Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: incanta la violinista Francesca Dego.

Continua, con grande successo di pubblico, la stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste. La sensazione è che la proposizione di capolavori del grande repertorio sia gradita e, in questo senso, attingere alla purissima fonte di Pëtr Il’ič Čajkovskij è sempre una garanzia.

Francesca Dego

Francesca Dego


In realtà l’impegnativo concerto è cominciato con l’esecuzione della Akademische Festouvertüre (Ouverture per una festa accademica) di Brahms di cui Donato Renzetti e l’Orchestra del Verdi (ottoni e legni in grande evidenza) hanno dato una lettura brillante, che ha ben reso il senso di giovanile spensieratezza che caratterizza questa pagina musicale. Dego-francesca
Un’atmosfera ideale per accogliere la giovane violinista Francesca Dego che ha incantato con un’interpretazione travolgente del Concerto in re maggiore per violino e orchestra del compositore russo.
Allieva di Salvatore Accardo, Francesca Dego ha ben sottolineato sia l’ispirazione melodica della composizione – proprio quella che fece inorridire Eduard Hanslick che se ne uscì con l’infelice espressione musica puzzolente – sia la parte più virtuosistica, resa però con una partecipazione non affatto esteriore.
Dell’artista, bellissima ed elegante, colpiscono in particolare la fluidità del suono e l’immediata comunicativa, oltre che la naturalezza del gesto che fa sembrare facile ciò che notoriamente è estremamente complicato. Ottima anche l’intesa col direttore – un paterno Renzetti – che trae il meglio dall’Orchestra del Verdi.

Donato Renzetti

Donato Renzetti

Dopo l’intervallo, ancora Čajkovskij, quello della Quinta sinfonia.
Nella Quinta, pagina musicale popolare e perciò inflazionatissima è sempre presente il pericolo di un eccesso di melassa – segnatamente nel cantabile secondo movimento – eppure la lettura di Renzetti, senza rinunciare a un pronunciato lirismo non è sembrata mai ridondante o retorica, ma anzi si è caratterizzata per una notevole asciuttezza interpretativa.
E se è vero che pur sempre di una completa rassegnazione di fronte al destino si tratta, questa rassegnazione è vissuta con una certa virilità e senza mollezze, anche con una punta di giocosa ironia, che traspare dal valzer del terzo movimento.
Alla fine il pubblico ha decretato un vero trionfo alla splendida Francesca Dego e a Donato Renzetti, entrambi chiamati più volte al proscenio.
Un plauso anche alle maschere, impegnate in una lotta senza esclusione di colpi (smile) con alcuni giovani spettatori.

Un saluto a tutti, alla prossima!

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8 risposte a “La stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: incanta la violinista Francesca Dego.

  1. pasquale 5 febbraio 2014 alle 2:30 am

    oltre che brava è anche sex 😀

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  2. daland 5 febbraio 2014 alle 2:29 pm

    L’ho osservata (ehm… ascoltata) più volte qui a Milano, dove è spesso ospite in Auditorium: bella come David Oistrakh e brava come la Jennifer Lawrence… oddio, forse devo aver invertito qualcosa.
    Ciao!

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  3. vitty 8 febbraio 2014 alle 9:25 pm

    E’ bello vedere una ragazza tanto giovane così piena di talento!!! 🙂

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  4. Silvio Del Gaiso 12 febbraio 2014 alle 9:09 pm

    E i botti dei fuochi d’artificio del Capodanno Cinese che hanno disturbato l’esecuzione della Quinta la sera di venerdì 31 gennaio? Il maestro Renzetti si è addirittura fermato per qualche istante, poi pazientemente ha proseguito. Dei fuochi in riva i pompieri in servizio in teatro non sapevano assolutamente niente. Erano autorizzati regolarmente? E proprio a quell’ora? Oppure no? Insomma, qui i casi sono due, o i nostri amministratori pubblici sono degli ignorantoni, o in questa nostra povera città ognuno fa quel che c… gli pare. Grazie per l’attenzione.

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    • Amfortas 13 febbraio 2014 alle 9:13 am

      Silvio, ciao. Non sapevo dell’inconveniente perché ero in teatro il giorno dopo, sabato. Curiosa situazione, strano che non ne abbia parlato nessuno. Strano fino a un certo punto, peraltro, dal momento che della stagione sinfonica non interessa nulla a nessuno.
      Ciao e grazie!

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