Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

In attesa di Attila al Teatro Verdi di Trieste: la prolusione all’opera di Enrico Stinchelli, varie & eventuali (per tacere di Pavarotti e Battiato).

Cliccando qui potete accedere all’audio dell’intervista che ho fatto per OperaClick  a Enrico Stinchelli.

In apertura do spazio a Enrico Stinchelli, che della produzione dell’Attila a Trieste sarà il regista. Lunedì prossimo alle 18, presso il Ridotto del Verdi, terrà la prolusione all’opera, che io immagino (e spero) si svolgerà con modalità un po’ meno ingessate del solito.

Mettiamola così: siccome è previsto un caldo apocalittico e l’età media degli spettatori autoctoni è pericolosamente vicina al secolo, l’occasione è ghiotta per godersi l’aria condizionata della sala Victor de Sabata.  Più che una prolusione, un presidio medico chirurgico, quindi (smile).Stinchelli regia
Non solum sed etiam – c’è sempre una notizia buona e una cattiva – ci sarò anch’io.
Come se non bastasse ho letto ieri sul nostro quotidiano – Il Piccolo – che a fine ottobre di quest’anno il Teatro Verdi ospiterà una prima un po’ particolare.
Si tratta di un omaggio, credo si possa definire così, alla cosmonauta russa Valentina Tereshkova, la prima donna a essere lanciata nello spazio, il 16 giugno 1963.USSR_14_
Sarà un’opera lirica, seppure in senso lato? Non saprei. Per certo i nomi coinvolti nell’iniziativa sono importanti. La musica sarà scritta da Franco Battiato (al quale va la mia riconoscenza eterna almeno per “La cura”, ma non solo) e interpretata da Ottavia Fusco. L’Orchestra del Teatro Verdi avrà sul podio nientemeno che Carlo Boccadoro, personaggio e compositore notevolissimo e singolare.
Ne riparleremo meglio e più ampiamente al momento giusto.
Le righe che seguono scompariranno tra qualche secondo, quindi leggete con attenzione:

Amfortas pensa che quella di cui sopra sia un’operazione interessante senz’altro, ma che con ogni probabilità serve soprattutto ad aumentare il numero delle alzate di sipario e quello delle nuove produzioni, fondamentale per accrescere i contributi del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo). Non ditelo in giro, però.

Per tornare all’Attila, che ricordo sarà in scena il 21, 23 e 25 giugno, vale la pena spendere due parole su di una singolarità dell’opera e, in particolare, sulla parte tenorile.
Il “creatore” del ruolo di Foresto fu Carlo Guasco ma la curiosità riguarda un altro tenore che riprese la parte a Milano, nel 1847, il celeberrimo Napoleone Moriani noto anche come “il tenore della bella morte”.Napoleone_Moriani_by_Joseph_Kriehuber

L’Artista chiese a Verdi un’aria alternativa per Foresto e fu accontentato. Alla Scala – riferiscono testimoni dell’epoca – fu applaudito furiosamente. Del tutto ininfluente il fatto che il divo, assai sensibile al richiamo del denaro – non per nulla il detto pecunia non olet è un evergreen – si vendette l’autografo verdiano.
Comunque, nel 1977 Luciano Pavarotti registrò l’aria con l’Orchestra della Scala di Milano, guidata da Claudio Abbado.
Eccola qui:

Un saluto a tutti, alla prossima.

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14 risposte a “In attesa di Attila al Teatro Verdi di Trieste: la prolusione all’opera di Enrico Stinchelli, varie & eventuali (per tacere di Pavarotti e Battiato).

  1. alucard4686 16 giugno 2013 alle 12:31 pm

    Non ho mai assistito a una prolusione-tipo a Ts, ma se quella che farà Stinchelli è sulla scia di quella che ha fatto per la Lucia a Udine, ti assicuro che sarà tutto tranne noiosa 🙂

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    • Amfortas 16 giugno 2013 alle 6:00 pm

      Alu, ciao. Sai sul discorso prolusioni si potrebbero fare considerazioni interessanti. In generale ritengo che l’opera lirica vada svecchiata sotto ogni punto di vista, soprattutto da quella specie di sacralità di cui sovrabbonda. Più volte ho detto e scritto che i primi a dare l’esempio dovrebbero essere i cantanti, anche nei gesti semplici come il ringraziare il pubblico. Certe scene (sia chiaro, a mio parere…) di soprani che si genuflettono al proscenio in stile Duse mi fanno ridere. Insomma cose che appartengono a un passato che non c’è più. E tutto può essere fatto senza che l’opera lirica sia banalizzata. Vale anche per le prolusioni. Spesso le conferenze sono noiose perché i relatori non sanno attirare l’interesse del pubblico e si limitano a ripetere quello che hanno letto poche ore prima sui sacri testi e a qualche ascolto, di solito risalente a una presunta età dell’oro della lirica che non è mai esistita se non nella testa di chi pensa che ci sia stata.
      Stinchelli, che ha come tutti 1000 difetti – e tu sai che io non sono certo tenero nei suoi confronti, nei serrati dialoghi su OC -, sa tenere desta l’attenzione. Ora, la domanda è: il pubblico più legato alla tradizione capirà? Boh. Lo scopriremo domani!
      Ciao, ci vediamo 🙂

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  2. principessasulpisello 16 giugno 2013 alle 3:56 pm

    La Tereshkova salverà l’opera dalla bancarotta?

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  3. don jose' 16 giugno 2013 alle 5:30 pm

    caro amfortas, mi chiedo e ti chiedo: è corretto, o quantomeno eticamente concedibile, che un critico musicale faccia le regìe e continui a criticare le regìe altrui dal suo pulpito privilegiato? grazie.

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    • Amfortas 16 giugno 2013 alle 6:14 pm

      don José, ciao. Credo si debba valutare caso per caso e capire se anche nella critica più aspra ci sia buonafede. Certo, messa giù dura si potrebbe dire che ci sia, nel caso di Stinchelli, una specie di conflitto d’interessi. Lo stesso conflitto, però, si potrebbe prefigurare nei confronti di quei critici che approntano il libretto di sala per i teatri e poi recensiscono gli spettacoli, solo per fare il primo esempio che mi passa per la testa. I principi prescindono dagli interessi in gioco, no?
      Quindi io ribadisco che la strategia migliore è valutare di volte in volta. Quanto all’etica, l’unica che riconosco valida è la mia 🙂
      Cioa, anche con te ci vediamo presto.

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  4. gabrilu 26 giugno 2013 alle 4:56 pm

    Battiato.
    Battiato?
    Battiaaaato?!
    Battiatooooo?!
    Bat-ti-a-toooooo?!?!?
    Oh marunnuzza mia, Santa Rosalia salvaci tu.
    Ecco, avfrei un’ideuzza: non ve lo potreste prendere in carico voi del civilissimo e culturalissimo Nord? Potreste dargli chessò, una cittadinanza onoraria, ricoprirlo d’oro, insomma prendetevelo, per favore, dategli tutto quello che volete pur che …. [autocensura]

    (no. Battiato no. Da decenni e da epoche pseudopoliticamente non sospette io dico: Battiato no = Il Grande Bluff)

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    • Amfortas 27 giugno 2013 alle 8:12 am

      gabrilu, ciao :-).
      Sì lo so, il personaggio è discutibile (la recente esperienza “politica” l’ha confermato, tu lo sai meglio di me) ma a me in molte cose piace. E poi, per quanto possa essere triste, oggi il nostro teatro ha bisogno *anche* di visibilità e la presenza di Battiato garantisce attenzione dei media. Per quanto riguarda gli esiti artistici, tu sai che io qui non guardo in faccia nessuno. Vedremo a tempo debito.
      Ciao e grazie 🙂

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      • gabrilu 3 luglio 2013 alle 4:15 pm

        @Amf
        quel tuo “ciao e grazie” dice molto 🙂
        Vabbuò, fate un po’ come vi pare.
        Tanto, chi sono io? Una che semplicemnte ogni tanto dice la sua sul suo o un altrui blog.
        Il che significa = contare come il due di briscola ( = cioè men che niente).
        Alè! 🙂
        Bacioni sempre (Captain Ripley permettendo) 🙂

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      • Amfortas 3 luglio 2013 alle 4:57 pm

        gabrilu, non era mia intenzione liquidare l’argomento :-), è che purtroppo l’unica cosa che posso fare è dire la mia dopo che avrò visto lo spettacolo, non ho altre armi. E, ti dirò, visti i chiari di luna qui a Trieste (al Teatro Verdi non ci sono soldini per le paghe di giugno), può pure essere che io debba recensire il nulla, tra qualche mese…
        Baci e abbracci (ché Captain Ripley permette!), ciao!

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  5. gabrilu 3 luglio 2013 alle 5:05 pm

    @ Amf, io di te mi fido:
    Aspetterò a piè fermo (cioè, a tastiera ferma) la tua recensione.
    Se mi vedi distratta, strattonami.
    (Capiscimi ammè: non è che tutti i giorni mi faccio giro delle Sette Chiese, e quindi qualche post degli amici mi può anche sfuggire)
    Ci tengo,a leggere il tuo parere sul Nostro.
    (Poi magari si litiga, ma amabilmente, neh)
    Dico davvero, neh.

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