Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Partita la Stagione Sinfonica 2012 al Teatro Verdi di Trieste.

Forse è troppo presto per affermare che il Teatro Verdi ha rialzato la testa, ma certo i dati relativi agli abbonamenti della stagione sinfonica 2012, riportati oggi sul quotidiano locale “Il Piccolo”, sono indiscutibilmente buoni. C’è stato un notevole aumento delle sottoscrizioni e soprattutto tra i giovani.
Io il giorno del vernissage della stagione (Venerdì 14 settembre) ero a Venezia per il Rigoletto, ma il giorno successivo mi ha fatto piacere vedere la lunga fila che s’era creata al botteghino, tanto che il concerto è cominciato con quasi un quarto d’ora di ritardo, per permettere l’entrata in sala di tutti gli appassionati senza creare disturbo.

Marvin Barnes, a sinistra, quando giocava contro Julius Erving.

Insomma, credo sia la prima notizia positiva dopo mesi in cui il Verdi sarebbe potuto essere chiamato “Bad News”, come un famoso giocatore di basket americano (Marvin Barnes) che giocò nella Pallacanestro Trieste nel 1980 (smile). Grandi potenzialità, ma ne combinava ogni giorno una soprattutto fuori dal campo. E qui potrei dire cose assai interessanti, ma lasciamo stare!
Comunque, ecco qui una breve cronaca della serata, preceduta da una piccola chiosa.
Il collega Claudio Gherbitz sul Piccolo, giustamente, sottolineava come soprattutto la Sesta Sinfonia di Čajkovskij sia stata lontana, dal punto di vista artistico, dai risultati che si possono ascoltare nei dischi.
Ha ragione, Gherbitz, spesso dovremmo ricordarci che le incisioni più famose sono frutto – oltre che dell’impegno delle più blasonate orchestre del mondo guidate dai vari Herbert von Karajan & Co. – anche di tempi di registrazione che si sono protratti per mesi. I paragoni sono, quindi, puro esercizio di retorica, senza contare che un’esibizione dal vivo ha sempre un fascino tutto particolare che mai nessun disco potrà riprodurre.
Bene, andiamo avanti.

Dopo una lunga ed estenuante estate di silenzio – dovuta a scelte manageriali dettate dalla contingenza economica negativa – è ripresa l’attività del Teatro Verdi di Trieste, con l’apertura della stagione sinfonica 2012.
L’inizio è stato sicuramente promettente sia per la scelta del programma sia per gli esiti artistici. E anche la risposta del pubblico, soprattutto nella serata d’esordio, venerdì 14 settembre, è risultata incoraggiante. Molti i giovani e giovanissimi in sala, presenza che è stata probabilmente favorita da una politica dei prezzi lungimirante nei loro confronti.
E tutto ciò a fronte di una serata che, almeno nella prima parte, non presentava certo musica particolarmente popolare – il Primo concerto per violino di Šostakovič non è un ascolto facile né di frequente esecuzione -, di quella che attira le masse.
Scritto, o meglio dedicato al grande David Ojstrack, l’esecuzione dell’impegnativo concerto necessita di un fuoriclasse e Kyoko Takezawa è un’interprete straordinaria.
L’artista ha esibito un virtuosismo mai ostentato che si è particolarmente apprezzato nello scoppiettante fuoco d’artificio della cadenza nella Passacaglia del terzo tempo e nel Presto della Burlesca finale del concerto, mentre nei primi due movimenti l’attenzione era calamitata dalla bellezza di un gesto vigoroso e allo stesso tempo aggraziato.
Molto bene si è comportata l’Orchestra del Teatro Verdi, diretta da Oleg Caetani, nel dialogo artistico con l’artista giapponese.Alla fine il pubblico le ha tributato un vero trionfo – cinque chiamate al proscenio – ribadito poi dopo il bis, in cui la Takezawa ha interpretato una Sonata di Bach.
Dopo un breve intervallo è stata la volta di un grande classico, e cioè la Patetica di Čajkovskij, nientemeno.
E anche in questo caso, nonostante qualche occasionale clangore, il direttore Oleg Caetani è riuscito a trarre il meglio dall’ottima Orchestra del Teatro Verdi.
La sesta sinfonia di Čajkovskij è uno di quei pezzi che coinvolgono particolarmente l’ascoltatore che ne conosce la sofferta genesi e quindi, certo, si è sentita la mancanza di un po’ di calore nell’agghiacciante quarto movimento, ma la circostanza è stata ampiamente riscattata dalla brillantezza – per esempio – del valzer nel secondo.
Alla fine anche in questo caso il pubblico ha tributato un calorosissimo successo all’esecuzione.
Si può affermare quindi che la stagione sinfonica è cominciata nel migliore dei modi, speriamo sia di buon auspicio per il futuro della fondazione lirica triestina.
Il prossimo appuntamento con la stagione sinfonica triestina è per il prossimo venerdì in prima istanza e sabato per il secondo turno. Anche in questo caso, il programma è assai impegnativo e stimolante.

Ludwig van Beethoven

Die Weihe des Hauses op. 124

Ouverture

Christus am Ölberge op. 85

Oratorio per soli, coro e orchestra
Un saluto a tutti, a presto!

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4 risposte a “Partita la Stagione Sinfonica 2012 al Teatro Verdi di Trieste.

  1. pasquale 18 settembre 2012 alle 3:20 pm

    fa sempre piacere leggere quando un teatro migliora sul numero degli abbonamento,poi la musica sinfonica piace tanto ai giovani se si da il modo di ascoltarla

    Mi piace

    • amfortas 18 settembre 2012 alle 4:45 pm

      Pasquale, ciao. Sì l’aumento degli abbonati è decisamente una buona notizia, che credo dia morale allo staff dirigenziale e anche alle masse artistiche, insomma a tutto il teatro. Come ho già scritto nel post, è la prima notizia gradevole da molto tempo.
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  2. CASSANDRO 24 settembre 2012 alle 4:39 pm

    CASSANDRO

    Complimenti! Noto con piacere, Amfortas, che sei già prontissimo a seguire la stagione concertistica.

    La mia inizierà il 30 settembre (Orchestra Sinfonica di Roma) con Turandot in forma di concerto,, eseguita dalla China National Opera House, mentre il 27 ottobre avrà inizio quella dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con “La creazione” di Haydin.

    E allora, dato il clima che stiamo vivendo, immegiamoci un poco nei . . . .

    PREPARATIVI PER IL CONCERTO

    Come formiche lentamente avanzano
    verso i loro posti gli orchestrali,
    i più con i violini che non stancano,
    tenuti come fossero stivali,

    e contrabbassi trascinati a stento.
    Si siedono e viene dato il “la”,
    che vola ora veloce ed ora lento
    fra gli strumenti, e gran sonorità

    trascorre per la sala: sembra quasi
    un lieto e lieve rimbalzar di palla,
    si spezzano e si legano le frasi,

    non si prevale e ognuno fa da spalla.
    All’improvviso, ecco, c’è la stasi
    chè arriva il direttore che non falla.

    Silenzio, batto quattro, e quindi . . . Via! . . .
    s’innalza delle note l’armonia
    di una Suite o d’una Sinfonia.

    (Cassandro)

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    • amfortas 24 settembre 2012 alle 4:55 pm

      Cassandro, sono già in pista da una settimana e infatti sto per pubblicare la seconda mini recensione. Ti invidio molto per la stagione a Santa Cecilia, sia per il programma sia per i direttori impegnati sul podio. E ovviamente grazie per la consueta poesia, che coglie bene quei minuti che precedono l’inizio del concerto.
      Ciao e grazie!

      Mi piace

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