Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Iolanta di Čajkovskij a Lubiana (Ljubljana): Anna Netrebko superstar.

Mi attende un novembre particolarmente intenso durante il quale dovrò confrontarmi con tre pietre miliari della lirica. Nell’ordine: Otello di Giuseppe Verdi, Tristan und Isolde di Richard Wagner nell’orrida Venezia e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini qui a Trieste. Roba forte.
Nel frattempo devo rendere conto in modo un po’ spensierato di un’altra serata.
Nei miei pellegrinaggi operistici ogni tanto mi sposto all’estero – meno spesso di quanto vorrei, ahimè – e lo scorso 30 ottobre sono stato nella vicina Lubiana (per me, ovvio, da Trieste è un’ora di macchina) per sentire un’opera che considero splendida ma che non è certo tra le più rappresentate: la magnifica Iolanta di Pëtr Il’ič Čajkovskij, presso la locale Cankarjev dom, che è un centro culturale polifunzionale all’interno del quale c’è una sala da concerto abbastanza grande.

Sala Gallus nella Cankarjev dom.

Al di là della rarità dell’esecuzione, l’interesse principale era per la protagonista Anna Netrebko, soprano di fama planetaria che suscita discussioni spaventose tra i melomani, che di solito finiscono a insulti: alcuni la considerano straordinaria sempre e comunque, altri ritengono che se non fosse di bell’aspetto non avrebbe mai calcato un palcoscenico e chi ne parla bene è un minus habens prezzolato e schiavo delle multinazionali del disco. O venduto tout court. Ma anche varie&eventuali in una configurazione laocoontica di epiteti sgradevoli.
Io preferisco ascoltare e valutare di volta in volta e non regalo preventivamente patenti di santità né auspico precoci discese nell’averno a nessuno, si vede che sono strano in un mondo, quello dei melomani, che fa della stranezza una specie di manifesto d’intenti.

Anna Netrebko e Sergej Skorohodov.

Detto questo, nel pieno esercizio del mio mestiere di rappresentante della centrale del consenso, annuncio vobis che la Netrebko è stata magnifica in un contesto complessivamente discreto, ma non certo straordinario soprattutto per quanto riguarda l’Orchestra Filarmonica Slovena (imprecisa a voler essere generosi) e il direttore Emmanuel Villaume, che soprattutto nel finale – ma non solo – ha buttato tutto in caciara facendo un fracasso notevole.
Coro non male, soprattutto per quel che riguarda la parte femminile perché nel loro breve intervento i maschi non si sono coperti di gloria.
Se la sono cavata decentemente il noto basso Vitalij Kovaljov (René) – il penultimo Wotan della Scala, per intenderci – che non è certo un mostro di finezza interpretativa e il baritono Lucas Beachem (Robert), voce importante e ben timbrata, mentre il tenore Sergej Skorohodov nell’ingrata parte di Vaudemont è arrivato stremato alla fine dopo aver penato nella sua aria e ancora di più nel duetto, tanto che ho seriamente pensato che gli pigliasse uno sturbo perché era rosso come un cocomero in viso.

Anna Netrebko al centro, alla sua sinistra il direttore Emmanuel Villaume.

Si sono comportati degnamente tutti gli altri: Vladislav Sulimski (Ibn Hakia), Dzun Ho Ju (Almérih), Luka Debevec Mayer (Bertrand), Monika Bohinec (Marta), Theresa Plut (Brigitte) e Nuska Rojko (Laura).
Nella stessa “formazione tipo” questa Iolanta ha girato e girerà l’Europa. Infatti, dopo questa prima tappa slovena la compagnia si esibirà (anzi, credo abbiano già cantato) in Germania, in Olanda, in Francia.
La Netrebko è sembrata in serata eccellente e solo nella prima ottava ho sentito la voce – di colore bellissimo, credo con pochi paragoni oggi – un po’ sorda.
Per il resto mi sono meravigliato molto non tanto degli acuti, grandi, penetranti, lucentissimi quanto che per la prima volta ho visto la Netrebko non avere problemi di respirazione e intonazione, palesi in altre circostanze (Anna Bolena in primis, anche nella prima e più riuscita esibizione viennese). Soprattutto ho visto un’interprete partecipe, emozionante, insomma un’artista profondamente diversa da alcune esibizioni degli ultimi anni con l’eccezione della grandiosa Mimì della Scala, che ho avuto modo d’ascoltare in registrazione.
Che sia, anche, una questione di lingua, oltre che ovviamente di repertorio? Nella recente Adina era terribile, non so se qualcuno l’ha sentita.
Successo epocale, davvero, anche tolta la tara delle molte persone che hanno applaudito il mito più che la cantante. Un delirio.
Lei si gode il trionfo, com’è giusto, saluta e ringrazia con una certa sobrietà: ci sono soprani che alla fine per quattro applausi in croce si stendono sul palcoscenico e fingono malori e svenimenti in pose da diva del muto.
Bel pubblico cosmopolita: ovviamente sloveni, ma molti austriaci e francesi, qualche italiano. Addirittura una mezza dozzina di triestini, fatto più unico che raro. Tantissimi giovani. Prezzi da manicomio, non tanto per i 65 euro di diciamo, una specie di galleria, ma soprattutto per il restante 3/4 del teatro: da 145 a 195 euro. Eppure i biglietti erano assolutamente introvabili e il teatro sold out ampiamente, con molti spettatori che si sono seduti su seggiolini di fortuna.
Chissà che non voglia dire qualcosa, nel senso che magari si può uscire dalla solita solfa Tosca-Traviata-Butterfly? E anche senza la Netrebko e in forma di concerto, direi.
Boh.

Le foto sono di Lorenzo Cosoli, uno dei triestini itineranti, perché io mi sono scordato a casa la reflex. Mannaggia.

Un saluto a tutti, alla prossima.

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18 risposte a “Iolanta di Čajkovskij a Lubiana (Ljubljana): Anna Netrebko superstar.

  1. Giuseppe sottotetti 8 novembre 2012 alle 8:01 am

    La Iolanta è un vero capolavoro! L’ho vista per caso in tv su Mezzo, una diretta dal teatro reale di Madrid che penso verrà prima o poi messa anche su DVD ufficiale. E’ una musica molto intensa, il miglior Cajkovskij immaginabile. Forse è stupido cercare sempre dei riferimenti all’omosessualità in opere di autori gay, però… il futuro sposo che non vuole unirsi a Iolanta e che vive con sollievo il fatto che l’amico fraterno prenda il suo posto fa pensare (anche nella Dama di Picche la povera Lisa è un paravento, la vera passione di Herrmann è un’altra persona, la vecchia)

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    • amfortas 8 novembre 2012 alle 6:04 pm

      Giuseppe ciao, e scusa il ritardo nella risposta. Non saprei se Iolanta sia il miglior Cajkovskij ma sicuramente è musica di grande impatto emozionale. Per quanto riguarda l’omosessualità, la biografia e in particolare le vicende del matrimonio del Nostro parlano chiaro e c’è poco altro da aggiungere 🙂
      Ciao e grazie!

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  2. Iris 8 novembre 2012 alle 8:37 am

    Hai scritto: “Io preferisco ascoltare e valutare di volta in volta…”. Guarda che non e’ da tutti. Ed e’ per questo che io sono una tua FAN!!!!
    Bravooooo!!!!
    Irina

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  3. Silver 8 novembre 2012 alle 10:01 am

    Contrariamente all’opinione della tua groupie iris, la verità è che tu, …………….siete tra i responsabili della diffusione del circo più becero nella nobilissima Arte del Canto.

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  4. Silver 8 novembre 2012 alle 10:05 am

    E aggiungo anche i volgari …………… La lista comprende anche Operaclick e tutta la stampa più o meno ufficiale che si occupa di opera.

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  5. amfortas 8 novembre 2012 alle 12:23 pm

    In generale gli insulti sono ammessi solo se riferiti alla mia persona, quindi ho provveduto a cancellare alcuni riferimenti a terzi.
    IRIS, ti chiedo scusa io per l’acefalo Silver, al quale ho tolto la possibilità di ricommentare.
    Non mi era mai successo di escludere qualcuno dalla discussione, e sì che scrivo di lirica in Rete da molti anni.

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  6. Paolo Locatelli 8 novembre 2012 alle 1:01 pm

    Accidenti, mi spiace essermela persa, anche perchè sono innamorato della Netrebko dai tempi della Traviata di Decker…ma solo perchè è bella, sia chiaro, e io sordo e insensibile all’Arte del Canto Professionale ;-). In ogni caso in che date hai in programma Otello e Tristan? Io ci vado il 20 e il 25…poi dovrei esserci anche alla prima del Barbiere, salvo imprevisti. Qui o là ci vedremo. Un saluto!

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  7. amfortas 8 novembre 2012 alle 1:47 pm

    Paolo, sì immagino che tu sia attratto dalla Netrebko solo per quei motivi…ma oggi, sai, non è neanche più così outstanding, anzi. Vabbè 🙂
    IO sono a Venezia il 13 per l’anteprima per la stampa di Otello, il 18 per la prima del Tristan e credo per la prima rossiniana. Probabilmente, ma non ne sono sicuro, del Barbiere vedrò anche il cast alternativo.
    Dai, che ci becchaimo in qualche modo.
    Ciao!

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  8. pasquale 8 novembre 2012 alle 5:55 pm

    sono contento per la Netrebko,sono sempre convinto,che nel repertorio russo dia il meglio di sè

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  9. alucard4686 9 novembre 2012 alle 1:48 pm

    Cavolo. Se avessi saputo di questa occasione, non me la sarei persa ! Nel bene e nel male, avrei voluto ascoltare la Netrebko dal vivo.
    P.S. Anche io forse ci sarò al cast alternativo del Barbiere 😉

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  10. amfortas 9 novembre 2012 alle 4:34 pm

    Alu, sarai sul palco vero? 🙂 Che fai? Fiorello? O Ambrogio? A parte gli scherzi, peccato per la Anja, sarà dura rivederla a pochi km da Trieste…
    Ciao!

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  11. daland 11 novembre 2012 alle 2:13 pm

    Sì, la Iolanta è un (quasi) capolavoro. Ed evidentemente la bella Anna ci si trova a meraviglia, come in Mimì.
    Farò anch’io un paio di nuotate in laguna, per Otello e Tristan. Che Chung ce le mandi buone!
    Ciao!

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  12. amfortas 11 novembre 2012 alle 5:42 pm

    daland, ciao, Sì sì, sentiremo Chung e che ce la mandi buona anche Kunde! 🙂

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  13. Pingback:Recensione seria di Iolanta di Čajkovskij, ultima fatica discografica di Anna Netrebko. | Di tanti pulpiti.

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