Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La stagione 2014 di opera e balletto al Teatro Verdi di Trieste: varie ed eventuali dal teatro del Mulino Bianco.

Oggi si è tenuta la tanto attesa conferenza stampa di presentazione della stagione 2014 di lirica e balletto del Teatro Verdi di Trieste, alla presenza del sovrintendente Claudio Orazi e di Roberto Cosolini, sindaco di Trieste.
C’erano molte aspettative e anche parecchi timori, perché tutti sanno della critica situazione economica che influisce in modo devastante sui contributi dello stato alla cultura e quindi alle fondazioni liriche.
Eppure, nei mesi scorsi erano filtrate voci che davano per certi o almeno possibili alcuni titoli che avrebbero reso la proposta del Verdi appetibile per il pubblico triestino e anche per gli eventuali spettatori di fuori città. Purtroppo, la speranza delude sempre, come ci ricorda Turandot.
Cosa c’è di positivo, in questo cartellone?
Allora, sicuramente il discreto livello artistico dei cantanti impegnati e degli allestimenti proposti (quasi tutti già visti qui o altrove, peraltro). Però, da questo punto di vista, i risultati si valuteranno di volta in volta con serenità, come sempre.
Poi, l’inserimento nel programma di un’operetta, genere amatissimo a Trieste e dintorni e che vanta una tradizione storica nel capoluogo.
Il debutto a Trieste dell’opera buffa L’occasione fa il ladro e dell’opera giovanile di Mozart Il Re pastore.
E poi basta, dal mio punto di vista. Bisogna accontentarsi? Sì, sono il primo a dirlo.Fondazione Teatro Lirico G. Verdi
Resta il fatto che ascoltando le parole del sovrintendente Orazi e del sindaco Cosolini io (e non solo io, a dire il vero) ho avuto la sensazione di essere immerso in uno di quegli spot pubblicitari che ci affliggono in televisione. Sapete la famiglia del Mulino Bianco o della Barilla, quella in cui tutti sorridono, non si capisce chi sia il padre e chi sia il nonno, chi la figlia e chi la madre? Quelle famiglie in cui va tutto bene, quelle famiglie che avrebbero ascoltato volentieri le note dell’orchestrina del Titanic mentre la nave sta affondando? Ecco. Un turbinio di belle parole e di magnifici intenti, la testimonianza meritevole che per far conoscere l’opera agli studenti ci si sta muovendo in qualche modo, con risultati definiti apprezzabili.
Ma, nonostante questo, la nave del Verdi è realmente in acque pericolose ed io mi sarei aspettato, per esempio, che il sindaco Cosolini rispondesse a brutto muso [o sgomitando, come faceva quando giocava sottocanestro, e io ne so qualcosa (strasmile)] al presidente della provincia di Udine Fontanini, che un giorno sì e l’altro pure sostiene impunemente che la regione passa al Teatro Verdi troppi soldi!
Avrei voluto che Claudio Orazi spiegasse perché il più volte annunciato progetto di allestire Das Liebesverbot sia scomparso nel nulla, facendo sì che il Verdi sia praticamente l’unico tra i maggiori teatri italiani a non aver ricordato Wagner nell’anno del bicentenario della nascita.
Oppure, avrei avuto piacere di sapere come mai il Nabucco, recentemente presentato a Udine e Pordenone, non è potuto essere proposto anche a Trieste.
Mi sarei aspettato un po’ di rabbia, di livore. Un po’ di sana incazzatura, anche per far vedere a tutti i dipendenti del teatro, che stanno facendo notevolissimi sacrifici economici e non solo, che i loro dirigenti sono con loro, al di là di tiepidissime dichiarazioni di circostanza.
Mi trovo quindi a dover ricopiare per il terzo anno consecutivo considerazioni fatte in passato:

Per me sarebbe stato molto più produttivo, anche in termini economici, puntare a un cartellone di “rottura”, che smarcasse Trieste dall’ennesima programmazione fotocopia (anzi, brutta copia) scontata e identificasse il teatro triestino per originalità di scelte.
Un’opzione che non necessita di risorse enormi, se determinata con criterio, e che avrebbe garantito l’attenzione dei media e l’affluenza di appassionati da fuori città. Un’operazione, questa sì, culturale e lungimirante nel senso più ampio, che avrebbe aperto all’esterno, incuriosito e magari proponendo qualche titolo del Novecento, avvicinato davvero un pubblico più giovane all’opera che garantirebbe quel ricambio generazionale così indispensabile.
Non mi metto neanche a citare titoli, ce ne sono un’infinità, anche in un’ottica di risparmio che limiti le prime parti, che pesano sulle esangui casse dei teatri.

 Consideriamo i titoli, dunque, premettendo che due sono gli appuntamenti dedicati al balletto: Six Antique Epigraphs – In White and Black/ le Sacre du printemps, su musiche di Debussy e Stravinsky e Anna Frank, parole dall’ombra su musiche di Verdi e Puccini.
Questo invece il cartellone lirico:

Gianluca Terranova

Gianluca Terranova

Un ballo in maschera, 6 recite dal 9 al 18 gennaio:  dirige Gianluigi Gelmetti, Gianluca Terranova, Norma Fantini, Devid Cecconi, Mariana Pentcheva, regia  Massimo Gasparon.
L’occasione fa il ladro, 6 recite dall’11 al 18 febbraio: dirige José Miguel Perez-Sierra, Irina Dubrovskaia, Enrico Iviglia, Domenico Balzani, Antonella Colaianni, regia Elisabetta Brusa.

Amarilli Nizza

Amarilli Nizza

Madama Butterfly, 6 recite dal 27 febbraio all’8 marzo: dirige Donato Renzetti, Amarilli Nizza, Luciano Ganci, Giorgio Caoduro, regia di Giulio Ciabatti.

Gianluigi Gelmetti

Gianluigi Gelmetti

La traviata, 6 recite dal 21 marzo al 1 aprile: dirige Gianluigi Gelmetti, Jessica Nuccio, Stefan Pop, regia di Henning Brockhaus.
Attila, 6 recite dal 23 al 31 maggio: dirige Donato Renzetti, Enrico Iori, Anna Markarova, Sergio Escobar, Devid Cecconi, regia Enrico Stinchelli.
Il paese del sorriso, 6 recite dal 17 al 28 giugno: dirige Antonino Fogliani, Ekaterina Bakanova, regia di Damiano Michieletto.

Eva Mei

Eva Mei

Il Re pastore, 6 recite dal 24 ottobre al 2 novembre: dirige Francesco Lanzillotta, Eva Mei, Tony Bardon.

Chiudo rispondendo alla domanda che alcuni mi hanno fatto oggi, alla fine della conferenza stampa: Perché non sei intervenuto e non hai espresso il tuo disappunto, come hai fatto l’anno scorso?
Perché l’anno scorso mi è bastato, appunto.

Un saluto a tutti, alla prossima.

 

Advertisements

53 risposte a “La stagione 2014 di opera e balletto al Teatro Verdi di Trieste: varie ed eventuali dal teatro del Mulino Bianco.

  1. don jose' 11 novembre 2013 alle 7:06 pm

    grande paolo!!!!!condivido (quasi)tutto!!!! comunque attila è diretto da renzetti…a presto!!!

    Mi piace

  2. Alucard 11 novembre 2013 alle 8:00 pm

    Si potrebbero dire tante cose, ma è inutile. Tocca accontentarci e anche ringraziare.

    Mi piace

  3. Paolo Locatelli 12 novembre 2013 alle 10:21 am

    Probabilmente non mi rendo conto di cosa significhi organizzare una stagione lirica e delle condizioni economiche del teatro ma mi sembra si potesse fare molto di meglio, soprattutto nella scelta dei titoli e degli allestimenti (basta guardare le migliaia di spettacoli disponibili al noleggio che ci sono su operabase, non parlo di nuove produzioni, qualcosa di alto livello a buon mercato lo si trova di sicuro). I cast mi sembrano nel complesso buoni, i direttori sono sempre gli stessi, affidabili. Staremo a vedere.

    Mi piace

  4. Enrico Bruno 12 novembre 2013 alle 12:11 pm

    Hai visto il pieghevole??? Non una nota sulla seconda compagnia!!! A dir poco una presa ib giro del pubblico! Bravo sovrintendente Orazi

    Mi piace

  5. Poliziano 12 novembre 2013 alle 2:01 pm

    Perchè una seconda compagnia ? Sono ore di ripetizione in più e tutto un insieme di spese supplementari che sarebbero giustiificate se il numero di rappresentazioni fosse superiore alle 6 previste….

    Mi piace

    • Amfortas 12 novembre 2013 alle 8:08 pm

      Poliziano, l’anno scorso per i o le cover era prevista una recita. Pensavo che fosse così anche quest’anno, effettivamente. In merito alle 6 recite, per me sono pure troppe per il bacino d’utenza triestino e poi credo dipenda molto dal titolo scelto. L’occasione fa il ladro sarà disertata o quasi (felicissimo di sbagliarmi, ovviamente) e a mio parere anche altri titoli sono seriamente a rischio affluenza scarsa. In primis l’Attila, visto appena qualche mese fa (Trieste non è Venezia, la città turistica è un sogno).
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  6. Enrico Bruno 12 novembre 2013 alle 8:07 pm

    Non per essere polemico ancora una segnalazione: nel pieghevole che probsbilmente verra’ inviato manca pure la distribuzione dei turni in modo che una persona sappia quando gli tocca andare a teatro. Saluti e grazie

    Mi piace

  7. Alucard 12 novembre 2013 alle 8:56 pm

    Dal sito del teatro:
    “In relazione alla Stagione Lirica programmata, la Fondazione propone quest’anno una compagnia di canto che vedrà alcuni ruoli principali interpretati da altri artisti per alcune recite a rotazione in tutti i turni di abbonamento ad eccezione delle “prime” (turno A). ”
    Poi in genere nei primi pieghevoli mancano sempre molte notizie… io ne ho uno di anni fa dove persino interi cast di tutte le opere sono diversi da quelli che poi abbiamo visto.

    Mi piace

    • Enrico Bruno 12 novembre 2013 alle 9:57 pm

      Resta una cosa poco seria, Tutti i teatri che si rispettano pubblicano i cast sl completo cosi’il pubblico ,almeno quello non abbonato, e’ libero di scegliere. Teatro Verdi proprio non ci siamo!!!!!

      Mi piace

      • Amfortas 13 novembre 2013 alle 10:00 am

        Enrico, vero sino a un certo punto, e non lo dico per difendere Orazi o altri. Uno dei motivi più frequenti di malcontento è che i cast non sono noti con sufficiente anticipo, in molti teatri italiani. Rimane una pratica esecrabile, ma almeno per questo non me la sentirei di crocifiggere nessuno qui a Trieste: almeno i primi cast sono noti. Certo, nella sostanza hai ragione tu.
        Ciao e grazie.

        Mi piace

    • Amfortas 13 novembre 2013 alle 9:55 am

      Alu, grazie per la puntuale precisazione. Confermo che anche recentemente i cast previsti sono stati cambiati. Ricordo ancora il grandioso Calenda che magnificava le doti artistiche, ignote ai più, di una cantante che non si è mai presentata a Trieste. E questo solo un paio di stagioni fa.
      Ciao e grazie 🙂

      Mi piace

  8. Andrea B 13 novembre 2013 alle 5:16 am

    Non capisco il motivo per cui si sia dovuto attendere fino alla metà di novembre per avere la presentazione di un siffatto cartellone. Bastava fotocopiare quello di un paio d’anni fa. Siamo al ridicolo e chi si accontenta godrà ancora per poco. Questo teatro è già morto e si stanno occupando di imbalsamare il cadavere. L’enfasi sulla “grande cooperazione” di respiro europeo per un balletto fatto con Zagabria è al limite del ridicolo! Forse basta a fa ringalluzzire un pensionato di assai scarsi orizzonti, ma la realtà è che siamo in uno stato post-viagra. A Trieste non mancano i soldi, manca il pensiero.

    Andrea B.

    Mi piace

    • Amfortas 13 novembre 2013 alle 10:08 am

      Andrea, lo stato post viagra mi è ignoto :-), ma immagino che non sia una cosa di cui vantarsi. Purtroppo non posso che condividere il tuo pessimismo. Secondo me quest’anno sarà fondamentale per capire il futuro di tutte le fondazioni liriche italiane. In effetti la retorica sulla cooperazione, a fronte di un balletto risibile, avrebbe potuto esserci risparmiata. Io spero che il cartellone sia rinforzato da qualche iniziativa collaterale di rilievo, che non risolverebbe alcun problema, ma almeno sarebbe un segno di vitalità. Un’idea potrebbe essere qualche bel concerto di canto, tu che ne dici?
      Ciao e grazie.

      Mi piace

  9. Enrico 13 novembre 2013 alle 10:29 am

    beati voi che non avete problemi economici, qui a Bologna ormai siamo all’agonia…

    Mi piace

    • Amfortas 13 novembre 2013 alle 10:41 am

      Enrico, in che senso non abbiamo problemi economici? 🙂 E guarda che se vuoi facciamo un mini referendum su quale tra le due stagioni è da preferire…voi per l’opera mettete “in campo” Parsifal, Tosca, Evgenij Onegin, Così fan tutte, Guillaume Tell e Lady Macbeth del Distretto di Mzensk! Non scherziamo, dai!
      Ciao!

      Mi piace

  10. Enrico 13 novembre 2013 alle 10:39 am

    …e pensare che Abbado aveva lanciato anni fa un progetto per un auditorium di 1800 posti con acustica curata da Yasuhisa Toyota e tanti altri bla bla bla. A parte i soldi per farlo (piccolo particolare) chi manterrà l’orchestra Mozart? e ancora chi manterrà l’orchestra stabile (ancora per poco) del glorioso Teatro Comunale dove una volta Solti, Chailly e altri venivano a registrare per la Decca?
    Credo che l’anno prossimo vedrà una bella serrata generale in Italia, anche se mi auguro che non accada mai!

    Mi piace

  11. Enrico 13 novembre 2013 alle 10:39 am

    Scusate lo sfogo di parte

    Mi piace

  12. Enrico Bruno 13 novembre 2013 alle 1:39 pm

    Siamo due Enrichi chr commentiamo…io avrei fatto due titoli in meno lasciando quelli di cui si parlava…Mefistofele Favorita e perche’ no das Liebesverbot che avrebbero forse richiamato spettatori anche da fuoti citta’! Rappresentare Butterfly e l’ ennesima Traviata con lo stesso mediocre tenore di tre stagioni fa e’ essere assai miopi e corti di idee o sbaglio????

    Mi piace

    • Amfortas 13 novembre 2013 alle 1:52 pm

      Enrico, sì vedo dagli indirizzi IP e dalle mail diverse che siete 2 Enrico 🙂
      Sui titoli e anche sui cast si potrebbe speculare a lungo. Due titoli in meno? Già sono pochi 7 appuntamenti, figuriamoci 5! E poi ci sono anche altri equilibri da rispettare, per esempio bisogna far lavorare il coro, considerare le esigenze di tutti gli abbonati, fare divulgazione, valorizzare le specificità del territorio, recuperare opere mai viste a TS o anzi repertori interi da valorizzare. Non dico che sia facile sai? Però ci si potrebbe provare in qualche modo, anche con le poche risorse disponibili.
      Comunque, vale per tutti, sappiate che ciò che scrivete qui è importante perché – lo vedo dalle visite e dalle provenienze – siete molto, molto letti.
      Un grazie ancora a tutti, perciò.

      Mi piace

  13. don jose' 13 novembre 2013 alle 4:15 pm

    un paio di considerazioni in aggiunta alla tua condivisibilissima esposizione della conferenza stampa del “duo Mulino Bianco”(xxl-smile). nessuna spiegazione sulla mancanza di mefistofele,wagner e favorita,pur ampiamente preannunciati(continua la poca considerazione per il fedele pubblico);e poi,perchè di nuovo l’attila e niente nabucco,visto in tutto il triveneto con “grandissimo successo di pubblico e critica”?trattasi indubbiamente di una stagione miserella:4 opere,di cui 3 viste recentemente,2 operine,1 operetta e 2 balletti non di repertorio;il mio fondato timore è che gli abbonati si riducano ancora considerevolmente,preferendo il pubblico acquistare i biglietti di volta in volta per quei 3-4 spettacoli che interessano,piuttosto che sottoscrivere un assai poco interessante abbonamento.io rinnovero’ il mio abbonamento,ma piu’ per amore del “nostro” teatro che per convincimento.

    Mi piace

    • Amfortas 13 novembre 2013 alle 6:40 pm

      Don José, io mi concentrerei su quello che era certo o quasi, perché le altre proposte (Mefistofele e Favorita) erano illazioni o poco più. Detto questo, so per certo che il nostro PPBisleri era a Lipsia a vedere il Liebesverbot, immagino per valutarne l’adattabilità al nostro palcoscenico: ecco, su questo credo che il sovrintendente farebbe bene a dire qualcosa. Ti contesto amichevolmente il termine “operina”, riferito immagino ai lavori di Rossini e Mozart. Certo, non sono quelle belle opere che piacciono tanto ai melomani old style, però in una stagione ci possono stare ampiamente. L’occasione, tra l’altro, l’ho vista nello stesso allestimento proprio al Malibran a Venezia, più o meno un anno fa.
      Poi, sul fatto che gli abbonati tendano a diminuire, concordo in pieno, ma qui ci sono responsabilità del teatro che comunica poco e male e, soprattutto, una contingenza economica che colpisce tutti. Difficile spendere quelle cifre in una botta sola, per chiunque.
      Comunque, ripeto che dal mio punto di vista Orazi ha fatto bene a non parlare sino a quando non è stato certo delle risorse, ma anche che avrebbe dovuto essere più incisivo in sede di conferenza stampa.
      Non so nulla degli interpreti del Requiem, Don José :-), potrei solo fare illazioni ma non è il mio stile.
      Poi, per quanto riguarda l’Attila (tra l’altro, si farà a Aquileia, come in realtà prevedeva il progetto originale?) una riproposta non mi scandalizza, anche perché quest’anno avremo almeno un tenore e un baritono “veri” che potranno cantare bene o male, ma che non mi costringeranno ad ardite perifrasi nel valutare la loro prestazione artistica 🙂
      Il Nabucco? Boh. Sarebbe facile cavarsela dicendo – almeno io che l’ho visto a Udin (così facciamo contento quel tipo, come si chiama, presidente della provincia friulana) – che è meglio che non ci sia, perché per me è un allestimento che porta sfiga da quanto è tetro ;-). In realtà si farebbe torto alla compagnia di canto che, se fosse stata confermata, avrebbe sicuramente soddisfatto anche i melomani più esigenti. Veloz, Caruso, Ryssov e Comparato meritano rispetto. Lo merita anche Roy, che però non mi ha mai convinto.
      Bene, scusa per la lenzuolata ma sai che io m’infervoro, no?
      Ciao, a presto!

      Mi piace

      • don jose' 13 novembre 2013 alle 7:23 pm

        grazie,amfortas!!!comunque il mefistofele era stato comunicato ufficialmente alla stampa da orazi quale inaugurazione della stagione 2014!!! per gli abbonati,poi,è vera e quanto mai contingente la crisi,ma ancor piu’ con essa si valuta attentamente dove spendere il proprio budget “culturale”…e francamente questa stagione non merita la spesa!!!

        Mi piace

      • Amfortas 13 novembre 2013 alle 7:30 pm

        Don José, credimi, non me lo ricordavo davvero. E, ti dirò, continuo a non ricordare un’occasione ufficiale in cui si è parlato del Mefistofele. Però, come sai bene, perdo colpi. Dicono sia l’incipiente gioventù…
        Ciao! 🙂

        Mi piace

  14. Andrea B 13 novembre 2013 alle 5:33 pm

    Caro Paolo,
    Qualche concerto di canto sarebbe interessante sicuramente. Qualche opera in forma di concerto pure: penso a un Tristano per esempio. Il pubblico diserta? Beh se ne trarranno le dovute conseguenze, significando questo che se manca un pubblico anche il teatro cessa la sua necessità di esistere. Così si mandano a casa anche un bel po’ di incompetenti scialacquatori.
    Si guardi solo la stagione sinfonica: c’è un’orchestra che non so da quanto tempo non suona Bartok, Stravinskij, Berg etc, ma ha ammansito al pubblico Prasanta Atma (chiedo scusa per eventuali errori di spelling) di tale Gelmetti. Ma per favore!
    Requiescant in pace.

    Andrea

    Mi piace

    • Amfortas 13 novembre 2013 alle 6:52 pm

      Andrea, hai ragione su tutta la linea. Il Prasanta ecc credo sia stato un piccolo tributo da pagare a Gelmetti, non è la fine del mondo. Ho sentito e visto di peggio, in fatto di piccoli tributi 🙂
      Il repertorio sinfonico è smisurato, secondo me quest’anno la stagione non è male sai? Poi, certo, anch’io vorrei tanto sentire Berg e Bartok, che sono un’ossessione per me. Specialmente Berg. Ma sai, davvero la scelta è enorme. I concerti di canto sarebbero i benvenuti: potrei fare una pazzia per Les nuits d’été per esempio, o anche per i Vier letzte Lieder. Anche qui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Sulle opere in forma di concerto sono più cauto. Recentemente ho intervistato per OperaClick Joan Matabosch (Direttore artistico del Real e del Liceu, mica uno qualsiasi) e la sua opinione sulle opere in forma di concerto – da addetto ai lavori – mi ha sorpreso. Inoltre per me l’opera lirica è teatro e senza scenografia mi pare che si metta in scena qualcosa di monco. Non mi convince.
      Ti metto il link dell’intervista, ok? Ciao e grazie.
      http://www.operaclick.com/interviste/intervista-joan-matabosch-nuovo-direttore-artistico-del-teatro-real-di-madrid

      Mi piace

  15. don jose' 13 novembre 2013 alle 5:42 pm

    a proposito di “sinfonica”: ho amici del centro italia e della provenza che verrebbero volentieri a trieste per il requiem verdiano del prossimo dicembre,ma mi chiedono di conoscere i “solisti”……ne sai qlc?grazie.

    Mi piace

  16. CASSANDRO 13 novembre 2013 alle 8:48 pm

    CASSANDRO

    Solo per notizia dato che si è trattato qui pure di Abbado.

    Sabato 23 andrò ad ascoltarlo al Parco della Musica con l’Orchestra Mozart, insieme al Coro e all’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, nella Seconda sinfonia “Lobgesang” di Mendelssohn (voci soliste: Julia Kleiter, Sara Mingardo e Maximilian Schmitt, che purtroppo non conosco . . . Che bello se avessi la tua cultura!).

    Cercherò di sforzarmi di seguire il concerto, in ossequio al noto detto di Abbado “la musica insegna ad ascoltare”.

    Non pensi, Amfortas, che proprio in questa occasione si realizza il noto adagio: “Il Signore manda biscotti a chi non tiene denti”.?

    Buona serata.

    Mi piace

    • Amfortas 14 novembre 2013 alle 9:56 am

      CASSANDRO, speriamo che il grande Abbado possa mantenere l’impegno, perché come sai ultimamente è stato costretto a cancellare per ragioni di salute.
      Conosco molto bene la Mingardo e Schmitt, un po’ meno la Kleiter, ma in ogni caso sono artisti di grande livello.
      Non sottovalutarti, caro Cassandro, e soprattutto non sopravvalutare me che sono solo un orecchiante di discreto mestiere 🙂
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  17. Heldentenor 13 novembre 2013 alle 11:10 pm

    Bah, la montagna ha partorito il topolino, meglio che nulla ma insomma…..come dici tu non vedo colonne di torpedoni pieni di melomani in rotta verso Trieste per vedere gli spettacoli del Verdi, mi sa che i vari Carraresi amici della lirica, giapponesi sempre in giro per opere etc li abbiamo persi per strada. Orazi non solo mi aveva parlato di Mefistofele, ma anche di un gran cast (?)…….hahahaha, e di una coproduzione con Lipsia di Liebesverbot, già andato in scena in Germania e che Zuppardo, maestro del coro già a Trieste ora a Lipsia, mi aveva detto avremmo visto pure noi. A proposito di concerti di canto domenica 10 ho sentito nella sala di via Coroneo 15, un concerto del soprano Laura Antonaz, accompagnata dal pianista Elia Macrì, organizzato dall’Associazione culturale Schiller, con un programma comprendente Schumann, Strauss, Wolf e un encore di Schubert, molto bello. Sarebbe stato da fare magari al Ridotto del Verdi e facendo pagare il biglietto, non a offerta libera come era lì. Il lied piace da queste parti, bisognerebbe tenerne conto.

    Mi piace

    • Amfortas 14 novembre 2013 alle 10:12 am

      Heldentenor, ciao. Mah, sai che davvero non so più che dire? Il Lied piace, ci mancherebbe che non piaccia! Anche a proposito dell’esempio che porti tu non so che dire. Bisognerebbe capire perché come mai il Ridotto non è sfruttato per questo tipo di eventi. Che sia anche in questo caso una questione di costi? Per natura io tendo sempre a giustificare, e tendo a pensare che chi ha determinate responsabilità ne sappia più di me. Proprio per questo credo che il sovrintendente avrebbe fatto meglio a essere più chiaro su certi punti.
      Ciao e grazie!

      Mi piace

    • fadecas12 14 novembre 2013 alle 9:22 pm

      Mi associo in pieno, avendo anch’io assistito all’ottimo e poco pubblicizzato concerto domenica scorsa alla sala dell’ex Goethe Institut, dove Antonaz e Macrì hanno onorato le esigenze di un programma dall’arco molto impegnativo – l’escursione da Schumann a Wolf, pur nel mondo del Lied, non è proprio una passeggiata – ed avrebbero meritato altri spazi ed altro uditorio.
      Mi sono chiesto ancora una volta perchè la (dis)organizzazione della vita culturale di Trieste porti a sottodimensionare la risonanza di certi eventi particolari e preziosi. Come era avvenuto un anno fa, per fare un esempio, in occasione della rara e riuscitissima ripresa del Kaiser von Atlantis di Ullmann in una cornice inadeguata e con pochissima pubblicità.

      Mi piace

      • Amfortas 15 novembre 2013 alle 9:29 am

        Fabrizio, ciao! Beh, hai ragione su tutta la linea, che vuoi che ti dica. Il fatto è che bisognerebbe capire il motivo per cui certe manifestazioni non trovano posto al Verdi. Io non lo so. In questo senso sarebbe bene che ci fosse un’informazione più precisa da parte di chi ha la responsabilità delle scelte strategiche.
        Ciao e a presto!
        Pare sia in arrivo (così mi dicevano ieri, non ho conferme ufficiali) un ulteriore finanziamento al Verdi, chissà, magari cambia qualcosa?
        Approfitto per una comunicazione di servizio.
        Questo post è stato letto già migliaia di volte e, storicamente, le statistiche mi dicono che gli articoli sul Verdi – insieme, ovvio, a quelli sulle prime della Scala – sono i più fortunati.
        Perciò scrivete, proponete, magari qualcuno prende spunto e/o ispirazione dalla vostre considerazioni.
        Ciao a tutti.

        Mi piace

  18. Andrea B 14 novembre 2013 alle 12:52 pm

    Ciao Paolo,
    Ho letto l’intervista a cui fai riferimento. Certo se hai un teatro che produce alla grande non ha senso fare opere in forma di concerto. Se hai un teatro in coma ormai irreversibile che sta chiuso per svariati mesi all’anno forse un senso c’è l’ha. Mantenere un orchestra e un coro stabili per fare solo traviate, butterfly and Co. mi pare una follia: così magari un po’ il repertorio si amplierebbe. Questa è la mia opinione da ignorante ovviamente. A me è capitato di apprezzare notevolmente alcune esecuzioni di opere in forma di concerto: penso a un Peter Grimes sentito recentemente, ma potrei citare altro. Certo alcuni titoli si prestano più o meno di altri.
    Ma chi ha predisposto la stagione triestina veramente pensa che la gente farà la fila per vedere L’occasione fa il ladro, Il re pastore et similia. Cose del genere dovrebbero farle alla Sala Tripcovich, che invece langue ormai sommersa dalle “scovazze”. Così almeno era l’ultima volta che fui a Trieste…….

    Andrea

    Mi piace

    • Enrico Bruno 14 novembre 2013 alle 2:26 pm

      Mefistofele era dato da Orazi quale sicuro titolo alla presentazione drlla stagione sinfonica e Favorita appariva con tanto di data 4 marzo sul sito di Antonino Siragusa!!!
      Per il Requiem pare che Gelmetti cerchi tra gli interpreti del ballo dsl momento che il giorno dopo cominciano le prove!

      Mi piace

      • Amfortas 14 novembre 2013 alle 5:51 pm

        Enrico, ecco spiegato l’arcano dell’annunciato Mefistofele. Alla presentazione della sinfonica non c’ero, ricordo che andai solo a ritirare il programma e me ne scappai in montagna a causa del caldo atroce.
        La soluzione di Gelmetti mi pare ragionevole, la Pentcheva e la Fantini hanno già in repertorio la Messa da Requiem di Verdi.
        Per la Favorita…speriamo per l’anno prossimo, che vuoi che ti dica…
        Ciao e grazie.

        Mi piace

    • Amfortas 14 novembre 2013 alle 5:46 pm

      Andrea, capisco il tuo punto di vista ma a me proprio non va giù l’idea dell’opera in forma di concerto, e se vengono a mancare le ragioni economiche – bisognerebbe approfondire i conti e le motivazioni del Verdi, io non ne ho certo la capacità – l’operazione mi pare di retroguardia. Il Peter Grimes al quale fai riferimento era (immagino eh?) all’Accademia di Santa Cecilia, quindi siamo in tutt’altro genere di problematiche. Poi, non ho alcun dubbio che sia stato soddisfacente, anche confortato dal parere tuo e di conoscenti presenti alle recite.
      Credi che alla Tripcovich i costi siano inferiori? Perché? Non credo proprio.
      So che in quella sala si sono fatte le prove del recente Nabucco, per esempio. Certo, quel posto langue e non poco.
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  19. giovanni 14 novembre 2013 alle 2:44 pm

    Vorrei soltanto dire che il cast del Ballo lascia davvero perplessi. il dibattito non dovrebbe essere solo sull’interesse di questi titoli o sui secondi cast, ma anche sulla perizia con cui si scelgono i nomi delle prime compagnie. cantanti vecchi e molo acciaccati o che con verdi non c’entrano nulla ed una bacchetta che da sempre le voci le mette in difficoltà fanno già immaginare cosa ascolteremo. questo va oltre ogni domanda sui titoli e pone la questione delle scelte dei protagonisti, perchè certi titoli si fanno solo se si hanno i cantanti adeguati

    Mi piace

    • Amfortas 14 novembre 2013 alle 6:01 pm

      Giovanni, non m’avventurerei in pronostici, anche perché non ne usciremmo più. La Penthceva e la Fantini cantano abitualmente Verdi, idem Cecconi. Credo che anche Terranova abbia in repertorio Riccardo, ma potrei sbagliare. Che Gelmetti copra i cantanti è la prima volta che lo sento dire, a me non risulta anzi, anche in serate dal rendimento complessivamente non straordinario, ho sempre notato attenzione al palco.
      Ciao e grazie.

      Mi piace

      • Enrico Bruno 14 novembre 2013 alle 6:55 pm

        Ti do’ pienamente ragione! E poi lo spettacolo e’ finalmente bello ds vedere nella sua classicita’ e tradizione. Lo si puo’ vedere su sky. E la Pencheva e’ grande come Ulrica e Cecconi se la cava sempre bene. I miei dubbi sono per Traviats e per Escobar come Foresto. L’ avete sentito come Ismaele da Boligna??? Da chiudersi le orecchie!!!!

        Mi piace

      • Amfortas 15 novembre 2013 alle 9:21 am

        Enrico, ciao. Ribadisco che le valutazioni artistiche si faranno al momento giusto e cioè dopo le recite, nel bene e nel male. A me per esempio l’allestimento di Gasparon – che ho visto dal vivo parecchi anni fa – non piace poi tanto :-).
        Ciao e grazie.

        Mi piace

  20. giovanni 15 novembre 2013 alle 12:33 pm

    caro amfortas e amici, le valutazioni artistiche si fanno a posteriori e tutti ce le auguriamo positive. Ma una dir artistica è tenuta a farle mentre sceglie un cast e qui la valutazione è sul presente, non sono scritture di mille anni fa. Non volevo fare nomi, ma dato che avete fatto degli esempi , mi limito a segnalare quello che si legge nel web. Terranova è tenore da rigoletto che canta con poca eleganza , non mi pare affatto adeguato alla vocalità di ballo. Ha sempre peccato e tuttors pecca di questo difetto di stile. La fantini, da te recensita nel naufragio parmigiano in trovatore, ha di recente cantato con fatica un pessimo ballo di cui v’è cenno in un foro tedesco e qualche sparuta notizia nel web, come pure pessima fu in forza al liceu un anno orsono. Canta ormai solo verismo ed è molto acciaccata. Idem la pentcheva, fischiata a parma in forza e aida recenti. Non è mai stata un contralto ed ora è anche lei a fine carriera. Passi per cecconi che ha fatto anche alcune cose buone. Se non si hanno cantanti per un titolo così impegnativo, perchè improvvisarlo? Perchè non cercare opere dove si possano avere le carte in regola per fare bene nel nostro teatro? Commentare scelte di questo tipo è commentare la direzione artistica in primis, e volevo solo aggiungere la mia alle vostre osservazioni circa attila ed il resto. Di interessante c’è solo la dubrovskaya nell’occasione. Pagare dei nomi che non hanno qualità da portare non mi pare ne valga la pena, soprattutto per fare cose troppo impegnative e con recite molto molto vicine. La mia è una critica a certo tipo di politica gestionale. grazie

    Mi piace

    • fadecas12 15 novembre 2013 alle 8:35 pm

      Premesso che anch’io preferisco esprimere giudizi a posteriori, mi permetto, tanto per bilanciare un po’ le previsioni al ribasso espresse su alcuni cast e sul profilo certamente non esaltante di questa stagione, di introdurre … “una nota, una sola, di allegrezza:-)
      sono lieto di poter riascoltare finalmente al Verdi una grande interprete pucciniana che anni fa mi era parsa eccezionale in Manon Lescaut e Angelica, e la cui carriera sembra dare ragione a quelle liete aspettaive; intendo Amarilli Nizza, la cui presenza -speriamo- basti a ridimensionare l’inutilità della ripresa di un’ennesima Butterfly.
      Forse avrò torto, lasciatemi almeno sperare …

      Mi piace

      • Amfortas 16 novembre 2013 alle 9:57 am

        Fabrizio, ciao. Sai che sulla Nizza la penso come te e ti dirò, tutto sommato la Butterfly – con Ganci, Caoduro, Renzetti sul podio e la bella regia di Ciabatti – mi pare un allestimento interessante.
        Per quanto riguarda il resto, credo che il pubblico triestino si innamorerà di Ekaterina Bakanova nel Paese del sorriso.
        Ciao, a presto!

        Mi piace

    • Amfortas 16 novembre 2013 alle 9:49 am

      Giovanni, ok, speriamo che le cose vadano meglio delle previsioni. Non voglio sminuire il tuo parere, ma davvero se cominciamo con queste discussioni non la finiamo più!
      Ciao e grazie 🙂

      Mi piace

  21. Lorenzo 15 novembre 2013 alle 1:04 pm

    Cari tutti, perchè non chiedere al Sovrintendente Orazi un incontro pubblico? Potrebbero essere presenti anche i rappresentanti delle maestranze. E il nostro Amfortas (Paolo grazie, fai più tu per il teatro che altri che ne avrebbero il dovere) sarebbe l’ideale moderatore di un incontro di questo tipo.
    Io l’ho buttata lì, che sia un seme che può germogliare? Pensateci.
    Un caro saluto a tutti voi e a Amfortas in modo particolare.
    Lorenzo

    Mi piace

  22. Pingback:La Top Ten dei post più letti nel 2013. | Di tanti pulpiti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: