Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria del DVD della Götterdämmerung di Richard Wagner per la regia della Fura dels Baus.

Segnalo ai miei lettori questo lucido e interessante intervento di Angelo Foletto su OperaClick, memore delle segnalazioni riportate anche qui da una corista del Teatro Verdi di Trieste.

Un paio di mesi fa – io ero ancora in fase di “non riesco a stare seduto” –  per Classic Opera è uscito il DVD della Götterdämmerung di Richard Wagner, per la regia della Fura dels Baus.


Il Rheingold, Die Walküre e il Siegfried erano disponibili già da qualche tempo e perciò questo Ring, in uno degli allestimenti più stimolanti degli ultimi anni, è ora visibile in toto anche da chi non ha potuto seguirlo in teatro, a Firenze o a Valencia.
Forse il Crepuscolo è la tappa in cui maggiormente la regia di Carlus Padrissa presta il fianco a qualche critica, però nel complesso lo spettacolo è molto godibile anche per i wagneriani ortodossi.
Mi astengo dal riassumere la trama, perché sarebbe davvero troppo complicato e poi chi decide di acquistare il DVD la conosce benissimo.
Il Prologo, con le tre Norne appese nel vuoto che rivivono le vicende che hanno seguito il furto dell’Oro del Reno, è forse il momento migliore dello spettacolo. Assai suggestiva anche la scena delle Figlie del Reno, immerse in una specie di acquario gigante. Il tutto appare un po’ didascalico, infantile, però d’indubbia efficacia e fruibilità immediata anche per il neofita.
Dal lato musicale credo sia doveroso un plauso incondizionato al Coro e all’Orchestra della Comunitat Valenciana, che con Zubin Mehta ha raggiunto una compattezza ammirevole.
Mehta, forse un po’ in controtendenza con le sue ultimissime prestazioni, non ricerca facili effetti ma esplica  una visione unitaria del Ring che si manifesta nella costante ricerca di equilibrio tra voci e orchestra, dimenticandosi di magniloquenze ridondanti. Magari deve fare di necessità virtù, in quanto i solisti non hanno voci particolarmente sonore ed ampie, ma alla fine il risultato è di ottimo livello.
Dal lato squisitamente musicale sono due i momenti particolarmente emozionanti: il cupo, sinistro, Preludio alla prima scena del secondo atto, in cui c’è il terribile dialogo tra Alberich e Hagen, e l’esecuzione della celeberrima “Marcia Funebre” di Siegfried.
La compagnia di canto, come già nelle altre tappe di questa produzione, è molto simile a quella che si è esibita a Firenze, ma in questo caso si rimpiange un po’ che manchi Hans Peter König nella parte di Hagen, qui invece interpretato dal gloriosissimo ma ahimè usurato Matti Salminen.
Il tenore Lance Ryan è Siegfried ed è costretto persino a cantare a testa in giù, ad un certo punto, per cui onore al merito e bravo. Nel complesso il personaggio dell’eroe esce sufficientemente bene, anche se la voce non è certo particolarmente accattivante come timbro e colore. Gli acuti sono abbastanza buoni anche se saltuariamente fibrosi; certo si sente la mancanza di squillo, però il rendimento dell’artista  risulta discreto. Bravissimo nel terzo atto, quando racconta ai vassalli i suoi trascorsi come traduttore simultaneo della lingua degli uccellini del bosco (smile).
Jennifer Wilson si difende egregiamente come Brünnhilde, annaspando un po’ sugli acuti ma allo stesso tempo arrivando discretamente alla terribile scena finale. Si potrà dire che sul palco è mobile come una bitta su di un molo (smile) e rinverdisce il mito del sopranone wagneriano nell’immaginario collettivo, però canta piuttosto bene.
Accettabile il Gunther di Ralf Lukas (ma pensavo meglio) mentre Franz-Joseph Kapellmann nella breve parte di Alberich riesce comunque ad essere incisivo, seppure per i miei gusti vocifera troppo.
Molto brava anche Katherine Wyn-Rogers, accorata Waltraute – parte difficile, insidiosa – che non riesce a convincere la sorella testona Brünnhilde a restituire l’anello al Reno.
Elisabet Matos è assolutamente convincente nei panni di Gutrune.
Le tre Norne (Daniela Denschlag, Pilar Vazquez, Eugenia Bethencourt) nulla più che sufficienti ma comunque meglio delle Figlie del Reno, Woglinde, Wellglunde, Flosshilde (Silvia Vasquez, Ann-Katrin Naidu, Marina Prudenskaja),che risultano abbastanza sgangherate vocalmente.
Il suono è eccellente e la regia televisiva fa il possibile per far apprezzare le mille diavolerie della Fura, come già nelle altre occasioni precedenti. Ovviamente è uno spettacolo che andrebbe visto in teatro, ma non so se siano previste riprese, anzi, se qualcuno ne è a conoscenza me lo segnali.
Come ho già scritto consiglio questa produzione a tutti, ma in particolare a chi tenta di approcciare Wagner.

Nel caso a qualcuno interessasse, ecco qui i link alle mie recensioni precedenti:

Rheingold

Die Walküre

Siegfried

Dal momento che ho nominato le bitte dei moli, ecco qui qualche foto del Molo Audace a Trieste, dopo che la bora violenta dei giorni scorsi (che mentre scrivo ha ripreso a soffiare con rabbia) e le temperature bassissime hanno ghiacciato l’acqua del mare.

Un saluto a tutti!

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10 risposte a “Recensione semiseria del DVD della Götterdämmerung di Richard Wagner per la regia della Fura dels Baus.

  1. Roberto R. Corsi 5 febbraio 2012 alle 7:18 pm

    grazie caro, come stai?
    (che spettacolo la tua città!)
    R

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  2. amfortas 5 febbraio 2012 alle 7:31 pm

    Ola Roberto, in arrivo un’estensione delle foto che hai già visto 🙂
    Sono in recupero, lento, ma in recupero. Ciao!

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  3. Alucard4686 6 febbraio 2012 alle 9:42 am

    Bella recensione (quasi quasi compro i dvd)
    Io alcuni anni fa avevo visto agli Uffizi una piccola mostra sul Ring della Fura (a giorni dovevano fare il Götterdämmerung) ed i video erano molto suggestivi. Chi ci è stato poi mi ha raccontato un incidente molto simpatico, mi pare dell’anno precedente.
    Faceva gli anni Mehta ed era stato predisposta una specie di insegna luminosa con la scritta “AUGURI MAESTRO”, ma la sorte ha fatto accendere solo le lucine per far leggere “AUGURI STRO” 😀

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  4. principessasulpisello 6 febbraio 2012 alle 10:44 am

    una Brunilde così “dotata” riscalderebbe ogni cuore! 🙂

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  5. gabrilu 7 febbraio 2012 alle 6:53 pm

    Le tue recensioni sono sempre più belle delle cose recensite.
    Io ormai è da mo’ che mi contento di ascoltare, preferendo non vedere 🙂
    Ora poi che ci sei tu ad evitarmi la fatica di vedere, ho proprio fatto bingo!
    Ciao 🙂

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  6. amfortas 8 febbraio 2012 alle 8:28 am

    gabrilugrazie, troppo buona. So che da un po’ ti astieni dall’andare a teatro però a Palermo allestiscono stagioni di buon livello, anche con titoli che non si vedono ovunque. La damnation de Faust, per esempio, doveva essere interessante.
    Ciao!

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  7. Enrico 9 febbraio 2012 alle 2:01 pm

    Ho letto l’articolo di Foletto…sono senza parole, anzi ne ho 8 giuste: e i primari che “arrotondano” in cliniche private??

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