Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La donna del lago di Rossini alla Scala di Milano: piccola intrusione semiseria, in preparazione all’ascolto di mercoledì.

Certo, a rileggere il cast della prima rappresentazione della Donna del lago di Rossini si resta impressionati.
La Donna si chiama Elena, nella fattispecie, e il lago è quello di Katrine, in Scozia.
Teatro San Carlo di Napoli, 24 ottobre 1819. Sul palco cantanti che si possono definire, senza esagerazioni, mitici: il soprano Isabella Colbran, i tenori Giovanni David e Andrea Nozzari, il contralto Rosmunda Pisaroni.
Eppure, alla prima, l’opera non ottenne certo un grande successo, anzi. Solo dopo le recite successive l’accoglienza fu discreta e l’opera ripresa per qualche anno con successo, per poi scomparire sostanzialmente sino alla metà del secolo scorso. Tra l’altro una delle ultime rappresentazioni dell’Ottocento si svolse proprio a Trieste, nel 1860.

Isabella Colbran

Il fatto è che Rossini guardava al futuro e, come tutti i visionari, qualche volta capitava che il pubblico – ma anche la critica, pubblico e critica sono sempre fondamentalmente reazionari – non recepisse il suo messaggio artistico. Un esempio per tutti: Il barbiere di Siviglia, che è a tutt’oggi una delle opere – non solo di Rossini, ma di tutto il repertorio – più rappresentate ovunque, finì tra i fischi.
Questo lavoro di Rossini è comunque difficile da definire o etichettare, perché è in bilico tra i primi afflati del Romanticismo – Der Freischütz di Weber è di due anni successivo e il soggetto è tratto dall’autore romantico per antonomasia, Walter Scott – ma allo stesso tempo affonda le radici nel Settecento per quanto concerne la scrittura musicale, soprattutto in riferimento alle parti femminili.
Quest’ambiguità di fondo si ritrova poi anche in quasi tutti i protagonisti, solo Rodrigo sembra essere un personaggio monolitico. Si pensi solo a Giacomo V, che si rivela per il Re di Scozia dopo che ha cercato di farsi passare per popolano (cacciatore, pastore). In tutta l’opera c’è’ alternanza tra le vicende pubbliche e le private, così come cambia il paesaggio: dalle selvagge foreste, alle grotte, alle austere stanze del castello di Stirling.
Ovviamente ci fu anche chi capì la grandezza dell’opera, così infatti si espresse in una famosa lettera Giacomo Leopardi:

Eseguita da voci sorprendenti, è cosa stupenda, e potrei piangere ancor io, se il dono delle lagrime non mi fosse stato sospeso, giacché m’avvedo pure di non averlo perduto affatto.

Il quale Leopardi però, nel prosieguo di questa lettera scrisse anche:

…è intollerabile e mortale la lunghezza dello spettacolo, che dura sei ore, e qui non s’usa d’uscire dal palco proprio…

Dove con quel “qui” s’intende il Teatro Argentina, a Roma.

Alla Scala di Milano hanno fatto le cose in grande, il cast è davvero tra i migliori che si possano schierare oggi in un’opera così difficile, ecco la locandina della prima:

Giacomo V: Juan Diego Flórez
Douglas D’Angus: Simon Orfila
Rodrigo di Dhu: John Osborn
Elena: Joyce DiDonato
Malcolm Groeme: Daniela Barcellona
Albina: José Maria Lo Monaco
Serano: Jaeheui Kwon
Bertram: Jihan Shin

Direttore: Roberto Abbado

Diretta su RADIO3 mercoledì 26 ottobre, dalle ore 20.

Se ho tempo e voglia scriverò la consueta recensione semiseria.

Vorrei tanto che il M°Roberto Abbado, che stimo molto, dia un’impronta precisa a questa serie di recite valorizzando una partitura che è davvero ricca di suggestioni, nella quale, come scritto sopra, convivono la forse inconsapevole anima preromantica e quella neoclassica tipica di Rossini.
I cantanti hanno un compito davvero arduo perché in queste parti – di difficoltà spaventosa – hanno brillato alcuni dei più grandi artisti della Rossini renaissance. I confronti saranno inevitabili e probabilmente il dibattito tra appassionati molto stringente.

Un saluto a tutti con l’aria di Elena, Tanti affetti, nell’interpretazione che io prediligo, quella di Frederica Von Stade.

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16 risposte a “La donna del lago di Rossini alla Scala di Milano: piccola intrusione semiseria, in preparazione all’ascolto di mercoledì.

  1. Alucard4686 22 ottobre 2011 alle 6:31 pm

    Quel giorno finirò lezione tardissimo, e ahimè mi perderò l’inizio, a meno che non utilizzi la radio del cellulare (possibilità non remota)!
    Per un parere diretto potremo contare su Fiordiligi, che si recherà alla Scala per il suo amato JDF ! ;D

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  2. amfortas 22 ottobre 2011 alle 6:59 pm

    Alu, allora io e te aspettiamo come Butterfly le opinioni di Fiordiligi/Pinkerton 🙂 Brutta immagine, lo so, ma questa m’è venuta… Ciao!

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  3. principessasulpisello 23 ottobre 2011 alle 6:08 pm

    acc… le sai tutte! Io non l’ho mai vista.

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  4. Francesca 23 ottobre 2011 alle 8:33 pm

    La sottoscritta riferirà ampiamente sul suo blog, non temete!
    Comunque io non mi mescolerò con la vil plebaglia della prima. Ho preferito degnare della mia presenza il teatro milanese nella replica dell’8 novembre per non sconvolgere il popolino che frequenta le prime con la mia illustre presenza :).

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  5. Francesca (Fiordiligi) 23 ottobre 2011 alle 8:34 pm

    Ps. Per vostra fortuna io non sono Pinkerton, ma l’idea di vedervi abbigliati da Butterfly mi affascina…

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    • amfortas 23 ottobre 2011 alle 9:02 pm

      Francesca, bene, mi segno l’appuntamento da te allora.
      Per il resto io non so come sia fisicamente Alu, ma ti posso assicurare che io vestito da giapponesina sono imperdibile.
      Chi non vorrebbe vedere un anziano alto 1.85 per 90 kg vestito da donna, peraltro?
      Ciao 🙂

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      • Alucard4686 24 ottobre 2011 alle 1:10 am

        Mia mamma conserva un kimono originale di seta mai usato.
        Direi che l’occasione per utilizzarlo è giunta… te lo presto !

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  6. Francesca (Fiordiligi) 24 ottobre 2011 alle 2:23 pm

    Non vedo l’ora! Ovviamente truccati e pettinati per bene!

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  7. amfortas 24 ottobre 2011 alle 4:04 pm

    Alu e Francesca, questa è istigazione a delinquere…

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  8. Luca 26 ottobre 2011 alle 4:35 pm

    Caro Amfortas, fonte autorevole mi ha anticipato che questa sera ci saranno contestazioni per la prima. Purtroppo.

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  9. amfortas 26 ottobre 2011 alle 5:34 pm

    Luca, non esistono fonti autorevoli che anticipano contestazioni, scusa. Se le contestazioni ci saranno e risulteranno inopportune, lo scriverò, ammesso che abbia voglia di impegnarmi nella recensione e tempo per ascoltare la diretta.

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