Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Un inaspettato Attila al Teatro Verdi di Trieste e il profumo della Mitteleuropa in un libro di Gianni Gori.

Qui Xing Like, il tenore cinese scelto per la parte di Foresto. La registrazione è del 2011 e si riferisce proprio a “Qui qui sostiamo” e “Cara patria” dall’Attila di Giuseppe Verdi.

La pioggia insistita e fastidiosa di quest’ultimo mese ha avuto anche qualche effetto positivo.
Evidentemente, in terra sconsacrata, è germogliato da qualche parte un finanziamento per l’allestimento di un’ulteriore opera lirica al Teatro Verdi di Trieste. Chissà, in un buio sottoscala del palazzo della Regione o tra le pieghe di qualche bilancio deve essere saltato fuori qualche bocciolo di euro, che devo dire (smile).
Così, il sovrintendente Claudio Orazi, che da tempo pratica la rabdomanzia pecuniaria con la bacchetta di qualche direttore d’opera (forse quella mitica di De Sabata!), si è precipitato sul posto, ha colto la piantina e l’ha fatta amorevolmente crescere sul terrazzo di casa. Il risultato è che questo mese (21, 23, 25 giugno) assisteremo all’Attila di Giuseppe Verdi, sperando che non porti sfiga e che smentendo la fama del barbaro condottiero anche dopo continui a crescere…l’erba miracolosa.11268024-albero-denaro-astratto-con-simbolo-dell-39-euro-isolato-su-bianco
Siccome io, per carattere, devo trovare sempre qualcosa di negativo, noto che le date delle recite sono concomitanti a quelle della Madama Butterfly alla Fenice di Venezia, programmata da tempo. Ma forse non si poteva fare diversamente per questioni che non conosco.
Comunque va un plauso pubblico allo staff dirigenziale del Verdi da un lato, e dall’altro risuona altissima e inevitabile la consueta pernacchia a chi costringe la Cultura a finanziarsi con le risorse che avanzano, rendendo di fatto impossibile una programmazione seria.
Dirigerà l’opera verdiana il M° Donato Renzetti, mentre l’allestimento è affidato alla regia di Enrico Stinchelli, una delle due voci della popolare trasmissione radiofonica “La Barcaccia”. Le scene saranno curate da Pier Paolo Bisleri ed ecco qui un bozzetto.PROGETTO ATTILA 1
I cantanti che parteciperanno a questa produzione non sono ancora stati ufficializzati (anche se qualcosa è trapelato) perciò preferisco evitare anticipazioni gossipare.
Nei prossimi giorni prometto (e se non manterrò, pazienza) la solita divulgazione semiseria sull’opera qui su Di Tanti Pulpiti.
Nel frattempo, Gianni Gori, una delle personalità culturali più vivaci di Trieste, ha presentato il suo ultimo libro, “Il vero Requiem di Mozart”.NZO
Come sempre bisogna rallegrarsi quando è dato alle stampe un libro in cui la musica lirica è protagonista o almeno pretesto per raccontare una storia. In questo caso, alcuni racconti, attraversati dal fil rouge della passione per la musica tout court.
Protagonisti delle novelle – o capricci, come giustamente li definisce Donato Renzetti nella prefazione – sono personaggi bizzarri, tragicamente comici eppure quasi sempre dignitosi perché mantengono un decoro che non li rende macchiette, che vivono storie anche drammatiche stemperate però da una notevole dose di umorismo e leggerezza. Storie che si dipanano scoppiettanti anche sullo sfondo di un mondo – quello autenticamente mitteleuropeo – che non c’è più e diventa quasi un luogo dell’anima, ricordato con un sorriso amarognolo di rimpianto. Rimpianto per un mondo in cui la lingua (croata, tedesca, slovena, ungherese, italiana) non era certo un ostacolo insormontabile perché espressione di una civiltà culturale mesmerizzante, una specie di esperanto. Nella narrazione si colgono anche spunti autobiografici, alcuni scoperti e palesi come nel “Tesoro di Quickly” di cui lo stesso Gori ha detto:

Una storia che mi è molto cara, molto famigliare, perché adombra un po’ la storia di mio nonno, che essendo venuto in licenza dopo 40 mesi al fronte in Russia, aveva disertato dall’esercito austriaco, e in attesa che la guerra finisse, nascosto in casa, di notte usciva per riparare i forni del pane, finché la guerra finì e tornò alla luce del sole.

Kozlovich_Gianni_Gori Altre suggestioni biografiche sono meno evidenti, ma sono certo che di professori tromboni come Alberto Alpante, protagonista del “Vero Requiem di Mozart”,  o di tenori in crisi psicologica l’Autore abbia avuto esperienza diretta.
Ovviamente il melomane andrà in brodo di giuggiole nel riconoscere la miriade di citazioni operistiche che si trovano nel testo, che in qualche punto addirittura si fanno dialogo, un po’ come si usa tra appassionati.
Lo stile di Gianni Gori è quello di sempre: colto, rigoroso nelle citazioni, ma allo stesso tempo brillante e pervaso da una sottile ironia (quando non da un fulminante sarcasmo) che rende la lettura piacevole.
Dal mio punto di vista la pubblicazione di un libro di questo tipo vale di più di un centinaio di tavole rotonde sull’eccellenza della cultura italiana, per dirla tutta e facendo ricorso a quel sano cinismo triestino che accomuna l’Autore e chi scrive.
Il volume, che potete trovare qui ma non solo è impreziosito da dodici tavole dell’artista udinese Ivan Stefanutti, scenografo, costumista, illustratore e autore anche del bozzetto in copertina.
Un saluto a tutti, alla prossima!

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17 risposte a “Un inaspettato Attila al Teatro Verdi di Trieste e il profumo della Mitteleuropa in un libro di Gianni Gori.

  1. enrico 3 giugno 2013 alle 8:53 am

    Carissimo ritengo molto interessante la proposta Attila. Mi duole però che la Sovrintendenza perseveri nel non comunicare il cast. Lo spettatore esige di sapere da chi l’opera sarà cantata prima di comperare il biglietto e non a scatola chiusa

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  2. Amfortas 3 giugno 2013 alle 9:22 am

    Enrico, hai ragione. L’unica attenuante – e potrebbe essere decisiva – è la necessità di “improvvisare” tutto a causa delle note vicende legate ai finanziamenti.
    Credo che la priorità, oggi, sia avvertire tutti (dai media agli appassionati) che ci sarà un Attila a Trieste.
    Fidati di quello che ti dico, è un Attila last minute 🙂

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    • enrico 3 giugno 2013 alle 11:22 am

      Spero non un Attila “saldo” di fine stagione!
      Sarebbe un vero peccato sciupare una tale occasione offrendo al pubblico uno spettacolo raffazonato all’ultimo momento solo perché bisogna fare qualcosa.
      E’ meglio poco ma buono

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  3. Amfortas 3 giugno 2013 alle 11:29 am

    Enrico, dubito fortemente che una produzione che impegna Renzetti, Stinchelli e Bisleri sia un “saldo di stagione”. L’allestimento e i cantanti potranno piacere o meno, ma credo che si farà il possibile per offrire uno spettacolo di livello.
    Ciao.

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  4. don jose' 3 giugno 2013 alle 4:15 pm

    al termine di una bella GIOCONDA a Parigi, ho saputo dall’Alvise Badoero (al secolo Orlin Anastassov) che verrà lui a cantare Attila a Trieste, insieme a suo fratello(baritono) che farà Ezio…..pero’,mancano meno di 20 giorni alla prima ed ancora non sappiamo nulla….no comment!!!

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    • Amfortas 3 giugno 2013 alle 4:32 pm

      don José, ciao 🙂
      Sì, in effetti i due Anastassov dovrebbero cantare le parti gravi dell’Attila, mentre Odabella sarà – al netto di cambiamenti – Anna Markarova, che credo sia un soprano dell’ensemble del Teatro Mariinskij. A me risultava, inoltre, che nella parte di Ezio ci fosse Devid Cecconi, ma forse è cambiato qualcosa. Non so nulla del tenore, almeno per il momento.
      Ci vediamo, ciao!

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  5. Furio P. 4 giugno 2013 alle 4:00 pm

    Le altre date, fuori da Trieste, come dal sito VivaTicket
    dal 02/07/13 al 04/07/13 Piazza Duomo Udine (UD)
    il 09/07/13 Piazza Del Ferro Gemona Del Friuli (UD)
    il 11/07/13 Piazza Indipendenza Latisana (UD)
    il 17/07/13 Piazza Xx Settembre Tolmezzo (UD)
    dal 20/07/13 al 22/07/13 Piazza Del Capitolo Aquileia (UD)
    Sarà vero?
    Furio

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  6. Amfortas 5 giugno 2013 alle 8:13 am

    Alu, grazie dell’addendum :-), ciao, spero di vederti alla prima 🙂

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  7. alucard4686 6 giugno 2013 alle 9:25 am

    Lo spero anche io ! 🙂 L’11 vado a caccia del biglietto. Farai qualche intervista succulenta?

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