della Scala sono insopportabili, per esempio. Insomma, non è certo questo il problema.
      Ciao e grazie 🙂

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  4. stefano 12 ottobre 2011 alle 10:55 am

    Io invece credo che questa stagione costi davvero troppo. Non solo e non tanto per i cast (alcuni di questi nomi hanno cachet rilevanti), ma perchè non si applica la logica, oramai inevitabile, dell’aumento della produzione, come si fa a Venezia e a Torino. Concordo su Mozart: fa cassetta eccome! In più non c’è una ricerca su cantanti nuovi. non intendo debuttanti, sia chiaro… i nomi sono i soliti che girano in tutti i teatri. credo che ormai sia evidente che c’è qualcosa che non va nel mercato.

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    • amfortas 12 ottobre 2011 alle 11:20 am

      Stefano, per puro caso ho appena aperto una discussione su OperaClick sull’argomento, perché anche a me sembra che 4 milioni di euro siano tanti soldi. Non è una polemica contro nessuno, voglio solo cercare di capire perché i costi della lirica siano così elevati.
      Sui cast ribadisco quello che ho già detto, saranno pure i soliti noti ma almeno sulla carta sono artisti di valore. Forse avremo qualche sorpresa positiva dai secondi cast, speriamo bene.
      Ciao e grazie!

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  5. giuliano 12 ottobre 2011 alle 4:53 pm

    …ma allora il giornalista Gianni Bisiach xera de Gorissia? (confesso che tutto quello che so in proposito lo devo a Claudio Magris, vecchissimi articoli su corriere) (anche Fabio Capello, mi pare)
    (ricordo che parlava anche dei cici, che no i xe bon per barca)
    🙂
    qui da me ci sono solo dei casi umani che se la prendono con i milanesi e i varesotti: ma siamo proprio sul confine, queste cose qui le capisco nei laghé (quelli dei paesi su per il lago, che si vedono da sempre arrivare i milanesi la domenica), ma qui proprio sul confine storico tra Como-Milano-Varese, boh. Mai capito.

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  6. stefano 13 ottobre 2011 alle 9:33 am

    Oggi sul Piccolo si annuncia il commissariamento imminente e si fa un nome quasi certo: CLAUDIO ORAZI. Ossia un esperto. Mi si permetta una piccola domanda (retorica): esperto in risanamenti? siamo sicuri? perchè mi sembra che Macerata prima e Verona poi siano state lasciate dal signor Orazi con giganteschi debiti….tant’è che dopo di lui l’Arena fu commissariata….Insomma la scelta di Galan mi sembra degna di quella, recente, per la Biennale

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    • amfortas 13 ottobre 2011 alle 10:14 am

      Stefano, il probabile arrivo di Orazi m’era stato preannunciato. I precedenti non sono, effettivamente, incoraggianti e si sanno – o forse li sappaimo solo noi? – bene. Speriamo intanto che non ci sia bisogno del commissario, poi vedremo. Ciao!

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  7. Alucard4686 13 ottobre 2011 alle 1:20 pm

    Ho letto anche che i cantanti dei primi cast hanno accettato una riduzione del cachet, per rimanere in tema di costi.

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  8. antonio 13 ottobre 2011 alle 1:21 pm

    spero di cuore cambi qulacosa
    la stagione è un disastro ieri ero disperato
    più che una stagione lirica è un piatto dove devono mangiare i soliti quattro nomi
    Calenda che presenta quell’inutile spettacolo Albertazzi Picasso…a Roma la gente usciva sbadigliando
    ora deve tornare il favore e dividere quei 4 soldini del Verdi…quante recite sono previste?
    certo stiamo parlando di uno spettacolo paragonabile per rappresentazioni a una nuova traviata di Carsen
    no ma il magnifico trio Calenda Albertazzi Bisleri devono ancora finire di mangiare nel piattino.
    se in un teatro hai un ruolo un ufficio delle responsabilità noi ti paghiamo per quello …fa quello e basta
    di registi giovani ,di talento ho detto GIOVANI l’Italia pullula…ma come si fa a lavorare in un teatro dove queste mummie si dividono a carte tutti gli spettacoli
    Mirabella la regia del Rigoletto
    certo ne avevamo bisogno
    Mirabella …dico Mirabella
    ma Pirandello ci salverà son sicuro..il Verdi finalmente riceverà un nuovo valore grazie a questo miracolo ritrovato
    scordavo La Battaglia di Legnano:Savi uguale a Bisleri ormai all’Opera di Roma firma tutti gli allestimenti come a Trieste la visione artistica degli spettacoli appartiene solo a Bisleri….VERGOGNA
    si è vero si risparmia…scenografi e costumisti dai 20 a 50 anni degni di nota che accetterebbero la metà dei compensi dei maestri possono solo guardare la solita scatoletta vuota perchè dietro la scusa dei soldi e il minimalismo c’è la bramosia del potere.
    Mio nipote a Roma durante la Battaglia di Legnano mi ha chiesto:zio ma ma non succede nulla è tutto fermo così dall’inizio:
    amore il regista l’ha ficcato un direttore d’orchestra che come Berlusconi è Dio e l’allestimento per risparmirae lo fa un signore che viene pagarto 2 volte…ma è tanto bravo
    ora arriva a trieste con la Battaglia di Legnano e Elisir d’Amore …molto bene
    anche il nostro non scherza…vogliamo parlare del FESTIVAL INTERNAZIONALE DELL’ OPERETTA?tutto firmato Bisleri
    la gente ci ride dietro
    ma anche la Lucia :seduto palchi prim’ordine laterali potevo vedere lo spettacolo nello spettacolo.
    le quinte sempre magistralmente inclinate alla perfezione mostravano sarte addetti coristi smarronati del dietro le quinte,Machado che coi tacchi si incastrava nel pavimento, ma bastava chiudere gli occhi e la musica devastata dal direttore mi permetteva di pensare che veramente sarebbe stato l’ultimo biglietto che avrei comprato in quel teatro.
    siamo sinceri Ferrazza Gilleri Bisleri Lizzul Tasca Calenda non li manderà via nessuno:hanno o il posto fisso o le spalle coperte.tutto è gia deciso ,come scriveva giustamente lei avevamo una stagione senza musica e così sarà!!!
    i nomi fatti sono specchietti per le allodole…la devia la barcellona da sole costano quanto una nuova produzione
    ma di cosa racconto al fine:lo sappiamo tutti , che tristezza ,tanta .
    aspetto di essere “umiliato”dai difensori di suddetti maestri ma avevo bisogno di questo sfogo.
    antonio chianese

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  9. antonio 13 ottobre 2011 alle 1:26 pm

    elisir d’amore…volevo dire barbiere di siviglia

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  10. amfortas 13 ottobre 2011 alle 4:04 pm

    Antonio, cerchiamo di restare calmi. Non è ammissibile che tu lanci accuse a vanvera sfruttando questo spazio di cui io sono responsabile.
    Quando dico a vanvera mi riferisco, per esempio, all’affermazione sui cachet della Devia e della Barcellona, che tu dici costare come un’intera produzione. Non è vero!.
    Inoltre Pier Paolo Bisleri è uno scenografo che ha firmato, in collaborazione con vari registi, spettacoli che sono stati apprezzati ovunque, non solo a Trieste. Poi, come tutti, potrà essere discusso e firmerà allestimenti più o meno riusciti. Discusso non vuol dire insultato.
    Chiedo scusa io a Pier Paolo Bisleri, Antonio Calenda e Giorgio Albertazzi per le tue affermazioni sconsiderate.
    Per quanto riguarda tutto il resto gli spettacoli saranno da me valutati, Rigoletto a cura di Mirabella compreso, dopo che li avrò visti e non preventivamente sulla base di pregiudizi.
    Gentilmente, quindi, ti prego se vorrai intervenire in futuro di moderare i toni, altrimenti sarò costretto a intervenire sui tuoi commenti o, peggio, esercitare una moderazione preventiva sul blog. Non l’ho mai fatto in tanti anni di “servizio” in Rete e ne vado fiero. Tu cerca di venirmi incontro perché una soluzione limitante la libertà danneggerebbe, oltre che le centinaia di lettori di questo blog, anche te.
    Ciao e grazie.

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  11. Enrico 15 ottobre 2011 alle 1:19 am

    Ciao Amfortas,
    spinto dalla curiosità riguardo ai costi per 4 milioni di Euro per la stagione 2012 ho fatto un po’ di conti.
    Senza star qui a tediarti coi vari passaggi, ne è risultato che per andare in pari ognuna delle 9 produzioni (6 opere + 2 balletti + Pirandello) dovrebbe prevedere 13/14 recite sempre col “tutto esaurito”. Il che vuol dire, su una stagione di effettivi 8/9 mesi, 3/4 recite per settimana; un ritmo da Metropolitan, non certo da teatro italiano.
    Pare quindi che la stagione 2012 andrà ad aggiungersi alle altre stagioni chiuse in perdita. Il contributo statale, che non so quantificare, potrà magari ridurre tale perdita, ma probabilmente alla fine sempre perdita sarà.
    E questo nonostante una stagione “popolare”.
    Per cui hai ragione, con quei 4 milioni si sarebbe senz’altro potuta allestire una stagione alternativa.
    Un saluto cordiale con tanti complimenti ancora per il Blog, che considero tra i mezzi che piu’ contribuiscono a tener vivo il teatro d’opera, in quanto la possibilità di discussione rende l’opera sempre attuale.

    Enrico

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  12. amfortas 15 ottobre 2011 alle 9:08 am

    Enrico, ti ringrazio per l’analisi – io non so far di conto, vado a naso – ma mi pare giusto anche sottolineare che ci sono parametri che non conosciamo, probabilmente noti invece a chi ha la responsabilità di questa contabilità.
    Aggiungo, e credo che sarai d’accordo, che è assai triste che la Cultura in generale sia sottoposta a logiche mercantili. La Cultura -soprattutto in Italia, con questo inquadramento fiscale e questa contingenza economica – non ce la fa a pagarsi da sola.
    Certo, è indispensabile che gli amministratori non sprechino finanziamenti pubblici, anzi a maggior ragione di questi tempi.
    Ti ringrazio per i complimenti, fanno sempre piacere.
    A presto e grazie.

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