Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Mensili: gennaio 2014

Recensione seria di La Clemenza di Tito al Teatro La Fenice di Venezia.

Anche Daland è rimasto soddisfatto.

È cominciata con un minuto di silenzio per ricordare la scomparsa di Claudio Abbado, com’era giusto e sacrosanto, la serata alla Fenice di Venezia in occasione della prima della Clemenza di Tito di Mozart.
Anch’io, per rispetto, questa volta lascio frizzi e lazzi nel cassetto.Tito 5 Leggi il resto dell’articolo

Claudio Abbado non c’è più.

E le parole sono superflue.

Recensione abbastanza seria della Scala di seta di Gioachino Rossini al Teatro Malibran di Venezia.

La scala di seta, Venezia Teatro Malibran 17 gennaio 2014

Di nuovo l’orrida Venezia mi si è presentata intristita e semi abbandonata dai turisti: devo cominciare a preoccuparmi? Guardate che ora c’è pure l’ovovia sul Ponte di Calatrava eh? Tra l’altro è costato una cifra impressionante, mica si può trascurarlo così!ovoviaInsomma, ieri l’unica soddisfazione me l’ha data un fruttivendolo alloctono il quale, scuotendo la tenda del suo baracchino per liberarla dall’acqua mi ha sommerso con quel paio di centinaia di litri di un liquido che definirei, vista la consistenza, melmoso. Vorrei non avanzare ipotesi sul “materiale” che ha reso l’acqua piovana, avete suggerimenti (strasmile)?
Ma, come sempre, passiamo alle cose meno serie. Leggi il resto dell’articolo

Il Parsifal di Richard Wagner al Teatro Comunale di Bologna: la regia di Romeo Castellucci fa discutere.

pars II atto

II atto

La settimana scorsa ero a Bologna, dove sabato ho visto la prova generale del Parsifal del centenario (nel 1914, nella città felsinea, l’opera debuttò in Italia).
Ieri sera si è svolta la prima e, da quello che ho capito, gli esiti artistici complessivi sono stati positivi nonostante – com’era ovvio – qualche sonora contestazione alla regia.
E proprio dell’allestimento parlerò in questo articolo e in particolare della regia di Romeo Castellucci che firma anche scene, costumi e luci. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria di Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: buona la prima.

Trieste, Un ballo in maschera, 9 gennaio 2014

Bello tornare al Teatro Verdi di Trieste per l’apertura della stagione lirica 2014 e ancora più soddisfacente notare che i segni del tempo non lasciano solchi solo sul mio bel sembiante.
Le prime teatrali, come si sa, sono anche occasioni mondane (in senso buono, smile) in occasione delle quali, soprattutto le signore a dire il vero, sfoggiano gioielli e vestiti straordinari, quasi sempre improntati a quella delicata sobrietà che caratterizza anche le loro esistenze. Qual è il problema, direte voi? Beh, che con la crisi qualche volta anche le signore perbene sono costrette a indossare abiti, pur lussuosi, di qualche anno prima. Nel frattempo la situazione è cambiata e perciò quel vestitino firmato che cadeva bene l’anno scorso ora cade e basta, oppure stringe facendo scattare il temuto effetto insaccato. L’osservatore attento, quale sono io – che, diciamolo, la mia porca figura la faccio sempre anche come bullo in maschera (strasmile) – è particolarmente attratto da quei personaggi (uomini e donne) che non si rendono conto che il tempo passa, accidenti. Per alcune di queste persone, peraltro, la valutazione estetica è simile a quella che si dà agli acuti dei cantanti: poca o tanta roba ma comunque mal sostenuta (smile). Ma è tempo di passare alla parte meno seria, e cioè agli esiti artistici di questa prima. Leggi il resto dell’articolo

Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: una breve introduzione semiseria.

La storia della genesi del Ballo in maschera di Giuseppe Verdi, opera che aprirà la stagione 2014 del Teatro Verdi di Trieste, passa anche attraverso la veloce descrizione dei problemi che compositore e librettista (Antonio Somma) ebbero con la censura del tempo. Non è certo una novità, ma in quest’occasione davvero sembra che oltre all’ottusità dei censori politici– che sono scemotti per default (smile) – anche il caso ci abbia messo del suo.
Provo a sintetizzare brevemente. Leggi il resto dell’articolo

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