Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Quarto appuntamento della stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: grande interesse per la musica di Eugenio Visnoviz.

Intanto premetto che sono molto soddisfatto per la scelta dei solisti per il prossimo appuntamento – lo Stabat Mater di Rossini – con la stagione sinfonica.
Certo, bisognerà ascoltarli in teatro ma i nomi di Serena Gamberoni, Laura Polverelli, Edgardo Rocha e Luca Tittoto sono già un buon inizio! Senza dimenticare, ovviamente, Gianluigi Gelmetti sul podio.
Per il quarto appuntamento con la stagione sinfonica triestina c’era parecchia attesa e curiosità per l’inserimento, nella prima parte del concerto, di tre composizioni di Eugenio Visnoviz, autore e musicista triestino dimenticato che nella sua breve parabola terrena –morì a solo 25 anni – raccolse parecchi consensi soprattutto come solista di pianoforte.
Bello vedere come il pubblico triestino abbia risposto numeroso all’originalità della proposta, e ancora più soddisfacente per chi scrive notare come sia stata larghissima la partecipazione di giovani e giovanissimi a questa serata.
Evidentemente la politica dei prezzi contenuti – non certo a scapito della qualità – si sta rivelando vincente proprio per quella fascia di spettatori che negli ultimi anni era quasi scomparsa dal teatro triestino.
Nella musica di Visnoviz si colgono gli echi, i colori e le atmosfere di molti dei compositori dell’Ottocento e del primo Novecento, da Beethoven a Strauss, ma il riferimento più preciso sembra Brahms.

Francesco Lanzillotta

Delle tre pagine proposte, eseguite con grande partecipazione dall’Orchestra del Verdi, ottimamente guidata da un attento e vivace Francesco Lanzillotta, mi ha convinto in particolare la Hochzeitmusik per soli archi, di cui ho apprezzato il dinamismo tematico un po’ sfuggente, forse specchio dell’anima di un Visnoviz che le cronache riferiscono piuttosto tormentato.
Meno coinvolgenti mi sono sembrate la Gavotta iniziale e l’Ouverture, caratterizzate forse da un’ispirazione meno originale e una certa leziosità, ma entrambi i pezzi andrebbero risentiti con quella tranquillità di concentrazione che dal vivo è difficile raggiungere. Bisogna tenere presente che la partitura dell’Ouverture è stata ritrovata solo nel 1997 e che questa era la prima volta che si eseguiva.
La seconda parte della serata era dedicata a Brahms e presentava l’attrazione di un solista molto affermato, Rudolf Buchbinder.

Rudolf Buchbinder al Teatro Verdi di Trieste

L’artista non ha deluso le aspettative e ha interpretato in modo vigoroso il magnifico Primo Concerto per pianoforte e orchestra, di cui si conosce la genesi assai contrastata che si sviluppò per più di un decennio, tra ripensamenti, modifiche e anche giudizi impietosi del pubblico, con tanto di fischi e contestazioni nel 1859, a Lipsia.
Come spesso succede il compositore era semplicemente “avanti” rispetto ai gusti del pubblico e solo il tempo ha reso giustizia a questa composizione così particolare, in cui l’orchestra sembra spesso quasi soffocare il pianoforte.
Buchbinder, ben supportato da Lanzillotta, ha dato una lettura scabra e allo stesso tempo vigorosa e coinvolgente di questa pagina, raccogliendo un grande successo personale dal numeroso pubblico triestino che ha manifestato comunque notevole gradimento per tutta la serata.
Da sottolineare ancora una volta la buona prestazione dell’Orchestra del Teatro Verdi – eccellenti gli archi, in grande evidenza –  in attesa di poter risentire anche il Coro nel prossimo appuntamento rossiniano.

Un saluto a tutti, a presto!

 

PROGRAMMA

Eugenio Visnoviz

Gavotta e Musette per Orchestra, prima esecuzione moderna
Hochzeitsmusik 1931 per archi
Ouverture in la minore, prima esecuzione mondiale
   

Johannes Brahms

Primo Concerto in re minore per pianoforte op. 15
   
Direttore Francesco Lanzillotta
Pianoforte Rudolph Buchbinder
   

Orchestra del Teatro Verdi di Trieste

 

 

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2 risposte a “Quarto appuntamento della stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: grande interesse per la musica di Eugenio Visnoviz.

  1. Megacle 8 ottobre 2012 alle 7:04 pm

    Compositore che non conoscevo nemmeno di nome questo Visnoviz, ignorato anche da Youtube…certo fa pensare che sia morto alla mia età O.O

    Mi piace

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