Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

I Masnadieri di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice di Venezia: incursione semiseria in cui si indagano, tra le altre cose, i tesi rapporti tra Giuseppe Verdi e i critici della perfida Albione. E tutto questo solo per scrivere un titolo lungo a un post che, di per se stesso, non è per niente interessante.

Le recite del Corsaro al Verdi di Trieste sono ancora in corso, ma il critico semiserio e pellegrino è atteso nell’orrida Venezia, che spero mi faccia almeno la cortesia di non presentarsi imbiancata, per un’altra opera degli anni di galera di Verdi: I Masnadieri, dopo che nella città lagunare, per onorare l’anno del bicentenario verdiano e wagneriano sono già stati allestiti l’Otello e il Tristan und Isolde.
Urge quindi un piccolo approfondimento, centrato più che altro sui cantanti primi interpreti al debutto, che avvenne in trasferta a Londra il 22 luglio 1847, nella prestigiosissima sala dell’Her Majesty’s Theatre.her-majestys-theatre
La genesi dell’opera fu, anche in questo caso, piuttosto contrastata e segnata sin dall’inizio dalla sfortunata circostanza che il tenore Gaetano Fraschini (il Corrado del Corsaro, tra le altre cose) si rese indisponibile per la parte di Carlo Moor. Verdi non la prese benissimo, ma l’occasione si presentava straordinariamente favorevole dal punto di vista economico e sappiamo che il Compositore era sensibile a questi stimoli.
Nella vicenda, a complicare le cose, entrarono anche le rivalità tra gli impresari dei teatri londinesi che iniziarono uno snervante gioco di veti e controveti sui cantanti che avevano sotto contratto. Nomi importanti, a quei tempi: Jenny Lind, il tenore Mario (De Candia), il contralto Marietta Alboni, Luigi Lablache e altri ancora. Un groviglio inestricabile di cui sarebbe davvero difficile dare una compiuta descrizione.
Come se non bastasse, la critica togata più autorevole nella perfida Albione era follemente innamorata di Gioachino Rossini e non voleva saperne di avallare le qualità artistiche di un altro italiano, nonostante il pubblico avesse amato Ernani che era stato allestito un paio d’anni prima.
Ovviamente a questa torta mancava la ciliegina. Ci pensò Verdi, che probabilmente infastidito da tutte le polemiche e difficoltà manifestò più volte in modo violento e fastidioso il suo odio per il clima londinese.

A Londra non sto male, ma ho sempre paura che mi salti addosso qualche malanno.

Nonostante tutte queste inquietanti premesse l’opera, che è tratta da un dramma di Friedrich Schiller (Die Räuber), raccolse un grande successo che però fu il classico fuoco di paglia, tanto che da allora le riprese sono state così poche che I Masnadieri si disputano, con Alzira e Il Corsaro, il poco prestigioso titolo di opera di Verdi meno rappresentata.
La critica inglese sparò ad altezza d’uomo, ecco di seguito un breve florilegio:

Noi riteniamo che questa sia la peggiore opera data nella nostra epoca al Her Majesty’s Theatre, Verdi è finalmente respinto. (Henry Fothergill Chorley)

L’opera è così rumorosa che sembra la Legge contro gli assembramenti, dal momento che disperde tutti fino al balletto. (James William Davison)

Potrei continuare, ma per rispetto verso gli Inglesi mi fermo qui. Dopotutto all’Inghilterra dobbiamo i Pink Floyd e i King Crimson e quindi se anche i critici di metà Ottocento non capivano una cippa, pazienza (strasmile)!
Ma veniamo al cast della prima, che era così composto:

  • Massimilano, Conte di Moor (primo basso), Luigi Lablache
  • Carlo Moor, (primo tenore), Italo Gardoni
  • Francesco, (primo baritono), Filippo Coletti
  • Amalia, (primadonna soprano), Jenny Lind
  • Arminio, (tenore comprimario), Leone Corelli
  • Moser, (basso comprimario), Lucien Bouché
  • Rolla, (secondo tenore), sconosciuto

Massimilano Moor

Che dire di Luigi Lablache, cantante mitico? Meglio far parlare le testimonianze dell’epoca e cominciamo subito con questo carico da undici:
Era artista nell’anima, scolaro di se stesso, creato dalla Natura per le scene come Raffaello per dipingere e Canova per iscolpire.

Luigi Lablache

Luigi Lablache

Mica male, direi. Di lui si sa che era un folle collezionista di tabacchiere, ne aveva di ogni foggia, alcune di bruttezza inaudita. Incredibile l’aneddoto dell’arresto. L’artista rispose a una domanda dello Czar Nicolò, mentre entrambi stavano passeggiando: non si poteva parlare allo Zar e due zelanti questurini l’imprigionarono a insaputa del potentato. Alla sera avrebbe dovuto cantare e solo di fronte al sipario chiuso lo zar fu messo al corrente dell’equivoco e lo liberò. Fu un trionfo.
Vanta la creazione di ruoli in opere di Bellini e Donizetti, oltre che appunto di Verdi. Sembra mangiasse come una bestia e che raggiunse proporzioni gigantesche, si vede che all’epoca – al contrario di oggi, evidentemente – non contava molto la linea, che posso dire (smile).

Carlo Moor

Italo Gardoni

Italo Gardoni

La parte fu affidata al venticinquenne Italo Gardoni, tenore dal rendimento incostante. Fu uno scarso Elvino nella Sonnambula di Bellini e un eccellente Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Donizetti ma sembra che fosse un bell’uomo. Scrive infatti l’esecrato Chorsey di cui sopra abbiamo letto una perla critica sui Masnadieri:

Per mezzo della sua attrattiva di persona e di voce, sebbene quest’ultima si rivelò un po’ debolina, fece di più di quanto ci si potesse aspettare per riconciliare il pubblico della perdita del Signor Mario De Candia.

Gardoni cantò parti che oggi sono quasi ineseguibili, peraltro, quindi così scarso non poteva poi essere: Masaniello nella Muette de Portici di Auber, Robert de Diable di Meyerbeer. Era presente con continuità nei cartelloni a Londra e a Parigi.

Francesco Moor

Baritono rinomatissimo, questo Filippo Coletti, che

Filippo Coletti

Filippo Coletti

per arrivare a tanta altezza è indubitato che non cessò di studiare con costanza a tutte prove: per cui osservossi mai sempre con la massima meraviglia la facilità con cui eseguisce le parti più difficili, sì drammatiche che d’agilità, la straordinaria estensione della forte sua voce, e il colorito tanto indispensabile nei varii caratteri della musica. Forse l’unico artista che possa gloriarsi di possedere tante preziose doti, doti che non si debbono alla natura, ma anche alla perserveranza e alla assiduità dello studio. La facilità con cui vocalizza, fa sì ch’ei conservi mai sempre un’intonazione perfetta, porgendo all’uditorio il timbro della voce sempre uguale, sempre sonoro, e senza paragone. Di nobile ed alta staura, rade volte si vide dalle scene una più bella persona.

Meco meco…mecomplimento!

Amalia

Beh, qui siamo proprio al mito più assoluto! Jenny Lind, L’usignolo di Svezia, nientemeno. Un soprano per la quale persino Verdi, per l’occasione, abbandonò la sua proverbiale severità tanto da lasciarle decidere le cadenze: un fatto inaudito.

Jenny Lind

Jenny Lind

Mah, mica sembra brutta no? Eppure, continuando la tradizione di bruttezza che vede Marianna Barbieri-Nini in prima fila, l’amico di Verdi, Emanuele Muzio, la descriveva così:

Era solenne e piuttosto brutta, le abbisognavano più prove degli altri cantanti perché non è portata per l’italiano e aveva mani e piedi grandi, un naso enorme e qualche cosa di nordico che la rende ai miei occhi antipatica.

Invece, dal punto di vista artistico la considerava in altro modo:

Un’artista in tutta l’estensione del termine. Il suo trillo è inarrivabile: ha un’agilità senza pari, e generalmente per far udire la sua bravura di canto pecca in fioriture, in gruppetti, in trilli, cose che piacevano nel secolo passato, ma non  nel 1847.

Direi proprio che – si parva licet – la Joan Sutherland di questa aria (Tu del mio Carlo al seno) dai Masnadieri ne diede (anche per la bruttezza, povera Joan, RIP) un ritratto assai somigliante.

La Lind non cantò mai in Italia, preferendo i più lucrosi contratti inglesi, austriaci e tedeschi, mentre con i francesi, che non le tributarono il successo che secondo lei meritava, non volle avere nulla a che fare dopo una sfortunata recita.
Non è bello da scrivere ma cantò anche nel Circo Barnum, forse esibendosi, chi lo sa, tra un nano e un mangiafuoco (strasmile).
Segnalo che la serata di venerdì 18 sarà trasmessa su RADIO3, alle ore 19 e qui potete trovare la locandina, il libretto e la trama dell’opera.
Pensate un po’, mentre voi starete a casa vostra al calduccio, io sarò in una città ostile, di ladroni attorniato, al delitto incatenato, reietto dalla terra e maledetto dal Ciel (strasmile).
Un saluto a tutti, alla prossima, che presumibilmente sarà per la recensione semiseria dello spettacolo, credo sabato.

Advertisements

6 risposte a “I Masnadieri di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice di Venezia: incursione semiseria in cui si indagano, tra le altre cose, i tesi rapporti tra Giuseppe Verdi e i critici della perfida Albione. E tutto questo solo per scrivere un titolo lungo a un post che, di per se stesso, non è per niente interessante.

  1. Amfortas 16 gennaio 2013 alle 5:33 pm

    Marina, puoi dirlo forte, piace tanto anche a me.
    Ciao e grazie per la costanza con la quale mi segui 🙂

    Mi piace

  2. elena 16 gennaio 2013 alle 10:30 pm

    Città ostile… di ladroni attorniato… Ma vai alla Fenice o a Montecitorio?

    Mi piace

  3. alucard4686 17 gennaio 2013 alle 6:22 pm

    Io sono tentato, perché avrei la possibilità di avere un biglietto a 10 euro…

    Mi piace

  4. Amfortas 17 gennaio 2013 alle 6:33 pm

    Alu, sì so che ci sono promozioni notevoli. Se vuoi un consiglio per 10 euro io ci andrei di corsa solo per la Agresta.
    Nel caso, fammi sapere, ciao 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: