Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il Trovatore di Giuseppe Verdi alla Fenice di Venezia: una piccola intrusione.

Qui l’intervista che OperaClick ha fatto a Francesco Meli, in occasione del suo debutto nei panni di Manrico.

Nelle prossime settimane sono due gli appuntamenti imperdibili per gli appassionati d’opera.
Il 2 dicembre prossimo, alla Fenice di Venezia, è in programma Il Trovatore di Giuseppe Verdi, una delle opere più note del Maestro. Poi il 7 dicembre, alla Scala di Milano, c’è l’apertura della stagione con il Don Giovanni di Mozart.
Scriverò qualcosa su entrambe le opere, brevi note divulgative e qualche considerazione personale, sperando d’incuriosire e, magari, perché no, divertire i miei lettori e gli eventuali passanti telematici casuali.
Il cast del Trovatore a Venezia è sulla carta piuttosto buono è ha la sua attrattiva maggiore nel debutto nella parte di Manrico del tenore Francesco Meli.
Certo, sarebbe sbagliato non segnalare che l’opera necessita di almeno quattro cantanti di ottimo livello, valutando, forse a torto, che la parte del basso, Ferrando, può essere considerata da coprotagonista. Nel complesso però la compagnia di canto per questo Trovatore è di rilievo.
Il Trovatore è un’opera che rispecchia (a mio parere, non sono cose che si trovano nei sacri testi) il momento psicologico che passava Verdi, che non era brillantissimo.
Io ci sento molto furore, molta rabbia.
Al centro della vicenda ci sono da una parte due donne, Leonora, una donna d’alto lignaggio, e Azucena, una zingara. Dall’altra un altro nobile gentiluomo, il Conte di Luna e il solito tenore casinista e rivoluzionario, Manrico.
Le due donne nell’opera praticamente non vengono mai in contatto, come se Verdi volesse sottolineare la distanza dei due mondi ai quali appartengono, mentre i due monelli s’azzuffano appena ne hanno l’occasione.
Il libretto, meno incasinato di ciò che si vuol far credere di solito, è di Salvatore Cammarano,

Salvatore Cammarano

ed è tratto dal dramma El Trovador di Antonio Garcia Gutierrez.
Con Cammarano (ma con tutti i suoi librettisti, a dirla tutta) Verdi aveva un rapporto contrastato, tanto che ad un certo punto sbottò così:

“Sono fieramente in collera con Cammarano. Egli non considera niente il tempo che per me è una cosa estremamente preziosa. Egli non m’ha scritto una parola su questo Trovatore: gli piace o non gli piace?”

Verdi, dicevo prima, stava attraversando un momentaccio ed era furioso, ansioso.
Tutta la genesi di quest’opera è segnata da litigi e incomprensioni: con Cammarano, con il mezzosoprano Rita Gabussi De Bassini, che avrebbe dovuto interpretare Azucena, con gli impresari, con l’editore Ricordi e ovviamente con la censura.
Il fatto è che Verdi era preso da vicende personali, in pessimi rapporti con il padre e, soprattutto, doveva affrontare un’aperta ostilità dei suoi concittadini moralisti bussetani, che non vedevano di buon occhio il suo convivere more uxorio con Giuseppina Strepponi

Giuseppina Strepponi

 [che era una tosta linguaccia. Di Marianna Barbieri-Nini, artista non bellissima, disse: S’ella ha trovato marito non può disperar più nessuna di trovarlo (strasmile)].
Come se non bastasse, il povero Cammarano morì nel 1852, qualche mese prima del debutto al Teatro Apollo di Roma, il 19 gennaio 1953.
Tutto questo clima conflittuale si sente nella musica, che ogni tanto (sublimemente, sia chiaro) procede a strappi violenti.
C’è una grande distonia tra la straordinaria apertura melodica delle arie, quella del baritono ad esempio- “Il balen del suo sorriso” – e le cabalette, segnatamente l’incendiaria “Di quella pira” croce e delizia dei tenori e soprattutto, degli spettatori (smile).
L’opera ebbe subito un successo immenso, nonostante che nel cast del debutto ci fossero solo due autentici fuoriclasse e cioè il soprano Rosina Penco

Rosina Penco

e il tenore Carlo Baucardé.
A proposito della Penco è interessante rilevare cosa disse di lei, qualche anno dopo, Giuseppe Verdi:

… La Penco ha delle qualità, ed è bella, ma non è più la donna di cinque anni fa all’epoca del Trovatore. Allora vi era sentimento, fuoco abbandono, ora vorrebbe cantare come si cantava 30 anni indietro, ed io vorrei che Ella potesse cantare come si canterà da qui a 30 anni…

Sono parole estremamente attuali, che confermano una volta di più che i geni, tale è da considerarsi Verdi, sono sempre intellettualmente proiettati nel futuro.
Per gli appassionati, a conferma della popolarità di questo lavoro verdiano, una recita del Trovatore è sempre un evento.
I cantanti sono sotto pressione e intimoriti, visti i precedenti storici, tutti i grandi artisti del passato si sono cimentati in quest’opera, e lo stesso vale per i direttori d’orchestra.

Vedremo che succede questa volta, prevedo sviluppi…incandescenti!

Un saluto a tutti.

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12 risposte a “Il Trovatore di Giuseppe Verdi alla Fenice di Venezia: una piccola intrusione.

  1. Alucard4686 17 novembre 2011 alle 5:21 pm

    Io volevo andare a Venezia, anzi nell’orrida Venezia, ma tutti mi hanno bidonato ! Uffa, da solo non ci vado.
    E una fonte interna al teatro mi ha detto che Meli è molto bravo come Manrico ! 😀

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  2. amfortas 17 novembre 2011 alle 5:30 pm

    Alu, io dovrei esserci alla prima, riferirò. Ciao!

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  3. principessasulpisello 17 novembre 2011 alle 5:39 pm

    Verdi, “moderno” e attento al suo tempo!

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  4. zena 18 novembre 2011 alle 1:50 pm

    (anch’io sarò su wordpress, fra un po’
    un saluto.
    zena)

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  5. amfortas 18 novembre 2011 alle 2:20 pm

    Zena, ciao! Sì sono al corrente delle ulteriori difficoltà di Splinder. Anch’io sto salvando i miei vecchi post in questi giorni, con grande difficoltà perché collegarsi è un’impresa. Avevo pure provato a importare il blog, ma non ce l’ho fatta per acclarata insipienza tecnica 🙂
    A presto!

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  6. Elena 18 novembre 2011 alle 4:51 pm

    Ciao Amfortas, prima o poi dovrò conoscerlo questo geniaccio!

    A presto 🙂
    Elena

    p.s.
    Ho avuto difficoltà anch’io a leggere alcuni blog su splinder negli ultimi giorni, sei stato previdente a decidere di passare da questa parte ..
    Ciao!

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  7. CASSANDRO 18 novembre 2011 alle 9:07 pm

    CASSANDRO
    Anche la mia è una piccola intrusione, Amfortas.

    Come ben sai sono abbastanza digiuno di lirica, seguendo maggiormente la musica sinfonica, per cui ti leggo, apprendo, ma, per carità di patria, mi astengo dal commentare.

    Avendo però scritto nel marzo di quest’anno qualcosa lontanamente attinente alla musica in onore del il personaggio che ha benevolmente e fortunatamente dominato le cronache in questi giorni, mi permetto di inviartela.

    Ancora scusa per l’invasione di campo. Buona serata.

    IL PRESIDENTE A S. CECILIA

    Di applausi io me ne intendo un po’,
    chè non per niente quasi da una vita
    frequento i concerti dove ho
    applaudito con foga infinita

    o in modo tiepido . . . e la durata
    segna, si sa, p a r t e c i p a z i o n e:
    se poca, appena una smanettata,
    se molta, quasi una ovazione.

    L’applauso troppo lungo insofferenza
    fa nascere assai spesso, e questo è un dato.
    Solo in un caso, a mia memoria, senza
    alcun disturbo ha continuato.

    Sembrava non dovesse finir mai
    quel battere di mano contro mano,
    esploso in un attimo, in un bai,
    quando in sala entrò Napolitano.

    Con grande affetto la gente presente
    applaudiva il suo Presidente.

    Era un applauso vivo, no il frutto
    di un bla bla, blà . . . Era un “Grazie di tutto!”

    (Cassandro)

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  8. amfortas 19 novembre 2011 alle 8:31 am

    CASSANDRO, in effetti è finita un’epoca e l’unico che merita qualche applauso è proprio Napolitano. Certo, io sono un po’ diffidente verso il Compagno Monti…ho la sensazione che ne vedremo delle belle, in un prossimo futuro. Vediamo se fa qualcosa per i teatri italiani, per tornare parzialmente in tema di musica.
    Ciao e grazie 🙂

    Mi piace

  9. zena 19 novembre 2011 alle 5:04 pm

    ora sto anche qui:
    http://colfavoredellenebbie.wordpress.com

    (se sui miei link di Splinder clicchi Melogrande, trovi le indicazioni per il salvataggio)

    Mi piace

  10. amfortas 23 novembre 2011 alle 12:45 pm

    zena, ciao ho risposto da te 🙂

    Mi piace

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