Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il sax di Federico Mondelci incanta al Teatro Verdi di Trieste.

Ho volutamente ritardato la recensione del terzo appuntamento con la stagione sinfonica triestina, per dare spazio all’opera di Ullmann che mi sembrava meritevole di attenzione particolare.
Ecco di seguito la cronaca del concerto, che si riferisce alla serata di sabato scorso.
Grandi emozioni al Teatro Verdi di Trieste per il terzo appuntamento con la stagione sinfonica, che ha visto la scelta di un programma piuttosto inconsueto.
Serata francese, con musiche di Debussy e Ravel, screziata da una forte tinta inglese, quella di Michael Nyman. Numerosi i giovani in sala e credo non sia un caso che, nonostante un trionfale Bolero, a raccogliere il maggiore successo sia stata la splendida esecuzione di Where the bee dances di Nyman, con il sax soprano di Federico Mondelci a ipnotizzare tutti i presenti.

Federico Mondelci

Mondelci, artista poliedrico e virtuoso del sassofono, è stato davvero protagonista di una performance eccezionale durante la quale non si sapeva se ammirare di più le qualità tecniche o quelle meramente fisiche, perché riuscire a tenere fiati così lunghi non è certo da tutti.
Splendida la sua prova anche nella precedente Rapsodie di Debussy e cadeau finale con un bis ancora dedicato al compositore francese, “Syrinx”.
Il pubblico triestino ha tributato all’artista un successo travolgente.
Nella prima parte del concerto, non particolarmente efficace l’esecuzione della danza Sarabande, in quanto le tipiche trasparenze debussiane sono sembrate un po’ soffocate da un volume eccessivo dell’Orchestra del Verdi, ancora una volta in grande spolvero.
In generale comunque il direttore Wayne Marshall mi è parso notevolmente più a suo agio in questo repertorio novecentesco rispetto al Beethoven un po’ ridondante della settimana scorsa.

Wayne Marshall

Se n’è avuta conferma nella seconda parte del concerto, quando Marshall ha proposto una bella lettura di tre celeberrimi brani di Maurice Ravel: in sequenza l’Alborada del gracioso, Le tombeau de Couperin e il Bolero.
Ovvio che il pubblico aspettasse con particolare interesse il brano finale e l’attesa non è andata delusa, perché Marshall ha trascinato l’Orchestra del Verdi a una prestazione eccellente, in cui oltre alla compattezza di suono della compagine triestina si sono evidenziate – una volta di più – le qualità artistiche dei singoli.
Alla fine successo che definirei grandioso per tutti, con Wayne Marshall visibilmente soddisfatto dell’esito di queste settimane di lavoro a Trieste.

Un saluto a tutti, alla prossima.

Claude Debussy
Sarabande, trascrizione per orchestra
Rapsodie, per sassofono e orchestra
Michael Nyman
Where the bee dances, concerto per sassofono e orchestra
Maurice Ravel
Alborada del gracioso
Le tombeau de Couperin
Boléro
Orchestra del Teatro Verdi di Trieste
 
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2 risposte a “Il sax di Federico Mondelci incanta al Teatro Verdi di Trieste.

  1. lapodelapis 3 ottobre 2012 alle 8:08 pm

    a volte a leggerti si sente la musica.

    Mi piace

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