Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Anna Bolena di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: qualche considerazione preliminare.

Do volentieri spazio a questa segnalazione e approfitto per ricordare la mail dove potete scrivere per manifestare il fastidio che provate per i miei post e altro (smile):

amfortasloge@tiscali.it

Il 12 gennaio riprende il progetto PappanoinWeb: quattro concerti, tre sinfonici e uno da camera, arricchiti da altrettante guide all’ascolto, lezioni-conversazioni curate dal musicologo Giovanni Bietti e dallo stesso Antonio Pappano.
Tutta la rassegna PappanoinWeb sarà trasmessa in live streaming sul sito (http://bit.ly/PappanoLive ) e sulla pagina Facebook di Telecom Italia (http://bit.ly/PappanoLive ) con la possibilità di interagire con il format attraverso il profilo Twitter (@telecomitaliatw) e la live chat, attivata durante gli eventi.

Per maggiori info, potete consultare la Social Media News (http://www.socialmedianews.it/torna-pappanoinweb-la-grande-musica-classica-in-live-streaming )

Le anticipazioni del mio lettore “piotr” sono state purtroppo confermate: ora è ufficiale, Celso Albelo ha rinunciato – non so perché- e al suo posto nelle recite del 17, 20, 24 e 27 canterà il tenore Albert Casals.

Comincia martedì 17 gennaio la stagione operistica del Teatro Verdi di Trieste, con l’Anna Bolena di Gaetano Donizetti.
Quest’opera, il cui allestimento è coprodotto dal Verdi, avrebbe dovuto essere rappresentata già nelle scorse stagioni ma tutta una serie d’inconvenienti – diciamo così – ne hanno ritardato il debutto a quest’anno. Debutto nel vero senso della parola, perché l’opera non è mai stata vista a Trieste.
La produzione, affidata alla regia di Graham Vick, ha già girato alcuni teatri. A memoria direi Palermo e Verona, almeno qui in Italia.
Rispetto al cast annunciato qualche mese fa, si notano un paio di cambiamenti. Il M° Boris Brott, che ha diretto correttamente il terribile Samson et Dalila nella scorsa stagione sostituisce il collega Bruno Campanella, considerato specialista dei titoli del Belcanto. La parte di Giovanna Seymour sarà interpretata dal mezzosoprano Laura Polverelli al posto di Tiziana Carraro.
Anna Bolena è uno dei titoli simbolo del Belcanto in senso stretto, anzi ne è una delle vette più alte e impegnative per vari motivi che appaiono evidenti già solo nello scorrere il cast presente all’esordio dell’opera il 26 dicembre del 1930 al Teatro Carcano di Milano.
Sono nomi leggendari: Giuditta Pasta (Anna Bolena), Giovanni Battista Rubini (Percy) e Filippo Galli (Enrico VIII). Da non trascurare anche la presenza di Elisa Orlandi nei panni di Giovanna Seymour.

G.B.Rubini

Giuditta Pasta

Il destino delle opere è strano, si sa. La storia della musica è piena di capolavori che incassarono successi clamorosi al debutto per poi scomparire misteriosamente. Anna Bolena è una di queste opere.
Riproposta con una certa continuità sino al 1870, anche perché ripresa da altri artisti straordinari come Giulia Grisi, Luigi Lablache, Matteo de Candia (il celeberrimo tenore Mario), di Anna Bolena poi si persero le tracce, sostanzialmente, sino al 1957, anno in cui fu riproposta alla Scala di Milano.
Il discorso che riguarda l’oblio di alcune opere che oggi, ai nostri tempi, consideriamo capolavori imprescindibili, è piuttosto complesso. Le riscoperte difficilmente avvengono per caso, di solito sono episodi inseriti nel contesto di movimenti culturali di ampio respiro che abbracciano arti diverse e artisti lungimiranti. Spesso entrambi i fattori insieme.
Anna Bolena è oggi un’opera entrata nel repertorio e rappresentata con una certa continuità, tanto che anche qui sul blog è stata recensita pochi mesi fa.
Indovinate chi fu la protagonista di questa riscoperta? Ma certo, la solita Maria Callas che in questa parte credo sia inarrivabile ancora di più che in altre celebrate occasioni. La registrazione – precaria, ma accettabile – di quella serata, ne è testimonianza indiscutibile.

Maria Callas

In una lettera Donizetti dopo la prima del 1830 scrisse così:

Trionfo, successo, delirio, sembrava che il pubblico fosse impazzito. Nessuno ricordava un successo così pieno e completo.

Parole che potrebbero benissimo essere usate per la ripresa scaligera del 1957.
E pensare che il management della Scala, come già prima quello del Metropolitan di New York, non era convinto delle potenzialità esplosive dell’operazione, tanto che chiamarono il regista Luchino Visconti per ricreare il binomio vincente con la Callas e puntare sull’effetto “grandi nomi”. Ricordo che negli anni precedenti la strana coppia Visconti-Callas aveva già collaborato più volte alla Scala (La Vestale, La Sonnambula, La Traviata). Successi che sicuramente hanno dato spinta propulsiva al progetto, che con ogni probabilità non sarebbe andato in porto con altri nomi.
Unica pecca, ma erano altri tempi, il Maestro Gianandrea Gavazzeni decise tagli pesanti – a partire addirittura dall’Ouverture ridotta a un moncherino – e abbastanza incomprensibili vista la compagnia di canto che aveva a disposizione. Insieme alla Callas infatti c’erano Giulio Neri, Giulietta Simionato, Gianni Raimondi e una magnifica Gabriella Carturan.
Particolarmente doloroso, tra gli altri, il taglio di una delle romanze tenorili più rappresentative del Belcanto, la bellissima Vivi tu che propongo qui in un’interpretazione di Chris Merritt.

Una curiosità, prima di proseguire.
La vicenda di Anna Bolena ispirò anche il famoso regista Ernst Lubitsch che nel 1920 diresse un film che ebbe una certa notorietà, soprattutto per la presenza della grande attrice tedesca Henny Porten.

Henny Porten

Per Gaetano Donizetti l’Anna Bolena fu il primo grande successo, indiscusso, che gli schiuse le porte dei grandi teatri europei di Parigi e Londra. E dire che aveva già composto più di trenta opere!
Per l’occasione tornò ad avvalersi, dopo precedenti esperienze non così positive, del librettista Felice Romani che trasse ispirazione dalla tragedia di Ippolito Pindemonte “Enrico VIII, ossia Anna Bolena” (scritta nel 1816 ma a sua volta largamente attinta all’Henri VIII di Marie-Joseph Chénier del 1791) e dall’Anna Bolena di Alessandro Pepoli (1788).
Il risultato, anche grazie ai suggerimenti di Giuditta Pasta che seguì da vicino la stesura dell’opera, fu un lavoro che nonostante una certa lunghezza mantiene una costante tensione narrativa e drammaturgica.
La chiave del successo che ottenne l’opera è sicuramente il felice innesto d’innovazione in un contesto tradizionale, e cioè la capacità di Donizetti di non “sconvolgere” il pubblico pur facendo echeggiare i primi vagiti del Romanticismo.
La figura di Anna Bolena, come notò la stessa Callas, è privata quasi del tutto di valenze politiche mentre è approfondita e curata la vicenda umana, il privato della donna offesa e ingiustamente accusata.
Tutti i protagonisti, con l’eccezione di Enrico VIII che però è una specie di convitato di pietra del quale si sentono l’autorità e la presenza anche quando non compare sul palco, possono contare su momenti solistici.
Sono belle le arie affidate a Smeton e a Giovanna, magnifiche quelle di Percy e Anna. Drammaturgicamente importante anche l’uso del coro, e impegnativi i concertati, i duetti.
Ovviamente la protagonista può contare su di una straordinaria scena finale di pazzia (molto diversa da quella della Lucia, che vedrà la luce qualche anno dopo), nella quale le primedonne – se ce la fanno (strasmile) – possono raccogliere successi leggendari.
Propongo appunto questa scena nell’interpretazione di Nostra Signora Maria Callas. Qui a Trieste proverà a scaldare l’animo del pubblico sua Mariellestà (Mariella Devia, per i non credenti, smile).

AL DOLCE GUIDAMI (Versione in studio 1958, Recital)

COPPIA INIQUA (Live 1957)

Per completezza segnalo che la discografia ufficiale (in studio) dell’Anna Bolena non è particolarmente nutrita, mentre sono abbastanza numerose le versioni live. A mio gusto la più convincente nella parte, dopo Maria Callas, è Leyla Gencer in una registrazione del 1958.

Ringrazio ancora tutti per le innumerevoli manifestazioni di affetto e stima.

A rileggerci dopo la prima.

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90 risposte a “Anna Bolena di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: qualche considerazione preliminare.

  1. Alucard4686 10 gennaio 2012 alle 8:49 pm

    Giusto oggi mi chiedevo quando avresti postato le tue sempre interessanti considerazioni preliminari.
    Beh, la Callas nella Bolena è praticamente inarrivabile, bellissima la recita del ’57. Anche la Sills mi piace molto, invece trovo favoloso il Vivi tu di Kunde, veramente magistrale.
    Come al solito non ho nulla di troppo importante da dire, se non che ci si vede il 17 visto che mi sono regalato il biglietto di gala ! 😀

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    • Alucard4686 10 gennaio 2012 alle 9:10 pm

      Dimenticavo: peccato per Campanella ! Volevo proprio sentire la sua direzione.

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      • amfortas 11 gennaio 2012 alle 8:29 am

        Alu, ciao! Devo centellinare i post causa convalescenza, quando sarò in forma darò sfogo alla mia grafomania :-). Sulle Bolena sono piuttosto rigido, al di là dei due nomi che ho già fatto nel post. Certo, non butto via la Sills ma soprattutto apprezzo l’incisione della già matura Sutherland, ed è di qualche interesse – a sprazzi – anche quella della Suliotis.
        Kunde è bravissimo, davvero. Ho molta fiducia in Albelo, che non mi ha mai deluso. Peccato davvero per Campanella.
        Ci vediamo alla prima, spero!

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  2. piotr 11 gennaio 2012 alle 2:48 pm

    campanella ha disdetto, lo sostituisce Brott (debutta)! la carraro ha disdetto, la sostituisce laura polverelli, che ha già cantato in questa produzione (non si capisce perché non averla chiamata prima). albelo se ne è andato, perché? chiedere a lui. lo sostituisce … il teatro di trieste sta già dando una bella prova di sé. e, al solito, meno male che c’è mariella devia, ma si può continuare ad approfittare della professionalità dei grandissimi e a non curarsi del resto? come se uno spettacolo fosse un recital…

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    • amfortas 11 gennaio 2012 alle 4:05 pm

      piotr e antonio, ma dove avete letto che Albelo ha rinunciato? Io non ne so nulla, al momento almeno, e sul sito del teatro non vedo alcun avviso. Grazie se saprete dirmi qualcosa di più preciso. Ciao a voi.

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      • piotr 11 gennaio 2012 alle 7:14 pm

        sul sito del teatro ancora non c’è, ma è andato via. sabato non si è presentato alle prove e domenica ha lasciato trieste. è arrivato un tenore spagnolo, che aveva cantato bolena a barcellona, ma non si sa se sarà nel primo o nel secondo cast. il motivo per cui albelo se ne è andato è ignoto a tutti …. certo, debuttare la bolena con mariella devia e laura polverelli sarebbe stata una occasione ghiotta per qualsiasi tenore, soprattutto per uno bravo come albelo (che tra l’altro proprio con loro aveva debuttato stuarda, e benissimo, a catania). diciamo che la testa da tenore è … imperscrutabile. comunque dispiace moltissimo, sia per il comportamento assolutamente privo di professionalità sia per le difficoltà oggettive che ciò comporta.

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  3. antonio 11 gennaio 2012 alle 3:15 pm

    ….albelo andato via??…cosi…senza dire nulla!! allucinante! che scarsa professionlità…personalmente si è bruciato la carriera…..sol per questo non andrò mai a sentirlo.
    è ovvio che venivo a trieste per la devia e non per lui…..ma non andrò mai a sentirlo!

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    • piotr 11 gennaio 2012 alle 7:21 pm

      hai ragione antonio, concordo con te. è chiaro che si viene a trieste per la devia, ma un cast come quello a cui si era arrivati (devia-polverelli – albelo) era uno dei migliori possibili.
      e poi, chi è questo brott che sostituisce campanella? un debuttante pure lui. ma che razza di teatro è quello di trieste? va bene che è commissariato, ma ..

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      • antonio 11 gennaio 2012 alle 7:28 pm

        …mah…siamo proprio….in italia!……e la devia con 40 anni di esperienza alle spalle…..con immensa professionlità…tira dritto e porterà al syuccesso planetario la bolena di trieste…che resterà grazie a Lei nella storia! Per sempre
        grazie Devia, grazie!|

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      • ondina 19 gennaio 2012 alle 1:15 am

        veramente Brott è un grande direttore d’orchestra canadese… se cercate il “Festival Brott” in Canada potete vedere chi è…….

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  4. amfortas 11 gennaio 2012 alle 8:07 pm

    piotr, grazie per la notizia in anteprima, allora. Sono sorpreso e amareggiato, anche perché Albelo ha già cantato a Trieste, con successo di pubblico e critica.
    Antonio, speriamo nella Devia, allora.

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    • antonio 11 gennaio 2012 alle 8:10 pm

      la devia è una garanzia da 40 anni!
      E’ immensa, unica, inimitabile sopprattutto nei ruoli delle regine donizettiane!
      La sentiii nella Bolena a Verona…da togliere il fiato
      E’ un adonna magica, unica!
      Non sono parente ne amico ma soltanto un fan che la segue da troppo poco…solo 6 anni……e che la ringrazia di esistere

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  5. piotr 13 gennaio 2012 alle 12:38 am

    caro amfortas, mi fa piacere che tu abbia avuto conferma ufficiale. non avevo mai scritto sul tuo blog, ma non mi permetterei mai di dare simili notizie se non fossero vere. tanto più che dispiace anche a me moltissimo. celso albelo è un grande cantante, giovane e promettente, ma sembra che all’improvviso si sia ammalato gravemente, tanto da dover rinunciare al ruolo. chissà! per lui che viene dalle canarie forse stavolta l’aria di trieste è stata fatale. eppure qui aveva già cantato! fatto sta che, come suol dirsi, ha mollato la compagnia nel più totale riserbo … e sembra che abbia fatto pervenire in teatro un certificato medico. non so se anche per i tenori esiste la visita fiscale, ma certo se fossi il teatro gliela manderei! sembrava proprio in ottima salute e in voce, fino a sabato mattina quando non si è presentato alle prove ed è sparito nel nulla. certo … per correre dal medico. ma a trieste c’è il medico del teatro e avendo lui firmato un contratto ne avrebbe potuto usufruire. o forse avrebbe DOVUTO.
    il nuovo arrivato è un giovane che ha già debuttato bolena. immagino che sarai sabato alla generale del primo cast, così potrai scrivere qualcosa, anche sulla direzione d’orchestra…….

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    • amfortas 13 gennaio 2012 alle 8:37 am

      piotr, ma figurati, anzi ti ringrazio dell’anticipazione che ho diffuso anche su OperaClick subito. Sai, c’era un gruppo di persone che pensava di venire a Trieste anche per Albelo ed erano piuttosto interdette.
      Su Albelo non so che dire, lo ritengo uno dei migliori tenori nel suo repertorio e l’ho sentito spesso in teatro, qui da noi e altrove.
      Non so come siano disciplinati i rapporti tra teatri e artisti, ma certo il fatto contingente è singolare. Purtroppo, come sai bene, sono situazioni che si ripetono con una certa frequenza nei teatri italiani e a Trieste in particolare.
      Non vorrei che ad Albelo si sia proposta una decurtazione del cachet dell’ultimo secondo, per esempio. Non sarebbe certo la prima volta e, a quel punto, non mi sentirei neanche di biasimarlo particolarmente.
      Una cosa è certa, sono contingenze che non fanno bene al teatro e contribuiscono a disincentivare gli appassionati.
      Alla generale non ci sarò, scriverò le mie opinioni dopo la prima recita.
      Ciao e grazie.
      P.S.
      Con Albelo davo per certa l’esecuzione di Vivi tu, con il tenore nuovo…non so.

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      • piotr 13 gennaio 2012 alle 10:12 am

        i tagli li aveva già fatti campanella, altro musicista bravissimo, che però ha rinunciato all’ultimo momento (primi di dicembre), sicché già è stato difficoltoso sostituire il direttore (e se ne è trovato uno debuttante e … sinfonico), che però ha mantenuto quei tagli lì sui quali tutti avevano studiato. il nuovo tenore è arrivato 2 giorni fa e aveva debuttato a barcellona l’anno scorso con tutt’altri tagli!!!
        per quanto riguarda albelo anche io lo ritengo uno dei più bravi interpreti nel suo repertorio, ma se questa rinuncia fosse dovuta a una decurtazione del cachet, al contrario di te, lo biasimerei ancor di più. intanto perché di questi tempi tutti i cachet sono decurtati e poi per la viltà di andarsene senza dirlo a nessuno. se fosse per motivi di cachet decurtato avrebbe potuto parlarne con i colleghi e anche con la stampa, per esempio, per poi rinunciare lo stesso. ma non si lascia un teatro in questo modo, e soprattutto i colleghi impegnati – e pure loro con cachet decurtato – a offrire recite nonostante tutto.

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      • antonio 13 gennaio 2012 alle 10:14 am

        concordo pienamente con te!!!
        e mi dispiace…..ma non potrò che fare pubblicità negativa…d’alteronde sono uno s0pettatore pagante e un libero cittadino…..quindi ne tutto il diritto
        mi dispiace per lui…ma non doveva farlo….!
        cmq i veri professionisti sono ormai rari…..rarissimi!
        l’immensa Devia docet!…inchiniamoci TUTTI…davanti a Lei…albelo per primo….ora!

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  6. amfortas 13 gennaio 2012 alle 1:30 pm

    Antonio e piotr, lungi da me l’intenzione di difendere a priori Albelo. Però esistono i contratti e devono essere rispettati da entrambi i contraenti. Ora, non so cosa sia successo nella fattispecie perché al momento non c’è un comunicato stampa del teatro o di Albelo che prenda posizione. So però che in passato a Trieste e non solo, alcuni artisti sono stati messi di fronte all’alternativa della decurtazione dell’ingaggio previsto. Sicuramente l’accettare un ritocco a ribasso è lodevole, ma non è obbligatorio e rifiutare potrà pure essere antipatico, ma non è una colpa, almeno a mio parere.
    Ricordo che i cast sono stati svelati solo a metà ottobre e quindi credo che anche i compensi siano stati stabiliti poco prima di quella data.
    Se tre mesi dopo le condizioni cambiano, mi riesce difficile pensare che tutta la colpa debba prendersela Albelo. O mi sbaglio?
    Ciao a voi 🙂

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  7. piotr 13 gennaio 2012 alle 2:18 pm

    no, amfortas, non ti sbagli per niente. albelo era libero di rescindere il contratto, se di questo si tratta. ma come suol dirsi, anzi soleva dirsi: est modus in rebus! prima di andarsene senza comunicare niente a nessuno, forse avrebbe potuto dire una parola alle colleghe, ai colleghi, al regista, al direttore, e non lasciarli senza tenore durante le prove ad aspettare che se ne trovasse uno all’ultimo momento, con tutto ciò che comporta un cambio così veloce per la buona riuscita delle recite. gli artisti dovrebbero pensare che c’è un pubblico che, pagando il biglietto, consente loro di lavorare.
    per quanto riguarda i cachet, allora cantanti come la signora devia o altri eccelsi, non dovrebbero cantare più in nessun teatro italiano, visto che non solo decurtano, ma neanche pagano (vedasi per esempio Cagliari). ma la professionalità e l’essere un vero artista evidentemente non passano solo per la voce…

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  8. amfortas 13 gennaio 2012 alle 2:29 pm

    piotr, ah, ma sul tuo ultimo intervento sono d’accordissimo, non c’è neanche da discutere! Albelo ci fa umanamente una brutta figura. A me premeva solo evidenziare che cantare a condizioni diverse da quelle stabilite non è un obbligo, capisci? Lo devo fare perché altrimenti – è già successo più volte – poi m’arrivano telefonate, mail e quant’altro di agenti, cantanti et similia che si lamentano e turbano il quieto vivere di un povero critico che discende ampiamente nella valle degli anni ed è pure in condizioni fisiche pietose 🙂
    Ciao e grazie!

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  9. piotr 13 gennaio 2012 alle 2:40 pm

    caro amfortas, ti capisco benissimo! mi dispiace per le tue condizioni fisiche … influenza? comunque diciamo la stessa cosa. ne aggiungo un’altra sulla quale pure credo che concorderai: mi dispiace tantissimo perché sarebbe stato il cast ideale, in questo momento, per bolena: deivia-polverelli-albelo! così, come lo fu allora, lui debuttante, nella stuarda di catania. i miei applausi per laura e per mariella saranno infiniti, oltre che per la loro bravura, per il tipo di inconvenienti di fronte ai quali si sono trovate. e così pure per stefano trespidi, che non ha mollato mai un minuto ogni cantante sul palcoscenico e che, più degli altri, ha dovuto fare il lavoro del tenore due volte!

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    • amfortas 13 gennaio 2012 alle 4:27 pm

      piotr, no no sono in convalescenza per un intervento chirurgico.
      Certo, il cast iniziale era uno dei migliori per una Bolena di buon livello, almeno sulla carta. Ti dirò che mi preoccupa di più la sostituzione di Campanella con Brott, che di belcanto non mi pare abbia molta esperienza, che quella del tenore.
      Onore al prode Trespidi, allora.
      Questo pomeriggio vado a sentire la prolusione dell’ottimo Gori, se ci sei batti un colpo, sarò quello con una spalla più alta dell’altra 🙂

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  10. piotr 13 gennaio 2012 alle 5:09 pm

    non posso venire oggi pomeriggio, mi dispiace. fai benissimo a preoccuparti per la direzione d’orchestra….brott e il belcanto non sono compatibili .. e i tempi!!!! non ne tiene uno per più di qualche secondo … del resto debutta anche lui ed è stato fortemente voluto dal teatro. così potrà mettere tra le sue tantissime onoreficienze e cavalierati d’onore anche quella di aver diretto la signora devia e laura polverelli in bolena. albelo gli è sfuggito. sarà anche per questo?
    perciò, se metti tutto insieme, capisci che fatica per tutti. e speriamo bene!! buona prolusione! e auguri per la tua salute.

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    • amfortas 14 gennaio 2012 alle 8:15 am

      piotr, sarà per un’altra volta allora. Io credo che la scelta di Brott sia dovuta ad altri motivi, comunque. Ma ormai siamo prossimi alla prima, quindi bando alle chiacchiere e aspettiamo martedì. Se qualcuno vede la generale e ha voglia di lasciare qualche impressione, faccia pure.
      Ciao e grazie!

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  11. Alucard4686 14 gennaio 2012 alle 7:50 pm

    Hanno appena mostrato dei pezzi delle prove per il tg: promette bene ! 😀

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  12. piotr 14 gennaio 2012 alle 10:52 pm

    devia stratosferica. polverelli alla sua altezza. orchestra bravissima tenuto conto del direttore. coro bene. trespidi bravissimo nella regia di vick. il tenore ha fatto del suo meglio.
    per il resto quanti veli vogliamo stendere? troppi.
    devia-polverelli duetto eccezionale. finale devia, strepitoso. peccato, davvero peccato per la fatica che devono fare con questo direttore. due artiste così meriterebbero ben altro.
    sarebbe bello approfondire i motivi VERI del passaggio campanella-brott.
    c’è un direttore che si chiama cinquegrane (o grani, non mi ricordo più, comunque sempre cinque); diresse a bergamo una traviata con la signora devia. il maestro diceva: adesso facciamo addio AL passato! e dirigeva come parlava… ecco, credevo che la signora devia mai più sarebbe stata diretta da un ignorante. invece brott è peggio.
    mi chiedo: ma le agenzie perché cercano di mandare allo sbaraglio i pochi grandissimi artisti che abbiamo?
    per fortuna la signora devia è troppo grande per lasciarsi intimorire da una bacchetta più che sbagliata, ma perché lasciano a lei, quasi sempre, la responsabilità di sostenere le recite? perché l’agente che tratta per la signora devia, dopo aver offerto il massimo si può permettere di dire ai teatri: sì però la prossima volta mi fai cantare i meglio scalzacani e li riempie di vociacce pur di guadagnare?
    così credo che sia andata la storia campanella-brott, con agenzie diverse, ma il succo è questo, penso.
    comunque lo spettacolo va visto per ascoltare devia e polverelli, insieme e da sole.

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    • amfortas 15 gennaio 2012 alle 9:32 am

      piotr, credo tu ti riferisca a Bruno Cinquegrani che non mi pare di aver mai sentito, ma posso sbagliarmi. Il fatto è che io penso che sua Mariellestà si diriga da sola :-). Mi riesce difficile pensare che col suo carisma accetti tempi che non le sono consoni, mentre è diverso il discorso per le sonorità. Sulle agenzie ci sarebbe molto da dire, ma anche lì non farei di tutta l’erba un fascio, come ovunque ci sarà chi lavora bene e chi…no! I teatri, credo tu lo sappia benissimo, in questo periodo sono particolarmente esposti ai giochetti delle agenzie per questioni di soldi, o meglio per mancanza di soldi.
      Ciao e grazie per l’intervento!

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    • ondina 19 gennaio 2012 alle 1:24 am

      Allora ..la storia è che Campanella ha dovuto lasciare perchè ha la moglie malata (questa è la notizia dataci dalla direzione)..
      Brott dirigerà La battaglia di Legnano, e, siccome era disponibile ha accettato di dirigere anche la Bolena..il fatto è che l’ha studiata lì con noi, durante le prove…ma evidentemente, questa direzione al risparmio che abbiamo, deve averpensato che , magari in cambio di qualche opera per il prox anno, potevano offrirla a brott…il quale probabilm ha accettato……i direttori stranieri hanno sempre piacere di dirigere in Italia….che per loro (a differenza dei nostri governanti) è il tempio della musica….

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  13. piotr 15 gennaio 2012 alle 3:23 pm

    amfortas, è vero che sua mariellistà potrebbe dirigersi da sola, ma se, per esempio, un direttore non fa suonare certi strumenti (qui il clarinetto e le viole in particolare, su cui la stessa partitura insiste) NEL MOMENTO GIUSTO oppure per niente, è facile intuire che perfino mariella devia rischia di andar fuori e, del resto, cantare e contare non è semplicissimo, neanche per lei!!!!!
    in quanto a cinquegrani (detto ormai anche dai maestri d’orchestra “addio al passato”) ti auguro di non ascoltarlo mai…
    per le agenzie… triste storia, ma se – per esempio- gabrielli promette campanella, e la moglie è in seconda compagnia nel ruolo principale e poi campanella rinuncia, sarà un caso che intanto il ruolo di soprano (debuttante) nel secondo cast rimane alla moglie di gabrielli?

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  14. mamikazen 15 gennaio 2012 alle 3:31 pm

    carissimo, spero che tu stia meglio e che riesca a goderti appieno la serata di martedì, che il “sì felice innesto” della Bolena ti sia proprizio e che, nonostante i pestrocchi e pateracchi in cui sta immersa l’attività culturalmusicale italiana la magia dell’opera si compia. Un bacione 🙂

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  15. amfortas 15 gennaio 2012 alle 4:45 pm

    piotr, bene, diciamo che le prove – in sostanza la generale è una prova – servono anche a trovare comunità d’intenti tra palco e buca e che quindi si farà tesoro degli errori :-).
    Sulle agenzie, che dire, so bene come funzionano e dovrei vedere anche il secondo cast.
    Ciao e grazie!

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  16. Alucard4686 17 gennaio 2012 alle 1:16 pm

    Ho appena letto che alla generale del secondo cast Brott è stato buato…sentiremo stasera ! A dopoooo

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  17. amfortas 17 gennaio 2012 alle 1:49 pm

    Alu, dove leggesti la ferale notizia? Linka, linka 😉

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  18. piotr 18 gennaio 2012 alle 2:28 am

    ti cercai, ma senza esito, stasera: non ho visto spalle difformi! ho ascoltato però una direzione insana, un basso pietoso, un tenore con unbel timbro, ma stonato e privo delle note acute, uno smetan che sembrava cantasse con il naso, un’orchestra che cercava di fare del suo meglio, nonostante la presenza del direttore ( e infatti non ci è riuscita). ho anche ascoltato una laura polverelli leggermente sottotono in alcuni tratti, ma sempre all’alteza del personaggio e, soprattutto una mariella devia strepitosa, nonostante tutto.
    che dire? ha fatto bene il pubblico a buare basso, direttore e tenore. per il tenore mi dispiace perché è arrivato in tempo per due o tre prove, dopo il forfait di albelo e del resto sembra che non ce ne fossero altri a disposizione. per il direttore e per il basso, anche se non è mio costume essere lieto quando sento buare, devo dire che stavolta sono contento, tanto più che il pubblico triestino di solito è generoso, soprattutto alla prima. sarebbe ora che questo teatro cominciasse a riflettere sulle sue scelte e se non ha soldi per chiamare artisti veri (devia e polverelli a parte) che riducesse le recite.
    il pubblico, in parte, ha lasciato il teatro dopo il primo atto. come dargli torto? una direzione e un cast così meritavano l’abbandono totale del teatro. tranne, ripeto, devia e polverelli. ma immagino la fatica che devono aver fatto e trovo una profonda ingiustizia rischiare il massacro per artiste di tale livello. ma loro sono state intrepide e alla fine giustamente il pubblico ha riconosciuto grandezza e professionalità con una profusione di applausi per loro due.
    mi chiedo pure: campanella ha rinunciato, fogliani era occupato a parma per aide, guidarin è a genova, guingal onestamente ha detto che non poteva preparare un’opera così in quindici giorni, abbado la dirigerà a firenze. ma carminati, per esempio? perchè il teatro non ha chiamato lui? e perché non zanellato, che era libero, invece di quel trombone che gracchia in enrico VIII, tanto da distruggere il terzetto conla devia e il tenore e i duetti con la polverelli. è stato buatissimo. ben gli sta, a lui e al teatro.
    ma fa male tutto ciò a noi che amiamo la musica. pazienza? ma abbiamo già dato, tante, troppe volte.
    w la devia, w la polverelli!

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    • amfortas 18 gennaio 2012 alle 8:29 am

      piotr, sarà per la prossima volta 🙂
      Per quanto riguarda gli esiti artistici della serata, la recensione semiseria che preannuncio sarà piuttosto severa, arriverà questa sera.

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    • antonio 18 gennaio 2012 alle 10:12 am

      ….che indecenza…che mancanza di rispetto….per una grande immensa come la signora Devia ed un’altrettanto bravissima polverelli!!!
      per fortuna che la signora devia è una SIGNORA…e non ha abbandonato il teatro…ne avrebbe avuto tutte le ragioni….dopo 40 anni di carriera…sottoporsi a tuitto cio…indecente!
      merita non ovazioni, tripudi ma il dirigenti del teatro di inchinino a lei…stando in quella posizione per almeno 10 minuti!!!
      venerdi…mi sentiranno e mi sentirete in tutti sensi, positivi e negativi

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  19. alessio 18 gennaio 2012 alle 11:28 am

    scusate, ciao a tutti, sono nuovo qui ma con Paolo ci conosciamo…sono Alessio
    è la prima volta che scrivo in un blog ….ma dopo ieri sera vibro ancora di rabbia e se non mi sfogo non riuscirò ad iniziare a lavorare….
    Mi confortano i vostri commenti e mi appiglio a loro per dirvi che….io, per avere buato il basso mi son preso parole alla fila del guardaroba, (ci vado giù piatto) un parrucchino con signora, ed altri, mi hanno ripreso perché i cantanti non dovevano essere buati, non avevano fatto benissimo ma…..mi sono autoportatovia,
    siamo andati nei camerini con fRA_dIAVOLO, la Mariella era nera, c’era un’aria pesantissima, erano tutti arabbiati con direttore e basso.
    Ho detto a Mariella, che rimanere in una situazione del genere non è più serietà professionale o rispetto per il pubblico ma un martirio per se stessi ed una tortura per c hi ama la lirica e Lei…..la deve smettere di cantare negli zoo che di volta in volta le allestiscono…
    A chi mi precede dispiace per il tenore…ok non si bua un ultimo arrivato, in genere concordo, MA IERI…ma accettare un ruolo che non si sa minimamente cosa sia….il sig.Casals oltre a non saper cantare, oltre a stonare e steccare…quello che io giudico inammissibile SEMPRE è che abbia cantato un ruolo con uno stile lontano anni luce da quello proprio….io ho sentito cantare l’Argirio del Tancredi, con sprazzi di Bach recitando il Monteverdi di Wilson….SCUSATE ma il sig.Professionista svolge un lavoro pubblico per il quale viene pagato (poverino), mentre io ho pagato €25 per un posto in piedi per la recita di fine anno….dato che non erano figli miei quelli che si esibivano (anche se ho solo nipoti) e dato che ho subito una indescrivibile tortura per la quale ho contribuito con le imposte, le accise ed i contanti diretti….dato che mi hanno massacrato un titolo d’opera, una illustre e mitica cantante….IO MI INCAXXO COME UN BUFALO…….basta, basta, basta co ste robe qui….se sei un professionista, non accetti certi proposte…vai a fare 2 serate da cameriere se ti servono i soldi e rispetti te stesso ed il lavoro che vorresti fare!
    Ci sono fior di bassi in giro, (Tittoto, basso veneto per es, o chi volete), ho sentito una degnissima butterfly a treviso con i vincitori di un concorso, perché si vanno a pescare ad est e ovest improbabili ed improponibili figuri…il sistema non potrebbe lucrare lo stesso su altri personaggi?? Siamo con le pezze al c., il sistema è fallito, non si possono almeno pagare nostri connazionali e tenere i due baiocchi in Italia NO, CORNUTI E MAZZIATI….VERGOGNA alla Lirica in Italia

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    • antonio 18 gennaio 2012 alle 11:42 am

      concordo perfettamente con te!…è un’idecenza!
      buare…è un nostro diritto in qualità di pubblico pagante!
      e la gente che sostiene…poverini…non vanno buati…è falsa ed incompetente; come dici tu…se un cantante accetta un ruolo…DEVE SAPER CANTARE…se no….fai altre opere….o altri servigi!!!
      basta, basta e basta
      io ho pagato per venerdi una poltrona 85 euro!!!!!…l’ho fatto perche amo immensamente donizetti e la devia!
      posso solo immaginare quanto la signora sia nera…e ne ha tutte le ragioni!
      venerdi mi sentiranno tutti, tutti…chiedero di parlare anche col direttore di sala…con tutti…io non mi fermo davanti a nulla….sempre con la massima buona educazione e rispetto per il prossimo.
      ho scelto di venire a trieste ..è un viaggio che tra volo, hotel tearto ed altro mi costerà pui di 600 euro….ma lo faccio con amore e dedizione verso l’opera everso la grande mariella devia
      ..ma ci sono cose inaccettabili!!!
      p.s. l’anno scorso ho buato fermamente la gruberova a monaco dopo lucrezia borgia…era vergognosa…e il pubblico si è rivoltato contro me ..dicendomi “italia merd….”…ecco….questo è il mondo della lirica
      ahime
      signora devia, signora Polverelli…..mi inchino da roma davanti a voi e lo faro venerdi sperando di potervi salutare e ringraziare alla fine dell’opera

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  20. piotr 18 gennaio 2012 alle 3:04 pm

    @alessio, @antonio avete tutte le ragioni. ma mi sembra che il teatro sia in balia delle agenzie piuttosto che della musica….. comunque ieri sera, se c’è un fondo, si è ampiamente toccato. quello che è accaduto ha del surreale. le pause incomprensibili del direttore con la devia, nell’ultima scena, che non può attaccare e si vede nella parete specchiante che fa il gesto con le mani che tengono la parrucca, come dire :”ma ti vuoi decidere?”. sempre nella scena finale, gli attrezzisti le spostano la pedana mentre lei cammina e meno male che è pure una grande acrobata, altrimenti sarebbe caduta !!! sul direttore e sui “cantanti” non ho altro tempo adesso, ma stasera ci tornerò nel dettaglio….

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  21. Steve 18 gennaio 2012 alle 4:13 pm

    la cara mariella nonostante canti bene, può al massimo aspirare ad essere la cameriera di Anna Bolena; ma quale regina; i suoi ruoli donizettiani possono al più essere Adina, Norina, Maria, Linda (contadinelle o poco più)e le concedo Lucia.

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    • antonio 18 gennaio 2012 alle 4:21 pm

      che commento elegante …veramente un signore……e pure di altri tempi!….ora il mondo è bello perche è vario…e ritengo che la devia debba piacere a tutti…ma devi essere onesto/a (il fatto che ti nasconda dietro uno pseudonimo…la dice lunga…molto lunga…coraggio zero!!!)…nel ritenere che oggi chi fa le tre regina come la devia??….con la sua tecnica, la sua precisione, la sua professionalità, lo studio continuo…chi?? la theodossiu???….chi??..la gruberova???…ma dai…

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  22. Steve 18 gennaio 2012 alle 4:38 pm

    hai ragione, non le fa nessuno; ma resta il fatto che sono tutte e tre le cameriere delle regine o se proprio ti pare offensivo le cameriere, diciamo le dame di compagnia; va meglio?
    La signora Devia è e resterà sempre un soprano per natura leggero inadatta a quei ruoli.
    quanto a Steve è il mio nome e non uno pseudonimo.

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  23. andrea 18 gennaio 2012 alle 7:57 pm

    Lo spettacolo offerto ieri sera al Verdi è stato indegno, chiara immagine di un’istituzione musicale che non può nemmeno lontanamente rispecchiare il livello e la stima goduti fino a pochi anni fa in Italia e all’estero. L’ignoranza, in senso musicale e lato, la fa da padrone entro le mura del teatro stesso e i risultati, puntualmente, si vedono. Si vedono pure nella resa delle masse artistiche: con un coro ed un’orchestra ormai in discesa libera ben al di sotto del livello di guardia. D’altronde non suonavano o contavano da quanto? Mi risulta che il grande Maestro canadese Brott sia scritturato anche per la Battaglia di Legnano: quindi non è un caso se è arrivato a Bolena, ma si tratta di una precisa scelta artistica perseguita dal teatro. Ignoranza appunto.
    Può una Devia, unità ad una Polverelli, contenere i marosi di questa valle di lacrime? Certo che no……perchè manca una visione olistica della produzione teatrale, che miri a proporre il fatto teatrale come una visione d’insieme, profondamente culturale. Qui non si fa più cultura, ma marketing ……… coi soldini altrui però. La Devia sta per il tutto, tanto ormai la maggioranza non capisce niente o, nella migliore delle ipotesi, poco.
    Anche secondo me la Devia centra solo in parte l’obiettivo stilisticamente e drammaticamente, ma si staglia come una gigantessa in mezzo al nulla che la circonda.
    Vabbè dai ancora qualche giorno e arriva Albertazzi………..e finalmente respireremo a pieni polmoni una boccata di ossigeno. Ma avete visto le dimensioni del nome di Calenda sulla locandina?? Doppia vergogna!!!

    Andrea Putar

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  24. amfortas 18 gennaio 2012 alle 9:26 pm

    Entro stasera pubblico la recensione semiseria, aspettate un po’ per commentare il nuovo post, magari.
    Vi prego anche di mantenere serenità nei vostri interventi, lo spazio è libero ma ricordate che il responsabile di quello che si scrive sono io 🙂
    Grazie.

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  25. piotr 18 gennaio 2012 alle 10:49 pm

    @andrea condivido in pieno quello che hai scritto su questa recita, soprattutto per quanto riguarda la visione del melodramma come fatto d’insieme che comprende TUTTI e TUTTO. so pure che brott dirigerà ( !!!??????!!!!) la battaglia di legnano, segno evidente del gradimento del teatro verso di lui. ancor più scandaloso, quando abbiamo fior di direttori, anche giovani, che devono andare all’estero per dirigere opere italiane. per quanto riguarda la devia non posso essere d’accordo per una serie di motivi.
    di stile e di drammaturgia la devia ne ha da vendere e lo ha dimostrato anche in bolena, sia a verona sia a palermo. così come è regina nella tecnica, nell’emissione del fiato, nel controllo e in tante altre cose. e per questo ieri sera ha trionfato, come sempre del resto.
    ma, se siamo usciti tutti dal teatro delusi e furiosi, dobbiamo chiederci – e giustamente tu lo dici – se una o due cantanti (mariella devia e laura polverelli nella circostanza) possono SALVARE una recita e come lo possono fare.
    l’hanno salvata, se vuoi, ma hanno dovuto fare i conti con un direttore d’orchestra che non ti dà l’attacco o peggio te lo dà in ritardo, che trascura quelli che donizetti stesso definisce strumenti portanti in alcuni momenti della partitura, che non guarda i cantanti, ma la partitura perché non la conosce e non l’ha diretta mai, che non sa evidentemente che cosa è il belcanto, che è sempre in ritardo etc.
    ecco, secondo me mariella e laura hanno cantato da par loro e cioè da grandi, ma è altrettanto chiaro che non ci potevano lasciare l’emozione di verona o di palermo se, subito dopo o subito prima sentivi un coro (specialmente quello maschile) che di coralirtà non sa neanche il significato lessicale; un tenore che, poveretto, ancorché volenteroso e arrivato all’ultimo momento, non ha gli acuti e stona ed è lontano mille miglia vocalmente da quel ruolo; un enrico VIII che è completamente fuori di voce, di accenti, di interpretazione, uno smetan che canta col naso….

    mariella e laura, che sono pure due musiciste fantastiche, hanno sopportato un supplizio vero e sono riuscite a cantare benissimo. ma lo hai sentito il finale di mariella? ti sei accorto che non le dava l’attacco di “coppia iniqua” e che lei, si vedeva dallo specchio, faceva segno con la mano imparruccata come dire: ma ti dai una mossa? e altre cosette accadute nel duetto tra laura e lei, e nel terzetto devia- enrico-percy, per non parlare del concertato del finale primo, dove il direttore sovrapponeva l’orchestra e pure a cavolo?

    insisto che abbiamo di fronte un teatro che se chiudesse alla lirica non farebbe un soldo di danno e però due cantanti di fronte alle quali, proprio dopo questa recita ci dobbiamo inchinare e ringraziarle, ma tanto, proprio tanto
    ciao, a presto, spero
    piotr

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    • ondina 19 gennaio 2012 alle 1:51 am

      Caro il mio Piotr,.. forse se il teatro chiudesse qualche soldo di danno lo farebbe …sisi…anche perchè in questo teatro lavoranotrecento persone con altrettante famiglie e mutui da pagare..e non mi dica che siamo lavativi che non fanno niente e magari strapagati, (il nostro stipendio è fermo dal lontano 2002)
      I lavoratori di questo teatro non hanno colpe per le scelte di una direzione incompetente che si fa vanto con i vostri e nostri soldi(ricordate tutte le menate ei discorsi fatti dall’allora direttore artistico e sovrintendente Calenda e Ferrazza alla presentazione delle stagioni??) la stagione dell’operetta(ricordo “la trasformazione di una gatta in cui la pupilla di calenda come regista ci chiedeva di aiutarla perchè non sapeva come fare la regia.. e cantanti pescati al conservatorio che non sapevano dove mettersi) noi lavoratori non abbiamo colpa se chi organizza i calendari non tiene conto dei tempi di studio delle opere….della presenza sul palcoscenico di scene esageratamente grandi da non lasciarci nemmeno lospazio di muoverci dietro alle quinte…..fate un giro dietro e provate a stare in mezzo alcoro mentre aspetta di uscire inscena… e vi renderete conto di qual è lo spazio che abbiamo a causa di scene che nel buio del retroscena non ci da nemmeno la possibilita di una via di fuga regolamentare……protestate la direzione, non “IL” teatro, perchè la nostra buona volontè ce la mettiamo tutta……

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      • Destroyignorance 19 gennaio 2012 alle 11:36 am

        Abbiamo di fronte un blog,che se chiudesse, non farebbe danno a nessuno.

        Ecco il vero guaio di internet….
        Un tempo gli incompetenti potevano solo parlare e venivano subito messi a tacere. Adesso no, hanno a disposizione internet per stigmatizzare loro sproloqui da pazzo. Prima di scrivere vituperi fareste meglio ad informarvi sulla situazione in cui versa il Teatro Verdi..

        Lo spettacolo puo’ anche non piacere. Ma la colpa non è certo del Verdi che sta facendo tutto il possibile per mantenere alta la propria qualità professionale.
        E’ inutile quindi che il nostro anonimo scrivano si agiti tanto a mostrarci i soliti esempi iconici,tanto cari al mondo gaio, della Callas Oppure l’accorato fornirci di una breve storia musicale, ma anche del tutto parziale e pilotata,delle voci che furono e che purtroppo non possiamo mai piu’ sentire.

        Risparmiatecelo e tacete, grazie.

        Questo spettacolo è assolutamente migliore dell’ Anna Bolena che il sottoscritto ha visto a Palermo nel 2008, costata decine di migliaia di euro in piu’ e rottamata da una pessima orchestra e un pessimo coro. Oppure quella di Jonathan Miller del 1996 con la bravissima Luciana Serra al debutto , purtroppo in quell’occasione non del tutto sicura e molto spaventata, diretta da un Pido’ ingessato e burocrate.

        Risparmiateci quindi di farci leggere le vostre frustrazioni i che forse sono mossi da ragioni del tutto personali ed evitate di scrivere. La vita ci riserva già ben piu’ peggiori veleni quotidianamente che prendersela con il Teatro Verdi a cui tutti noi facciamo un grande in bocca al lupo con l’ auspicio che il 2012 porti un po’ di tranquillità gestionale ed economica…non dovrebbe essere difficile dopo questo orribile 2011.

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      • antonio 19 gennaio 2012 alle 11:44 am

        …be “evitate di scrivere”…mi guarderei bene dal scriverlo!
        Le rammento la libertà di opinione, espressione e giudizio!!
        Le darò la mia impressione e La scrivero a chiare lettere (senza che il suo “intimidire” possa bloccarmi) lunedi, dopo avere assistito alla recita del venerdi

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      • amfortas 19 gennaio 2012 alle 12:00 pm

        Destroyignorance, cosa c’entri l’iconografia del mondo gaio in questo contesto resterà per sempre un mistero insondabile. Allo stesso modo non capisco il tuo livore nei miei confronti, che peraltro firmo con nome e cognome quelle che tu sei libero di definire anonimamente come credi.
        Quanto alla situazione del Verdi, chissà che non sia colpa mia o di chi si lamenta della pessima riuscita di uno spettacolo…e non c’è danno peggiore che si possa fare al Verdi, oggi, che fare finta che vada tutto bene.

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  26. piotr 19 gennaio 2012 alle 7:52 am

    @ondina, il mio commento non era certo contro i lavoratori del teatro! tuttaltro: a loro come alla devia e alla polverelli, a trespidi, a tutte le maestranze, va un un applauso gigantesco anche e proprio pe le difficoltà sceniche che questa ripresa esigeva. un conto è farla nel teatro di verona o in quello di palermo con palcoscenici adatti e un conto qui dove ci si muove a stento. e anche questo va attribuito alle scelte della direzione. i lavoratori del teatro hanno fatto l’impossibile e di più! la mia espressione, dettata dalla profonda amarezza per quello che è accaduto in questa produzione, nonera rivolta avoi, infatti ho detto: sechiudesse alla lirica.
    spero di essermi chiarito e buon lavoro
    piotr

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    • ondina 22 gennaio 2012 alle 7:43 pm

      ‘ultima notizia dalla bolena è che una mia collega, durante la recita di ieri , nel buio e tra i vari buchi del retroscena è caduta e si è fatta male alla caviglia e alla mano….questo è il risultato di scene assolutamente non adatte al nostro palcoscenico..scene che tra l’altro non hanno avuto quel grande successo che la direzione sperava…….

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  27. amfortas 19 gennaio 2012 alle 8:28 am

    Ondina, hai fatto benissimo a puntualizzare e sono completamente d’accordo con te. Del resto se segui questo blog sai che io sono sempre stato dalla parte dei lavoratori e delle maestranze del teatro.
    Consentimi solo una considerazione: Brott è un direttore canadese, l’aggettivo “grande” mi pare un po’ eccessivo però.
    Gentilmente lasciate i prossimi commenti sull’ultimo post, così seguo meglio la discussione.
    Grazie a voi.

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    • ondina 19 gennaio 2012 alle 8:57 am

      mah! anch’io non lo conoscevo prima di Sansone e Dalila…dove, in verità, con lui ci siamo trovati molto bene,…anche perchè a causa del solito poco tempo per imparare l’opera , noi non eravamo molto ben preparati…e lui ci ha molto aiutati….ho cercato su internet ed ho trovato il “Brott Festival” e da lì ho pensato che forse era “sgaio”…..in Bolena io penso che il suo errore sia stato quello di accettare un’opera che non conosceva……io vi posso assicurare che quello che ha fatto musicalmente, dal primo giorno in qua , è stato un miracolo……(e penso anche che sia stato forzato dalla direzione, perchè l’uomo non mi sembra uno scemo)…..
      per amfortas, volevo dire che no, è la prima volta che leggo questo blog, e giuro non sono mai stata tanto al pc da quando l’ho letto la prima volta, ieri,,ma mi sono sentita coinvolta e un pò offesa perche dalle vs parole traspariva un certo livore anche per noi…….sapete, siamo molto sul giro d’aria…e nonostante tutta la nostra buona volonta le cose nonsi schiodano per noi…e io, che sono in teatro da 32 anni mi sento molto avvilita…….anzi vi chiedo se potete, di aiutarci con le vostre parole, perchè noi al nostro teatro ci teniamo, e non siamo felici di fare brutte figure perchè la direzione non ci permette di lavorare bene.
      un grazie Ondina

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  28. Destroyignorance 19 gennaio 2012 alle 12:06 pm

    Appellarsi alla “libertà di espressione” è un po’ come appellarsi alla Costituzione…conviene sempre a coloro che gettano nel divulgo populista le proprie opinioni spesso sostenute da dietrologie personali.

    Uno spettacolo puo’ non essere riuscito , puo’ non piacere, ma cio’ non ha nulla a che far con le ragioni di sopravvivenza di un’importante istituzione internazionale quale il teatro Verdi di Trieste…

    Evitiamo di scrivere… in modo da alimentare polemiche inutili, grazie.

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    • antonio 19 gennaio 2012 alle 12:10 pm

      Mi scusi, eviti Lei di scrivere!
      Ma quali dietrologie, ma per favore!
      Le rammento che è il Teatro con tutti annessi e connessi a scegliere cast, direzione e quant’altro.
      Pertanto scelte errate non posso che ricadere sullo stesso con tutte le conseguenze che ne derivano: critiche , dissendi e quant’altro!

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      • ondina 19 gennaio 2012 alle 12:38 pm

        ringrazio tutti per queste risposte…questo risolleverà lo spirito di tanti miei colleghi che, leggendo i vostri giusti sfoghi, che non sono sui lavoratori ma sullle scelte artistiche, si sentiranno sicuramente meglio…..
        SOSTENETECI PERCHE’ NOI LAVORIAMO SEMPRE AL NOSTRO MEGLIO…….ED ALLA DIREZIONE DICO: DATECI LE OPPORTUNITA’ PER FAR VEDERE SEMPRE CHI SIAMO!!!!

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      • antonio 19 gennaio 2012 alle 12:43 pm

        voi avte tutto il nostrio rispetto per il lavoro che fate!…e vi sosterremo sempre!
        La Direzione del Teatro deve capire che il pubblico pagante 8anzi strapagante…ho pagato la poltrona euro 85,00!!!) ha diritto ad assistere a spettacoli decenti e cosprattutto con direzioni e cast all’altezza
        Non ci si improvvisa direttori in un repertorio non proprio (cosi come io essendo avv civilista non mi improvviso penalista!)

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    • piotr 20 gennaio 2012 alle 12:34 am

      ma eviti lei di scrivere! noi siamo qui per esprimere amore per la musica, per il melodramma italiano, per gli artisti VERI e per i teatri italiani. se un teatro come il verdi di trieste, che per anni è stato un fiore all’occhiello, è sprofondato in una crisi drammatica sarà bene parlarne e a fondo. anche perché, se continua così, non credo che passeranno più grandi artisti da queste parti e questo può soltanto dispiacere. se invece vogliamo dire che tutto va bene madama la marchesa, diciamolo pure ma rendiamoci conto che c’è dell’ipocrisia in questa affermazione.

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      • piotr 20 gennaio 2012 alle 12:42 am

        mi riferivo a Destroyignorance. a ONDINA voglio dire che, così come quello della devia e della polverelli, è stato apprezzato il lavoro di tutto il teatro, maestranze e orchestra compresa, in questa situazione in cui era pressoché impossibile portare a compimento una recita decente. ma la direzione artistica, se c’è, sarebbe dovuta uscire a prendersi i buhhhh, non rimanere seduta ad applaudire fragorosamente nel palco. questo è staoto offensivo per tutti, per il pubblico che era scontento e per gli artisti in scena che hanno pagato per essere stati chiamati lì senza avere le qualità per interpretare un’opera come bolena. nascondersi dietro applausi autoreferenziali non solo non giova, ma rende ancora più ambiguo il loro comportamente. voi tutti tenete duro, ve lo meritate!

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      • ondina 20 gennaio 2012 alle 11:47 am

        Il problema del nostro teatro è avere una direzione incompetente che si affida a un meccanismo tipo: compro un cantante che vale molto in cambio me ne dai quattro in qui spendo poco anche niente(al prezzo di un opera me ne canti tre)…questo per risparmiare….sulle spalle nostre…..pensate poi alll’amico Fritz, un’opera brevissima…è stata inserita da sola nel cartellone…ci pensate?? 50 minuti e son spesi i soldi del biglietto……….e poi, e questo mi sta sullo stomaco,….io c’ero alla presentazione della stagione l’altr’anno…..al ridotto…mi ricordo un Calenda tronfio orgoglioso e pieno di boria (non lasciava parlare nessuno naturalmente) che descriveva una stagione delle operette rinata, fantastica, degna dell’antico Festival delle Operette del compianto Gilleri….una stagione delle operemeravigliosa in cui si potevano vedere anche lavori di prosa in collaborazione con ilRossetti…(scusate, ma se uno vuole vedere un opera di prosa non può andare al Rossetti direttamente?? non è che deve attraversare l’Africa per riuscirci…)….in compenso avremo un bel numero di Boheme, opera che si dà così raramente…cche finalmente tutti la potratto anche imparare…..bah!! è meglio che mi fermi qui altrimenti mi licenziano……

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      • amfortas 20 gennaio 2012 alle 12:44 pm

        ondina, prima di tutto grazie per la tua partecipazione alla discussione, che so che ti costerà parecchio anche a livello emozionale e ti espone in prima persona a malumori.
        Purtroppo tutto ciò che dici è condivisibile e voglio segnalarti cosa ho scritto io in occasione della prima conferenza stampa di presentazione della stagione 2011/2012, così almeno ti sarà più chiaro come la penso: clicca qui.
        Vedi questo post è stato letto quasi 2000 volte, citato con malcelato malumore tra le righe da Calenda nella seconda conferenza stampa – quella in cui si sono svelati i presunti cast – e non ti dico quante mail e telefonate di congratulazioni ho ricevuto da persone che si complimentavano perché ero stato l’unico a parlare chiaro. Insieme ovviamente a qualche insulto e altre cosine simpatiche, rigorosamente anonime.
        Scusa l’autocitazione ma vorrei fare chiarezza per quanto riguarda questo argomento.
        Ciao, grazie ancora e buona giornata 🙂

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      • ondina 20 gennaio 2012 alle 1:31 pm

        FANTASTICO!!!! SE AVESSI LETTO PRIMA QUESTA COSA MI SAREI RISPARMIATA MESI DI INC……TURE E DI RABBIA…almeno mi sarei sentita in buona compagnia!!!!!!!

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  29. Destroyignorance 19 gennaio 2012 alle 12:24 pm

    Personalmente ho assistito ad un pessimo Don Giovanni quest’anno in Scala. Mi limito a questa opnione.
    Evito di fare paragoni con la Callas, Non cito la storia .. Victor Maurel (1848–1923) o le incisioni di Giulini per dire che lo spettacolo non mi è piaciuto.

    Pur trattandosi i , a mio avviso , di una artistica scelta pessima non metto in discussione la sopravvivenza del Teatro alla Scala.

    Credo di essere stato chiaro senza bisogno di appelarmi alla libertà di espressione.

    Grazie

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    • amfortas 19 gennaio 2012 alle 1:20 pm

      destroy, cerchiamo di capirci una volta per tutte.
      Questo post era di presentazione all’opera Anna Bolena. Nell’ambito di questo contesto ho ritenuto di citare il nome di Maria Callas, spero che non serva spiegarti il perché. Non c’è alcun accenno, neanche lontano, a confronti con chicchessia, ma solo una testimonianza. Ci sono anche altre notizie storiche sull’opera, sui primi interpreti ecc ecc.
      Poi, siccome molti appassionati sono rimasti insoddisfatti dello spettacolo dopo la prima, qualcuno ha ritenuto di manifestare il proprio scontento.
      Non c’è nulla di male in tutto ciò, anzi è una dinamica positiva. Qualcuno ha espresso il proprio parere in modo sanguigno perché ha speso dei soldi per vedere uno spettacolo che non solo non l’ha soddisfatto, ma oltretutto il cast era diverso da quello previsto al momento dell’acquisto del biglietto. Succede non solo a Trieste, anche in teatri più prestigiosi, come la Scala di Milano che tu citi. Però non è che con la formuletta trita e ritrita del “mal comune mezzo gaudio” si vada avanti sai? Anzi. E non c’è nulla di offensivo nei confronti di nessuno nel sottolineare una situazione del genere, soprattutto quando i sostituti non sono all’altezza.
      Offensivo è invece che tu venga qui a sgranare il tuo rosario di prediche e che offenda me, che te lo ribadisco, al contrario di te, scrivo firmando con nome e cognome, e i miei lettori. Lettori che, ti dirò per tuo sommo scorno, sono tanti. E sai perché sono tanti? Perché nei sette anni che scrivo di opera lirica sul web ho dimostrato con i fatti che i miei pareri e giudizi non sono inficiati da “interessi di bottega”.
      Ci vuoi parlare, firmando con nome e cognome, dei tuoi interessi?

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    • Lorenzo 20 gennaio 2012 alle 10:11 pm

      al Don Giovanni c’ero anche io, pessimo mi sembra proprio ingeneroso. Può piacere o meno e si può certamente dire cosa piaceva o cosa non piaceva ma se era pessimo il Don Giovanni di Baremboim e Carsen … a me è piaciuto
      Lorenzo

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  30. ondina 19 gennaio 2012 alle 12:41 pm

    AD ANFORTAS VOGLIO DIRE SOLO CHE”TRASPARIVA IL LIVORE” NON CHE C’ERA VERAMENTE…. cmq grazie ancora delle parole …ci confortano ora che abbiamo bisogno più che mai di aiuto……..

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  31. amfortas 20 gennaio 2012 alle 8:21 am

    Per tutti, vedo dalle statistiche che qualcuno ha segnalato su Facebook questo post. Io non ho un account su quel social network, mi copiate qui il link, per favore? Grazie e buona giornata.

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  32. Destroyignorance 20 gennaio 2012 alle 10:55 am

    E’ offensivo scrivere o ospitare frasi del tipo :

    “insisto che abbiamo di fronte un teatro che se chiudesse alla lirica non farebbe un soldo di danno e però due cantanti di fronte alle quali, proprio dopo questa recita ci dobbiamo inchinare e ringraziarle, ma tanto, proprio tanto”… e soprattutto condividerle.

    Questa affermazione è strumentale,livorosa e delinea secondi fini che nulla hanno a che fare con la cattiva riuscita di uno spettacolo.

    Altro che ” mal comune mezzo gaudio”..

    Vorrei sapere colpe hanno i lavoratori del Verdi? Mica sono loro che scelgono i cast e le stagioni!

    Chi siete voi per decidere se la vostra città debba permettersi o meno un teatro d’Opera a livello nazionale?

    Un biglietto anche se pagato caro non permette certe affermazione. Anzi la prossima volta statevene a casa. Evitate di pagare e evitate certi commenti.

    Grazie

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    • amfortas 20 gennaio 2012 alle 12:32 pm

      destroy, ribadisco che qui nessuno ha secondi fini e intende offendere, le discussioni possono essere accese perché la delusione in certe occasioni è forte.
      Ti diffido ancora una volta dal far credere che qualcuno qui ce l’abbia con i lavoratori del Verdi, non è assolutamente vero e se invece di parlare senza sapere ciò che dici ti prendessi la briga di leggere quello che ho scritto in mille occasioni, sarebbe un bene per tutti.
      Comunque te lo ripeto, nessuno vuole che il Teatro Verdi scompaia! Ti è chiaro? Continui a rimanere anonimo, peraltro. Bella forza. Vale di più un centesimo delle parole di Ondina, che si espone pubblicamente, che tutti i tuoi sproloqui inutili e quelli sì livorosi, tipici di una mentalità reazionaria che vorrebbe evitare (pro domo sua?) che si affrontino apertamente i problemi del teatro.

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  33. piotr 20 gennaio 2012 alle 12:53 pm

    destroy, sono io che ho scritto la frase da te citata e ho già dato spiegazioni ad amfortas e a ondina, ribadendo che i lavoratori del verdi non solo non hanno responsabilità, ma sono più che professionisti e meriterebbero grande rispetto da parte della direzione artistica. ho già spiegato il contesto in cui è nata quella frase, ma mi rifiuto di dare spiegazioni a te che evidentemente vuoi solo turbare la buona armonia di questo sito e di coloro che ci scrivono in nome dell’amore dell’arte musicale e di niente altro, se non di desiderare che trieste ritorni ai fasti di un tempo.

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  34. ondina 20 gennaio 2012 alle 1:48 pm

    per Cambiare discorso…mi piacerebbe sapere da anfortas se è a conoscenza del nostro problema in tutti i teatri d’Italia…in pratica il Ministero della cultura , per fare in modo che il nostro contratto venga firmato al più presto ha costretto tutti i sovrintendenti ad impedire ogni attività fuori dal teatro…solo chi fa l’insegnante (in qls campo) è salvo da questa cosa.. addirittura nemmeno le attività assolutamente gratuite o di beneficienza….pensate che io ho chiesto il permesso per cantare ad una messa di suffragio per mio padre morto da poco, ed il teatro me l’ha respinto…..tutti i teatri , alla scala in poi, sono bloccati….se cercate su fb “legge 100 l’eutanasia dell’artista” troverete tutti gli interventi in proposito….ora dovremmo cantare ad una messa per il compianto Maestro Giorgi, e, per farlo dovremmo farlo con il nome del Teatro Verdi, non personalmente….è uno scandalo, una legge assolutamente anticostituzionale in quanto lede la libertà dell’individuo..secondo il mio modesto parere..(per assurdo non potrei nemmeno cantare “tanti auguri a te” ad una amica in un ristorante)….il guaio è che, il ministero ha imposto un obbligo solo alla parte sociale dei lavoratori….all’ANFOLS non ha messo nessuna spada di Damocle sulla testa per cui a loro non interessa nulla della nostra libertà……….

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  35. mara 20 gennaio 2012 alle 1:52 pm

    Chiedo venia per la mia intrusione,non sono una melomane e non capisco nulla di lirica. Martedi’ mi hanno invitata alla prima di Anna Bolena: L’impressione iniziale per un ignorante come me e’ stato molto deprimente,una noia assoluta e quando ha iniziato ad aprir bocca il tenore protagonista …in quell’istante ho avuto la sensazione di oppressione e voglia di fuggire da quel bel posto in palchetto .Mi chiedo come fara’ il teatro dell’opera italiano,considerata la qualita’ proprosta al Teatro Verdi di Trieste ,a competere con altre forme di spettacolo come prosa,balletto,cinema 3D ,nightclub (con strip) e gruppi folcloristici vari?

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    • ondina 20 gennaio 2012 alle 2:12 pm

      CARA MARA…NON SI PUO’ FARE UN RAFFRONTO TRA UNA MELA EDUN PESCE……L’OPERA LIRICA ITALIANA E’ UN VALORE CULTURALE UNICO NEL SUO GENERE…..NON CI POTRA’ MAI ESSERE UN’ALTRA AIDA DI GIUSEPPE VERDI (SCRITTA NEL 2012) SAREBBE COME AVERE UN MOBILE COSTRUITO OGGI CON L’ASPETTO PERFETTO DI UN MOBILE ANTICO…NON SARA’ MAI LA STESSA COSA…L’OPERA LIRICA E’ DIFFICILE…qualcuno viene all’opera come se andasse a vedere un film……all’opera si viene che la si conosce già…si devono conoscere i testi, l’autore, la storia , magari anche aver ascoltato qualche brano e poi possibilmente confrontare quello che si ascolta dal vivo con quello che si è ascoltato dai grandi intterpreti del passato…….voglio dire che non è proprio come andare a vedere uno…..STRIP ……..ci vuole un pò di cultura alle spalle…….
      E poi ci vuole anche un’esecuzione degna dell’opera lirica…ma certeopere (come la Bolena) non è una cosa semplice…per nessuno… e non può bastare una grande interprete principale per risollevarne le sorti…purtroppo non è nemmeno la cosa giusta per cominciare…magari con la Boheme (sperando in una buona edizione) potra’ cambiare idea……

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    • amfortas 20 gennaio 2012 alle 2:33 pm

      Mara, ti ha già risposto Ondina, non sono paragoni omogenei. L’opera lirica è una forma, altissima, di Arte e un tratto distintivo importante della cultura italiana. Ed è anche vero che è una forma di spettacolo che per essere apprezzata ha bisogno di un minimo di conoscenza e approfondimento. Purtroppo – senza voler fare la solita retorica d’accatto – la scuola ha abdicato da tempo alla sua funzione e oggi si esce dal liceo senza sapere chi sia Verdi o Puccini. Ma è un discorso che ci porterebbe davvero lontano.
      Ciao e grazie.
      P.S. Se domani dovessi avere un ingresso free per uno striptease, fammi un fischio, ok? 🙂
      Si fa per sdrammatizzare eh?

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