Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Mensili: maggio 2014

Recensione malinconica di Attila di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste. Arrivano i barbari? Magari…

Caro Sindaco Roberto Cosolini, che presiedi il CDA del teatro: tu che hai fatto molto – oggettivamente – per il Verdi, devi riprendere a tirare qualche gomitata come quando giocavi sotto canestro nella Talpa (e io ne so qualcosa, strasmile). Siamo ai supplementari e manca poco alla fine della partita. Ci vuole qualche intervento al limite del regolamento perché in questi casi conta il risultato e non il savoir faire.
È urgente che lo staff dirigenziale del Teatro Verdi si rimbocchi le maniche e cerchi di risolvere quello che, a mio parere, è il più grande problema del momento: la disaffezione del pubblico per il proprio teatro. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di Tosca di Giacomo Puccini al Teatro La Fenice di Venezia: bella senz’anima.

Certo, l’orrida Venezia non si smentisce mai. Lo pensavo ieri in cammino verso il teatro quando, nel sottrarmi ai buttadentro dei ristoranti incappavo nei venditori di quella specie di gelatine volanti multicolori e appiccicose che mi fanno orrore. Oppure, nei momenti in cui il mio lato romantico prevaleva, mentre mi affacciavo ai ponti delle calli e vedevo ingorghi di gondole nei canali e imparavo parolacce che m’erano sconosciute. Ma quello che non avevo mai visto era il fritto misto a guisa di torta nuziale, a tre piani. Una cosa davvero raccapricciante.
E, a proposito di gastronomia, la serata in teatro per certi versi mi è sembrata come quelle cene un po’ pretenziose durante le quali mangi piatti belli da vedere ma sciapi. Leggi il resto dell’articolo

Si chiude con un po’ di malinconia e qualche polemica la stagione sinfonica 2013/4 al Teatro Verdi di Trieste.

 Oggi sul quotidiano triestino c’è un ampio servizio in merito alle vicende finanziarie della fondazione triestina. Gli sviluppi sembrano di buon auspicio, ma è indispensabile che non si perda di vista l’obiettivo principale: la qualità artistica, senza la quale i finanziamenti servono a poco. Leggi il resto dell’articolo

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