Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Si chiude con un po’ di malinconia e qualche polemica la stagione sinfonica 2013/4 al Teatro Verdi di Trieste.

 Oggi sul quotidiano triestino c’è un ampio servizio in merito alle vicende finanziarie della fondazione triestina. Gli sviluppi sembrano di buon auspicio, ma è indispensabile che non si perda di vista l’obiettivo principale: la qualità artistica, senza la quale i finanziamenti servono a poco.
L’ultimo appuntamento con la stagione sinfonica 2013/2014 al Teatro Verdi prevedeva, in origine, l’atteso ritorno nel capoluogo di Daniela Barcellona, che avrebbe dovuto interpretare il ciclo di songs Sea Pictures op. 37 di Edward Elgar. Purtroppo, a pochi giorni dal concerto è stato annunciato – non senza qualche ambiguità – che il mezzosoprano triestino non avrebbe potuto partecipare alle due serate, mentre il resto del programma previsto si sarebbe svolto regolarmente nonostante il cambio del direttore (Roman Brogli-Sacher al posto di Alessandro Vitiello).
Al di là della delusione provocata dall’assenza dell’artista triestina – recente il suo trionfo alla Scala di Milano con Les Troyens di Berlioz –in generale mi pare che negli ultimi anni al Teatro Verdi le defezioni dell’ultimo minuto siano un po’ troppo frequenti rispetto alla media. Soprattutto, ho la sensazione (condivisa da molti) che il management del Verdi in queste occasioni si limiti a una notarile presa d’atto della situazione e non spieghi con chiarezza i motivi dei forfait. Una situazione che rischia di compromettere il rapporto con il pubblico e che conferma una volta di più una certa criticità nella gestione della comunicazione all’esterno del teatro triestino.

Roman Brogli-Sacher

Roman Brogli-Sacher

Il concerto si è aperto con l’esecuzione di Gesang der Parzen (Canto delle Parche) per coro e orchestra, op. 89, un’opportunità per il Coro del Verdi di dimostrare che, anche se utilizzato con poca continuità, le doti di compattezza e la capacità di concentrazione sono sempre a ottimi livelli com’è nella virtuosa tradizione della compagine triestina. Va detto che – a mio parere – il brano, anche per la collocazione all’inizio della serata, è sembrato un po’ avulso dal contesto generale.
C’era molto interesse per la presenza a Trieste di Michail Lifits, pianista emergente che di recente ha ottenuto anche un award per un recital mozartiano inciso per la Decca.
Impegnato in un classico del romanticismo come il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra Op. 54 di Schumann, l’artista ha confermato le aspettative degli appassionati. Lifits ha favorevolmente impressionato per la delicatezza del tocco ma anche per l’energia e la vivacità dell’interpretazione di una pagina che richiede grandi capacità di comunicazione con l’orchestra, qui ben guidata da Roman Brogli-Sacher.
In questo senso alcuni momenti sono risultati molto emozionanti, come per esempio i dialoghi del primo tempo con i legni e in particolare col clarinetto, mentre nell’allegro vivace Lifits ha dato sfogo a tutta la sua capacità virtuosistica.20140503_185056
Alla fine sono state numerose le chiamate al proscenio per l’artista uzbeko, che ha ringraziato concedendo un bis.
Dopo l’intervallo era in programma un caposaldo del sinfonismo e cioè la Terza di Brahms, cronologicamente affine alla pagina corale d’apertura del concerto.
Roman Brogli-Sacher in quest’occasione ha ottenuto dalla splendida Orchestra del Verdi un risultato di rilievo assoluto, improntando l’esecuzione a una sobrietà che ha fatto apprezzare di più i momenti di trattenuto patetismo della partitura (penso al terzo movimento, in particolare) e allo stesso tempo cogliendo quell’atmosfera di cantabilità che fece affermare a Brahms stesso che il suo lavoro era diventato sfortunatamente troppo celebre.
Con questa serata si è chiusa la stagione sinfonica triestina e, purtroppo, anche in questo caso non posso non rilevare che il concerto – almeno nel pomeriggio di sabato, cui si riferisce l’articolo – è stato sostanzialmente disertato dal pubblico. Le Rive erano invece gremite di tanti turisti accorsi a Trieste per una manifestazione sportiva che si è svolta il giorno successivo: forse, lo ribadisco, la strategia di comunicazione del teatro andrebbe rivista.

Un saluto a tutti, alla prossima!

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2 risposte a “Si chiude con un po’ di malinconia e qualche polemica la stagione sinfonica 2013/4 al Teatro Verdi di Trieste.

  1. Misterkappa 6 maggio 2014 alle 1:17 pm

    Bel post, mi piace! 🙂

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